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Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila.

Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora in vetta, a più quattro dall'Aquilotto ( 68), più otto dalla Beneamata(64). La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. Buon per noi che almeno potremmo tifare fin all'ultima giocata. E se l'ambascia stadi logora da tempo, quella sulla 'rossa' è invece una ( spiacevole) novità. Che il mito per eccellenza dell'auto da corsa sia stato ultimamente preso d'assalto è cosa nota. I più accaniti sono i germani. Che di stare dietro a prendere scarichi di fumo loro abituati davanti non se la sentono davvero. Onde per cui, pur di ribaltare lo stato delle cose, sono disposti a tutto. Del resto, con quel mostriciattolo del Toto in regia, e quella Federazione al servizio suo/loro, possono permettersi tutto quel che credono Progettassero un Ufo o un astronave , per il tortignacolo Todt andrebbe bene lo stesso. Al momento i germani di Stoccarda si sono inventati quel 'quiproquo' sulla convergenza delle ruote anteriori, che qualcuno contesta, soprattutto perchè giunto a campionato in corso. Ma niente da fare, con la Fia è come parlare al vento, visto che l'obiettivo non è legale ma politico. Infatti che altro di meglio c'è che ( come voleva la Buonanima) ridurre il Belpaese in un'oasi ideale di affittacamere, camerieri e bagnini? Anche se, per dirla tutta, a dar la corda sono proprio i nostri. Che perso il buon babbo Marchionne, non sanno più che pesci prendere. Si sta provando con un ingegnere, ottimo sì, ma a fare l'ingegnere. Non certo a far faccia a quell'abile gigante asburgico del Toto che di quel tipo di ingegneri si nutre a piacimento come Polifemo dei marinai di Ulisse. Che fare? Difficile trovare soluzioni. E anche capire che ci faccia il Seb ancora alla 'rossa. Garantiscono che da professionista farà il suo dovere fino in fondo. La solita favola? Quando non sanno come rabberciarla? Infatti, come fa uno messo alla porta continuare a sentirsi parte d'una casa che non è più sua? Con tutte le conseguenze del caso. Che la prima in Austria ( al momento) lascia solo immaginare. ORDINE D'ARRIVO GP AUSTRIA. Bottas ( Mercedes ) davanti a Leclerc ( Ferrari) e Norris (McLaren). Quarto, causa penalità, Hamilton ( Mercedes). Decimo Vettel ( Ferrari). Ritirato Verstappen ( Red Bull).

LA CRONACA DAL DIVANO. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora ( in questa)  in vetta, a più quattro dall’Aquilotto  ( 68), più otto dalla Beneamata(64).  La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. [...]

5 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga.

Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di gara. Lo fa il calcio, lo fanno tutte le altre discipline. Intanto, per la tredicesima volta dal 1958 la Germania assumerà in luglio la presidenza di turno dell'Unione europea. In un momento difficile, se non decisivo. Tredici anni fa la Germania si adoperò in tre grandi direzioni: il trattato di Lisbona, la dichiarazione sul 50° anniversario del trattato di Roma e il pacchetto su obiettivi ambientali. Oggi, a distanza relativa da quel passaggio, la Germania sta cercando di mettere in mostra una nuova leadership. Richiesta. Indispensabile. Perchè forse mai come oggi l'Unione è in serio pericolo. La pandemia tuttora in corso ha inceppato l'economia. Gli Usa sono ormai un alleato tentennante. Mentre paesi come la Cina non nascondono la loro ambizione d'essere un soggetto planetario. Mai come oggi l'establishment germanico ha toccato con mano quanto l'Unione e il suo mercato siano ' un porto sicuro da preservare e da difendere'. Se attraverso l'asse con la Francia o meno è da vedere. Importante è che si ragioni cercando di non infierire sui Paesi in maggiore difficoltà, ma di sostenerli. La Francia stessa è un Paese in forte difficoltà. Si parla quindi di mutualizzazione del debito. Che non è beneficenza ma lungimiranza. Prima si tolgono dal fuoco le castagne in difficoltà meglio sarà per tutti. Per la Germania in primis. Da un decennio i tedeschi frenavano su ogni ipotesi di condivisione dei rischi. Oggi invece, rinunciando a quella gabbia di ferro del Patto di stabilità, accettano la ' generosa politica monetaria della Bce' e (soprattutto) fanno propria la necessità di finanziare a livello comunitario la ripresa europea. Il ripensamento è notevole.Forse giunto in tempo per salvare l'idea di una nuova, grande Nazione. Mettendo grinta nel motore. Anche nei confronti d'un sistema centralizzato e durissimo come quello cinese, finora trattato con inspiegabile leggerezza come stanno facendo alcuni nostri corrispondenti da quel Paese che tutto rivela fuorchè quello che gli si ritorce contro. Nascondendo obiettivi planetari evidenti. In un tale scenario, meglio far finta di niente o ( cominciare) a prendere le opportune misure di salvaguardia? Il presidente Steinmeier ha avvertito i suoi connazionali:' Dobbiamo preservare l'Europa. Dobbiamo pensare, sentire, agire da europei. Se non preserveremo l'Europa, anche dopo questa epidemia, allora mostreremo di non meritare la liberazione celebrata lo scorso 8 maggio'. Sembra, questo, il chiaro combaciare con il lungimirante e ripetuto 'messaggio' del nostro 'grande' Presidente. Buon lavoro, signora Cancelliera. Se è vero che è stata la Prussia a fare Germania e il Piemonte a fare l'Italia, perchè non lasciar fare altrettanto per l'Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di  gara.  Conte e il suo governo invece  cercano di stare in gara. Con quei ‘frugali‘ che qui e là ‘rompono‘ quanto più possono. Per proteggere stoltamente gli orticelli loro, poveracci, visto che senza far squadra son solo staterelli [...]

27 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. L’Europa s’è mossa. Adesso è l’Italia che non deve deludere. Per una nuova Nazione.

Non solo sport. L’Europa s’è mossa. Adesso è l’Italia che non deve deludere. Per una nuova Nazione. E adesso che l'Europa s'è mossa è il Belpaese che non deve deludere. Da un lato non dando spago ai pregiudizi, dall'altro, non impastoiandosi in meandri che ancora non ha superato completamente. Non che ( al momento) sia tutto chiaro e definito, ma quanto van facendo le tre signore ai vertici dell'Europa non è cosa da poco. Andassero avanti così più che ' tre Disgrazie' diventerebbero ' tre Grazie', da far concorrenza a quelle immortali del Botticelli. Anche perchè qui ad essere in arrivo non è un parto qualsiasi, ma quello d'una nuova Nazione. Che poche scelte ha per fronteggiare il nuovo che avanza dagli altri continenti. Chiaro è che in ordine sparso i singoli stati d'Europa poca o nulla possono imporre ma solo subire. Immigrazione, salute, ricerca e difesa. Infatti invece di disperdere gli sforzi, non è meglio unire gli sforzi? Volete mettere una De Gaulle solitaria con quattro o cinque portaerei sotto la stessa bandiera e adeguati gruppi di battaglia inviati ad ammonire i nuovi 'aspiranti padroni ' che van spuntando, qua e là, tra Medio Oriente, Russia, Asia? Non è che dobbiamo tornare in guerra, sia chiaro, ma solo farci rispettare laddove le ciance poco attecchiscono, sopratutto se indirizzate verso soggetti senza costrutto. La pandemia, vera o presunta, naturale o di laboratorio che sia, ci ha messo in ginocchio. Germania, pronta e lesta, compresa. Avremo dei danni. Che speriamo di attenuare, per ripartire poi con forza negli anni a venire. L'importante sarà però non farci cogliere impreparati un'altra volta ancora, che come dimostrato non andrà più affrontata in ordine sparso ma alla guida d'un unico pulpito. Non a tutti ( ancor) gradito, si sa, ma inevitabile davanti a chiare situazioni epocali. Infatti, che potevano il Duca di Mantova o il Marchese di Saluzzo, gli Este di Ferrara o i Malatesti da Rimini, il Moro di Mediolanum o il Doge della laguna, davanti all'irrompere di stati come Francia, Spagna e Inghilterra smaniosi di cambiar l'ordine del Continente ? Aspettiamo gli eventi. Che gli aruspici annunciano fausti. Finalmente, perchè della leggiadra Europa chi nel mondo può farne a meno negli anni futuri ? Occhio allo sport.

LA CRONACA DAL DIVANO. E adesso che l‘Europa s’è mossa è  il Belpaese che non deve deludere. Da un lato non dando spago ai pregiudizi, dall’altro, non impastoiandosi in meandri che ancora non ha superato completamente. Non che ( al momento)  sia tutto chiaro e definito, ma quanto van facendo le [...]

9 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. Europa in ordine sparso. Prima l’immigrazione, poi la salute. E se arrivasse pure la difesa?

Non solo sport. Europa in ordine sparso. Prima l’immigrazione, poi la salute. E se arrivasse pure la difesa? I giorni del Coronavirus obbligano a pensare. A rivedere. A rinnovare. Cose non scontate. Anzi, se ben ci guardiamo intorno, c'è tanto da fare che c'è da perdersi d'animo. Con la nostra ( e l'altrui ) gente che continua a morire. Dicono che la Lombardia stia avendo più morti che nella Seconda guerra mondiale. Non sono messi meglio gli altri, e perfino i Tedeschi, che stanno toccando quota 5 mila decessi nonostante i grandi mezzi disponibili. Il pensiero più grande è per costoro, e per le loro famiglie, ma fa perdere il sonno anche il pensiero del domani. Chi ricostruirà, infatti, su tante macerie? E come? E chi? E l'Europa come uscirà dalla dura prova: un pollaio di più o meno credibili staterelli, o una grande nazione nuova, dalla Scandinavia alla Sicilia? E la picciola Italia, che qualcuno vorrebbe abbandonare nell'ora ( non tanto ) del bisogno ( ma ) della lungimiranza, come si salverà? Vero è che ne ha passate talmente tante che il Coronavirus, una volta archiviato, perchè sarà archiviato, checchè ne dicano le implacabili task force di virologi, sarà a malapena ricordato. Il problema è con chi è come uscirà. Quanto il venditore di almanacchi, del futuro non vogliam certezza. Se altri la vogliono, si facciano avanti. A noi basterà sapere se quelli che sopravviveranno vorranno marciare con noi o senza di noi. Dopodichè ci regoleremo. Anche perchè i nostri vecchi non ci hanno sempre detto: meglio soli che male accompagnati? Intanto cominciamo a dare un'occhiata alle forze in questa presenti. Nostre e altrui. Per farcene una migliore cognizione. Dalla morsa del Coronavirus vorrebbe sottrarsi anche lo sport. Nel suo insieme. Anche se a starnazzare di più è il calcio. Con i suoi miti più falsi che veri. Come di quei tizi che se ne son volati via dall'Italia, andando a riparare chissà dove, visto che quel lesto mostricciattolo s'appresta a volare anche nelle loro terre natali. Ci sovviene quel pretestuoso Pipita, che di tutta questa folla di anti eroi è diventato il campione conclamato. Baci e abbracci, caro Pipita , ma adesso stia il più lontano possibile!

LA CRONACA DAL DIVANO. I giorni del Coronavirus obbligano a pensare. A rivedere. A rinnovare. Cose non scontate. Anzi, se ben ci guardiamo intorno, c’è tanto da fare che c’è da perdersi d’animo. Con la nostra ( e l’altrui ) gente che continua a morire. Dicono che la Lombardia stia [...]

19 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa?

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa? In 'Porta a porta', un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda gli amici dell' Estremo Oriente. ' Ora lo possiamo dire - ha detto un addetto ai lavori intervistato -, inizialmente, siamo stati tratti in inganno da informazioni in arrivo dal primo focolaio ritardate, incomplete e devianti. Non c'è stata detta la verità. Nonostante ciò abbiamo cercato di fare il possibile e l'impossibile. Praticamente a mani nude contro un mostro verso il quale occorrevano ben altre armi'. La parola di chi ha avuto tanti morti e feriti sul campo è sacra. Quindi la prendiamo per buona. E adesso che s'è fatta ( autorevolmente) chiarezza su uno dei due misteri gaudiosi che ci affliggono dall'inizio della pandemia passiamo all'altro. Ancora inevaso, quel che riguarda l'atteggiamento della Germania e i risultati della Germania. Che è stato il Paese che ha trasmesso il virus ai Lombardi, il Paese che a fronte di migliaia di casi infetti conta poco oltre 2000 deceduti, quasi un decimo di quelli che ha contato l'Italia. Situazione anomale, strana, che nessun interpellato ha saputo spiegare, convincendo. Del caso ' numero Uno', l'uomo di Codogno, conosciamo tutto; del caso ' numero Zero', invece, che è un trentenne tedesco non abbiamo traccia. Come mai? Chi è? Dov'è? Che ha fatto nei giorni trascorsi a inizio anno tra sosta a Codogno e ritorno in Germania? Domande importanti. Sulle quali speriamo abbia a soffermarsi prossimamente un'altra edizione di 'Porta a porta', o chi per lei. Perchè è questo che gli Italiani , che stanno pagando il virus con alto e immeritato tributo umano ed economico, illusi ancora una volta dall'Europa del Menga ( che pare) finita in mano a residuati ariani non seppelliti ( come si credeva) insieme ai loro orrori e ai loro signacoli, sputtanati da quel Die Welt, d'odoroso zolfo neonazi cosparso, senza rispetto alcuno per i nostri morti che tutto sono fuorchè mafiosi, mostrano di tenere ancora in pugno una Nazione intera, con governo annesso, comprensivo di figli e figliastre, piazzati tutti in (troppi ) posti chiave. Urgente, quindi, è svelare questo secondo mistero gaudioso. Che non può non interessare anche gli altri popoli d'Europa. Che solo ottant'anni fa si sono mobilitati per impedire alla follia nazi-fascista di distruggere la civiltà. Quando avremo tempo, vedremo di chiedere lumi anche sui cani al guinzaglio dell'attuale governo tedesco. Come quegli Orange, difensori ad oltranza d'un ' baratro fiscale' non si da chi autorizzato. E che va chiuso prima che trasformi il Vecchio Continente non in un consesso di civili nazioni ma ( solo e soltanto) in una mega-cassaforte di capitali in fuga dai loro legittimi Stati. Un augurio di Buona Pasqua, infine, per il nostro grande Presidente. Fratello di vittima di mafia. Schivo, attento, pacato. Che parla solo quando ( e come) deve parlare. E perchè no, guida credibile per noi e per l' orfana Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Non abbiamo mai preteso di dire o di cogliere la verità. Riservata agli dei. Possiamo però chiederci qual sia da considerarsi  la verità. Nel caso di questa ecatombe, qual siano cause ed autori. In ‘Porta a porta’, un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda [...]

11 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Le ‘ tre Grazie’ o le ‘ tre Disgrazie’? Veloci e sicure, care Signore, perchè qui ci si gioca tutto!

Non solo sport. Le ‘ tre Grazie’ o le ‘ tre Disgrazie’? Veloci e sicure, care Signore, perchè qui ci si gioca tutto! Ormai le chiamano le 'tre Grazie', o anche ( parafrasando) le originali del Botticelli, le ' tre Disgrazie'. La Lagarde è francese, le altre due sono tedesche. In questa, stanno mettendo in gravi ambasce chi aveva pensato che bastava porle alla guida dei massimi sistemi per garantire in quota rosa chissà quale futuro al sogno europeo, mandando inoltre in pensione il solito, tirannico, inconcludente apporto maschile. Disgrazie e, più che leader dalle epocali visioni, ( impaurite) ' segretarie' di qualche ( cattivo) capoufficio, che latra nell'anonimato. Senza volto, senza nome. Forse per nascondere agli occhi altrui qualcosa che non s'ha da vedere. Tra quegli ingenui del New York Times, e ( in fondo) tra tutti quelli che in questi decenni hanno creduto ad una Europa rinnovata che aveva imparato la terribile lezione della Seconda guerra mondiale. Imparato? Pare di no, o non del tutto. Soprattutto da parte di quella Germania che di quella guerra è stata ( oltre che l'orrore ) anche la causa e l' effetto. Mostra infatti nell'agir politico atteggiamenti sospetti e non solo egocentrici. Di certo miopi. Nel momento che può giocare la carta del suo vero riscatto agli occhi dell'umanità ed esercitare il compito epocale di ' costruttore di nazioni', come il Piemonte per l'Italia o la Prussia per la Germania, che fa? Si perde in quisquiglie interne, si smarrisce coccolando qualche insignificante rognoso. Ha avuto tanto dai conterranei ( in momenti cruciali), ma intende restituire poco o niente. Mostra solo il braccino corto, calcolato. Non ha memoria. Ignora la pietas ( o la solidarietà), di quella che in certi particolari momenti di emergenza generale diventa non debolezza ma lungimiranza. Capacità di cambiare il mondo. Per non generare ( altri) lutti e macerie, ma ( solo) speranze e prospettive. Anche urgenti, perchè mentre sul Vecchio continente si cammina negli altri volano. E infatti chissà qual scenario si svelerà, per noi, per gli altri, passata la ( subdola) tempesta? Eppoi non è ora che s'estingua il ( latente ) sospetto d' una Germania democratica e generosa che non è ancora riuscita a vuotare armadi, cantine, solai dei nefasti simboli d'un tempo ( duro) a morire ? Macron, francese sì ma non un De Gaulle, ondeggia. Mentre la 'sua' Lagarde alterna 'sciocchezze' a 'signorsì'. La Leyden, una volta è qui una volta è là, prima assicura ( perentoria) che alle proposte degli 'spendaccioni' del Sud non 'non si sta assolutamente lavorando', poi ( spiritata) ritratta. Ma che problema ha? Non ' far perdere la faccia' alla Germania? Ma quale faccia? Non sia ridicola, cara Signora, non vede che qui stan saltando tutti e tutto, onore ( suo) compreso ?

LA CRONACA DAL DIVANO. Ormai le chiamano le ‘tre Grazie’,  o anche ( parafrasando) le originali del Botticelli,  le  ‘ tre Disgrazie‘. La Lagarde è francese, le altre due sono  tedesche. In questa, stanno mettendo in gravi ambasce chi aveva pensato che bastava porle alla guida dei massimi sistemi  per garantire in [...]

31 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania?

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania? Chissà se a qualcuno è capitato di notare che, qui, nel Vecchio Continente, sotto i nostri occhi increduli, resta vivo un infausto passato? Con contrapposizioni che sembrano ricalcare ( rognosetti o surgelati a parte, che poco contavano e poco contano) quelle d'un secolo fa: da una parte, quelli della Duplice Alleanza ( Germania e Austro-Ungheria), dall'altra, quelli della Triplice Intesa ( Gran Bretagna, Francia, Italia). Nella prima, ci si è avviati verso la sconfitta e il nazismo, nella seconda ( Ventennio italiano anomalo a parte) verso la democrazia e la libertà. Poi, che tutti , più o meno, abbiamo accettato adesso il modello vincitore, scopriamo che non tranquillizza più di tanto. Infatti credevamo che una certa orribile Europa fossa rimasta al tempo che fu e, invece, che ci tocca di rivedere? I soliti, o meglio, una parte dei soliti, ancora contrapposta agli altri. Un beffardo virus giunto ( inatteso?) dall'Estremo Oriente sta qui facendo riaffiorare, incredibilmente, quanto sembrava già sepolto dentro i milioni di tombe che quella contrapposizione ( per qual ragioni o torti poco conta) ha fatto. Italia, Spagna, Francia , stremati dal virus, chiedono venia e che gli ribattono gli eredi degli Imperi centrali? Arrangiatevi, se avete problemi risolveteveli. E se chiedete ossigeno, pagatelo, al prezzo ( degli speculatori) di guerra. ' Se questa è l'Europa - sbotta il buon Bonaccini, presidente di una regione italiana operosa e ricca quanto o più della Baviera prima d'essere colpita dal Coronavirus - che se la tengano'. Come dire: rimbocchiamoci le maniche e mandiamoli a quel Paese. Già, mandiamoli a quel Paese. E chi ci aveva pensato? In fondo chi ha mai detto che l'Europa non si possa far anche senza di loro? O almeno, senza quella parte di loro che dell' orribile passato non vogliono disfarsi, nascondendo chissà dove i suoi lugubri simboli ? In tal contesto, chiaro è che la Cancelliera, prossima ad abdicare, può riservarsi l'ultima parola. Per mostrare agli altri con qual Germania s'ha a che fare; e inoltre se lei va in archivio come ' costruttrice di nazioni' oppure solo e soltanto come ( ambiziosa) segretaria d'un (cattivo) capoufficio. Il cui identikit, al momento, speriamo errando, è fin troppo facile immaginare. La Chiesa romana, nel silenzio, ha riacceso la speranza del Mondo. Mentre un grande Presidente, nell'ora fatale, trova giuste parole per un ' mar in gran tempesta'. Preziose per noi, Italici, ma anche per quelli al di qua e al di là dell'Alpe, orbi e sordi ( di mente) compresi, oltre che ariani.

LA CRONACA DAL DIVANO. Due note innanzitutto. Quella dedicata ad una Chiesa romana che in ‘silenzio‘  ha ripreso  la scena del Mondo; quello d’un Presidente d’un Paese che nell’ora fatale sa  trovare le parole giuste al momento giusto,  ‘ per  questo  mar in gran tempesta’.  Per noi, Italici, ma anche per gli altri, [...]

28 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’ Sta per abdicare la Cancelliera ma la leggiadra Europa, dopo il suo lungo regno, invece d'essersi compattata s'è sbrindellata. Lasciamo stare quei simpaticoni dei figlioli di Sua Maestà che si sono messi in testa di rifare i pirati per affondare come ai tempi di Francis Drake galeoni carichi di dobloni, che quando la 'voglia di giocherellare ' sarà lor passata si ravvederanno come il loro scarmigliato premier con il Coronavirus. Guardiamo invece cosa ( per noi) durante il regno della Cancelliera non ha funzionato. Nulla di personale. Nè di pregiudizievole. Vogliamo solo arrivare ad una sicurezza presente e ad una prospettiva futura. Per noi, a prescindere della stretta mortale del Coronavirus, urgente, perchè in queste cose prima ci si organizza e prima ci si mette al sicuro. Infatti, al momento è un pirla di Coronavirus a farci piangere, ma domani chi altro del suo stampo? Adesso son milioni quelli che assaltano ( spesso con umana giustificazione) i nostri confini e domani quant'altri percorreranno gli stessi sentieri? Adesso ci son guerre ( e guerricciuole) che mietono nefandezze e lutti ( solo) ai confini, domani dovessero incombere ai nostri ( o addirittura) dentro i nostri confini, qual difese metteremo in atto? Se le minacce arriveranno dai mari l 'Italia manderà in acqua la Cavour, la Britannia la Queen Elizabeth, la Gallia la De Gaulle? Se invece le minacce pioveranno dai cieli senza manco conoscere la traiettoria, li aspetteremo chiudendo gli occhi alla Totò davanti al manesco ? Etc., etc. Già che fare? Nessuno ha i poteri dei venerati oracoli. Potremmo però già incominciare a dare chiari segnali. La Germania che ospita una ventina di infetti lombardi è un chiaro segnale. Il silenzio della Legarde è un altro chiaro segnale. Ci manca, semmai, quello che potrebbe dare la Cancelliera nelle ore del commiato: zittire quei tre o quattro rognosetti di poco conto che pendono dalle labbra sue e che per picciol ambasce loro vorrebbero ( una volta di più ) mettere ( con quell'astruso Salvastati) il 'cappio al collo' ai paesi del Sud. E all'Italia, ovviamente, sennò come potrebbero continuare a divertirsi con quell' imberbe 'sfascia rosse' ( per loro) predestinato ( Lewis a parte) ad oscurare l'immenso ( anche nostro) Schumi ? Qui, cara Signora, c'è bisogno di qualcosa di epocale. Di eredi alla Cavour o alla Metternich, insomma, costruttori di nazioni ! Cogliendo l'attimo fuggente che ci viene offerto. E che un tale, parafrasando, avrebbe trasformato nel canto che ( in quest'ora di angoscia e dolore) potrebbe unire ( da un Paese all'altro) i balconi ormai in fiore del Continente: ' Qui o si fa l'Europa o si muore!'.

LA CRONACA DAL DIVANO. E qui si vede se potrà valere l’appello:  ‘ O si fa l’Europa o si muore‘.  Decisiva, sarà  ( ancora una volta) la Germania, che nelle questioni del Vecchio continente sta con le mani in pasta ovunque. Dal Coronavirus, ormai   dentro i suoi confini  in quantità [...]

26 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Virus, eroi e disertori. I cinesi: ‘Chiudete tutto, qui è come da noi’. Il volo del fuoco d’Olimpia.

Non solo sport. Virus, eroi e disertori. I cinesi: ‘Chiudete tutto, qui è come da noi’. Il volo del fuoco d’Olimpia. Intanto lungo il Belpaese gira di tutto, di più. Una ricostruzione web, parla di complotto franco-tedesco-israeliano che per 'punirci' del recente accordo Italia-Cina, si sarebbero procurati virus ( antivirus, messo in deposito), diffusore del virus, battage mediatico e finanche l'untore, o meglio il Paese untore, per distogliere l'ombre su di loro e trasferirle ad altri, polli o meno che essi siano. Fortunatamente, in gioventù, ci è capitato di avere avuto ( si fa per dire) come maestro un tal Lisander, lumbard, che basta andarselo ripassare per chiederci se quell'uomo parla all'Ottocento o al Duemila. Con tutti quegli ' ricami ' che sembrano note di 'cronaca', 'fondi', ' commenti' nostrani accorpati insieme. Di fantasapienti elenca e spiega tesi, controtesi e voli pindarici, tutte dispersi ai venti di quei cieli di Lombardia che in tanti , soprattutto da Oltralpe, hanno cercato d'oscurare senza mai riuscirci. Della complessa ricostruzione complottista, solo un dato lascia perplessi: quello dei casi nel paese dei Germani, esponenziali, ma con pochissimi deceduti. O sono più sani di noi o non la raccontano giusta? Che abbiano trovato davvero qualcosa che li tutela, costringendoli a rallentare ma non a fermare ? Con danni non gravissimi come in Italia? Non vogliamo crederlo. Per nulla. Anche perchè che altro sarebbe se non (pura) follia? Di cui a dirla tutta, sbirciando nel passato, qualcosa si trova. Del resto ( ammesso e non concesso il sodale con francesi e israeliani), per quel poco che ( i lor capi in sella ) siano in grado di concepire, avessero eseguito il cinico detto ' mors tua, vita mea', a guerra ( suicida) terminata, di che altro avrebbero da godere se non cumuli di cadaveri e folle di genti smarrite? Già, cui prodest? Il team cinese ( giunto a Milano) dice: 'Chiudete tutto, qui è come da noi'. Dalla cronaca sportiva, poi, arrivano notizie di varia natura. Belle, meno belle, brutte. Belle, son quelle che comunque sia non s'è issata bandiera bianca, ma solo una sospensione. Doverosa, inevitabile. Proprio in queste ore da un aeroporto greco, s' è alzato in volo un aereo con la fiamma olimpica a bordo diretto nel paese del Sol Levante. Dove di cancellare l'evento olimpico non vogliono manco sentire parlare. Speriamo abbiano ragione loro. Meno belle, sono quelle d'un calcio in affanno, ma non arreso. Ci sarà da lavorare, da noi e oltre, perchè i giocatori van facendo catenaccio. Ma una soluzione si troverà. Brutte, infine, sono quelle della ' fuga dal virus' di soggetti in forza alla Signora di Torino. Che paga talmente male, da restituirle pan per focaccia. I disertori, al momento, recano nome Pjanic( Bosnia), Kedira( Germania) e Higuain ( Argentina). Il Pipita, di cui si hanno più dettagli, s'è n'è andato per raggiungere la mamma malata. Degli altri due non si sa. Chi, durante una guerra, scappa, viene messo al muro. In Bosnia, in Germania, in Argentina. Sa il Pipita, ad esempio, in quanti avrebbero voluto volare da un posto all'altro, pur di stringere per l'ultima volta la mano d'un loro caro, scomparso su un lettino di rianimazione? Lo sa ? Beh, allora, visto che il coraggio uno deve darselo quando serve, questi tre ' cagasotto' non sarebbe meglio lasciarli laddove sono voluti andare? Tra l'altro, non lo sappiamo tutti, che per vincere le Champions occorrono uomini veri e non uomini a metà?

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Paese è allo stremo. Mentre in Cina (giurano) d’avere interrotto la pestilenza, da noi i contagi continuano a volare, ora dopo ora, come del resto dai nostri ex sbeffeggiatori, tipo Spagna ( oltre 20 mila), Francia ( 14 mila), Germania ( 13 mila)  etc etc. [...]

21 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport.Laddove si canta la solidarietà, da un balcone all’altro. Ai sicari dello spread penseremo poi.

Non solo sport.Laddove  si canta la solidarietà, da un balcone all’altro. Ai sicari dello spread penseremo poi. I due volti da incubo questi giorni in copertina, sono, fuor dell'Europa, quello del biondo scarmigliato Johnson premier di Gran Bretagna e, dentro l'Europa, quello della comare Lagarde, neo presidente della Bce. Il primo abituato ad affidare al vento parole e azioni per meglio pettinare la folta chioma, ha deciso di dar corda alla diffusione del Cornavirus per creare (?) anticorpi; la seconda, nè tecnica nè politica ma dolce cioccolatino di salotti e salottini, per meglio salvare il salvabile cominciando da chi è in più chiaro affanno, sui titoli di Stato italiani, ha ridacchiato: 'Non siamo qui per ridurre gli spread'. Con il risultato che, il primo, lasciando galoppare a piacimento il buon Coronavirus ( fanfaluche di luminari a parte) se lo ritroverà prima o poi tra i piedi e più amorevole e rapido che pria; la seconda, è riuscita nell'intento d' accelerare il crollo iniziato dopo lo stop Usa ai voli dall'Europa della Borsa di Milano, arrivata a -17% ( rimbalzo a parte ) con il peggior risultato di sempre. Al che, anche il nostro caro Mattarella, non ha potuto fare a meno di chiedersi se 'ste ' quote rosa' ai timoni del Vecchio Continente funzionino o no. E, 'quote rosa ' e ' scarmigliati' a parte, non ha potuto esimersi dal dignitoso sbottare: ' L'Italia dall'Europa attende solidarietà e non ostacoli'. Tuttavia, andando così il Mondo, per dirla alla don Lisander, chi mai il corpulento cowboy americano predilige ? Il biondo o la comare? Ovvio: il sodale 'scarmigliato', chiudendo a tutti i voli Usa da e per l'Europa tranne che da e per la Gran Bretagna. Evidentemente, l'originalità anglo-americana finora maestra di scelte esemplari, in questa, Brexit o Coronavirus o Trump che sia, meglio non sa produrre. ( Forse) immemore d'un ( illuminato ) pragmatismo senza più eredi crede che, nell'ispecie, meglio è offrire baci e abbracci a chi porte e finestre al morbo spalanca piuttosto che a chi porte e finestre al morbo cerca di sbarrargliele in faccia. Il problema per il cowboy americano, in fase di rielezione, sostenuto da un'economia che ( nonostante lui) vola, il morbo è in pista d'arrivo. Con tutta la sua rapidità. Davanti a casi ( in infima parte controllati) con esponenziale crescita.Chissà se ( potenzialmente ) non sia proprio questa l'ora del classico granellino di sabbia che va a 'mettere a nudo' ingranaggi sofisticati? Di grandi potenze? Di grandi potenti? Di grandi vittorie ( date per ) scontate? Di grandi eroi virtuali o meno? Eccetera, eccetera. A ben pensarci, questo scenario è ( davvero ) tanto improbabile in un Paese in cui ( con la sanità selettiva che si ritrova) un ( sol) tampone costerà alle decine di milioni di poveracci di quel Paese dai 3/5 mila dollari? A dispetto di tutto ciò, il Belpaese reagisce. In proprio. Cantando la sua solidarietà da un balcone all'altro. Non ridano i sasi, perchè è così che qui ci si prepara alla finale d'una Coppa del Mondo. Per vincerla. Sullo sport torneremo quando riparte.

LA CRONACA DAL DIVANO.  I due volti da incubo questi giorni in copertina, sono, fuor dell’Europa, quello del biondo scarmigliato Johnson premier di Gran Bretagna e , dentro l’Europa, quello della comare Lagarde, neo presidente della Bce. Il primo abituato ad affidare al vento parole e azioni per meglio conservare la [...]

15 marzo 2020 0 commenti