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Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei.

Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei. Milano, la grande Milano, ha sempre insegnato qualcosa all'Italia. Questa volta, invece, sembra tornata sui banchi di scuola. Gli prospettano un ' evento' ( dell'importo di circa 1,2 mld) che gli cambierebbe un tratto importante della città, con tanto nuovo stadio e annessa zona verde ristrutturata, e che fa? Ciancischia, come in altre parti della Penisola ammaestrati. Soliti comitati, soliti piagnistei. Anche noi, potessimo, continueremmo a giocare nel vetusto San Siro per i secoli a venire. Il problema è, però, che il vetusto San Siro non solo perde calcinacci ma ( anche a volerlo rivestire di nuovo ) potrebbe continuare ad assolvere alle richieste di un moderno impianto sportivo di tal importanza? Speriamo quindi che tra i canali di Mediolanum torni a spirare il soffio del ' genius loci' che l'ha resa celebre a ammirevole. Oggi, infatti, una delle poche vive e vegete capitali della decadente Europa. L'Italia del Mancio è agli Europei, che dal prossimo 12 giugno scatteranno a partire da Roma. Un'Italia zeppa di giovinastri, che gioca, che si propone. Con buone aspettative per il futuro. Azzurro, sempre, e non verde. Nella maratona col laser Kimchoge ha battuto il record delle due ore. Nel Lombardia le stelle si svegliano tardi e l'olandese Mollema fa sua l'edizione 113 della corsa ' delle foglie morte'. Per il Fausto di Castellania il vero campionato del Mondo, non solo perchè naturale sigillo d'una stagione ma anche per quel suo terribile percorso che la penna del don Lisander ha trasferito in quella letteratura oltre il tempo. Berrettini, 23 anni, non ha superato l'ostacolo Zverev in semifinale del torneo 1000 di Shanghai poi aggiudicato a Medvedev. Si è concluso a Trento il Festival dello sport. Un eco di civiltà sportiva tricolore per una regione che non vuol essere ( almeno in parte) tricolore. Nulla di buono per Molinari agli Open d'Italia, aggiudicati ad un austriaco.

CRONACA DAL DIVANO.  Per lui,  per loro,  in questa stagione, devono essersi scomodati anche gli antichi dei delle terre d’Oltralpe  e d‘Albione, visto che tutto è filato liscio, perfino nei minimi particolari, da un bullone all’altro, da una pista all’altra, mentre per la ‘rossa’ non s’è mai persa l’occasione di [...]

14 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Ottavo titolo per Marquez, sesto per Hamilton. Rugby: Italia cancellata. San Siro: si fa?

Non solo sport. Ottavo titolo per Marquez, sesto per Hamilton. Rugby: Italia cancellata. San Siro: si fa? A quelli del rugby ( che contano come il due di coppe) hanno cancellato la partita con la Nuova Zelanda. Tanto, non l'avrebbero vinta; mentre, agli ' All black's' non necessitavano punti per passare agli ottavi del Mondiale in Giappone. Sorpresi per il trattamento? Quando mai,sono anni che ci prendono a palate un po'dovunque. Moto, auto, calcio etc etc. Se ci lamentiamo diventiamo 'piagnoni', se subiamo facciamo la figura dei 'fessi'. Bella situazione, vero? Sta diventando sempre più interessante il nostro Campionato di calcio. Tutto da godere, sempre che la Beneamata e il Ciuccio non intendano darla di vinta anzitempo alla Signora. Forte. Molto forte. Al punto tale che se le ' circostanze', sì, quelle al rigo sopra, ( finalmente) gireranno a favore, potrebbe coronare la corsa alla terza Coppa dalle grandi orecchie. Qualcuno ventila che Cr7, vistosi non più protetto come quando faceva il Panda tra i Blancos, voglia mutar aria. Libero, ovviamente, di farlo. Il punto è: ma è sicuro di trovare al Mondo qualcosa di meglio della Signora, figlia dei re del Piemonte e d'Italia? Forse, Ibra, il grande Ibra, dall'altra parte dell'Oceano, potrebbe porgergli lumi adeguati. Milano, la grande Milano, ha sempre insegnato qualcosa all'Italia. Questa volta, invece, sembra tornata sui banchi di scuola. Gli prospettano un ' evento' ( dell'importo di circa 1,2 mld) che gli cambierebbe un tratto importante della città, con tanto nuovo stadio e annessa zona verde-commerciale ristrutturata, e che fa? Ciancischia, come in altre parti della Penisola ammaestrati. Soliti comitati, soliti piagnistei. Anche noi, potessimo, continueremmo a giocare nel vetusto San Siro per i secoli a venire. Il problema è, però, che il vetusto San Siro non solo perde calcinacci ma ( anche a volerlo rivestire di nuovo ) potrebbe continuare ad assolvere alle richieste di un moderno impianto sportivo di tal importanza? Speriamo quindi che tra i canali di Mediolanum torni a spirare il soffio del ' genius loci' che l'ha resa celebre a ammirevole. Oggi, infatti, una delle poche vive e vegete capitali della decadente Europa.

CRONACA DAL DIVANO. Certo che, ben diverse visioni si hanno distesi  su un divano rispetto a quelli che dovrebbero ‘ essere calati’ fino al collo dentro gli eventi. Forse non è adeguata la visione dei primi; forse non è sempre credibile la versione dei secondi. Che da quel che si legge [...]

11 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa?

Non solo sport. Moto: Marc, non più Vale ma Ago. Il Diavolo cambia: chiamato Pioli. San Siro: che si fa? E così il buon Giampaolo ha dovuto dire addio all'occasione delle occasioni. Sedere sulla panca del Diavolo, che ( però) di lui non era affatto convinto. Al punto che, pur dopo una (sofferta) vittoria, l'ha licenziato. Al suo posto il buon Pioli, già sulla panca dei cugini rivali, non proprio il sogno dei sogni per i rossoneri, che però da lui s'aspettano almeno di risalire la china verso la zona Coppe. E' fin troppo, infatti, causa i pastrocchi dell'ultimo Berlusca, che il Diavolo latita dai massimi consessi europei e mondiali. Lui che, per l'Equipe, è stato nomato ( grazie ai suoi Immortali) ' la squadra del secolo'. E se il derby d'Italia, decisamente il più bello degli ultimi anni, ha ristabilito le gerarchie in ambito Serie A, non è che tutto sia finito. Deciso. O quasi. Come in Francia. Come in Germania. Come in Premier. Viene infatti da ridere pensando a quanto impegno abbiano messo i nostri anglofili per convincerci ( giornalmente) che il massimo campionato di calcio d'Albione era il più ' tirato' , ' affascinate', ' inarrivabile', del Globo. Per poi scoprire che se il City lascia qualche altro punticino per strada, ai reeds di Liverpool, basterà attendere comodamente stravaccati sul un divano la primavera per andar poi a levare al cielo un altro Scudetto. Vogliam dire, che la Signora, al momento, poche rivali ha, soprattutto nel Belpaese, ma questo non significa che la Beneamata, magari sostenuta dalla beffarda Eupalla, più avanti, con altri venti, possa cambiare le carte in tavola. Ci sembra invece in ambasce il Ciuccio, che dopo la vittoria sui campioni d'Europa sembra sprofondato nelle bambocce. Tanto che qualcuno ventila l'addio anticipato del sor Carletto da Napoli. Che, francamente non ci apparirebbe una gran soluzione, nè per lui nè per DeL; come non sarebbe una gran soluzione quella di un 'altro ventilato ( clamoroso) addio anticipato, quello di Cr7, da Torino . Il nostro Albertone gliela canterebbe ' Ma dovei vai, se la banana non ce l'hai?'. Battute a parte, non ci sembra che in giro pel Pianeta ci sia ( nel complesso) qualcosa di meglio della Torino, delle terre terra sabaude dei re d'Italia. E mentre il Campionato sosta, rispunta la banda del Mancio. Di verde vestita. Quasi una bestemmia, che però ( promettono i nostri cervelloni al timone) risuonerà lungo valli e borghi per una notte sola. Inoltre con altri due successi ( Grecia, in casa; Liechtenstein, fuori) i nostri porterebbero a casa l'auspicata qualificazione per l'Europeo. Da vivere da ' guerrieri ' o da 'belle statuine' ? Restiamo infine in attesa per le decisioni sullo stadio ( nuovo o ristrutturato) di Milano. Che speriamo non si faccia prendere la mano dal voler rendere onore alle gloriose vestigia antiche piuttosto che provar a generare un ( altrettanto) prodigio.

CRONACA DAL DIVANO.  Gli mancavano solo due punti per l’ottavo titolo, figuriamoci se li lasciava perdere. E così dopo un weekend in cui era volato via disintegrando la moto, dopo un breve controllo  in ospedale, è tornato in pista per riappropriarsi del suo ruolo e del suo titolo. L’ottavo, al [...]

8 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. F1: ‘frecce’ sì, ma con la solita safety car. Conte vs Sarri, al Derby d’Italia. Un povero Diavolo.

Non solo sport. F1: ‘frecce’ sì, ma con la solita safety car. Conte vs Sarri, al Derby d’Italia. Un povero Diavolo. Gp di Russia deciso, manco a dirlo, ancora una volta non sulla pista, ma dai fuori pista. Con l'entrata della safety car le ' frecce' ( fino ad allora) dietro alle 'rosse' sono potute rientrare davanti e vincere, comodamente, una gara che manco si sarebbero sognate di fare. Ci siamo abituati a queste sceneggiate che, per noi, giusto o no che sia, non fanno bene alla credibilità d'una disciplina che visti i rischi che presenta dovrebbe garantire il massimo della correttezza. Altro rammarico ci è piovuto addosso dal Mondiale di ciclismo svolto in Inghilterra. Alla fine della tenzone, durissima, lunga e bagnata, erano rimasti in tre, con il nostro Trentin candidato ( sulla carta) alla vittoria. E invece, sia pur con merito, è spuntato fuori dalle nuvole il danese che non t'aspetti che s'è portato a casa una maglia iridata ( per lui) davvero insperata. Chiudiamo il Mondiale di ciclo, con cinque medaglie: due ori, due argenti e un bronzo. Prima medagliuccia ( di bronzo) anche nei Mondiali di atletica di Doha: ad aggiudicarsela è stata nella marcia km 20 la Palmisano. Mondiali che hanno visto, per la prima volta, un nostro velocità in finale nei 100 metri piani. Si è trattato di quel ragazzone a modo chiamato Filippo, e che ( sia pure con un tempo non stratosferico) s'è tolto lo sfizio di arrivare settimo e non ottavo, ovvero ultimo. Per lui, ora, c'è la staffetta 4x100 m. Ha continuato, oltre l'infrasettimanale. Il nostro torneo che ( in attesa di nuovi stadi, San Siro in primis) ci piace ad ogni turno di più. Altri ritmi, altre giocate, non a schema prevedibile ma imprevedibile, come vuole l'arte di chi da queste parti s'è reso esperto in maneggi da rettangolo verde all'ombra dei tanti, agguerriti, infidi, campanili. Note dolenti, se non funebri, per il povero Diavolo battuto una volta di più ( 1-3 dalla Viola) e chiamato ad un'altra annata di inaudita sofferenza. C'è, in quel di Milanello, qualcosa che continua a non funzionare. Infatti non è bastato chiamare l'acuto Svone in aiuto all'inesperto Maldo, per mutare ( soprattutto) l'anima d'una squadra fatta di ( giovani) che in campioni non riescono proprio a trasmutare. .

CRONACA DAL DIVANO. Gp di Russia deciso, manco a dirlo, ancora una volta non sulla pista, ma dai fuori pista. Con l’entrata della safety car le ‘ frecce’ ( fino ad allora)  dietro alle ‘rosse‘ sono potute rientrare davanti e vincere, comodamente, una gara che manco si sarebbero sognate di fare. [...]

30 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato.

Non solo sport. Mondiale F1: parata di ‘rosse’. Moto Gp: solito Marc. Con il quarto turno di Campionato. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto, quella prodigiosa macchinina 'rossa' che mito e non leggenda o favola è, come l'ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l'aspetti si rimescola alle sue ceneri e si rigenera. Più lucente e rossa che pria. In tanti cercano di indagarla, d'interrogarla, di imitarla, eppure lei sempre sfugge, riparando dove agli altri non pare, portandosi seco quel misterioso afflato vitale che soltanto il grande Drake deve avere avuto modo e tempo d'avvertire nell'atto della creazione. Nel lontano Oriente di Sandokan, ad essere favorite erano le ' frecce d'argento' di quel formidabile driver nero. Alle 'rosse' veniva riservato soltanto qualche parcella minima di pronostico. Tanto che perfino le Red Bull del venditore di bevande avrebbero dovuto asfaltarla, impietosamente, tra una stradina e l'altra d'un tortuoso percorso cittadino. Visioni da miscredenti. Perchè, alla prova della pista, la 'rossa', anzi le 'rosse', non hanno fatto altro che attingere alla loro attitudine a scrivere di storia e non (solo) di cronaca. E, alla fin della lunga tenzone, si sono presentate in parata sotto lo striscione del traguardo. Ora, non è che anche con questa impresa vadano a mettere a repentaglio un titolo mondiale da tempo assegnato, ma solo a riprendersi le luci della ribalta. Che non possono che essere le loro. Così diverse. Così affascinanti. Dal cuore infinito, donde custodiscono tanto i grandi come Schumi vincitore di tutto o del Niky che di rosso s'è vestito per l'ultimo viaggio; quanto chi ha vinto poco o nulla, ma che ( come l'immenso) Giles il suo ( commovente ) talento donato ha alla causa loro.Moto Gp: nulla di nuovo è apparso anche ad Aragon, pista di casa del ' mostro cataluno', che gli avversari ha manco fischiato, fin dai primi metri, per involarsi solitario verso l'ennesima vittoria, verso un altro titolo. Risultati e commenti del quarto turno di Campionato.

CRONACA DAL DIVANO. Eppoi, hanno il coraggio di volerla sverniciare, ogni tanto,  quella prodigiosa macchinina ‘rossa’ che mito e non leggenda o favola è, come l’ippogrifo alato capace di sfidare il sole. Gli altri, infatti, transitano, lei resta. Magnifica. Unica. Che quando men te l’aspetti si rimescola alle sue ceneri [...]

23 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Una ‘cattedrale’ di vetri e luci a Milano? Champions e Uefa: molti bluff, un solo trionfo.

Non solo sport. Una ‘cattedrale’ di vetri e luci a Milano?  Champions e Uefa: molti bluff, un solo trionfo. ANTICIPAZIONI. I pochi che hanno sbirciato i progetti del nuovo San Siro assicurano che l'attesa sarà ripagata. I dossier restano comunque segreti. Forse per qualche giorno ancora. Poi chi vorrà verrà interessato all'operazione. Popolazione compresa. Intanto però qualche 'spiffero' filtra. Due i progetti in gara. Quello di Populus richiamerebbe due eccellenze architettoniche della città, il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, con gioco di luci e vetrate che consentirebbe colorazioni diverse a seconda della squadra impegnata. Roba mai vista. Avvenieristica. Formalizzata su un parallelepipedo di cristallo che evoca il concetto della ' Cattedrale del calcio', con gallerie intorno al corpo centrale le cui arcate richiamano i due capolavori di piazza del Duomo. L'altro progetto, quello di Monica-Cmr, è raccontato come struttura altrettanto fascinosa, ma più tradizionale ( dall'alto presenta il classico ovale). Il suo segno distintivo sarebbero due enormi anelli che si incrociano a simboleggiare la coesistenza dei due club nella stessa casa. Una parte della facciata potrebbe essere dedicata ai tifosi, con la possibilità di inserire sui 'mattoni' dell'impianto il proprio nome, chissà, anche la propria foto. Entrambi i rendering prevedono un'ampia zona esterna dedicata a strutture commerciali e a uffici che prenderebbero la forma di due grattacieli. I due stadi ( da 60/65 mila posti) sono accomunati da un basso impatto energetico e di rumorosità, saranno più vicini all'attuale fermata della Metropolitana e garantiscono un accesso semplice e fruibile come un moderno parco cittadino. Tra i due progetti Elliot preferirebbe decisamente Populus, mentre Suning si mostra possibilista anche se la 'cattedrale' convince perchè diventerebbe un intervento più 'segnante' nella nuova geografia della città. Speriamo ora che si arrivi velocemente al dunque. Come si conviene ad una ex capitale dell'impero romano d'Occidente. Ovvero di coloro che ( vedi i Flavi) proprio grazie ad uno stadio ( vedi il Colosseo) si sono guadagnati l'immortalità.

CRONACA DAL DIVANO. Che è se non un doloroso bluff quello perpetrato ai  danni dei 60 mila del Meazza  dalla banda Conte Dracula ? Non è certo questo il giusto viatico. Anche perchè i punti persi contro lo Slavia Praga , rodato, esperto, dignitoso,  potrebbe risultare decisivi alla fine del girone. Queste cose la Beneamata le conosce, sulla sua pelle, eppure [...]

20 settembre 2019 0 commenti

La cronaca dal divano. Champions: bluff Conte, impresa Ancelotti. Matteo Renzi annuncia: addio PD.

La cronaca dal divano. Champions: bluff Conte, impresa Ancelotti. Matteo Renzi annuncia: addio PD. Prime battute della nuova Champions. Clamorose. Anche per le nostre. Intanto claro, clarissimo, è apparso il bluff Inter versione Conte Dracula, che del nobile passato poco o nulla ha fatto vedere. Il pari ( 1-1) ottenuto più per caso che per altro, non depone di certo per un futuro di Coppa lusinghiero. Il buon Conte s'è addossato ogni colpa. Anche se, qui, colpe o non colpe, poco conta. Quel che è apparso è stata una squadra senza anima, nè costrutto, nè leaders. I tanti tifosi assiepati ( e delusi) sugli spalti del mitico San Siro sperano, ovviamente, in un imminente cambio di rotta. Anche perchè un pareggio casalingo con la ( ritenuta) più debole del gruppo potrebbe già volere dire una riduzione anticipata dell'avventura europea gestione Wang/Marotta. Di contro, va segnalata con il dovuto orgoglio l'impresa dei ragazzi del Carletto napoletano, pimpanti, con le idee chiare, pugnaci e vogliosi di portare a caso un successo che ha fatto uscire dai gangheri una volta di più herr Klopp, che tutto ottiene fuorchè transitare da vincitore nella terra di Partenope. La vittoria netta, classica, per 2-0 sui campioni d'Europa in carica, la dice lunga sul nostro calcio. Vituperato fin all'estremo e purtuttavia, anche in carenza di validi dirigenti e addetti ai lavori e di stadi ammodernati, è sempre disposto a rinascere sulle proprie ceneri. Se si pensasse ogni volta prima di ricorre al flatus voci che nelle 63 Coppe dalla grandi orecchie finora disputate in 27 ci sono state squadre italiane, potrebbero evitarsi tanti sprechi di inutile saggezza calcistico-sportiva. La sconfitta del Chelsea ( 1-0 a Siviglia) e questa del Liverpool, invitano ad un recupero nostro nel ranking Uefa. Extra sport: Matteo Renzi, 44 anni, fiorentino, ha annunciato l'addio al PD. La notizia non è giunta del tutto inattesa e, tuttavia, ha gettato scompiglio ( non solo ) tra i sostenitori del governo Conte. Il nuovo movimento si chiamerà ' Italia viva'. Renzi, secondo fonti parlamentari, avrebbe confermato il 'sostegno convinto' all'esecutivo e, dunque, la decisione di uscire dal PD non dovrebbe avere ripercussioni sulla tenuta del Governo Conte-bis. Le ragioni del suo passo verranno spiegate a breve.

CRONACA DAL DIVANO. Nulla di nuovo è accaduto in quel di Misano, con il ‘mostro cataluno‘ in delirio per avere sottomesso al suo regno anche la pista di casa del Maestro, giunto quarto, onorevolmente a dire il vero, ma pur sempre dietro altri due giovinastri della stessa marca, il siculo [...]

17 settembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Calciomercato : germogliano le nostre squadre. Carucce. A quando i nuovi stadi?

Non solo sport. Calciomercato : germogliano le nostre  squadre. Carucce. A quando i nuovi stadi? Di quelli del basket abbiamo giù avuto modo di chiederci se val la pena farli scomodare nei quattro continenti per vestirli di un azzurro che non ( sentono) e non meritano. Vedere l'azzurro fungere da ' sacco delle botte' di questo o quello non è giovevole ad alcuno. Se ne tornino pure i nostri fenomeni ai loro travagli usati, che noi passeremo il nostro tempo con altri sport più meritevoli. Furoreggia in calciomercato. Furoreggia a parole perchè di fatti ce ne stanno ben pochi. Intanto, nessuno vuole abbandonare la Signora, pochi sono entusiasti di vestire il rossonero che, chissà se si sa in giro, è un bicolore che figura tra gli immortali. Anche la Beneamata fatica a dare a Conte quel che vuole Conte. E' arrivato il gigante Lukaku, potrebbe arrivare ' meraviglia' Sanchez. E di Icardi e signora che si fa? Anche lui alla Continassa? Anche DeLa smanetta anche per non far fare un figura barbina al sor Carletto. la Roma, ancora incompleta, ingaggia giovani che, al momento, vanno. Il problema è se sapranno superare la boa di Natale. E comunque sia non ci preoccupiamo perchè sia quel che sia dall'ineffabile cilindro del nostro torneo qualcosa di buono ( e sorprendente) uscirà. Stian certi gli anglofili. Piuttosto continuiamo a battere il taso dei nuovi impianti. Perchè sentir dire che i corridori d'Albione incassano in soli di diritti tivù esteri venti volte noi, fa rabbia. Che di marketing siano afferrati lo sapiamo, che però ci diano tanta distanza non lo accettiamo affatto. Il nostro calcio, con i suoi campanili, i suoi tecnici e i suoi pedatori conta qualche punto di svantaggio ma anche qualche punto di vantaggio. Stanno( al momento) lavorando ai loro ( nuovi) stadi Bergamo, Padova e ( in parte) San Paolo. Stanno per presentare il progetto nuovo San Siro le milanesi; mentre continua a veleggiare in alto mare lo stadio della Roma.

LA CRONACA DAL DIVANO. Poco da dire. Di quelli del basket abbiamo giù avuto modo di chiederci se val la pena farli scomodare nei quattro continenti per vestirli di un azzurro che non ( sentono) e non meritano. Vedere l’azzurro fungere  da ‘ sacco delle botte’ di questo o quello [...]

21 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Il ponte d’un genio per Genova e l’Italia. Preda d’orde d’incapaci, l’una appresso all’altra.

Non solo sport. Il ponte d’un genio per Genova e l’Italia. Preda d’orde d’incapaci, l’una appresso all’altra. ' Studiavo a Milano, quando costruirono il ponte Morandi - ricorda Renzo Piano, l'architetto progettista del nuovo grandioso manufatto - che quando si scendeva a Genova era diventato un transito inevitabile. Una lunga passerella sul vuoto che odorava di mare. Senza mostrarti mai il mare, ma solo la sua luce'. La misteriosa Araba Fenice vuole che geni come Renzo Piano, senatore a vita, resti attaccato alla madre sua, la bella e sofferente Genova, un tempo regina del mare e scrigno finanziario dell'Europa, e ci riservi un progetto che per stile e originalità farà una volta di più stupire quanti ( non solo dalle nostre parti) hanno dato per scontato il tramonto del Belpaese. ' La Spagna - si legge sul Sole24Ore - aspetta da decenni riforme strutturali che dovrebbero rilanciare la competitività della sua economia... ( eppure) ha dimostrato di saper resistere alle lacune della politica ( da 100 giorni è senza un governo) fornendo stabilità anche senza un governo sorretto da una chiara maggioranza'. Infatti, roba da non credere, la sua economia cresce al ritmo più alto dell'Eurozona confermando, trimestre dopo trimestre, la sua forza. Nonostante il rallentamento globale, il Fmi prevede per la Spagna una cresciuta del Pil pari al 2,1% nel 2019 e dell'1,9% per il 2020. Con la creazione in due anni di 800 mila nuovi posti di lavoro e il tasso disoccupazione ( pochi anni fa tra i più alti in Europa) in calo al 14%. Da noi solo Emilia Romagna, Lombardia e Veneto possono dire altrettanto. E non basta. Risultati incoraggianti sta riportando anche il ' piccolo' Portogallo, che Moody's transita da 'stabili' a 'positivi', mantenendo il voto a 'Baa3' ( l'Italia, al momento, è ' Bbb' con prospettive negative) Non procediamo. Del resto che gioia c'è? La peggior classe dirigente del Pianeta, o quasi, non autorizza voli diversi. Basti vedere il kafkiano 'comportamento' sul famigerato debito pubblico, che nessuno ( dicasi nessuno) riesce a ridurre significativamente per toglierci ( finalmente) di dosso quella spada di Damocle che ci ' umilia' , 'impoverisce', 'impigrisce', ora dopo ora. In cotal amaro contesto la filosofia di Renzo Piano del ' pezzo per pezzo' che andrà ad applicarsi al nuovo viadotto di Genova, ci sembra null'altro che una ( straordinaria) ' testimonianza del Made in Italy ai suoi massimi livelli, perchè, come continuano a ripetere tutti gli attori ( quasi mille ai vari livelli di responsabilità) qui si gioca il riscatto dell' Italian pride: l'onorabilità di quanti si ostinano a contrastare l'ideologia del declino giocando la nobile carta del 'saper fare' di cui, nonostante tutto, l'Italia è ancora maestra'.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Un anno è trascorso dal crollo del ponte Morandi a Genova.  Morirono nella circostanza 43 persone.  Mentre la ‘ferita‘ getta ancora sangue, nonostante si stia ( rapidamente) procedendo a colmarla con una nuova struttura firmata da un genovese che quando si tratta della sua gente non [...]

15 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi.

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi. Detto questo, però, non è che la tarda Serie A possa considerarsi men che l'agile Premier. Son belli loro, siam belli noi ( sia pure con qualche acciacco). Sennò, che c'è venuto a fare il plurimedagliato Cr7 in un agone come il nostro? E' rincoglionito o gli hanno detto che per ragionar di storia non c'è 'contesto ' più accreditato? Lui di storia deve intendersi, eccome, magari più e meglio del Messi da Recanati , accucciato da sempre e per sempre dentro una sola amorevole culla; o di quel genio maledetto del partenopeo Maradona, che per superare il magico Pelè s'era trasferito armi e bagagli da una grande di Spagna ad una media squadra del campionato italiano. Trasformandola d'incanto da Calimero a Cigno. E siamo belli perchè sono belli i nostri campanili che rendono infuocate e imprevedibili anche le diatribe più insignificanti. E i duelli più radicati. E i personaggi più impensati. Da noi il gioco non è una ( estenuante) cavalcata di 90/100 minuti dietro una palla, da noi il 'cencio' da strappare sotto la torre del Mangia è ben altra cosa. A volte esagerata. Ma che altrove manco immaginano. Soprattutto in Premier. E infatti mentre quando si guarda una partita loro si pensa sempre a cosa gli diano da manducare, da noi , invece, ci si scervella per immaginare qual diabolico artifizio frulli nella testa dell'uno o dell'altro dei contendenti. Perchè di ' punitio divina' si può essere sempre colpiti, quando men la si aspetta, anche per mano del più modesto in campo, tra un dettaglio e l'altro. Un articolo della 'rosea' sembra voler restituire ( giusto) valore e dignità al nostro (bistrattato) campionato. Che non ha bisogno di copiare da alcuno se non da se stesso. Ricco com'è di ' mille identità tattiche'. Che van da Sarri a Conte a Ancelotti, tre maestri del mondo del calcio ' tornati a percorrere i domestici tratturi, e che nessuno offre con la stessa ricchezza agonistica e studia con tante soluzioni. Dal calcio d'estate - sottolinea la 'rosea', che se non ci fosse bisognerebbe inventarla - arriva la conferma di una varietà tattica unica: i nostri otto top club, per esempio, usano sei sistemi diversi. Quando lo stesso sistema offre spesso interpretazioni divergenti. Ma con un comune denominatore: la voglia di ' far' gioco. Chi altri può offrire tanto? E se nessuno può, perchè ( arricchire) sempre l'orto del vicino e mai il nostro? Lo scorso anno squadre della Premier hanno fatto man bassa in Champions e in Uefa. Dopo anni. Forse per un altro ciclo ( l'ultimo successo inglese in Champions l'aveva ottenuto il Chelsea nel 2011/2012, bissando lo United del 2007/2008). Forse. C'è però da ammonire che, tra le tante altre cose, nelle 65 edizioni della Coppa dalla grandi orecchie fin qui disputate, per 27 volte in finale sono giunte squadre italiane. Praticamente un 45% ca, quasi a dire una edizione su due, percentuale che non avrebbe necessità di commento se non per ricordare a smemorati e incolti che ( in regime di libertà) si può celebrare chi, quando e come si vuole, senza però voler passare per cantori pindarici quando s'è null'altro che funzionari ( consapevoli o meno) di questo o quell' uffizio. O bacucchi, fateci quegli stadi, eppoi vedremo chi ( meglio) saprà riempire di stelle ( e di sogni) le sue maglie e chi no.

LA CRONACA DAL DIVANO. E insistono nel favoleggiare sulla ricca Premier, a lor dire il ‘ migliore campionato di calcio del Mondo’. S’ascoltano canti e peana a bizzeffe, anche se ( a dire il vero)  più che canti e peana ci sembrano entusiastici comunicati di qualche ufficio stampa di calcio e [...]

13 agosto 2019 0 commenti