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Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio.

Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la 'rossa' stia sempre più sprofondando, basta gettar l'occhio sull'intervista rilasciata alla 'rosea' dal successore dell'Avvocato, 44 anni, nato a New York e laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, presidente di Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli cui fanno parte anche Juventus e Ferrari. Per lui tutto va bene così com'è. Monsieur Candid non gli farebbe un baffo. Innanzitutto la Ferrari che ( nel suo insieme) gode di ottima salute. Quel drago del Camilleri ha qui ottenuto risultati industriali da far schiattare di rabbia i concorrenti: dai cinque nuovi modelli alla gestione dell'emergenza sanitaria fin al Back on Track che è un esempio al Mondo sul come tornare al lavoro in sicurezza in presenza di Covid-19. Mentre quell'altro drago del Binotto, figlio della 'rossa', alla guida della Scuderia da un anno, ha tutto quel che serve per aprire un ciclo vincente. Già, ma da quando? E come? ' I tifosi- dice - stanno soffrendo quanto noi. Per questo è bene essere chiari e onesti con loro. Ci aspetta un percorso lungo. Quando Todt aprì nel 2000 quello storico ciclo, venivamo da un digiuno che durava vent'anni, dal 1979 ... L'importante come allora è lavorare in pista e fuori pista, in maniera coesa, costruire passo dopo passo la Ferrari che vogliamo'. Un percorso lungo? Vent'anni di digiuno? Lavorare in pista e fuori pista? Se chiedete un parere ad uno che si sollazza sul divano, direbbe: ' aria fritta' o anche ' aria di Parigi'. Che sgorga spontanea dalla bocca di uno che non sa quel che dire e che fare. Buio. Tenebra. Nell'attesa dell'alba ( almeno) del 2022, alloquando ( forse) non ( solo quelli di Stoccarda ) si saranno stufati di usare la ' rossa' qual zerbino delle piste concesse durante e dopo l'emergenza. E passiamo alla moto, che anche lì i fenomeni abbondano. In casa Yamaha, soprattutto, che immemori di quello che gli ha messo in saccoccia il maestro di Tavullia, non appena hanno trovato due imberbi con le ali, hanno pensato bene di congedarlo come un soggetto qualsiasi, abituale, di quelli che nascono ad ogni più sospinto. Sono alcuni anni che ( ci scusino) gli 'asini' del Sol Levante s'ostinano a consegnare catorci alla guida del Maestro, che se fosse messo ( appena appena ) in condizione di competere sarebbe ancora in grado alla sua veneranda età di elargire lectio magistralis. E finanche di andarsi a prendere quel decimo titulo che gli riserverebbe la vetta dell'Olimpo sportivo per almeno il prossimo secolo. Sì, perchè quello che fa specie, è che a quegli 'asini' del Sol Levante nessuno abbia cercato di far capire che chi affolla piste, schermi, social, vuol godersi gli ultimi spiccioli d'un talento agonistico senza pari. Non crederanno mica, i samurai, che la gente corra a vedere un Tizio che parte al primo abbassar di bandiera per andarsi a fare una scampagnata in solitaria su questa o l'altra pista del mondo? Tra l'altro, sfidando a piacimento le leggi della natura, per cui oggi c'è domani chissà ? In ogni caso, come in Andalucia, è bastato ritrovare il Maestro su una moto rabberciata alla meglio in agone coi figlioli suoi, per riassaporare il perduto fascino di questo periglioso sport fatto per gli audaci di genio e non d'arrembaggio. Per meritare applausi, non per sopportar ripetuti ragli d'asino.

LA CRONACA DAL DIVANO. L’intervista a John Elkan, il razzolar male degli ‘asini’ del Sol Levante, le Coppe in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la ‘rossa’ stia sempre più sprofondando, basta gettar l’occhio sull’intervista rilasciata alla ‘rosea’ dal successore dell’Avvocato, 44 anni, nato a New York [...]

29 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore.

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi  Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore. A noi frega solo e soltanto quel che fa la 'rossa', null'altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L'ecatombe l 'aveva annunciata con ( colpevole ) candore il suo general manager, tal Binotto da Geneve, che se come ingegnere qualcosa poteva pur capire per stare tanti anni a Maranello come ' ducator' d'una leggenda, la più vera e duratura leggenda dello sport automobilistico, null'altro è che un soggetto da scherzi a parte. Di cotanta 'pochezza' qualcuno dovrà pur rispondere. A partire da quel rampollo degli Agnelli dalla strascicata dizione che speriam non sia al vertice di Fiat voluntas tua ( soltanto) per dilapidare un patrimonio di generazioni, avviando il tutto proprio dalla demolizione della 'rossa'. Per proseguire con quel fantasma di tal Camilleri che ( francamente) non conosciamo e ( manco) vogliamo conoscere. Per finire, appunto, con quel tal Binotto, ( da qualcuno) scambiato per un tal Toto ( Wolff), confondendo un Raffello con un graffitaro da strada. E comunque sia, l'esser riusciti tutti in coro a ' profanare' un così prestigioso ' monumento' , grida vendetta. Immediata e sacra vendetta. Che per quel che ci riguarda, facile è: d'ora in poi, infatti, a sintonizzarsi sulla F1 saranno quelli della Fia, di Sky e i loro fans. Noi, mai più di certo. E che dovremmo ammirare: due 'rosse' in retroguardia che invece di aiutarsi si annientano a vicenda? O magari, che il Tappen 'affossa rosse' sta ora disoccupato? O che il Toto batta record su record comunque protetto dai nano dei della Fia? O che altro, insomma, volete farci deglutire per 'dissolvere' una delle storie più belle dello sport moderno ? Per dovere di cronaca, e per rispetto a quanti non hanno assistito alla competizione, Vettel ( partito 10) e L eclerc ( partito 14) si sono amabilmente ruotati al primo giro, uscendo entrambi come scemi dalla scena. La gara è stata vinta ( manco a dirlo) da Hamilton, davanti a Bottas e Verstappen. Tanto passa il convento della F1 in epoca virale. E nonostante il Corona, proseguono le gare di Campionato. Nella XXXII in ballo c'era il possibile ingresso della mirabolante Dea nella corsa scudetto. Ingresso, prontamente precluso, non da uno ma da due ( discutibili) rigori che avrebbe portato l'orgoglio dello sport bergamasco ( e italiano) a soli 6 passi dalla Signora. Con 18 punti ancora da consegnare in un finale di torneo anomalo e tutto da immaginare. Riperde la Lazio ( 1-2) con il Sassuolo, rivince la Roma ( 0-3) contro il Brescia. Con la Spal, ormai in B? Pari del Diavolo (2-2) con il Ciuccio del Ringhio.

LA CRONACA DAL DIVANO. Manco ci frega chi vince o perde il GP STIRIA. A noi frega solo e soltanto quel che fa la ‘rossa‘, null’altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L’ecatombe l ‘aveva annunciata con ( [...]

12 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila.

Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora in vetta, a più quattro dall'Aquilotto ( 68), più otto dalla Beneamata(64). La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. Buon per noi che almeno potremmo tifare fin all'ultima giocata. E se l'ambascia stadi logora da tempo, quella sulla 'rossa' è invece una ( spiacevole) novità. Che il mito per eccellenza dell'auto da corsa sia stato ultimamente preso d'assalto è cosa nota. I più accaniti sono i germani. Che di stare dietro a prendere scarichi di fumo loro abituati davanti non se la sentono davvero. Onde per cui, pur di ribaltare lo stato delle cose, sono disposti a tutto. Del resto, con quel mostriciattolo del Toto in regia, e quella Federazione al servizio suo/loro, possono permettersi tutto quel che credono Progettassero un Ufo o un astronave , per il tortignacolo Todt andrebbe bene lo stesso. Al momento i germani di Stoccarda si sono inventati quel 'quiproquo' sulla convergenza delle ruote anteriori, che qualcuno contesta, soprattutto perchè giunto a campionato in corso. Ma niente da fare, con la Fia è come parlare al vento, visto che l'obiettivo non è legale ma politico. Infatti che altro di meglio c'è che ( come voleva la Buonanima) ridurre il Belpaese in un'oasi ideale di affittacamere, camerieri e bagnini? Anche se, per dirla tutta, a dar la corda sono proprio i nostri. Che perso il buon babbo Marchionne, non sanno più che pesci prendere. Si sta provando con un ingegnere, ottimo sì, ma a fare l'ingegnere. Non certo a far faccia a quell'abile gigante asburgico del Toto che di quel tipo di ingegneri si nutre a piacimento come Polifemo dei marinai di Ulisse. Che fare? Difficile trovare soluzioni. E anche capire che ci faccia il Seb ancora alla 'rossa. Garantiscono che da professionista farà il suo dovere fino in fondo. La solita favola? Quando non sanno come rabberciarla? Infatti, come fa uno messo alla porta continuare a sentirsi parte d'una casa che non è più sua? Con tutte le conseguenze del caso. Che la prima in Austria ( al momento) lascia solo immaginare. ORDINE D'ARRIVO GP AUSTRIA. Bottas ( Mercedes ) davanti a Leclerc ( Ferrari) e Norris (McLaren). Quarto, causa penalità, Hamilton ( Mercedes). Decimo Vettel ( Ferrari). Ritirato Verstappen ( Red Bull).

LA CRONACA DAL DIVANO. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora ( in questa)  in vetta, a più quattro dall’Aquilotto  ( 68), più otto dalla Beneamata(64).  La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. [...]

5 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il calcio d’Europa in marcia. In testa Premier, Liga e Bundes. Noi, quarti, e senza stadi.

Non solo sport. Il calcio d’Europa in marcia. In testa Premier, Liga e Bundes. Noi, quarti, e senza stadi. Di Calciomercato non vogliamo parlare. Davanti a tante lacrime vedere giovanotti in ballo per milioni su milioni, non ci pare opportuno. Intriga di più tentare un ulteriore abbraccio verso l'intero sistema calcistico. Dapprima europeo, in questo caso, eppoi nostrano. L'occasione ce la offre la solita ' rosea', che ( come promesso) non va perdendo di vista i nostri baldi protagonisti e i loro contorti ammennicoli. Sul piatto , questa volta, fuma la salute complessiva del calcio europeo. Non male, stando all'ante virus. Da (ri)verificare, semmai, una volta passata la tempesta. Che non preoccupa più di tanto Deloitte, che garantisce: ' Prevediamo che i piani di recupero per la Premier e alcuni suoi pari (?), porteranno ad un rapido recupero dei risultati finanziari poichè alcuni ricavi delle trasmissioni ( televisive?) 2019/2020 verranno spinti nell'esercizio 2020/2021, il che potrebbe comportare un anno di entrate eccezionali'. Come van dunque le sorti del calcio europeo? In testa naviga la Premier, con 5,851 mld; seguono: Liga, con 3,375 mld e Bundes con 3,345 mld. Cade dal podio, manco a dirlo, la nostra Serie A, che con 2,495 mld sopravvanza la Ligue con 1,902 mld. Come mai tanti abissi? La Premier ricava buona parte delle sue entrate dai diritti tivù ( 59%, soprattutto esteri) e stadi ( 13%). Spagnoli e Tedeschi, ottengono qualcosa di più al botteghino ( 16%) e si differenziano un poco nei diritti tivù ( 54% l'uno, 44% l'altro). Noaltri, invece, ce la battiamo per i diritti tivù ( 59%, soprattutto locali) e andiamo ( più o meno) a zanza per tutto il resto. Morale: stiamo al quarto posto, col cucchiaio di legno in mano, quando solo una decennio fa vincevamo il Triplete. Marciamo nel calcio al passo del gambero. Come del resto ( più o meno) il resto di questo Paese che alle straordinarie meraviglie unisce purtroppo gli incapaci più incapaci ( maschi o femmine che siano poco cambia) del Vecchio Continente. Le nostre Termopili sono gli stadi. Qui van fermati i nullafacenti. I tintinnega. I rubapane a tradimento. Perchè se non si riesce a far impianti adeguati non solo perderemo il quarto posto, ma anche il quinto, il sesto e così via. Senza aspettar molto. A Roma si latita, a Firenze si fa di tutto per scoraggiare l'americano, a Milano si traccheggia tra vecchio e nuovo, senza approdare nè all'uno nè all'altro. Unica nota edificante giunge da Bologna, dove con accordo pubblico- privato- Finmeccanica, si potrà ammirare tra due o tre anni ( si spera) l'improrogabile restyling del 'Dall'Ara'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Coronavirus a parte. E’ ora di dar di nuovo spazio alla vita. Alle sue manifestazioni migliori. Tra queste lo sport.  D’ogni latitudine, d’ogni disciplina. Quando gli uomini combattono ( lealmente) per un giusto fine son sempre bene accetti. E di qual disciplina vogliamo intendere? Del calcio, ovvio, [...]

12 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. Europa: eppur ( qualcosa) si è mosso ? Il dilemma Campionato: si va o non si va?

Non solo sport. Europa: eppur ( qualcosa) si è mosso ? Il dilemma Campionato: si va o non si va? Si va dicendo infatti che la proposta tedesco-francese abbia trovato consenso e che, nonostante l'opposizione di quei 'fighetti' nipoti ' duri e puri' dell'Orange e Cecco Beppe che altro non sanno che perdere tempo in ciance, l'Europa abbia deciso di mettere sul piatto una cifra ( da verificare) tale da consentire a chi più è in difficoltà ( Spagna, Italia e non solo) di rimettersi in carreggiata. Operazione non scontata, coraggiosa, tutta da pilotare, ma che per la prima volta s'è parlata non con i vecchi idiomi ma con quello inedito d'un Continente che ha forse capito ( una volta per tutte? ) che andare in guerra con truppe sparse si fa la fine dei Greci con i Persiani, dei Greci con i Macedoni, dei Greci con i Romani. Una fragilità non sfuggita Altrove. ' ( In questa vicenda) l'Occidente non ha dimostrato nè leadership morale nè efficienza tecnica. In un momento in cui l'intera umanità si sentiva minacciata e cercava disperatamente rassicurazione, conforto, sostegno e guida nè gli Usa nè l'Europa erano all'altezza del compito. Sembravano ( entrambi) sopraffatti e sconvolti'. Quanto tempo occorrerà alla (ormai) manifesta fragilità di tradursi in colonizzazione non si sa. L'historia magistra vitae ( fallace sol per chi occhi non ha ) sic docet. Qualche tempo fa abbiamo temuto che le tre donne nei tre posti chiave dell'Europa fossero non paragonabili alle ' tre Grazie' del Botticelli ma a ' tre Disgrazie' nelle mani di qualche obscuro e obsoleto burattinaio. Siam tentati a ricrederci. E sarebbe una gran cosa. Per loro, per le donne. Infatti qual miglior visione si potrebbe donare ai giovani del Vecchio Continente se non una simile a quella dei nostri avi che videro Leon a Castilla diventare Ispania, Ile de France diventare Francia, Prussia diventare Germania, Piemonte diventare Italia (e così via) ? Inaudito sognare? E chi lo dice? Per caso, anche colui che di ciclismo poco mastica, chi non ha negli occhi quei due acerrimi grandi rivali che in una tappa del Tour si passarono ( vicendevolmente) la borraccia con un unico fine ? Tra rivali, certo, sempre, ma nemici mai. Del resto: 'cui prodest' commentavano i latini? Detto questo, passiamo alla cronaca calcio. E mentre l'inutile Bundes disputa ( con foto sugli spalti) gli ultimi turni d'un campionato che da otto anni ha un solo vincitore, da noi ci si mordacchia, tra l'un e l'altro, per far ripartire ( o meno) il nostro campionato. Che è invece tutto da decidere. Perchè se è vero che l'Inter di Conte ha perso qualche battuta, c'è la Lazio del Lotito che non ha alcuna intenzione di donare il lauro alla solita Signora di Torino. O figli del Tentenna, muovetevi!

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ ancora tutto da confermare, ma se è vero quello che i media vanno spargendo per l’aere, potremmo davvero essere all’alba d’un nuovo giorno per quella che per gli antichi coloni  era la leggiadra Europa. Si va dicendo infatti  che la proposta tedesco-francese abbia trovato consenso [...]

28 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Europa in ordine sparso. Prima l’immigrazione, poi la salute. E se arrivasse pure la difesa?

Non solo sport. Europa in ordine sparso. Prima l’immigrazione, poi la salute. E se arrivasse pure la difesa? I giorni del Coronavirus obbligano a pensare. A rivedere. A rinnovare. Cose non scontate. Anzi, se ben ci guardiamo intorno, c'è tanto da fare che c'è da perdersi d'animo. Con la nostra ( e l'altrui ) gente che continua a morire. Dicono che la Lombardia stia avendo più morti che nella Seconda guerra mondiale. Non sono messi meglio gli altri, e perfino i Tedeschi, che stanno toccando quota 5 mila decessi nonostante i grandi mezzi disponibili. Il pensiero più grande è per costoro, e per le loro famiglie, ma fa perdere il sonno anche il pensiero del domani. Chi ricostruirà, infatti, su tante macerie? E come? E chi? E l'Europa come uscirà dalla dura prova: un pollaio di più o meno credibili staterelli, o una grande nazione nuova, dalla Scandinavia alla Sicilia? E la picciola Italia, che qualcuno vorrebbe abbandonare nell'ora ( non tanto ) del bisogno ( ma ) della lungimiranza, come si salverà? Vero è che ne ha passate talmente tante che il Coronavirus, una volta archiviato, perchè sarà archiviato, checchè ne dicano le implacabili task force di virologi, sarà a malapena ricordato. Il problema è con chi è come uscirà. Quanto il venditore di almanacchi, del futuro non vogliam certezza. Se altri la vogliono, si facciano avanti. A noi basterà sapere se quelli che sopravviveranno vorranno marciare con noi o senza di noi. Dopodichè ci regoleremo. Anche perchè i nostri vecchi non ci hanno sempre detto: meglio soli che male accompagnati? Intanto cominciamo a dare un'occhiata alle forze in questa presenti. Nostre e altrui. Per farcene una migliore cognizione. Dalla morsa del Coronavirus vorrebbe sottrarsi anche lo sport. Nel suo insieme. Anche se a starnazzare di più è il calcio. Con i suoi miti più falsi che veri. Come di quei tizi che se ne son volati via dall'Italia, andando a riparare chissà dove, visto che quel lesto mostricciattolo s'appresta a volare anche nelle loro terre natali. Ci sovviene quel pretestuoso Pipita, che di tutta questa folla di anti eroi è diventato il campione conclamato. Baci e abbracci, caro Pipita , ma adesso stia il più lontano possibile!

LA CRONACA DAL DIVANO. I giorni del Coronavirus obbligano a pensare. A rivedere. A rinnovare. Cose non scontate. Anzi, se ben ci guardiamo intorno, c’è tanto da fare che c’è da perdersi d’animo. Con la nostra ( e l’altrui ) gente che continua a morire. Dicono che la Lombardia stia [...]

19 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza?

Non solo sport. Lotta al Coronavirus: esteri e non, a chi dare la vera gloria? Solo ai posteri l’ardua sentenza? Adesso, con quel garbato premier a reti connesse ( come o quasi) per il messaggio di Capodanno del Presidente, invece che a portar serenità getta scompiglio. Mentre all'Estero infieriscono su di noi scordando perfino la Cina e la Corea. Qui a metterci una pezza può essere solo il solito imprevedibile sorprendente atteggiamento d'un popolo che, quando conta, forse ispirato da una ( dimenticata) manzoniana Provvidenza, sa quello che deve fare. A dispetto di chi dovrebbe governarlo e non può farlo o non sa farlo; a dispetto di parenti e amici sparsi qua e là pel Mondo e che dovrebbero raccontarla ( almeno) come si deve; a dispetto di chi ci vuol (davvero) male e vorrebbe vederci piegare le ginocchia implorando. I dati ( allegati) parlano d'una diffusione seria, con molti casi di guarigione, ma non ancora scemante. Se calano ( di dice) i casi cinesi che sono alle radici della sbandierata ecatombe, caleremo anche noi. La speranza è solo quella di non vedere cancellata, una dopo l'altra, la possibilità di riprenderci in fretta e senza danni irreparabili. Il timore c'è. In Romagna, a Cesenatico, potrebbero chiedere d'annullare la Nove Colli; in Lombardia, a Milano, la Milano-Sanremo ( se non il Giro) e così via. Il calcio s'accontenta ( al momento) di giocare ( Campionato e Coppe) nel silenzio, per meglio meditare sulla sorte sua. Magari saremo proprio noi ( ancora una volta) a sorprendere tutti, sciogliendo il rebus grazie a quei quattro centri di ricerca in numero che abbiamo. Certo è che gli amici ( qui o là) si vedono nell'ora del bisogno. E quelli ricorderemo, per tanti anni a venire. Il bilancio della Protezione civile. Sono 295 i malati con il Coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 66 in più rispetto al giorno precedente. Il dato è stato fornito mercoledì 4 marzo dal commissario Angelo Borrelli nel corso del quotidiano appuntamento con la conferenza stampa nella sede della Protezione civile. Negli ospedali ci sono 1.346 ricoverati con sintomi mentre 1.065 sono in isolamento domiciliare.Dai dati della Protezione civile emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano, 2 in Sardegna e uno in Basilicata.

LA CRONACA DAL DIVANO.  D’ora in poi, per un mesetto almeno, così si spera, potremo vedere il nostro Campionato a spalti vuoti. Che metteranno ancor più in pietosa evidenza le mille  rughe dei nostri vetusti stadi. E che ci faranno ricordare una volta di più da qual mandata di uomini [...]

Non solo sport. Presentata la ‘rossa’ 2020. Un prodigio in cerca del lauro. Sta ‘saltando’ lo stadio della Viola?

Non solo sport. Presentata la ‘rossa’ 2020. Un prodigio in cerca del lauro. Sta ‘saltando’ lo stadio della Viola? Esiodo o Virgilio, gironzolassero oggi per i media, o per i social, di certo troverebbero per la mitica 'rossa' una appropriata collocazione nell'età dell'oro. Con quel Cavallino nero rampante richiamo al coraggio del 'Piemonte cavalleria' ( più o meno) simil al Pegaso alato usato nella notte dei tempi dal Padre degli dei per trasportar folgori e, ora, luminosa costellazione. E' questo infatti il destino di quel prodigio degli dei, depositato ( dal 1929) nel cuore di Padania, non adibito a trasportar folgori ma a consegnare agli dei sogni umani da rendere possibili.Ogni volta, ad inizio stagione, quando si toglie il velo a quel prodigio in rosso, il cuore palpita. D'insolita emozione. Che irradia luce su una vicenda ( ancor breve) ma già senza confronti. Con i suoi eroi, tutti eguali, tutti amati, perchè qui non si giudica con il valore ( relativo ) del budget o dei ( più o meno meritati) tituli ma con quello ( eterno) del cuore. Nella presentazione della 'rossa' 2020, la F 1000, al teatro di Reggio, città del Tricolore, tutto questo è stato magistralmente condensato ( come s'usa dire oggi) durante uno show durato manco un'ora eppure avvincente e convincente. Con il Marc Genè più elegante di quelli della notte degli Oscar. Per contro che tristezza vedere il grande Toto, di candida camicia ospedaliera tuttor vestito, togliere il telo ad una macchina che sarà pur riuscita visto che ( di riffe o di raffe ) domina le piste da oltre un lustro, ma che con quel color grigio cenere quando mai potrà accendere il cuore degli uomini tanto quanto la rossa figlia del Drake, simil al Pegaso alato, che consegna sogni umani al padre degli dei? Al termine della presentazione i ragazzi ( e le ragazze) di Sky hanno scambiato qualche battuta con i piloti. L'un contro l'altro armato. Come ha da essere . Il vecchio per far valere le ragioni d'una classe che non può essere diventata acqua, il giovane per consacrare quanto si va sperando in lui. Ovviamente, poco o nulla, è stato (possibile) anticipare. Intanto ci saranno i ( soliti) test in Spagna, eppoi, si vedrà quanto Binotto &C son riusciti a rimediare ( solo) alla prima ( a marzo ) in Australia.La tenzone sarà aspra. Di certo. Anche perchè al Lewis che punta al record del Schumi s'è aggiunto quello 'sfascia rosse' del Pappen, sulla Red Bull del venditor di bevande che promette fuoco e fiamme. Meglio così. Importante è che il confronto sia trasparente. E non di riffe e di raffe. Nell'attesa della rivoluzione ai regolamenti annunciata per il 2021. Del resto non è forse tutto questo che la 'rossa' chiede per accingersi a stampigliar pagine rare e bellissime?

LA CRONACA DAL DIVANO. Esiodo o Virgilio, gironzolassero oggi per i media, o per i social, di certo  troverebbero per la mitica ‘rossa’  una appropriata collocazione nell’età dell’oro. Con  quel  Cavallino nero rampante ( richiamo al coraggio del ‘Piemonte cavalleria‘)   ( più o meno) simil al Pegaso alato  usato nella notte dei tempi   dal Padre [...]

12 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio.

Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio. Questione stadi. Aggiorniamo. Una volta si diceva che Milano era la capitale reale e Roma quella istituzionale. Per indicare, in pratica, due mondi opposti: il primo quello del fare, il secondo quello del dire. Una volta, perchè adesso le cose si sono talmente ingarbugliate che ( pur con qualche distinguo) non si capisce più dove stiano di casa i 'tintinnega' o gli ' uomini di buona volontà'. A Roma c'era da fare un' Olimpiade (estiva) che ( come quella del 1960) avrebbe cambiato non poco il volto dell'Urbe, ed è stata ( letteralmente) snobbata. A Milano c'era da fare un Olimpiade (invernale) e ( l'occasione) è stata ( pienamente) colta. E fin qui tutto bene, come historia docet. A Roma c'è da fare uno stadio come Eupalla comanda e manco per il cavolo ci si affetta a farglielo fare. A Milano c'è da fare uno stadio ( anzi, con lo stadio, una parcella dimenticata della città) e anche qui manco per il cavolo ci si affretta a farglielo fare. E qui tutto male, visto che la storia comincia a non insegnare più nulla. Al punto che Sabini e Lumbard sembrano, improvvisamente, essersi fotocopiati. Dentro i loro soliti anonimi consigli comunali tintinnega, nelle solite interminabili (pretese) burocratiche, nei soliti nodi da sciogliere che manco chi li avvolge sa come scioglierli. Morale: l'uno progetto e l'altro latitano, in attesa non si sa ben di che cosa, impedendo allo sport di quelle due popolose metropoli passi in avanti indispensabili. Clarissimi. Auspicabilissimi. Tanto per togliere alibi ai tintinnega che sono riusciti ad accasarsi sotto l'ombra ( laboriosa) della Madonnina, Milan e Inter ( o Inter e Milan) hanno proposto al Comune tutto il proponibile. Ad esempio: si sono detti disposti a pagare da subito il diritto di superficie con l'impegno di studiare varianti al progetto iniziale per non cancellare ( del tutto) quel mito ( ingombrante) del Meazza. Speriamo che al buon Sala, e ai suoi, questo basti, se non altro per mettere mano quanto prima a calce e mattoni. Perchè, qui, anche se a costoro non pare, il divario tra il nostro calcio e quello dell'Altrove s'amplia ogni ora di più. E non vorremmo che si arrivasse a decidere quando oramai gli altri sono diventati un lontano miraggio. Se allo sportivo Sala basta far da comparsa, lo faccia pure, lui con i suoi. A noi, di comparse, tanto per fare un esempio, bastano gli azzurri del rugby, giunti alle 23 a sconfitta di fila. Al punto che in giro qualcuno prospetta di chiedere alla (loro ) Federazione i danni per ' vilipendio della maglia azzurra'. Sulla XXII di Campionato, da registrare il fatto che il duello continua. Tra Juve, Inter e Lazio. Continua più bello che pria. E che nell' Altrove, donde sulle rispettive sorti finali sbadigliano già da un po' e un po' dappertutto.

LA CRONACA DAL DIVANO. Chiude gennaio, apre febbraio. Il tempo vola. Come le nostre ragazze delle nevi, con Brignone e Goggia oro e argento nel SuperG di Coppa. Come il Calciomercato che ha chiuso finalmente la finestra invernale, con qualche interessante passaggio di maglia. Come lo  straordinario ( milanista) Djoko che s’è [...]

2 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il Maestro? Continua: sì, ma … Serie A: avanti tutta. Chiusa la finestra di calciomercato.

Non solo sport. Il Maestro? Continua: sì, ma … Serie A: avanti tutta. Chiusa la finestra di calciomercato. Prosegue un fine settimana che continua a parlare ( prevalentemente) di calcio, del nostro e dell'altrui calcio ( oltre che del calciomercato che ha chiuso, con qualche interessante passaggio e scambio, la gelida finestra di gennaio); di tennis, con il ( milanista) Djoko in finale ( l'ottava) agli Australian Open; della resurrezione in Eurolega di Milano ( 79-78, sul Bayern, settimo posto in classifica); dei campionati di artistica e ritmica; del Sei Nazioni di rugby, con i nostri che speriamo non vadano a recitare il solito ruolo di ' sacco delle botte'; e di Pechino, travolto dal Coronavirus, costretto a fermare il calcio e altri sport: troppo rischioso cimentarsi, infatti, in una fase in cui il morbo non è stato ( ancora) chiaramente isolato e reso innocuo. Ma la piccante novella del weekend è l'annunciato divorzio ( dal 2001) del Vale dalla Yamaha, che ( per pareggiarlo) ha già ingaggiato un esperto ( Vinales) e un imberbe ( Quartararo). Verrebbe da protestare. Se non fosse lo stesso Vale a frenare gli animi desiderosi di rendere alla Yamaha quanto la Yamaha ha 'regalato' in questi anni di sofferto matrimonio al ' maestro dei maestri'. Che ( proprio in questi ultimi anni) se non fosse stato costretto a cavalcare un 'ronzino' per battere un 'purosangue', di titoli in carnet potrebbe contarne uno o due o tre in più. Chissà, chi lo può dire? Certo è che uno ( il decimo) glielo hanno indebitamente sottratto. Questo gli sportivi ( della moto, non solo italiani ) sanno, questo gli sportivi ( della moto, non solo italiani ) non dimenticheranno. Sportivi che, orfani del Vale, di un Vale competitivo e non di rappresentanza, non si sa in quanti affluiranno d'ora in avanti sulle piste del Mondiale 2020. O acquisteranno canoni tivù. Considerate ( al momento) le forze in campo, ovvero, da una parte, qualche imberbe alla ' prova del fuoco' con un paio di ' veci' pronti a vendere caro l' onore ma non di più e, dall'altra, quel solito ' non cade anche quando cade ' abituato ad involarsi non appena scende la bandierina a scacchi per reiterare cavalcate solitarie e senza fremito. L'unico, si sa, che aveva il dono di riportare in auge ( in questo sport difficile e periglioso) la sempiterna Iliade, era il 'maestro dei maestri'. Anche se per un sol anno ancora. Per qualche lezione in più. Non in sella ad un ronzino ma ad un purosangue. Ma tant'è, visto che di riffe o di raffe, checchè ne dicano nemici, amici e parenti, hanno preferito collocarlo a risposo. Per sopraggiunta età pensionabile, borbottano, confusamente, ma forse ancor per reiterata ( inconfessabile) inadeguatezza di chi pur trovandosi ( ancora) l'oro tra le mani ha preferito trattarlo come sabbia di fiume.

LA CRONACA DAL DIVANO. Prosegue  un fine settimana che continua a parlare ( prevalentemente) di calcio, del nostro e dell’altrui calcio ( oltre che del calciomercato che ha chiuso, con qualche interessante passaggio e scambio,  la gelida  finestra di gennaio); di tennis, con il ( milanista) Djoko in finale ( l’ottava) agli [...]

31 gennaio 2020 0 commenti