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Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’.

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’. Ascoltiamo ( leggiamo) sempre con interesse gli interventi del Gianfranco Teotino. Non sono campati per aria. Resta però il fatto che di qualche inciampo son vittime: e chi dice infatti che alle Coppe non si possa arrivare prima ( e contro) ogni contabilità, magari nel 2020? Le premesse ( in questa tornata) sono incoraggianti. Inoltre se è il danaro a farla da padrona, perchè le squadre di stato ( più o meno legali) degli sceicchi ( Psg e City) alle Coppe continuano a guardar attraverso il binocolo ? Mercoledì 15 gennaio, Teotino è tornato ad imperversare in 'Calcio di rigore' sulla infelice condizione economica del nostro pallone. Un mondo dove solo i ricchi ridono. I dati di Deloitte in questo senso sono impietosi. Senza tener conto di plusvalenze e trading dei giocatori, il bilancio del Barca si è chiuso ( ufficialmente) con 990 mln di ricavi, mentre per quello di previsione si paventa di oltrepassare ( per la prima volta al Mondo) il miliardo. La Juve, in tal contesto, non solo grazie a Ronaldo, è entrata nelle top ten del pallone, ma con quasi 400mln meno del Barca. E' cresciuta del 16%, ma meno del Barca ( +21, 7 %), del Psg ( +17,4%) e del Liverpool ( +17,7%). Recuperare il terreno è sempre più difficile per le italiane. Anche perchè le big non vivono più di soli diritti tivù. Che hanno ormai un peso che va dal 25% al 38%. Occorre conquistare quindi nuovi mercati, nuove entrate attraverso nuove iniziative commerciali e non, ma che noi con gli stadi che abbiamo siamo già dei miracolati a sentire che crescono gli spettatori. Con l'eterno manipolo d'indefessi ignoranti, ma crescono. Così come crescono i conti del pallone altrui. L'Inghilerra, Brexit o non Brexit, è arrivata alla vetta di 5,44 mld; la Germania ( che sorpassa gli Iberici ) a 3,16 mld ; la Spagna a 3,15 mld e l'Italietta nostra a 2,31. Come i gamberi. Gli altri volano, noi torniamo al palo, o quasi. Del resto qualche 'sveglio' in Europa ancora circola, da noi invece tra quelli che o 'tintinnegano' o ' mangian pane a tradimento' di 'svegli' ( al momento) non c'è manco l'ombra.

LA CRONACA DAL DIVANO. Sgoccioli dell’andata di Campionato. Nell’ultima, infatti, Inter e Atalanta, Lazio e Napoli, Roma e Juventus se le sono date di santa ragione. Creando momenti di calcio che non è che siano così scontati nei più celebrati tornei dell‘Altrove. Anche perchè, nel Belpaese, spettacolo vuol dire qualcosa di ( molto) diverso. Di suo proprio. Se non d’alternativo. In Premier, [...]

16 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il ruggito del divino Ibra. Che spettacolo tra Inter e Dea ! Forza, o bacucchi, dateci gli stadi!

Non solo sport. Il ruggito del divino Ibra. Che spettacolo tra Inter e Dea ! Forza, o bacucchi,  dateci gli stadi! Una domanda. Che avrà da dire quella miriade ( esterofila) di commentatori ( soprattutto) televisivi, dopo avere assistito a 'duelli' come quelli tra la Beneamata e la Dea, oppure tra l'Aquila e il Ciuccio? Forse, avranno qualcosa da rimbrottare? O non è che spetterà ad Altri apprendere ( oltre che ) ruminare? In particolare su quella aspra 'tenzone' al vertice, tra maglie d'identici colori, nello stadio dove ( ci voleva uno svedese a farcelo ricordare) si disputa ( ancora) ' il più bel derby del Mondo?'. Alla fine tra Beneamata e Dea è sortito un pari, un gol per parte, ma sofferto più d' un intervento d'alta chirurgia. Scendendo in cronaca, al momento, la lotta per lo scudetto resta desta ( almeno ) all'ombra di tre campanili diversi: dei Savoia sponda Signora; d'Ambrogio, sponda Beneamata e dei Cesari, sponda Aquila. La classifica, XIX andata: Juve punti 48, Inter 46, Lazio 42 ( una partita in meno). Roma e Atalanta seguono a 35 punti. Insiste, lodevolmente, la 'rosea' sul tema stadi. Avanti così fin a risultato raggiunto. Intanto la parola è stata data ad Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, che lancia un appello: ' Serve una agenda infastrutturale, si faccia sistema'. Al contempo, mentre lui in foto si rasetta la cravatta spiegando, d' intenzioni lungo la Penisola ne vanno fiorendo diverse. Da Milano ( col sindaco Sala passato ai 'tintinnega'? ) a Roma ( dei 'tintinnega' capitale mondiale ? ); da Brescia ( Piano di Fattibilità nel 2020), a Genova ( inizio iter nel 2020); da Bologna ( inizio iter nel 2020) a Verona ( stadio dichiarato di pubblico interesse); da Firenze ( Piano di Fattibilità nel 2020) a Napoli ( nuova Convenzione col Comune) fin a Lecce ( Piano di Fattibilità nel 2020). Com'è noto, hanno già fatto il loro dovere Udine ( impianto bello e ultimato) , Sassuolo ( impianto contenuto e bello) e Bergamo ( bello, ma a metà lavori). Probabilmente ci stiamo dimenticando qualcun altro, ma meglio è star noi smemorati piuttosto che i 'tintinnega' a ' manducar pane a tradimento'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Sgoccioli dell’andata di Campionato. Nell’ultima, infatti, Inter e Atalanta, Lazio e Napoli, Roma e Juventus se le sono date di santa ragione. Creando momenti di calcio che non è che siano così scontati nei più celebrati tornei dell‘Altrove. Anche perchè, nel Belpaese, spettacolo vuol dire qualcosa di ( molto) [...]

13 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Serie A: è tornata la più bella? Stadi: ancora in mano ai ‘tintinnega’? E gli spinaci di Popeye?

Non solo sport. Serie A: è tornata la più bella? Stadi: ancora in mano ai ‘tintinnega’? E gli spinaci di Popeye? Nell'ultima di Campionato, del 6 gennaio, la Juve ha travolto il Cagliari ( 4-0, con tripletta di Ronaldo) mentre l'Inter è passata ( con qualche spavento) per 1-3 a Napoli. La Lazio s'è liberata del Brescia, mentre la Roma ha dovuto subire un brutto stop per mano di quei pirati del Toro, che due palloni sono riusciti a mettere nella sacca della Lupa del Fonseca. A San Siro, ricolmo di nostalgia, oltre che di 60 mila spettatori, ha 'ri-debuttato' quel figliol prodigo dell'Ibra tanto atteso. Purtroppo, come dice il vecchio adagio, una rondine non fa primavera, e neppure Ibra ha potuto evocarla, limitandosi a constatare l'inconsistenza d'una manciata di giovanotti più figli di patatine fritte che di bistecche al sangue. Ora, Inter e Juve, restano appaiate in vetta a 45 punti, con due giornate ancora da disputare per chiudere il girone d'andata. La Lazio segue a 39, mentre è dalla formidabile Dea del Gasp ( 5 gol anche al Parma) che sale aspro odor di bruciato. Non sarà lei, proprio lei, a decretare ( nonostante lo storico macigno di Coppa) i verdetti definitivi? Insiste, lodevolmente, la 'rosea' sul tema stadi. Avanti così fin a risultato raggiunto. Intanto la parola è stata data ad Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, che ha lanciato un appello: ' Serve una agenda infastrutturale, si faccia sistema'. Al contempo, mentre lui si rasetta la cravatta, d' intenzioni lungo la Penisola ne vanno fiorendo diverse. Non solo sport. Questa volta con un argomento a noi caro. E sul quale sono in tanti a far da 'finti tonti'. Finalmente, si da atto a Braccio di ferro d'avere capito già nel 1929 le prodigiose proprietà degli spinaci. Lo conferma l'agenzia internazionale antidoping, la Wada. Che ha messo ' sotto osservazione' le foglie verdi tanto amate da Popeye e che potrebbe inserire nella lista dei prodotti proibiti nel gennaio 2021. Anche perchè chissà quanti, nel frattempo, qua e là, hanno seguito la geniale intuizione del simpatico personaggio?

LA CRONACA DAL DIVANO. Sta chiudendo l’andata di Campionato. Con una lotta al vertice che non si vedeva da anni. Alla Signora risponde la Beneamata, mentre l’Aquila e la Lupa ( brutto stop col Toro) cercano ( con qualche affanno) di tenere il passo. Nei celebrati campionati dell’Altrove, non è [...]

7 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia?

Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia? Sui media ( a corto di news ) a furoreggiare è il 'vecio' Slatan, 38 anni, venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto) a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il metodo contano i risultati, per portare fuori dal tunnel quella squadra dapprima amata e poi abbandonata, impietosamente, da quel signore che ( ora) aspetta ( soltanto) il Monza 'per sbancare' San Siro. Come detto, in queste giornate d' inizio 2020, le news non sono molte. E succose. C'è il calciomercato, com'è ormai abituale, ma fra intenzioni e fatti sempre in alto mare. La Signora, piuttosto, che prima fa e poi ciancia, ha chiuso per Kulusewski, 19 anni, svedese dall'Atalanta. La Beneamata tenta Vidal in rotta col Barca dal braccino corto; mentre aspetta Eriksen, ma da questa estate. Nel contempo, parola al don Fabio, che dopo anni esternazioni (assai ) discutibili, ha preso ( finalmente) a farci apprezzare la sua lunga, attenta, divinatoria competenza in fatto di pallone giocato e non. Ora i suoi interventi illuminano Sky. Per il nostro Vale, magister inter magister di moto, c'è in corso un ultimatum: ' O la va...le o la spacca'. Nel senso, che ' Se quest'anno vado, bene, resto; se non vado, invece, mollo tutto e vado a scorrazzare sulla pista del Ranch'. In tal prospettiva, chiaro è che ' cado non cado' avrebbe campo libero per battere, ribattere, tribattere, i record del Maestro e puntare a quelli ( finora ritenuti irraggiungibili) dell'ombroso Ago. La truppa mista d'imberbi ( il siculo-francese Quartararo compreso) e di ' veterani' ( Dovi in primis) ( ad esser sinceri) non ci sembra in grado di opporre se non una sporadica e orgogliosa difesa al cataluno. Anno sabbatico invece, per le auto di F1, con la coppia Toto/Hamilton pronta a trasferirsi sulla luna. La nostra speme, si sa, è rivolta ancora una volta verso quella prodigiosa macchinina rossa che, sol e soltanto lei, ci dona momenti, storie e personaggi senza tramonto. Contiamo sul ragazzo, 21 anni, monegasco del feudo dei Grimaldi genovesi. Che come avversario dentro e fuori pista potrebbe trovare più che quel Lewis dei record , quel Tappen delle Terre basse finora specializzato in ' sfascia rosse' e che le 'rosse' ama ( ricambiato) come Annibale i Romani. Vorremmo dedicare qualche (meritevole) riga in più agli azzurri della neve. Con Dominique e Dorotea sugli scudi. Ma anche a quelli del volley che hanno la sorte di giocare nei due campionati più belli e forti al Mondo. E non possiamo certo esimerci dal ricordare ai giovani quel prodigioso uomo bianco -celeste che ha folgorato d'entusiasmo l'Italia e l'Europa del Dopoguerra. Ci ha lasciati esattamente 60 anni fa, il 2 gennaio 1960. In tanti hanno cercato di obliarlo con altri ( pur validi colleghi ) e in ogni occasione. Ma invano. Perchè quando i miti interpretano i palpiti segreti dei popoli restano eterni. Irripetibili. Unici. Dunque, gloria a te, o imperituro e solitario Grande Airone !

LA CRONACA DAL DIVANO. Sui media ( a corto di news )  a furoreggiare è il ‘vecio’ Slatan, 38 anni,  venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto)  a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il [...]

2 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Milan: sono 120, tornerai grande? Buoni sorteggi in Coppa? Valanga azzurra, ci risiamo?

Non solo sport. Milan: sono 120, tornerai grande? Buoni sorteggi in Coppa? Valanga azzurra, ci risiamo? Dopo gli ultimi risultati ( nell'attesa del posticipo Cagliari-Lazio) trascriviamo: Benamata e Signora appaiate in vetta, a 39 punti, con Lazio, Cagliari , Roma e Atalanta a seguire. Come dire che, mentre il Premier il torneo è già aggiudicato ( Liverpool avanti sul Leicester a 10 punti e City a 14) prima del panettone sotto l'albero, da noi tutto è da vedere. Come norma del Belpaese. Che di ridurre il gap con l'Albione in luna di miele con la Brexit ha ( finalmente) trovato il modo di farlo. Così (almeno) pare. Buone nuove arrivano infatti da Roma ( sullo sfondo di una nuova proprietà), Verona e Milano ( sor Sala ragionando ). Nel frattempo la solita gelida manina s'è infilata nell'urne di Nyon per sorteggiare gli ottavi di Champions ed Europa League. Stando al pare, non ci è andata male. L'unico in 'sofferenza' dovrebbe essere il Napoli al quale è toccato il Barca ( prima al San Paolo). Questo, infatti, è uscito per l'altre nostre: ( Champions) Lione-Juve e Atalanta-Valencia; ( Europa) Roma- Gent ( 20 febbraio) e Ludogorets-Inter. Questo invece è il quadro completo di Champions: Barca-Napoli, Borussia D.-Psg, Chelsea-Bayern, Tottenham -Lipsia, Lione-Juve ( 26 febbraio), Atalanta-Valencia ( 19 febbraio), Real Madrid-City, Atletico M.-Liverpool. In breve, nei quarti della Coppa dalle grandi orecchie potremmo trovare una marea di corridori d'Albione: Tottenham, City e Liverpool in primis. Ma tant'è, visto che prima o poi nave ( o formazione) pirata dovremmo incontrarla. Prepariamoci solo a non fare la fine di quegli sfigati galeoni spagnoli abbordati per i loro carichi. Di cui vanno matti in Albione. Storie di gran calcio. Ebbene il Milan è venuto al mondo 120 anni fa per volontà d'un gruppo di uomini d'affari inglesi abituati a guardare oltre i confini dell'Italia, e che hanno sempre considerato l'Europa loro principale campo di battaglia. E non è un caso che gran parte del suo bottino contenuto in cassaforte sia frutto di scorribande all'Estero: 7 Coppe dei Campioni, 4 Coppe intercontinentali, 5 Supercoppe europee, 2 Coppe delle coppe, 2 Coppe Latine e persino una Mitropa Cup. Questi i 120 anni dell'incredibile storia rossonera. Per decenni sul tetto del mondo del pallone. Più ammirata che temuta. Perchè leale e combattiva. Puntuale e ( costantemente ) irrorata da grandi talenti.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Dal Campionato riceviamo il pari dell’Inter contro la Fiorentina, il pari del Milan contro il Sassuolo, la vittoria della Juve contro l’Udinese, la sconfitta del Napoli contro il Parma e la vittoria della Roma sulla Spal. Con questi risultati ( nell’attesa del posticipo Cagliari-Lazio) trascriviamo Benamata e [...]

16 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Brexit: bay bay Ue, ora si torna a far i pirati ! Champions: grande la Dea che non demorde.

Non solo sport. Brexit: bay bay Ue, ora si torna a far i pirati ! Champions: grande la  Dea che non demorde. Turno conclusivo dei gironi Champions. Passa ( come secondo) il Napoli ( 4-0 al Genk) che però licenzia il sor Carletto; non passa l'Inter ( 1-2 contro le riserve del Barca) che però il sor Conte se lo tiene. Eppure il sor Conte resterà saldo al timone della Beneamata. Ma essersi lasciato sfuggire l'ennesimo trofeo continentale, è diabolico, caro mister. Ripetitivo e diabolico. E finirà che nessuno più le darà ascolto, come a quello del ' lupo al lupo'. Ora la Beneamata, fuor di Champions, dovrà accomodarsi in Europa League, ma non sarà la stessa cosa. Non quella che i 70 mila di San Siro attendevano, non quella che la proprietà cinese riteneva possibile. Perchè se è vero che davanti pur rimaneggiato stava un Barca, altrettanto vero è che la squadra mandata in campo da Valverde era battibile, senz'altro battibile, almeno dalla metà campo in giù. Ma tant'è. Certo è che con questo andazzo rischiamo nel ranking di vederci rimontare pure dai tedeschi, dopo avere insidiato il secondo posto agli inglesi. Cose che hanno il loro valore, da non sottovalutare, nell'attesa (ovvio ) che qualche bacucco ( e bacucca) cominci a dare ( finalmente) il 'via libera' ad una nuova generazione di impianti sportivi. E a passare sono state la Signora ( 2-0 ai tedeschi) e la Dea ( 3-0 agli ucraini). E se la prestazione della prima rientra nella 'normalità' , quella della seconda resterà come una delle imprese più belle ed inattese del Paese dove tutto può accadere. In questo modo portiamo tre squadre agli ottavi, come i tedeschi. Ora, il futuro, sta tutto nelle mani di chi andrà a pescare la pallina giusta, perchè se così sarà non è detto che la Dea ( più che il Napoli) possa riservare una ulteriore sorpresa. Per quel che riguarda l'Europa League, ' mezz' indecorosa' è stata la prestazione della Roma ( passata come seconda, con pareggio 2-2) e del tutto 'indecorosa' quella della Lazio ( 0-2), già col piede in fossa. Che ci è andata a fare in Europa l'aquila di Lotito ( forse) manco il rude ( e serio) Igli Tare può spiegarlo. Questa volta ( piacere nostro ) l'Inzaghino non ha lacrimato, limitandosi a sputare la verità : ' Quest'anno la società ha fatto altre scelte rispetto all'Europa'. Già, ma se ( prima della scampagnata) avessero lasciato il posto ad un'altra consorella più volenterosa ( e dignitosa) non sarebbe stato meglio? Per noi, per loro, e per il calcio italiano che tanti detrattori ha? Nel frattempo, in Albione, lo scapigliato conservatore Johnson s'è aggiudicato il turno pro e contro Brexit. Con ( inattesa) maggioranza assoluta. Di qui in avanti, forse già intorno a Natale, potrà realizzare il sogno antico ( o datato) di tornare in mare per rinverdire le glorie dei pirati di sua Maestà.

LA CRONACA DAL DIVANO. Turno conclusivo dei gironi Champions. Passa ( come secondo) il Napoli ( 4-0 al Genk) che però licenzia il sor Carletto; non passa l’Inter ( 1-2 contro le riserve del Barca)  che però il sor Conte se lo tiene.  Cose da Belpaese. Carnascialesche. Dove tutto è e [...]

13 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Calcio Europa: cinque vittorie, un pareggio. Roba tanta, d’altri tempi. E molto altro.

Non solo sport. Calcio Europa: cinque vittorie, un pareggio. Roba tanta, d’altri tempi. E molto altro. Non è andata male. Anzi, tre vittorie ( Juve, Inter, Atalanta) e un pari ( 1-1) del Napoli nella tana dei 'rossi' ( che di partite finora ne hanno perse solo due o tre), rappresenta un cospicuo bottino. Da mettere in ranking, per conservare (almeno) la terza piazza continentale. Anche perchè se dovessero far seguito anche gli auspicabili ' mezzi miracoli' d'una Beneamata impegnata nell'ultima del girone contro il Barca ( già qualificato e primo ) e della Dea contro lo Shakhtar, potremmo parlare di quattro su quattro agli ottavi. Roba tanta, e ( si può dire) d'altri tempi. Non male sono andate le cose anche nel penultimo turno di Europa Ligue, dove le romane son uscite vittoriose da un doppio confronto: l'una contro il Cluj ( 1-0), l'altra contro il Basakseir (0-3). Per la Lazio sarà (comunque) fatica passare il turno, per la Roma ( invece) no. Dovrà battere nell'ultima, e all'Olimpico, il Wolfsberg. Hanno le valige in mano i lungagnoni della Lube. Direzione Brasile. Per il Mondiale di club. Quattro squadre iscritte, con Kazan e Sada gli avversari sulla carta più temibili. Azzurri del basket al Preolimpico in casa della Serbia dove gli azzurri dovranno però chiudere nei primi due posti il mini girone a tre inseriti con Portorico e Senegal, mentre dall'altra parte ci sono Serbia, Nuova Zelanda e Repubblica Domenicana. In casa Teodosic sarà proibitiva, al punto che si attendono rinforzi dagli Usa. Corrono verso Abu Dhabi i mostri della F1, per l'ultima in calendario. Per certi versi, un anticipo di quel che sarà il prossimo anno. Con tante novità. La prima è quella del motore Honda che sembra essere tornato all'altezza del compito. Ora, partendo dal motore, i tecnici della Red Bull sono decisi a risolvere i problemi di efficienza aerodinamica, sofferti quest'anno, per lottare ad armi pari con Ferrari e Mercedes nel 2020. Dove l'imberbe Max speriamo punti più agli affari suoi che a sfasciare l'altrui; dove il grande Lewis sogna di cogliere il settimo centro per pareggiare con Schumi ed entrare nella mitologia di questo sport; dove le 'rosse' una volta risolti gli attriti interni ( con i talenti che si ritrovano) dovrebbero tornare donde lor meglio compete. Ovvero nell'Empireo. Mamma, sarà un Mondiale 2020 da ricordare? Dopo la tornata europea, torniamo a trastullarci in casa nostra. Con il 'duello' Juve/Inter, ma anche con il Napoli ritrovato del sor Carletto e le due romane con la Dea pronte all'imboscata.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non è andata male. Anzi, tre vittorie ( Juve, Inter, Atalanta) e un pari ( 1-1) del Napoli nella tana dei ‘rossi’ ( che di partite finora ne hanno perse solo due o tre), rappresenta un cospicuo bottino. Da mettere in conto al ranking,  per conservare (almeno) la [...]

29 novembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Di Maio, sulla graticola? Quale Pil ( reale) per l’Italia? John striglia la ‘rossa’.

Non solo sport. Di Maio, sulla graticola?  Quale Pil ( reale) per l’Italia? John striglia la ‘rossa’. Notiziole d'un certo interesse allampano qua e là pel Mondo. Extra calcio. Extra sport. John Elkann, numero uno Fiat-Chrisler-Ferrari, avrebbe sbottato ' Sono arabbiato !'. Già, ma con chi? Con i piloti, con il buon Binotto (e soci), con il box o con chi altri? Con chi? Perchè a non essere ' a livello rossa' quest'anno sono stati in diversi e in ambiti diversi. Occorre separare grano e gramigna. Se dal mitico uomo dal ' maglioncino blu' che tanto manca il nostro John qualcosa ha appreso, allora dovrebbe cercare di capire ( quanto prima) la situazione per prenderla ( decisamente) in mano, visto che la 'rossa' ( caschi pure il Mondo) non dovrà mai essere seconda a nessuno. Se c'è qualcuno che non può farne parte, correttamente, senza offesa alcuna, si porti ai bordi. Maturità senza pace. Ritorna la storia, via le buste all'orale. Sul ponte Morandi i sensori erano stati tranciati nel 2015 e mai sostituiti. Secondo uno stadio della Bocconi, grazie alle nuove mafie l'Italia ha ' perso' in trent'anni il 20% del Pil. Con questo ( ed altro in altri ambiti collocati ) quando ci vengono a dire che il Belpaese è al settimo posto delle economia mondiali, e in Europa, dietro a Germania, Inghilterra e Francia, ci vien da ridere. Le Regionali ( fissate per il 26 gennaio) e il caos M5S. Sulla celebrata ( e misteriosa) piattaforma Rousseau il 71% del cinquestelle è favorevole alla lista di partito in Emilia Romagna e Calabria. Sconfessando ( per la prima volta) la linea del Di Maio, che voleva proiettarsi già sugli Stati generali. Segno, questo, d'un evidente malcontento interno. Che il ' trentenne prodigio' non riesce a contenere. E poco importa se il 'santo comico fondatore' correrà ( rapido ) in quell dell'Urbe per pacificare gli animi. In breve, il consenso grillino si è prosciugato, come testimoniano le regionali in Abruzzo, Basilicata, Sardegna. E non era per la nota difficoltà ad imporsi nei test locali, dove serve una struttura forte sul territorio e candidati rappresentativi, Il M5S è crollato anche in test chiaramente politici, come le Europee del 26 maggio scorso, scendendo al 17%. Poi c'è stato lo 'strappo' con la Lega e la formazione d'un nuovo governo. Cambio di colori, ma non di risultati, vedi il recentissimo voto in Umbria. L'impressione è che per il ' trentenne prodigio' sia iniziato un mortale processo. Con quali esiti si vedrà. Certo non si andrà per le lunghe, visto che il 26 gennaio sta ormai dietro all'angolo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Vediamo cosa bolle in pentola questa settimana. Intanto il ‘solito‘ calciomercato, con alcune note interessanti: Ibra, potrebbe rivestire la maglia del Diavolo; Balo non sente ragioni e continua a fare quel che più gli garba, in campo e fuori; tregua tra Lega e Figc, con Miccichè [...]

22 novembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Sarri vs Conte, a ritmi europei. Ora Sala fa le ‘pulci’ ai due ‘meravigliosi ‘ progetti su San Siro.

Non solo sport. Sarri vs Conte, a ritmi europei. Ora Sala fa le ‘pulci’ ai due   ‘meravigliosi ‘ progetti su San Siro. Un weekend dove tutto ( o quasi) era concentrato sulle Finals di tennis ( con il nostro Berrettini) e sul calcio ( con il dodicesimo turno di Campionato). Il nostro non ce l'ha fatta contro Djoko, proverà contro Federer. Intanto fa esperienza, matura. Visto che a 23 anni di pagnotte per crescere ne può mangiare tante e senza abbuffarsi. Semmai Sinner, il diciottenne altoatesino, è riuscito ad incantare Milano e ad aggiudicarsi il Next Gen, il ' mondialino' giovani. Passando al calcio, al nostro torneo da più parti ridimensionato, abbiamo avuto modo di non condividere ( ancora una volta) il sacro parere di soloni, e urloni, che ci vorrebbero vedere sempre in minorità rispetto a questo o a quello. A noi, francamente, pare di vedere i nostri correre all'uopo. Con partite avvincenti quanto e più della Premier. Forse è in Champions ( e Coppe) che la differenza di 'intensità' diventa macroscopica anche perchè ( tuttora) non è stata fatta chiarezza su quel che mangiano da noi e nell'Altrove, se dolce bresaola di Valtellina o salato stoccafisso dei mari del Nord, per correre ( nei 3o' finali) come cavalli indiani all'assalto di fort Apache. E comunque, ha dovuto tribolare la Beneamata che è riuscita a strappare il bottino pieno all'Hellas Verona solo e soltanto grazie ad una prodezza del Barella. Non se la passa bene il sor Carletto, che tra presidente vulcanico e giovinastri in ammutinamento per via dei rinnovi, non è riuscito ad andare oltre ad un anonimo 0-0 contro il Genoa del buon Thiago. E' tornato finalmente alla vittoria ( incassando gol) quel piangina dell' Inzaghino; non ce l'ha fatta invece la Roma del buon Fonseca, che a Parma ha dovuto lasciare l'imbattibilità esterna. Parma,sì, una di quelle 'minori', tanto bistrattate dai soloni nei loro confronti coi tornei d'Oltralpe, e che, invece, gioca bene, con ritmo, e acutezza di soluzioni. Ancora a capo chino esce dallo Stadium il Milan del buon Pioli, battuto sul finire da una prodezza del Dybala. Per lui, ora, si fa spazio nella pagina di destra, quella da non prendere alla leggera, perchè finire inghiottiti nel vortice della retrocessione ci vuol niente. Se ben rammenta, gli è già capitato, molti anni fa. Del resto poco o nulla lo rassicurano le esternazioni di quel bravo ragazzo del Maldo che se bandiera in campo era altrettanto non sa esserlo dietro una scrivania. Dire che se vede che le cose non vanno come si aspetta in tempi ( relativamente) brevi, può telar via, non è il massimo della responsabilità. O meglio della dedizione in un frangente ( davvero) difficile di una società che vanta ' immortali'. Cattive nuove a Milano arrivano anche sul tema stadio. I 'fenomeni' della politica, sindaco Sala in testa, hanno pensato bene di dare un sì vincolato a Milan e Inter. Lor signori vorrebbero meno edifici e salvare il vecchio San Siro. Sulla questione edifici, senza chiedere la luna nel pozzo, si può discutere, anche perchè rivitalizzare quella zona di Milano sarebbe urgente e non secondario; per quel che riguarda invece la salvezza del vetusto monumento, col cuore vorremmo tanto associarci, ma con un minimo di ragionamento appare evidente che il desiderata è di quelli ( ormai) fuori dal mondo. Infatti: come, quando e con quali costi verrebbe ' salvato' ? All'esborso, eventuale, chi provvederebbe Sala e soldi pubblici o chi altri? Inoltre a che potrebbe servire un impianto di tal dimensioni, forse ad ospitare (solo) incontri di calcio femminile e giovanile ? Signor Sala, crede davvero che ciò sia la destinazione ottimale per il (restante) futuro di tale prestigioso irripetibile manufatto sportivo? Importante, però, è non tirar ora troppo la corda, da politici o politicanti qual dir si voglia, perchè se i Club dirottassero su Sesto non avrebbero di certo danno quanto invece ne avrebbe Milano, e ( nell'ispecie) la strategica, vasta e ( abbandonata?) zona San Siro.

 LA CRONACA DAL DIVANO. Un  weekend dove tutto ( o quasi)  era concentrato sulle Finals di  tennis ( con il nostro Berrettini) e sul calcio ( con il dodicesimo turno di Campionato). Il nostro non ce l’ha fatta contro Djoko, proverà contro Federer. Intanto fa esperienza, matura. Visto che a 23 [...]

11 novembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Coppe: più pochezza, che onore. Alla ‘rossa’, oltre ai danni anche le cavolate del Tulipano.

Non solo sport. Coppe: più pochezza, che onore. Alla ‘rossa’, oltre ai danni anche le cavolate del Tulipano. La Beneamata prima annulla il Borussia nella sua colorita tana, eppoi, si fa annullare, latitando per un intero secondo tempo. Vinceva o-2, è finita sotto 3-2, mettendo decisamente a repentaglio il passaggio del turno. Stranezze. Atteggiamenti inspiegabili. Soprattutto quando i Germani arrembavano e la Beneamata chinava il capo. Il conte Dracula a cui tutto riesce fuorchè recitar 'mea culpa', ha pensato bene di spiegare la debacle sua e dei suoi chiamando in causa i dirigenti: ' Rosa inadeguata - ha sbottato - vengano ora loro a dar spiegazioni'. Certamente, il capo banda, non nuota nell'oro. Le sue legioni scontano un organico ridotto all'osso. Non ( proprio ) adeguato a resistere alle furiose folate del barbaro nemico. Scordando, però, che nella sventura lui come Quintilio Varo ci ha messo del suo. Ad esempio svegliandosi con comodo per operare i necessari e tempestivi cambi. Che se fatti all'uopo chissà qual altro risultato avrebbero ottenuto? E che sarebbe valso, eccome, mentre così se non è fuori dalla Coppa dalle grandi orecchie poco gli manca. Nel frangente non ci ha entusiasmato manco il Ciuccio del sor Carletto, al quale bastava una ( possibilissima ) vittoria per restare al primo posto del girone con passaggio del turno matematico. Inoltre, i suoi, che secondo la disposizione del presidente avrebbero dovuto far ritorno nel ritiro di Castelnuovo, a fine partita, se ne sono andati per i fatti loro, praticamente, ammutinandosi. Più o meno come quelli del Bounty. Cosa che nel calcio è abbastanza rara. Anche a Napoli. Almeno fin dai tempi di Bianchi. Ora qual sarà l'ira funesta del sor A.DElle? Fortuna ha voluto che, tolto Cr7 a rischio infortunio, s'è fatto entrare il Douglas Costa degli infortuni. Al brasileiro è bastato infatti uno slalom vecchia maniera col concorso del Pipita, per raccogliere a tempo scaduto tre punti che aggiungono carne e sangue alla classifica del girone. Tanto più che perdendo il Cholo a Leverkusen ( 2-1) ora basterà uno 0-0 o un 1-1 per tenere il comando e godere dei ' non piccoli' vantaggi che questo comporta. S'è invece riscattata la Dea del Gasp, finalmente ardita e pimpante come Eupalla in Europa comanda. Con un pizzico di buona sorte in più, avrebbe ( addirittura) potuto rispedire a casa a mani vuote quel furbone del Pep sempre più somigliante alla sirenetta sullo scoglio che prima lusinga, eppoi affonda. Davanti a certe prove, forse gli abituali 'urloni' da network televisivo la smetteranno di gridare ai quattro venti che ' noi, italici, abbiamo qualcosa di perennemente in meno d'altri'.

CRONACA DAL DIVANO. C’è gente che, giovane o tarda che sia, non ha altro bisogno che dar corso a quello  che i latini chiamavano ‘ flatus voci’. Che, in sintesi,  vorrebbe dire ‘ parlare tanto per parlare’, come i social comandano, visto che nessuno vuole o può mettere  argine ad un equivoco democratico [...]

8 novembre 2019 0 commenti