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Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei.

Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei. Milano, la grande Milano, ha sempre insegnato qualcosa all'Italia. Questa volta, invece, sembra tornata sui banchi di scuola. Gli prospettano un ' evento' ( dell'importo di circa 1,2 mld) che gli cambierebbe un tratto importante della città, con tanto nuovo stadio e annessa zona verde ristrutturata, e che fa? Ciancischia, come in altre parti della Penisola ammaestrati. Soliti comitati, soliti piagnistei. Anche noi, potessimo, continueremmo a giocare nel vetusto San Siro per i secoli a venire. Il problema è, però, che il vetusto San Siro non solo perde calcinacci ma ( anche a volerlo rivestire di nuovo ) potrebbe continuare ad assolvere alle richieste di un moderno impianto sportivo di tal importanza? Speriamo quindi che tra i canali di Mediolanum torni a spirare il soffio del ' genius loci' che l'ha resa celebre a ammirevole. Oggi, infatti, una delle poche vive e vegete capitali della decadente Europa. L'Italia del Mancio è agli Europei, che dal prossimo 12 giugno scatteranno a partire da Roma. Un'Italia zeppa di giovinastri, che gioca, che si propone. Con buone aspettative per il futuro. Azzurro, sempre, e non verde. Nella maratona col laser Kimchoge ha battuto il record delle due ore. Nel Lombardia le stelle si svegliano tardi e l'olandese Mollema fa sua l'edizione 113 della corsa ' delle foglie morte'. Per il Fausto di Castellania il vero campionato del Mondo, non solo perchè naturale sigillo d'una stagione ma anche per quel suo terribile percorso che la penna del don Lisander ha trasferito in quella letteratura oltre il tempo. Berrettini, 23 anni, non ha superato l'ostacolo Zverev in semifinale del torneo 1000 di Shanghai poi aggiudicato a Medvedev. Si è concluso a Trento il Festival dello sport. Un eco di civiltà sportiva tricolore per una regione che non vuol essere ( almeno in parte) tricolore. Nulla di buono per Molinari agli Open d'Italia, aggiudicati ad un austriaco.

CRONACA DAL DIVANO.  Per lui,  per loro,  in questa stagione, devono essersi scomodati anche gli antichi dei delle terre d’Oltralpe  e d‘Albione, visto che tutto è filato liscio, perfino nei minimi particolari, da un bullone all’altro, da una pista all’altra, mentre per la ‘rossa’ non s’è mai persa l’occasione di [...]

14 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Champions: qualche luce, molte ombre. Beneamata e Dea già fuori? Torna la MotoGp.

Non solo sport. Champions: qualche luce, molte ombre. Beneamata e Dea già fuori? Torna la MotoGp. Cominciamo dalle note dolenti. A partire, spiace dirlo, da una Dea mandata in campo più per farsi ' prendere a botte' che altro. Quattro gol a Zagabria, che non è il tempio della dea Eupalla, due ( in rimonta) dallo Shaktar, che ha una sua collaudata solidità, certo, ma che poteva essere battuto, certo battuto, e questo diciamolo anche ai media che ( non si capisce perchè) invece di mettere il dito sui numerosi ' difetti' messi in campo dalla Dea, preferiscono assolverla. Del resto, com'è d'uso oggi. Tempo di buonisti ad oltranza. Quando invece lasciarla cullare nell'illusione è come volerla abbandonare al suo destino. Che in questo caso vuol dire altre quattro ' batoste' o giù di lì, fino all'esaurimento del girone. Quali 'difetti'? Intanto ( finora) non ci è sembrata adeguatamente preparata. Mentalmente e fisicamente. Mentalmente, perchè spesso confusa, distratta, debole nei tacles e facile a farsi strappare palloni dai piedi come l'ultimo, che ha consentito di servire la ' beffa' al '95. Fisicamente, perchè non distribuendo giustamente le forze finisce con lo smarrirle ( più o meno) nel quarto d'ora finale. Se tutto ciò non conta, allora giusto è il commento del buon Gasp ' Meritavamo noi. Il risultato è l'unico aspetto negativo. Spiace soprattutto per i ragazzi che sono stati eccezionali: in Europa stiamo raccogliendo meno di quel che meriteremmo'. Già, chissà perchè? Tra le note positive non può che starci l'impresa del Ciuccio al San Paolo ( 2-0) contro il Liverpool, campione d'Europa. Però maldestramente ridimensionate da un pareggio ( 0-0) a Genk che, francamente, per quel che si pote ammirare da un divano, poteva essere ( tranquillamente) trasformato in vittoria. Che, forse, non s'è cercato come si doveva, rimandando ai soliti scenografici ultimi minuti il compito di salvare la faccia. In ogni caso, se al Ciuccio non fa difetto la memoria, ricordi l'esperienze trascorse donde, con distrazione come questa, in men che non si dica ci si ritrova fuori dagli ottavi di Coppa. Se mezza 'stecca' risultava il 2-2, in rimonta della Signora nell'andata a Madrid, possiamo (invece) applaudire la sinfonia successiva contro il B. Leverkusen, battuto ( 3-), certo, come si doveva, punto e basta. Sempre che ci sia iscritti alla Coppa dalla grandi orecchie per vincerla e non per ammirarla nelle bacheche altrui. Non è stata nè fortunata, nè ben diretta ( dall'arbitro) la Beneamata, che fino all'84' ha fatto tremare l'affollato Camp Nou. L'arbitro, esperto, ha ritenuto come tanti altri suoi colleghi in passato non sdegnare più di tanto Messi&C. Finendo col favorire una rimonta ( 2-1) che, francamente, sportivamente, ordinariamente, non rispecchia l'andamento del gioco. Sono i ' gloriosi misteri di Coppa' , come si dice, che finchè qualcuno non ce li spiega, dobbiamo tenerceli come sono. Camp Nou o Bernabeu che sia. E comunque con questo secondo risultato negativo ( il pareggio dell'andata è poca cosa) la Beneamata può considerarsi, più o meno, salvo miracoli da Araba Fenice, come la Dea: ovvero, fuori, almeno per un altro anno ancora. Torna in pista la MotoGp, per dar l'ottavo titolo al cataluno che ' cade non cade'.

CRONACA DAL DIVANO. Esaurito il primo turno di Champions. Per noi con qualche luce e molte ombre. Dovessimo paragonarci agli altri, potremmo essere solo parzialmente . Nel complesso, e con un occhio al ranking. Cominciamo dalle note dolenti. A partire, spiace dirlo,  da una Dea  mandata in campo più per farsi ‘ [...]

3 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Casi di ‘razzismo’ o (la più parte) casi di ‘estorsione’? Campionato: ‘disfida’ Inter-Juve ?

Non solo sport. Casi di ‘razzismo’ o (la più parte) casi di ‘estorsione’? Campionato: ‘disfida’ Inter-Juve ? Allora, ci sono Media del Belpaese che non fanno altro che celebrare la Premier e, sullo sfondo, la (perfida ) Albione. Che per costoro trattasi di un nuovo paradiso. Di un'altra cultura. Di un altro sport. Di un altro calcio. Insomma, noi che siam figli e figliastri di Virgilio e Dante, di Leonardo e Michelangelo, di Galilei e Colombo, dovremmo per costoro rimboccarci le maniche e tornare sui banchi di scuola. A 360°. Dimenticando però che solo qualche lustro fa branchi di anglosassoni s'aggiravano per l'Europa del calcio portando non canti e gioia ma coltelli e sangue. E, allora, se qualcuno gli ha messo un freno è stato solo perchè così non si poteva più andare. Oggi, quegli stessi anglosassoni, se ne vanno a godersi una partita di calcio, cantando e sventolando colorite bandiere. Infatti, qualcuno, li chiama stadi canterini. Nuovi, belli, comodi e pure ( come si diceva) intonati. Che chiedere di più ad Eupalla? Eppure, come insegnavano gli antichi, anche da loro, non tutto quel che riluce è oro. Vediamo infatti cosa riporta la ' rosea': ' In Inghilterra nelle ultime stagioni gli episodi di razzismo sono aumentati: dal 2012 l'ascesa è stata costante e nelle ultime due stagioni c'è stata un'impennata. Nel 2018/19 si sono verificati, dai campi della Premier alle serie minori, 442 casi discriminatori, di cui il 65% classificati come abusi razziali. Rispetto al 2017/18, l'incremento degli episodi di xenofobia è stato del 43%, con una crescita preoccupante di manifestazioni contro gli ebrei e l'Islam. Su twitter siamo in piena emergenza. Gary Neville, ex difensore dello United, ha invitati i sociale per sei mesi ... '. Ci sarebbe altro, da leggere, ma tanto basti. E che rimedio portano al problema quelli della ( perfida) Albione? Sempre la ' rosea' garantisce : ' Casi in aumento, ma in Premier è sempre tolleranza zero': dal 2012 c'è un'ascesa costante di abusi razziali ma la polizia indaga in modo serio e i tifosi perbene collaborano'. Abbiam capito bene? Che forse da noi mancano una polizia che indaghi in modo serio e le persone per bene? O siamo semplicemente di fronte, ancora una volta, ai soliti armiamoci e partite di chi ha responsabilità dirette e le scansa? Come quelle Istituzioni e quei Media che invece di fare quel che ( per primi ) dovrebbero, altro non conoscono che l'usato gioco dello scaricabarile? Clamoroso turno infrasettimanale di Campionato. Perde il Napoli del Carletto. Mentre le 'rosse' tornano in pista a Soci.

CRONACA DAL DIVANO. Sta per piombare sugli schermi il Gp di Russia ( Soci), con le due ‘rosse’ arrampate. Sono nel frattempo usciti di scena ( cvd) gli eroi della pallavolo ( ribastonatii 3-0 dalla Francia), mentre i ‘ sacchi delle botte’ del rugby vincono anche con il Canada, portandosi [...]

26 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. L’infinito cuore di Monza. Ma anche dolorosi bluff: nel rugby, nel basket e nel volley.

Non solo sport. L’infinito cuore di Monza. Ma anche dolorosi bluff: nel rugby, nel basket e nel volley. Non si fa intortare il Mancio da Jesi, che dopo avere portato a casa ( con fatica) una vittoria dall'orgogliosa Georgia ( 1-3) non si fida della trasferta nella gelida Finlandia. Infatti sta pensando di ' mettere in riga' alcuni giovinastri che , a anche loro in anticipo osannati, credono che per cingersi d'allori basti fare qualche saltarello una volta ogni tanto. Bene fa richiamare il Chiesa, ma anche il Bernardeschi e altri. Per mettersi al pari de l0ro padri di pagnottelle ne devono manducare assai. A proposito di padri, come non si fa a ricordare quel padre gigante buono di Gaetano Scirea. O giovin del nostro tempo, chinate il capo, e zitti meditate! Solo due vittorie per quelli del basket. Troppe, visto che sembravano destinati a fare il ' sacco delle botte' al Mondiale cinese. Dove, in un batter di ciglio, si sono ritrovati in seguito come tutto faceva pensare: Hanno però perso con una Serbia troppo forte per loro e non solo. Hanno riperso con la Spagna, che tenendo qualche minuto in più poteva essere anche mandata fuori. Perdono. E' una generazione tanto osannata ( vedi gli americani) e che s'è invecchiata lasciano poco o nulla a mamma azzurra che li ha fatti nascere e ( lungamente) allevati. Sen vanno però al Preolimpico. Che è un brodino, niente affatto foriero di buoni auspici. Con quelle facce si capisce lontano un miglio, che non c'è squadra e voglia di farsi amare. Nulla da aggiungere anche per l'eterno bluff di quelli del rugby, mentre hanno fatto trenta e non trentuno le ragazze della pallavolo agli Europei. Una partita dove si dovrebbe imparare una volta di più che per osannare c'è sempre tempo.

DAL DIVANO.Avevamo giurato che non avremmo speso più un rigo per un Mondiale di già deciso a prescindere da qualche bacucco in alto sito. Ma è bastato un sorriso della ‘ rossa’ per farci recedere dal broncio della protesta. La ‘rossa’ si sa da quando è al mondo non fa la caccia  titoli e vittorie [...]

7 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Calciomercato : germogliano le nostre squadre. Carucce. A quando i nuovi stadi?

Non solo sport. Calciomercato : germogliano le nostre  squadre. Carucce. A quando i nuovi stadi? Di quelli del basket abbiamo giù avuto modo di chiederci se val la pena farli scomodare nei quattro continenti per vestirli di un azzurro che non ( sentono) e non meritano. Vedere l'azzurro fungere da ' sacco delle botte' di questo o quello non è giovevole ad alcuno. Se ne tornino pure i nostri fenomeni ai loro travagli usati, che noi passeremo il nostro tempo con altri sport più meritevoli. Furoreggia in calciomercato. Furoreggia a parole perchè di fatti ce ne stanno ben pochi. Intanto, nessuno vuole abbandonare la Signora, pochi sono entusiasti di vestire il rossonero che, chissà se si sa in giro, è un bicolore che figura tra gli immortali. Anche la Beneamata fatica a dare a Conte quel che vuole Conte. E' arrivato il gigante Lukaku, potrebbe arrivare ' meraviglia' Sanchez. E di Icardi e signora che si fa? Anche lui alla Continassa? Anche DeLa smanetta anche per non far fare un figura barbina al sor Carletto. la Roma, ancora incompleta, ingaggia giovani che, al momento, vanno. Il problema è se sapranno superare la boa di Natale. E comunque sia non ci preoccupiamo perchè sia quel che sia dall'ineffabile cilindro del nostro torneo qualcosa di buono ( e sorprendente) uscirà. Stian certi gli anglofili. Piuttosto continuiamo a battere il taso dei nuovi impianti. Perchè sentir dire che i corridori d'Albione incassano in soli di diritti tivù esteri venti volte noi, fa rabbia. Che di marketing siano afferrati lo sapiamo, che però ci diano tanta distanza non lo accettiamo affatto. Il nostro calcio, con i suoi campanili, i suoi tecnici e i suoi pedatori conta qualche punto di svantaggio ma anche qualche punto di vantaggio. Stanno( al momento) lavorando ai loro ( nuovi) stadi Bergamo, Padova e ( in parte) San Paolo. Stanno per presentare il progetto nuovo San Siro le milanesi; mentre continua a veleggiare in alto mare lo stadio della Roma.

LA CRONACA DAL DIVANO. Poco da dire. Di quelli del basket abbiamo giù avuto modo di chiederci se val la pena farli scomodare nei quattro continenti per vestirli di un azzurro che non ( sentono) e non meritano. Vedere l’azzurro fungere  da ‘ sacco delle botte’ di questo o quello [...]

21 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Il ponte d’un genio per Genova e l’Italia. Preda d’orde d’incapaci, l’una appresso all’altra.

Non solo sport. Il ponte d’un genio per Genova e l’Italia. Preda d’orde d’incapaci, l’una appresso all’altra. ' Studiavo a Milano, quando costruirono il ponte Morandi - ricorda Renzo Piano, l'architetto progettista del nuovo grandioso manufatto - che quando si scendeva a Genova era diventato un transito inevitabile. Una lunga passerella sul vuoto che odorava di mare. Senza mostrarti mai il mare, ma solo la sua luce'. La misteriosa Araba Fenice vuole che geni come Renzo Piano, senatore a vita, resti attaccato alla madre sua, la bella e sofferente Genova, un tempo regina del mare e scrigno finanziario dell'Europa, e ci riservi un progetto che per stile e originalità farà una volta di più stupire quanti ( non solo dalle nostre parti) hanno dato per scontato il tramonto del Belpaese. ' La Spagna - si legge sul Sole24Ore - aspetta da decenni riforme strutturali che dovrebbero rilanciare la competitività della sua economia... ( eppure) ha dimostrato di saper resistere alle lacune della politica ( da 100 giorni è senza un governo) fornendo stabilità anche senza un governo sorretto da una chiara maggioranza'. Infatti, roba da non credere, la sua economia cresce al ritmo più alto dell'Eurozona confermando, trimestre dopo trimestre, la sua forza. Nonostante il rallentamento globale, il Fmi prevede per la Spagna una cresciuta del Pil pari al 2,1% nel 2019 e dell'1,9% per il 2020. Con la creazione in due anni di 800 mila nuovi posti di lavoro e il tasso disoccupazione ( pochi anni fa tra i più alti in Europa) in calo al 14%. Da noi solo Emilia Romagna, Lombardia e Veneto possono dire altrettanto. E non basta. Risultati incoraggianti sta riportando anche il ' piccolo' Portogallo, che Moody's transita da 'stabili' a 'positivi', mantenendo il voto a 'Baa3' ( l'Italia, al momento, è ' Bbb' con prospettive negative) Non procediamo. Del resto che gioia c'è? La peggior classe dirigente del Pianeta, o quasi, non autorizza voli diversi. Basti vedere il kafkiano 'comportamento' sul famigerato debito pubblico, che nessuno ( dicasi nessuno) riesce a ridurre significativamente per toglierci ( finalmente) di dosso quella spada di Damocle che ci ' umilia' , 'impoverisce', 'impigrisce', ora dopo ora. In cotal amaro contesto la filosofia di Renzo Piano del ' pezzo per pezzo' che andrà ad applicarsi al nuovo viadotto di Genova, ci sembra null'altro che una ( straordinaria) ' testimonianza del Made in Italy ai suoi massimi livelli, perchè, come continuano a ripetere tutti gli attori ( quasi mille ai vari livelli di responsabilità) qui si gioca il riscatto dell' Italian pride: l'onorabilità di quanti si ostinano a contrastare l'ideologia del declino giocando la nobile carta del 'saper fare' di cui, nonostante tutto, l'Italia è ancora maestra'.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Un anno è trascorso dal crollo del ponte Morandi a Genova.  Morirono nella circostanza 43 persone.  Mentre la ‘ferita‘ getta ancora sangue, nonostante si stia ( rapidamente) procedendo a colmarla con una nuova struttura firmata da un genovese che quando si tratta della sua gente non [...]

15 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi.

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi. Detto questo, però, non è che la tarda Serie A possa considerarsi men che l'agile Premier. Son belli loro, siam belli noi ( sia pure con qualche acciacco). Sennò, che c'è venuto a fare il plurimedagliato Cr7 in un agone come il nostro? E' rincoglionito o gli hanno detto che per ragionar di storia non c'è 'contesto ' più accreditato? Lui di storia deve intendersi, eccome, magari più e meglio del Messi da Recanati , accucciato da sempre e per sempre dentro una sola amorevole culla; o di quel genio maledetto del partenopeo Maradona, che per superare il magico Pelè s'era trasferito armi e bagagli da una grande di Spagna ad una media squadra del campionato italiano. Trasformandola d'incanto da Calimero a Cigno. E siamo belli perchè sono belli i nostri campanili che rendono infuocate e imprevedibili anche le diatribe più insignificanti. E i duelli più radicati. E i personaggi più impensati. Da noi il gioco non è una ( estenuante) cavalcata di 90/100 minuti dietro una palla, da noi il 'cencio' da strappare sotto la torre del Mangia è ben altra cosa. A volte esagerata. Ma che altrove manco immaginano. Soprattutto in Premier. E infatti mentre quando si guarda una partita loro si pensa sempre a cosa gli diano da manducare, da noi , invece, ci si scervella per immaginare qual diabolico artifizio frulli nella testa dell'uno o dell'altro dei contendenti. Perchè di ' punitio divina' si può essere sempre colpiti, quando men la si aspetta, anche per mano del più modesto in campo, tra un dettaglio e l'altro. Un articolo della 'rosea' sembra voler restituire ( giusto) valore e dignità al nostro (bistrattato) campionato. Che non ha bisogno di copiare da alcuno se non da se stesso. Ricco com'è di ' mille identità tattiche'. Che van da Sarri a Conte a Ancelotti, tre maestri del mondo del calcio ' tornati a percorrere i domestici tratturi, e che nessuno offre con la stessa ricchezza agonistica e studia con tante soluzioni. Dal calcio d'estate - sottolinea la 'rosea', che se non ci fosse bisognerebbe inventarla - arriva la conferma di una varietà tattica unica: i nostri otto top club, per esempio, usano sei sistemi diversi. Quando lo stesso sistema offre spesso interpretazioni divergenti. Ma con un comune denominatore: la voglia di ' far' gioco. Chi altri può offrire tanto? E se nessuno può, perchè ( arricchire) sempre l'orto del vicino e mai il nostro? Lo scorso anno squadre della Premier hanno fatto man bassa in Champions e in Uefa. Dopo anni. Forse per un altro ciclo ( l'ultimo successo inglese in Champions l'aveva ottenuto il Chelsea nel 2011/2012, bissando lo United del 2007/2008). Forse. C'è però da ammonire che, tra le tante altre cose, nelle 65 edizioni della Coppa dalla grandi orecchie fin qui disputate, per 27 volte in finale sono giunte squadre italiane. Praticamente un 45% ca, quasi a dire una edizione su due, percentuale che non avrebbe necessità di commento se non per ricordare a smemorati e incolti che ( in regime di libertà) si può celebrare chi, quando e come si vuole, senza però voler passare per cantori pindarici quando s'è null'altro che funzionari ( consapevoli o meno) di questo o quell' uffizio. O bacucchi, fateci quegli stadi, eppoi vedremo chi ( meglio) saprà riempire di stelle ( e di sogni) le sue maglie e chi no.

LA CRONACA DAL DIVANO. E insistono nel favoleggiare sulla ricca Premier, a lor dire il ‘ migliore campionato di calcio del Mondo’. S’ascoltano canti e peana a bizzeffe, anche se ( a dire il vero)  più che canti e peana ci sembrano entusiastici comunicati di qualche ufficio stampa di calcio e [...]

13 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’ alla pari.

Non solo sport. Nuova ‘ disfida’ per Omero: Vale contro Marc. Mettiamoli però su un ‘mezzo’  alla pari. Ad agitare l'acque basse del picciol stagno, la voce d'un ritorno del maiorchino Lorenzo in Ducati. Sembrerebbe a seguito d'una valutazione che quelli di Borgo avrebbero fatto mettendo sui piatti della bilancia i loro e gli altrui piloti, quelli ' idonei' ovviamente a far abbassare l'ale a quel catalano che sembra avere scoperto nuove leggi della fisica piuttosto che un nuovo modo di dominare gli avversari. A noi, veramente, più che un fisico, ricorda Totò al Giro d'Italia, che per vestire la rosa s'era perfino adattato a stipulare un patto diabolico con mister Belzebù. Ma tant'è. E comunque stiano le cose, una è chiara: a quello , tra quelli in gioco, non lo batte nessuno. Per noi manco l'indomabile maiorchino che ci sembra sbagliare però ( ogni volta ) i tempi d'ingresso e d'uscita sul suo lavoro. Dopo un anno di sofferenza stava per 'domare' la Desmo, eppure se n'è andato, sul più bello, senza ragione credibile, che non fosse quella ( apparente) del danaro, il quale, per chi vuol scrivere di storia, è una insidia quanto mai mortale. Come quella delle sirene che abbindolarono i compagni di Ulisse, ma non Ulisse, che d'altra pasta fatto per sfuggire alle lusinghe si fece legare ad un palo e otturare le orecchie. Comportamenti non da tutti, questi. Da personaggi omerici. Certo. E tali, comunque, non ce ne voglia il maiorchino, da non appartenergli. Manco per sbaglio. Lo spiffero ha intanto ottenuto l'effetto di demoralizzare tutti. Il buon Dovi, più d'altri. Bravo, generoso, combattente. Ma non al punto da potersi opporre ( costantemente) a ' cade non cade'. Che continua a sguazzare nello stagno felice come un putto da una pista all'altra. E se non ce la fa il Dovi a metterlo a partito figuriamoci che possono quei giovinastri come il gitano Vinales o ( al momento) il siculo (d' Oltralpe) Quartararo. Poco o nulla. Crediamo. Ma solo miraggi, che svaniscono nel breve volgere di qualche curva. Eppure uno c'è che potrebbe tentare Omero a riscrivere il suo duello immortale. Che nella prima nota stesura ha preferito mettere il lauro in capo al giovane guerriero costringendo il vecchio all'umiliazione d'essere appeso al carro e trascinato più volte senza vita attorno alle alte porte Scee. Mentre, in una seconda, visto che il mondo è nel frattempo profondamente cambiato, chissà che non gli venga voglia di rivedere l'esito? E porgere il lauro alla dolorosa sapienza del vecchio piuttosto che alla astuzia feroce del giovane? Certo è che per far questo occorre mettere i contendenti in condizioni ( almeno) di parità. Non l'uno immortale e l'altro mortale. Non l'uno forte e l'altro debole. Non l'uno su un cavallo invincibile e l'altro su un ronzino. Per farla breve: che s'aspetta a voler tentare Omero dando al Maestro di Tavullia il mezzo giusto per un'altra disfida ? Su pista, questa volta, perchè no? Lo sport non ha oggi il suo peso simbolico? Magari l'ultima per il grande vecchio, che a quarant'anni non può certo pretendere d'essere il futuro del suo sport. Quanto odor d'epica c'è in codesta agognata disfida! Eppoi, chi non vorrebbe Ettore trovar la rivincita su Achille ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Un altro bel weekend. Estivo. Assolato. Pettegolo. Dei vari sport accenniamo più sotto, qui ci vorremmo soffermare su quanto vanno raccontando della MotoGp, l’interminabile regno ora conteso del Maestro di Tavullia che ( in questi suoi ultimi voli) costretto a cavalcare un ‘ronzino ‘ si vorrebbe  [...]

9 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Calcio: il Diavolo c’è, e ancor più la Beneamata. Moto: weekend d’argento in terra di Cechia.

Non solo sport. Calcio: il Diavolo c’è, e ancor più la Beneamata. Moto: weekend d’argento in terra di Cechia. Moto. Trasferta d'argento in terra di Cechia per i nostri centauri: secondo e terzo dietro Canet nella Moto3; secondo e terzo dietro al Marquez 2, nella Moto2; secondo ( col buon Dovi) nella Moto Gp dietro a ' cade non cade' Marquez 1 che anche se dovesse correre con una Honda ad una sola ruota vincerebbe, o meglio, stravincerebbe. Candidandosi, probabilmente, a passare alla storia più come un fisico che ha scoperto leggi ignote agli altri, piuttosto che come pilota di moto da corsa. Calcio. Se sa che amichevoli e tornei estivi ( come questo, per la International CC) lasciano il tempo che trovano, eppure quel primo tempo nerazzurro con gli avversari schierati al top per una prova generale di campionato che da loro inizierà a giorni, ci è sembrato un segnale davvero ( molto) interessante. Forse, premonitore. Forse. Di certo non è più la Beneamata del decennio precedente, con tutte le sue forze ( partenti o no) fortemente motivate e ben disposte in campo. Della ' pazza' Inter ci sa tanto che, col Conte Dracula in panchina, sia rimasto poco o nulla. Meglio così se si tratta d'andare ad espugnare, in rimonta ( 1-1, nei tempi regolamentari) e sia pure per una occasione estiva, il campo d'una formazione vice campione d'Europa ' terrore' d'Albione. E con mercato in ritardo sui rinforzi in attacco. Per essere completi, una buona parola la merita anche quel poveraccio del Diavolo, che pur col braccino corto, zitto zitto, sta rimodellando una squadra all'altezza. E' vero che alla fine dell'ultima tenzone ( sempre per la International CC) ha dovuto cedere il lauro della vittoria agli spendaccioni dello United ( errore dal dischetto di Daniel Maldini, 17 anni), storica big della osannata Premier. Il Diavolo gioca. Questo conta. Finalmente. La mano di Giampaolo sembra avere messo un suo marchio. Di qualità. Fatto di idee più che di danari. Fatto di squadra più che di singoli. Fatto di appartenenza più che di marketing. Con i dioscuri Svone e Maldo pronti a sorvegliare e a garantire. Per partecipare al banchetto per la Champions, che da noi è particolarmente affollato ed incerto. Risultati in breve. A Cardiff 2-2 show del Milan contro lo United ( sconfitta ai rigori). Dzeko, inoltre, in attesa del fantomatico passaggio all'Inter, ha trascinato la Roma a Lilla ( 2-3). Vittorie anche per Lazio, Bologna e Fiorentina.

LA CRONACA DAL DIVANO. Trasferta d’argento in terra di Cechia per i nostri centauri: secondo ( Della Porta) e terzo ( Arbolino) dietro Canet nella Moto3; secondo (DiGi) e terzo ( Bastianini) dietro al Marquez 2, nella Moto2; secondo ( col buon Dovi) nella Moto Gp dietro a ‘ cade non cade’ Marquez [...]

1 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Nuoto: non trionfo ma prova di trionfo. Bastano il sor Carletto e l’Insigne per il sor Kloop.

Non solo sport. Nuoto: non trionfo ma  prova di trionfo. Bastano il sor Carletto e l’Insigne  per il sor Kloop. Mondiali di nuoto. Non è stata un trionfo ( ma prova di trionfo, per la prossima Olimpiade) la spedizione natatoria in Sud Corea, perchè per esserlo fin da ora avrebbe dovuto portare nel medagliere l'oro di Greg nei 1500 m e le staffette sul podio, ma tant'è, perchè di motivi di cui andare felici ed orgogliosi ce ne sono tanti. Innanzitutto quel prodigio nei 200 sl della Divina, eppoi il ritorno perentorio del Settebello sul trono del mondo; ma anche, i risultati di prestigio nel sincro, nel fondo, in piscina. L'oro di Simo nei 1500 sl, l'oro di Greg negli 800 sl, i sei argenti e i cinque bronzi, che con il totale di 15 medaglie colloca l'Italia al sesto posto assoluto del medagliere ( quinto in quello del nuoto). Tra gli argenti misto oro, c'è quello d'una bimba che a soli 14 anni nei 50 rana è riuscita nientemeno che a terrorizzare l'olimpionica King. Si chiama Benedetta, viene da Taranto, conta 14 primavere, ma con un imprevedibile futuro davanti. Grande o meno che sia dipenderà anche da noi, che con i nostri giovani talenti non dobbiamo tenere nè fretta nè esigenze opprimenti. Benedetta deve crescere all'ombra dell'Araba Fenice. Serena. Fiduciosa. Sgombra. Anche perchè con una Divina che lascia bello sarebbe averne un'altra bell'e pronta alla bisogna, intanto per l'imminente appuntamento olimpico, come ( finora) è concesso (solo ) a poche grandi nazioni natatorie al mondo. Calciomercato. Sembrava tutto facile, eppoi tutto s'è inceppato. Andiamo con ordine. La Beneamata che sembrava tenere in pugno Dzeko si sta trovando invece con un nulla di fatto. Anche il supervalutato Lukaku, belga sì ma per modo di dire, traccheggia tra lo United di quegli avidi dei Glazer e qualche altro ( vero o presunto) contendente. Fatto è che, pur senza attaccanti, la Beneamata ha strappato una coppetta estiva agli spendaccioni del Psg. A questo punto il Conte Dracula mostra i terribili dentoni da inforco chiedendo a Marotta ( e ai cinesi) di darsi una mossa per non andare incontro a figure barbine. E autolesioniste. Dati ormai in extra rosa Ninja, Maurito e se ( non si scrolla) pure Ivan ( Perisic). Della Signora, che dire? Tutto e niente, perchè l'unica cosa chiara è che tutti vogliono restare e che tutti vogliono arrivare. Perfino il papà di Neymar, si favoleggia, avrebbe proposto una candidatura del figliolo. E mentre la Lupa, zitta zitta si va riorganizzandosi, il Ciuccio del sor Carletto comincia a fare la voce grossa, qua e là pel pianeta. In Scozia, ad esempio, sotto la regia del suo piccolo genio, ha strapazzato ( 3-0) i campioni del Liverpool del sor Klopp, che di Napoli e dei napoletani non vorrebbe più sentir parlare. Vita natural durante. Per completare il quadro, si dice che il sor DeLa stia traccheggiando tra il maturo James voluto dal sor Carletto e il fringuello Pepè, che era cosa fatta se non si fossero messi di mezzo i soliti mediatori. Con i loro onorari. Che tutti vorrebbero controllare e che nessuno controlla. Ma c'è qualcuno che può dare un senso a quegli ingaggi ( e relative parcelle) che ( quei polli) dei cinesi promettono a destra e a manca, anche a giocatori decotti e di seconda o terza fascia? Basterebbe un bimbo alla cassa, infatti, per tagliare di almeno la metà quegli esborsi da mille e una notte che volteggiano da una banca all'altra. Tanto più che di intenzionati a ' a far scelte di vita' (anche) a prezzi dimezzati ( siam certi) ne troverebbero comunque, ovunque e a iosa. Definito il calendario del prossimo Campionato.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non è stata un trionfo ( ma  prova di trionfo, per la prossima Olimpiade) la spedizione natatoria in Sud Corea, perchè per esserlo fin da ora avrebbe dovuto portare nel medagliere l’oro di Greg nei 1500 m e le staffette sul podio, ma tant’è, perchè di [...]

29 luglio 2019 0 commenti