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Non solo sport. Ciclo: Filippo Ganna. Moto: Marini. Serie A: Juve o Inter? Europa: corridoio Germania-Italia?

Non solo sport. Ciclo: Filippo Ganna. Moto: Marini. Serie A: Juve o Inter? Europa: corridoio Germania-Italia? Che, da qualche mese in qua, l'Europa si sia mossa, non tanto in fatto di solidarietà, peraltro sempre bene accolta, ma per sostenersi l'un l'altro verso una nuova Nazione, è accertato. Cosa stia esattamente succedendo non si sa. La materia è troppo complessa, troppo difficile anche per i santoni dell'aruspicia. Accontentiamoci di chiarire alcune realtà. Ad esempio, forse non a tutti è noto che ' Germania e Italia sono i due paesi pilastro su cui poggia l'economia reale non finanziaria della Ue che si fonda ( principalmente) su tre settori: manifattura, turismo e agricoltura. Nel 2018 il valore aggiunto complessivo della Germania in questi tre settori è stato di 748 mld euro, davanti a Italia ( 360 mld), Francia ( 327 mld) e Spagna ( 232 mld). In particolare la Germania è la prima manifattura d'Europa ( 682 mld di valore aggiunto), davanti all'Italia ( 265 mld) che sui dati ( si sa) va però presa col beneficio d'inventario, certamente in difetto rispetto al dato reale per via di situazioni ( soprattutto) finanziarie-burocratiche molto problematiche. Comunque l'Italia è primo paese per valore aggiunto nell'agricoltura ( pari con la Francia) e secondo turismo ( dietro la Spagna). In questi settori la Germania è quarta. Germania e Italia sono sono anche i due paesi Ue e dell'Occidente per surplus commerciale con l'estero nei manufatti non alimentari, mentre a Livello mondiale la Germania è seconda ( dietro la Cina) e l'Italia quinta. Germania e Italia presentano anche i più alti valori di ricchezza finanziaria netta del settore privato ( famiglie, imprese non finanziarie e fifanziarie) con 2.9o1 mld e 2.037 mld. Infine va sottolineata una significativa sostenibilità ( sconosciuta ai più) dei conti pubblici italiani. Dal 1992 al 2019 ogni anno il bilancio statale dell'Italia è sempre stato in attivo prima ( attenti) del pagamento degli interessi. Solleviamo la necessità dal fornire i dati relativi, ma credete, sono davvero impensabili come documenta ( e commenta) l'economista Marco Fortis in un suo ' intervento' sul Sole24Ore ( sabato 26 settembre 2020). In ogni caso questi ( ed altri) dati dimostrano che Germania e Italia sono paesi moto più simili di quel che si crede ed entrambi solidi. Il Baden W., la Baviera e la Renania Sett. equivalgono il Nord Ovest Italia e il Nord Est Italia. Le manifatture, in particolare, si son rafforzate in Industria 4.0 negli ultimi anni. I progetti d'investimento che possono essere finanziati con il Recovery Fund una volta applicato sono enormi. E potrebbero costituire ( più ancora che 'baci e abbracci' che vengono dati ' in pasto' all'opinione pubblica europea da media privi di senso della storia) il vero trampolino di rinascita e di rafforzamento dell'Europa. Nell'ispecie, tramite una ' intensificazione senza precedenti - suggerisce Marco Fortis- dei rapporti di collaborazione tra le industrie di Germania e Italia, con vantaggi reciproci di enorme potenzialità'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( 27 settembre). Altro weekend di fuoco. Difficile da districarsi. C’era  il calcio, c’erano  moto e auto, c’era  il tennis ma anche atletica e ciclismo ( Mondiali a Imola). Più la Serie A. Andiamo a caso. Di auto, infatti, manco parlare, visto che tutto ( Toto [...]

27 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’.

Non solo sport. Lega: vincono i fondi, vince il futuro. Legge sugli stadi: è già pronta? I 1000 Gp della ‘rossa’. Per chi non s'addentra nelle segrete del calcio, i due eventi in corso d'opera dicon poco o nulla. Invece sono proprio degli eventi, di quelli storici e di cui si tratterà negli anni a venire. Andiamo a scoprirli. Il primo riguarda la Lega calcio, dove ( per la prima volta) a vincere è stato il buonsenso, scegliendo ( all'unanimità, il riottoso Lotito compreso) i fondi come partner d'avventura; il secondo riguarda l'approvazione della legge sugli stadi, in fase finale, anche perchè non più rinviabile, visto che se si vuol vendere ( quanto prima) un prodotto confezionato in stadi non adeguati non lascia margini di crescita. I fondi hanno competenza ed esperienza in operazioni di vendita del prodotto televisivo sportivo. Del resto, noi, poverelli, gestiti da prodigiosi incapaci, in men che non si dica siamo scalati al quarto posto delle entrate, poco sopra alla Ligue 1 francese. I debiti invece sono saliti a 4,3 mld. Serve quindi una trasformazione del nostro prodotto, rapida, in grado di dare stabilità finanziaria e governance. Gli advisor selezionati sono i migliori possibili. Entrambe le offerte sono per il 10%, ma strutturate in maniera differente. L'obiettivo, comune, è però quello di garantire un altro miliardo e mezzo di flusso nei tre anni dopo e di raddoppiare i ricavi nei cicli successivi. Onde per cui, se non sorgeranno ostacoli insormontabili ( al momento non prevedibili) il futuro sarà decisamente roseo. Era ora, che qualcuno lasciasse da parte le amenità, sconfiggesse i piccoli proprietari di orticelli locali, e facesse intravvedere una visione esatta del mondo del calcio attuale dal quale il nostro possa attingere per quel che rappresenta rappresenta nella storia di questo sport. Se a questo evento dovesse aggiungersi anche quell'altro, altrettanto epocale, sugli stadi, potremmo ben dire di esserci rimessi in cammino. Non più per far da garzoni ad altri, ma per tornare protagonisti. Come Eupalla da sempre ci incoraggia. Nell'attesa di un'altra Champions e della pentastella. Che il Covid abbia messo in difficoltà il mondo del pallone è acclarato. Stadi vuoti, bassi introiti pubblicitari e perfino ridimensionati diritti tivù. Dovrebbe tutti quanti tirare di cinghia. Tutti, o quasi, perchè c'è come al solito qualcuno che sfugge alla regola generale e si fa i cavoli suoi. Quell'ex pizzaiolo, ad esempio, di Nocera natio e di scuola orange nutrito. Per lui il mondo gravita all'inverso. Ultimamente stan facendo scalpore due suoi colpi di mercato. Con l'Ibra, svedese d'anagrafe, che per cedere il suo cuore al vecchio Diavolo ha chiesto di salire col cachet da 3,5 a 7,5 mln; e il rinnovo dell'imberbe portierone ( sempre rossonero) che per pagarsi la mensa abbisogna di far salire le sue entrate da 6 a 10 mln netti annui. A parte il tempo del Covid, ma non è che questo ex pizzaiolo si sia allargato un po' troppo? Sulle cifre, assurde, d'accordo, spara quel che vuole, ma anche sul fatto che alla fin della veglia è lui a far le squadre? Non le nobili del calcio, pensate, ma lui. Che sposta questo o quell' altro omino a piacimento suo come pedine d'un gioco degli scacchi con regole riscritte da lui. Tanto, da quel che fa capire, uno spendaccione lo trova sempre. Soprattutto in Albione o al Psg, dove i danari sono trivellazioni di Stato, che nessuno osa controllare, manco il povero Caferin che, ultimamente, con il City, ha dovuto ( contemporaneamente) far la figura del cornuto e del mazziato. Ci stiam chiedendo, visto che medicina contro gli ex pizzaioli e i loro clienti non esiste, perchè anche noi non ci adeguiamo? Cominciando a bussare alla Cassa depositi e prestiti. Per questa o quell'altra nostra squadra. Al contempo cercando di capire donde l'ex pizzaiolo tiene il suo forziere che ( i bene informati ) dicono essere ( con quel che incassa) più grosso e ricolmo di quello del conte di Montecristo. A Misano qualche lampo dei nostri c'è. Al Mugello, invece, a festeggiare il millesimo Gp dell'immortale 'rossa', è rimasto ( ?) il confuso buon Binotto e quel coraggioso ragazzo, suddito del feudo dei liguri Grimaldi. Nato francese, ormai italiano. E che già ha capito che far parte della famiglia della 'rossa' è il massimo raggiungibile. Infatti, dove mai succede che anche se arrivi ultimo sei sempre il primo?

LA CRONACA DAL DIVANO. Dovremmo star a parlare di Misano, Mugello e calciomercato ( dove a spendere e a spandere son quelli che manovrano soldi di stato) , mentre lontano dai clamori mediatici vanno ad iniziare i campionati volley più belli e importanti al mondo. Non ci turba più di [...]

12 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Il Toto sfotte. Anche nel tempio di Monza. Una ‘rossa’ senza speranze anche per il 2021?

Non solo sport. Il Toto sfotte. Anche nel tempio di Monza. Una ‘rossa’ senza speranze anche per il 2021? Il Toto, nonostante appartenga alla categoria ' carogna', viennese, classe 1972, direttore esecutivo della Mercedes, mantiene intatta la nostra stima e simpatia. Che son frutti non accidentali ma prodotti d' un pregresso che il Toto ha saputo bellamente realizzare. E comunque il suo merito principale è quello di avere fatto terra bruciata intorno alla ' sua' Mercedes. Nel senso che per vincere non ha bisogno manco delle quattro ruote, perchè anche tre son più che sufficienti. La firma del 're nero' con la Mercedes tarda ad arrivare. Forse, anche costui, nonostante il momento gramo della 'rosa', prima di chiudere, vuol togliersi l'onore di salire su quella magica creatura. Di cui si favoleggia in ogni anfratto del pianeta, anche perchè a lei sola è concesso di rendere immortali i driver delle piste da corsa. Della firma, il Toto, non è preoccupato.' Siamo amici - dice - ma se 'lui' dovesse decidere di smettere, perderemmo un grande pilota, ma la Mercedes non inizierebbe a perdere, a patto ( Catalano docet anche in Austria?) di continuare ad essere in grado di presentarci al via con la migliore macchina e i migliori piloti'. Proprio quello che volevamo sentirci di dire dal Toto, visto che è da alcuni anni che questa F1 è un mondo ingessato, dominato e uniprotetto. Non andiamo a rivangare episodi e voci. Per quel che si può da un divano, sappiamo che il Toto ( dietro le quinte) ha fatto di tutto per demolire la 'rossa'. In ogni modo. Con ogni mezzo e supporto. Dall'astio del tortignacolo francese alla Fia, alle novità e ai regolamenti ( vedi power unit), dai giudici e finanche ai media,compresi i nostri, che quando commentano le gare non sanno difendere le ragioni della 'rossa' manco quando la vedono umiliata. Ci sarà più lotta nel 2021? ' Non so - ribatte il Toto - perchè si potrà portare una sola evoluzione nella prossima stagione, ma se un team fa un buon lavoro adesso o in inverno può migliorare tanto. Spero davvero che la Ferrari possa fare un salto in avanti. Amo i campionati combattuti. Sarebbe meglio per tutti se il Mondiale venisse deciso all'ultima corsa, con una vittoria della Mercedes'. Ovviamente, da 'carogna', si può permettere anche di sfottere. Chiedendosi però, lui che di sterile camice da corsia d'ospedale è sempre vestito, come mai nel mondo nessuno fa il tifo per lui o per la 'sua' Mercedes, ma solo e soltanto per l'amoroso prodigio 'rosso'? Una nota anche per la Nazionale del Mancio impegnata nella Nation League. Poco gioco, poco coraggio, poche occasioni. Contro l'umile Bosnia, finita 1-1. Ora ( per il secondo di quattro turni) c'è l'Olanda, speriamo non sia un'altra Svezia.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Toto, nonostante appartenga alla categoria ‘ amabile carogna‘, viennese, classe 1972, direttore esecutivo della Mercedes, mantiene intatta la nostra stima e simpatia. Che son frutti non accidentali ma prodotti d’ un pregresso che il Toto ha saputo bellamente realizzare. Suo merito principale è quello di avere fatto terra [...]

5 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’?

Non solo sport. E’ sparita la ‘rossa’. Dov’è? Perchè umiliarla, con indosso quella orribile ‘maglia nera’? 'O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l'erme torri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond'erano carchi i nostri padri antichi. Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri... Io chiedo al cielo e al mondo: - Dite, dite: chi la ridusse a tale?- ...'. Chi la 'rossa' ridusse tale? Non è difficile trovare gli autori di tanto misfatto. L'erede di una grande famiglia di cui non porta manco il cognome, ad esempio, ma anche la serie di collaboratori vicini e lontani di cui non resta il sembiante, finanche quell'ingegnere bravissimo al tavolo ma tanto improvvido sul campo di battaglia da emulare quel Quintilio Varo che inoltrandosi a vanvera dentro una selva oscura consegnò al massacro le legioni di Cesare. Di certo, i media certe cose non dicono o non vogliono dire. Ma le domande che passano di bocca in bocca sono queste: val davvero la pena continuare ad umiliare l'icona dell' automobilismo mondiale? Non è meglio ritirarla dal consesso, per poi vedere di recuperare in santa pace ( e ben altra competenza ) quel che chiederà la F1 a partire dal 2022? Chissà in quanti hanno già iniziato ad ignorare gli appuntamenti tivù con una F1 'piegata' giorno dopo giorno, scientificamente, boiardamente, all'interesse di una sola componente, tanto stolta e avida da non capire che senza la 'rossa' non c'è gloria per nessuno. La 'rossa' non è solo storia, la più prestigiosa. La 'rossa' anelito dell'ardire umano nella velocità sulle quattro ruote. Non è una solo macchina, o 'crucchi' !, ma quanti secoli vi ci vogliono per capirlo? E come fanno quei telecronisti ( e commentatori) di Sky a delirare in ogni gran premio davanti ad una macchina, ad un pilota, che lottano contro guardaspalle. Predestinati o meno. Tanto che possono far a meno perfino della quarta ruota per tagliare il traguardo. Ci spiace per il re nero, senz'altro bravo, bravissimo, ma fino a che punto non lo sa manco lui visto che nessuno attorno glielo certifica? Qualche anno fa è bastato un guardaspalle in rivolta, per mandarlo in confusione e batterlo. Lui chiede ai suoi di migliorare ancora la vettura, forse per sfottere, forse per riempire il suo vuoto; noi invece gli chiediamo di scendere da una macchina per salire su un'altra. Uno scambio con Ricciardo, ad esempio, perchè se è vero che vuol scrivere la storia non può pretendere di scarabocchiarla da solo. Al GP del Belgio, dopo un weekend in maglia nera, la Ferrari è scomparsa. Trapassata in un sol anno da vittoriosa a desparecida. Senza manco i punti costruttori. L'ing. Binotto, neo responsabile, non capendo lui chiede lumi a tecnici, meccanici, inservienti. Nulla funziona. Mentre la proprietà latita. In altri mondi affaccendata. S'ingarbuglia, intanto, come temuto, la vicenda del Leo che s'è stufato del Barca del Bartolomeu. Già parlano i legali. Mentre i media continuano a segnalare in pole position il City, il tanto chiacchierato City, squalificato e ( con ridicola multa ) riammesso, che sta ad un ' artista' come il Leo men che i cavoli a merenda. E' partito, tra un maneggio e l'altro, il Tour, imposto in modo tale da oscurare ( o quasi) il Giro. Dimenticando di far i conti con l'oste perchè ( per quel che ci riguarda ) primo tra tutti c'è il Giro. Con quel suo inconfondibile fruscio d'eroi che da oltre un secolo semina racconti epici lungo il percorso più bello ( e difficile) del mondo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Con qualche sforzo di fantasia, parafrasando, bastan questi versi a inquadrare il tempo greve in cui versa la ‘rossa’. La mitica ‘rossa‘.  Che alcuni insipienti hanno trasformato in un sol anno da sogno a incubo. ” O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le [...]

31 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Conte, basta con i piagnistei.Per il Bayern la sesta Coppa. Moto: pazza o con dei pazzi?

Non solo sport. Conte, basta con i piagnistei.Per il  Bayern la sesta Coppa. Moto: pazza o con dei pazzi? La Beneamata era (ri)entrata in una finale europea dopo 10 anni. Poteva farcela perchè l'avversaria, il Siviglia, nobile signora di Coppa, era alla portata. Fatto è che il Conte Dracula ha talmente confuso i suoi che l'attaccante di punta, il buon Lukaku, che prima ha graziato gli avversari sbattendo un gol fatto contro il portiere, poi, ha donato loro la vittoria deviando nella propria porta. Ora, al buon Conte, non resta che fare due cose: o smetterla con i piagnistei, senza incolpare questo o quello, ma pensando a far bene quello che non fa ( o non sa ancora fare); o abbandonare la Beneamata, per la quale più che piangioni di mestiere che ossessionano senza divertire occorrono soggetti estemporanei e geniali. Alla Mou Mou, per citarne uno, d'ancor vivido ricordo. Zhang, il giovane presidente va mediando, ma ci sa tanto con scarso costrutto. Dicono, i bene informati, che sia pronto il buon Allegri, inseguito però pure da Leonardo per il Psg, tanto per salvar la coppa sua, quanto per ridare slancio ad una società che nonostante i miliardi ( di Stato) spesi non riesce ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie. Se la tira invece, sull'altra sponda di Mediolanum, quel tal Ibra, che ci sa tanto abbia voglia di sfottere. Prima dice d'aver fatto una scelta di cuore, poi rogna sulla parcella che vorrebbe far salire da 3 a 7,5 mln. Del resto alla sua ombra si muove quel tracagnotto in panzetta, ex pizzaiolo capace di rinverdire il mestiere degli antichi lenoni adattato ai giocatori da calcio, con accumulo d'un tesoro di tal dimensione da far apparire spiccioli quello del conte di Montecristo. Il tracagnotto in panzetta dal suo pulpito protesta " Macchè soldi! Qui è solo una questione di stile". E'vero che oggi a tutti, saggi o scemi che siano, è concesso di dire tutto e il contrario di tutto. Ma che dal tracagnotto in panzetta debba arriva l'implorazione di praticare stile ci par proprio d'essere trapassati in un altro mondo. In Italia hanno prodotto inchieste su tutto e tutti, non come s'aveva da fare sul tracagnotto in panzetta, se non altro per andare da lui ad approfondire il suo stile. Ibra senta, tracagnotto in panzetta a parte, se non sa cosa dire o fare , perchè non sta a casa sua, tanto più che qual altra gloria potrebbe aggiungere lei a quella maglia immortale? Una noticina per gli audaci della moto. Ieri, anzi, anche ieri, a sfiorare il dramma, è stato quel Vinales che di buona sorte non vuol sentir parlare. In Stiria, s'è perfino dovuto calare dalla sua moto senza più freni ai 210 all'ora. Non s'è fatto nulla, fortunatamente, provvidenzialmente, mentre la sua moto s'andava a sbriciolare contro una protezione. Incredibile, e soprattutto un peccato per quel bravo ragazzo di grande talento. Ora in Moto Gp non si sa qual potrebbe essere il vincitore del Mondiale. Non Quartararo, il siculo che vuol fare il francese, non il Dovi, troppo alterno, non il Binder, ancora da maturare, non il Vale, sempre in groppa ad un ronzino. Buone nuove sono arrivate dalle altre due categorie. In Moto3, primo Vietti, secondo Arbolino, entrambi scuola Tavullia; in Moto2, primo il Bez davanti a Martin. In graduatoria, Marini resta primo ( 87 punti) mentre Bastianini divide la seconda piazza con Martin ( 79 punti).

LA CRONACA DAL DIVANO. La Beneamata era (ri)entrata in una finale europea dopo 10 anni. Poteva farcela perchè l’avversaria, il Siviglia, nobile signora di Coppa, era alla portata. Fatto è che il Conte Dracula ha talmente confuso i suoi che l’attaccante di punta, il buon Lukaku, che prima ha graziato gli avversari  sbattendo [...]

24 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Champions pazza, che altro riservi? Nell’estate del calcio Covid, mai dire mai. Moto: Dovi c’è.

Non solo sport. Champions pazza, che altro riservi? Nell’estate del calcio Covid, mai dire mai. Moto: Dovi c’è. Tutti a maravigliarsi di questa Champions pazza. Maravigliarsi di che? Che altro infatti potrebbe partorire un evento disputato con quella formula ( diretta), sotto il sole d'agosto, e con giocatori che invece d'essere al mare o ai monti sono a costretti durissime sedute d'allenamento per conservare corsa, resistenza e ritmi da fantascienza sportiva? Qualche commentatore, rimasto agli anni di gioventù, parla ancora di qualità. Ma quale qualità? Quella di Mariolino Corso, Rivera o Baggio, no di sicuro. Qualità tecnica, forse, ma solo nel passare rapido il pallone, per coglier l'avversario con la marmellata in mano. E' questo un calcio che non lascia respirare. La Dea, se vogliamo essere oculati , non ci pare abbia perso per minore qualità rispetto a quella dei miliardari del Psg, lasciati per '90 in cavalleria, ma solo per non avere disposto d'un paio di freschi difensori in più per evitare che Eupalla , quella stronza di Eupalla, si mettesse a giocare a flipper proprio nei secondi di tempo scaduto. Checchè ne dica quel logoro astioso cafone del franco Domenech, il Gasp non ha sbagliato proprio nulla, mentre il valore tecnico suo ( e indirettamente degli altri tecnici italiani) esce moltiplicato. L'aver tenuto in iscacco per una intera partita una banda di miliardari con qualche ragazzotto a buon prezzo, non è da tutti. Anzi, da leggenda, come per quei pochi alle Termopili contro quei troppi degli altri. Ora a disputarsi l'anomala Coppa dalle grandi orecchie sono rimasti Bayern contro Lione, Lipsia contro Psg. Due germaniche, due francesi. Entrambe frutto di campionati ' inutili', nel senso che vengono assegnati senza contrasto alcuno ( come in parte in Serie A) già prima di partire. Il Bayern non era formidabile prima, non ci pare ora. Il Barca, volendo, pur in una notte tragica da 'Invincibile Armata, poteva dare qualche grattacapo in più ai bavaresi. Anche il Lione, settimo in campionato, non è che abbia favoleggiato contro gli spendaccioni del City, limitandosi a fare il dovuto. Quello che non ha saputo ( o voluto) fare l'Uefa, o meglio, la giustizia sportiva, sulla controversa questione del fair play finanziario. E così, alla fin della tenzone, la solita Eupalla, ci presenta un conto indecifrabile. Perchè non è detto che il Bayern strapazzi il Lione, o che il Psg faccia un sol boccone del Lipsia. Un consiglio a Ibra ( e al suo panzettato Mentore). I poteri magici funzionano finchè gli altri li credono tali. Così è stato per Ibra al Milan di quest'anno. Ma se dovesse nascere il sospetto che a far palpitare il suo 'cuore' sia qualche 'bonus', alla stregua degli esosi mercenari di antica nomea, o dei poveracci di fresco pelo, non penserà davvero di continuare a fare miracoli ? Nulla c'impipa di quella scontata F1 alla toto-tedesca. Vivo invece è il moto mondiale, quarta prova, in Austria. Poco abbiam ottenuto in Moto 3 ( Vietti, quarto), molto in Moto 2 ( Marini, secondo e primo nel Mondiale davanti a Bastianini, caduto); moltissimo in Moto Gp, con il Dovi sul gradino più alto ( Vale quinto) e ora secondo nel Mondiale: 56 punti, contro 67 del siculo Quartararo. Sia il siculo che Vinales, nuovi fenomeni Yamaha, hanno steccato. E pensare che li hanno ingaggiati per adombrare quel Maestro di Tavullia che secondo fonti bene informate potrebbe riapparire sulla faccia della terra dal 1220 in poi.

LA CRONACA DAL DIVANO. Tutti a maravigliarsi di questa Champions pazza. Maravigliarsi di che? Che altro infatti potrebbe partorire un evento disputato con quella formula ( diretta), sotto il sole d’agosto,  e giocatori che invece d’essere al mare o ai monti sono costretti durissime sedute d’allenamento per conservare corsa, resistenza [...]

16 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. Inutile F1, bastano tre ruote. Agosto di Coppe. Si sale sulla ‘nave ormeggiata nella valle’.

Non solo sport. Inutile F1, bastano tre ruote. Agosto di Coppe. Si sale sulla ‘nave ormeggiata nella valle’. Un accenno veloce all'oramai inutile F1, che Lewis per conto di Toto ( costretto alla pennichella) si sta aggiudicando anche con tre ruote. Torna vittoriosa la Ducati in moto Superbike. Lustrano gli scarpini quelli del calcio per le serate di Coppa. Dove noi contiamo Juventus ( contro il Lione, per il ritorno degli ottavi) e Napoli ( contro il Barca); mentre ai quarti aspetta la magica Dea del Gasp, che però ha una brutta gatta da pelare. Gli spendaccioni del Psg. Speriamo che il Papu abbia tenuto in serbo qualche colpo magico per consentire alla sua/nostra amata di tagliare il più prestigioso traguardo della sua storia. Scendono in campo anche le nostre dell'Europa League, Roma e Inter. Per una volta concordi nel volere battere le ( toste) rivali d'Ispagna. Intanto, per la prima volta un ministro tedesco dice: ' Davanti agli sbarchi, questa volta non lasciamo l'Italia da sola'. Non fossero parole, ma intenti, vorrebbe davvero dire che qualche settimana fa è sorta l'alba della nuova magna l'Europa. Che s'appresta ad ammirar, mutolita, quel che un genio e qualche migliaio di operai d'imprese tricolori sono riusciti a fare ricucendo ( in un anno mezzo circa ) quella profonda e dolorosa ferita nel cuore di Genoa che sembrava mai più rimarginabile. A stringere gli ormeggi un grande Presidente. A margine una 'nota' di qualche tempo fa del team di Renzo Piano, che ha lavorato sul progetto del nuovo ponte di Genova. 'Il nuovo Ponte dovrà essere semplice e parsimonioso, ma non banale. Sembrerà una nave ormeggiata nella valle; un ponte in acciaio chiaro e luminoso. Di giorno rifletterà la luce del sole ed assorbirà energia solare e di notte la restituirà. Sarà un ponte sobrio, nel rispetto del carattere dei genovesi'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Primo week end d’ agosto. Con un accenno veloce all’oramai inutile F1, che Lewis per conto di Toto  ( ora costretto alla pennichella) si sta aggiudicando  anche con tre ruote. Torna vittoriosa la Ducati in moto Superbike.  Lustrano gli scarpini quelli del calcio per le serate  di Coppa. Dove noi contiamo Juventus ( contro il Lione, per il [...]

3 agosto 2020 0 commenti

Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio.

Non solo sport. L’aria fritta di John Elkan. Gli ‘asini’ del Sol Levante. Le Coppe europee in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la 'rossa' stia sempre più sprofondando, basta gettar l'occhio sull'intervista rilasciata alla 'rosea' dal successore dell'Avvocato, 44 anni, nato a New York e laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, presidente di Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli cui fanno parte anche Juventus e Ferrari. Per lui tutto va bene così com'è. Monsieur Candid non gli farebbe un baffo. Innanzitutto la Ferrari che ( nel suo insieme) gode di ottima salute. Quel drago del Camilleri ha qui ottenuto risultati industriali da far schiattare di rabbia i concorrenti: dai cinque nuovi modelli alla gestione dell'emergenza sanitaria fin al Back on Track che è un esempio al Mondo sul come tornare al lavoro in sicurezza in presenza di Covid-19. Mentre quell'altro drago del Binotto, figlio della 'rossa', alla guida della Scuderia da un anno, ha tutto quel che serve per aprire un ciclo vincente. Già, ma da quando? E come? ' I tifosi- dice - stanno soffrendo quanto noi. Per questo è bene essere chiari e onesti con loro. Ci aspetta un percorso lungo. Quando Todt aprì nel 2000 quello storico ciclo, venivamo da un digiuno che durava vent'anni, dal 1979 ... L'importante come allora è lavorare in pista e fuori pista, in maniera coesa, costruire passo dopo passo la Ferrari che vogliamo'. Un percorso lungo? Vent'anni di digiuno? Lavorare in pista e fuori pista? Se chiedete un parere ad uno che si sollazza sul divano, direbbe: ' aria fritta' o anche ' aria di Parigi'. Che sgorga spontanea dalla bocca di uno che non sa quel che dire e che fare. Buio. Tenebra. Nell'attesa dell'alba ( almeno) del 2022, alloquando ( forse) non ( solo quelli di Stoccarda ) si saranno stufati di usare la ' rossa' qual zerbino delle piste concesse durante e dopo l'emergenza. E passiamo alla moto, che anche lì i fenomeni abbondano. In casa Yamaha, soprattutto, che immemori di quello che gli ha messo in saccoccia il maestro di Tavullia, non appena hanno trovato due imberbi con le ali, hanno pensato bene di congedarlo come un soggetto qualsiasi, abituale, di quelli che nascono ad ogni più sospinto. Sono alcuni anni che ( ci scusino) gli 'asini' del Sol Levante s'ostinano a consegnare catorci alla guida del Maestro, che se fosse messo ( appena appena ) in condizione di competere sarebbe ancora in grado alla sua veneranda età di elargire lectio magistralis. E finanche di andarsi a prendere quel decimo titulo che gli riserverebbe la vetta dell'Olimpo sportivo per almeno il prossimo secolo. Sì, perchè quello che fa specie, è che a quegli 'asini' del Sol Levante nessuno abbia cercato di far capire che chi affolla piste, schermi, social, vuol godersi gli ultimi spiccioli d'un talento agonistico senza pari. Non crederanno mica, i samurai, che la gente corra a vedere un Tizio che parte al primo abbassar di bandiera per andarsi a fare una scampagnata in solitaria su questa o l'altra pista del mondo? Tra l'altro, sfidando a piacimento le leggi della natura, per cui oggi c'è domani chissà ? In ogni caso, come in Andalucia, è bastato ritrovare il Maestro su una moto rabberciata alla meglio in agone coi figlioli suoi, per riassaporare il perduto fascino di questo periglioso sport fatto per gli audaci di genio e non d'arrembaggio. Per meritare applausi, non per sopportar ripetuti ragli d'asino.

LA CRONACA DAL DIVANO. L’intervista a John Elkan, il razzolar male degli ‘asini’ del Sol Levante, le Coppe in pista di lancio. Se si vuol capire il perchè la ‘rossa’ stia sempre più sprofondando, basta gettar l’occhio sull’intervista rilasciata alla ‘rosea’ dal successore dell’Avvocato, 44 anni, nato a New York [...]

29 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui. Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio!

Non solo sport. MotoGP: di ‘tesoro’ c’ è solo Lui.  Il ‘Nono’ per la Signora. Marotta: Messi? E’ puro fantacalcio! Moto, calcio. Due occasioni di grande sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare senza accento abusivo alla francese, perchè a ' creare ' individui non è una carta ma quei secoli che gli hanno trasmesso il dono. Tornando al secondo appuntamento di Andalucia, orbo di Marquez, con Quartararo in solitaria, a meritare applausi sono degli 'italiani veri': il Pecco, il Morbido e il Vale. I primi due sono stati inopinatamente traditi dai motori, il terzo invece ( caso mai ce ne fosse stato bisogno) ha una volta di più dimostrato cosa rappresenta per lo sport motociclistico d'ogni epoca. Un unicum inarrivabile. Da leggenda delle leggende. Capace alla sua età di tenere testa ai figliol suoi. E basterebbe che quei 'crucchi' del Sol Levante si decidessero a mettergli a disposizione una moto accettabile, per fare il miglior affare della loro storia. Affare senza confini. Altro che ( con rispetto parlando) i Marquez, Quartararo, Vinales e quanti altri da aggiungersi alla lista! Provare per credere? Lo Scudetto, si sa, è da tempo immemorabile uno dei simboli del calcio mondiale. Appuntarselo sul petto vuol dire avere trionfato in uno dei tornei più prestigiosi al mondo. Dietro alla Signora, con tutti i suoi affanni, si sono arrangiate: Inter, Atalanta, Lazio, Napoli, Roma e Milan. Una bella compagnia. Con meriti e rimpianti. Merito va alla prodigiosa Dea del Gasp che più di così non poteva fare; merito va anche alla buona Lazio dell'Inzaghino che, pur altalenando, e senza coppe, è riuscita a conquistarsi un posto Champions. Non poco, anche se per un certo tratto sembrava voler contendere lo Scudetto alla Signora. Qualche rimpianto e qualche merito va ascritto alla Roma del sor Fonseca, un distinto signore lusitano costretto a governare una panchina davvero imprevedibile. Così al Napoli del Ringhio, sedotto e abbandonato dal sor Carletto volato a far da comparsa in Premier, che l'Europa si porta a casa ( unitamente alla Coppa Italia 2020). Rimpianti, invece, e solo rimpianti, per quell'eterno lamentone del sor Conte che non sapendo più a chi dar colpe già sta pensando di mettere sotto tiro i raccattapalle.La Beneamata aspetta il colpo del secolo. Che ( solo) per Marotta è fantacalcio. Ma che a ben leggere i voli d'uccelli sul cielo del Meazza se non è stato fatto è stato ( almeno) tentato. Il padre di Messi che compra casa a Milano non può essere liquidato come un semplice diversivo fiscale. Sul Milan del Pioli e dell'Ibra invece torneremo.

LA CRONACA DAL DIVANO. Moto, calcio. Due occasioni di grande  sport. Nella moto ci sono stati alcuni eventi che scuotono. Il Marc, verificata la tenuta del braccio ferito, ha deciso di rinunciare alla gara. Lasciando campo libero al giovane Quartararo, da scrivere e pronunciare  senza accento abusivo alla francese, perchè [...]

27 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore.

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi  Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore. A noi frega solo e soltanto quel che fa la 'rossa', null'altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L'ecatombe l 'aveva annunciata con ( colpevole ) candore il suo general manager, tal Binotto da Geneve, che se come ingegnere qualcosa poteva pur capire per stare tanti anni a Maranello come ' ducator' d'una leggenda, la più vera e duratura leggenda dello sport automobilistico, null'altro è che un soggetto da scherzi a parte. Di cotanta 'pochezza' qualcuno dovrà pur rispondere. A partire da quel rampollo degli Agnelli dalla strascicata dizione che speriam non sia al vertice di Fiat voluntas tua ( soltanto) per dilapidare un patrimonio di generazioni, avviando il tutto proprio dalla demolizione della 'rossa'. Per proseguire con quel fantasma di tal Camilleri che ( francamente) non conosciamo e ( manco) vogliamo conoscere. Per finire, appunto, con quel tal Binotto, ( da qualcuno) scambiato per un tal Toto ( Wolff), confondendo un Raffello con un graffitaro da strada. E comunque sia, l'esser riusciti tutti in coro a ' profanare' un così prestigioso ' monumento' , grida vendetta. Immediata e sacra vendetta. Che per quel che ci riguarda, facile è: d'ora in poi, infatti, a sintonizzarsi sulla F1 saranno quelli della Fia, di Sky e i loro fans. Noi, mai più di certo. E che dovremmo ammirare: due 'rosse' in retroguardia che invece di aiutarsi si annientano a vicenda? O magari, che il Tappen 'affossa rosse' sta ora disoccupato? O che il Toto batta record su record comunque protetto dai nano dei della Fia? O che altro, insomma, volete farci deglutire per 'dissolvere' una delle storie più belle dello sport moderno ? Per dovere di cronaca, e per rispetto a quanti non hanno assistito alla competizione, Vettel ( partito 10) e L eclerc ( partito 14) si sono amabilmente ruotati al primo giro, uscendo entrambi come scemi dalla scena. La gara è stata vinta ( manco a dirlo) da Hamilton, davanti a Bottas e Verstappen. Tanto passa il convento della F1 in epoca virale. E nonostante il Corona, proseguono le gare di Campionato. Nella XXXII in ballo c'era il possibile ingresso della mirabolante Dea nella corsa scudetto. Ingresso, prontamente precluso, non da uno ma da due ( discutibili) rigori che avrebbe portato l'orgoglio dello sport bergamasco ( e italiano) a soli 6 passi dalla Signora. Con 18 punti ancora da consegnare in un finale di torneo anomalo e tutto da immaginare. Riperde la Lazio ( 1-2) con il Sassuolo, rivince la Roma ( 0-3) contro il Brescia. Con la Spal, ormai in B? Pari del Diavolo (2-2) con il Ciuccio del Ringhio.

LA CRONACA DAL DIVANO. Manco ci frega chi vince o perde il GP STIRIA. A noi frega solo e soltanto quel che fa la ‘rossa‘, null’altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L’ecatombe l ‘aveva annunciata con ( [...]

12 luglio 2020 0 commenti