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Non solo sport. La ‘ rossa’ che fa sognare ‘svelata’ a Maranello. Cr7 e Joya: prove vere da Champions.

Non solo sport. La ‘ rossa’ che fa sognare ‘svelata’ a Maranello. Cr7 e Joya: prove vere da Champions. E comunque sia, la 'rossa' livrea 2019 è stata presentata al Mondo dal suo quartiere storico di Maranello. Con, sullo sfondo, un manipolo di uomini e donne, pilotato dall' ingegner Binotto, 49 anni, che di svizzero ha solo l'anagrafe, visto che è figlio prediletto della 'rossa' da un quarto di secolo. Il suo obiettivo dichiarato è quello di portare a Maranello il 32 titolo, strappandolo alle ' frecce d'argento' dopo cinque anni di ( discutibile) dittatura. Non sarà impresa da poco. Ma questo non spaventa. Per nulla. Visto che ( dal 1950) il lauro gli è congeniale. Due i suoi driver: uno 'anziano', Vettel, 31 anni, l'altro ' imberbe', Leclerc, 21 . Il primo ha già vinto quattro titoli mondiali , il secondo deve ancora far conoscere chi è. I patti tra loro dovrebbero essere chiari. Il primo punterà al quinto titolo, ma il secondo dovrà fare la sua parte. Del resto come potrebbe non farla montando su quella prodigiosa vettura che quando ruggisce fa venire la pelle d'oca ? A proposito di 'sogni' e di ' fautori di sogni' lasciam perdere ( al momento) quel 'dottore' di collina marchigiano-romagnola che s'appropinqua al mondiale di MotoGp con un carico di quattro decenni sulle sue spalle. Lui punta al decimo sigillo. Roba da non credere, anche per via dei due ' bravacci' della Honda che agiteranno ( ancora) mani e piedi perchè quel titolo ' non sia da dare'. CURIOSITA'. Questi i numeri della 'rossa': 31 mondiali ( 15 piloti e 16 costruttori); 970 Gp disputati dal 1950, con 235 vittorie.

LA CRONACA DAL DIVANO. Quando il Campionissimo di Castellania ‘ strizzava’ il nasone e il Pirata di Cesenatico ‘gettava ai fossi‘ la sua gialla bandana, la gente coglieva il segnale che qualcosa di straordinario stava per accadere. Ed iniziava così a farsi trasportare, sulle ali della fantasia, verso le vette misteriose [...]

16 febbraio 2019 0 commenti

Non solo sport. Le imprese di donne e uomini in azzurro sugli sci. Solita Juventus. E l’anacronistica Europa.

Non solo sport. Le imprese di donne e uomini in azzurro sugli sci. Solita Juventus. E l’anacronistica Europa. I titoli del weekend vanno questa volta alle donne e agli uomini con gli sci. Goggia, 26 anni, per due ( incredibili) secondi posti in super G e discesa a Garmisch, Wierer e Vittozzi ( prima e seconda in Coppa) nel biathlon ad Anterselva, Paris per la discesa ( primo) e il super G ( secondo) a Kitzbuehl. Proseguono intanto i meravigliosi tornei di pallavolo, femminile e maschili, migliori al mondo, mentre dagli europei di danza sul ghiaccio a Minsk sono arrivati due (meritatissimi) bronzi da Matteo Rizzo e Guignard-Marco Fabbri. Inoltre ci sembra lungimirante lasciare crescere in santa pace Lorenzo Musetti, 17 anni il 3 marzo pv, carrarese, vincitore dello Slam juniores in Australia. E mentre i franco-germani sono in grande ambascia se optare ( con qualche adattamento) per il vecchio impero carolingio o per la nuova Europa, il nostro sminuito torneo di calcio continua a sfornare pagine e belle ( e non ) della sua plurisecolare esistenza sui campi da gioco. Che da un po' di anni a questa parte vedono ribadire al vertice una sorta di tirannia dalla quale nessuno ( o quasi) riesce a liberarsi. Infatti, anche nell'ultimo confronto, all'Olimpico, l'aquila di Lotito ha cercato di strappare un risultato positivo senza riuscirci. E pensare che s'era portata in vantaggio, ma poi, gli altri, i signori sabaudi, hanno fatto ricorso alle loro innumerevoli e prodigiose energie rimontando fin ad aggiudicarsi altri tre punti. Che sommati agli altri già in carniere, portano la Signora a più undici punti dalla seconda, il Ciuccio del nervoso Carletto, audace fino all'inverosimile ma non ancora di pari grado. Non male l'inserimento del 'pistolero' in un Milan che ha saputo farsi valere nientemeno che contro il Napoli. Ora s'è installato al quarto posto, che tenendo alla distanza potrebbe davvero risultare un obiettivo possibile. Tanto più che la Roma, in vantaggio per 3 gol a Bergamo, s'è poi fatta rimontare fino ad un 3-3 che è risultato ( perfino) stretto all'armata del Gasp.

LA CRONACA DAL DIVANO. I titoli del weekend vanno questa volta li meritano le donne e gli uomini con gli sci.  Goggia, 26 anni, con due ( incredibili) secondi posti in super G e discesa a Garmisch, Wierer e Vittozzi ( prima e seconda in Coppa) nel biathlon ad Anterselva, Paris [...]

28 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Macron, ma che ‘ macronate’ fai? Calciomercato al top: Podgba, Isco, Modric, Marcelo …

Non solo sport. Macron, ma che ‘ macronate’ fai? Calciomercato al top: Podgba, Isco, Modric, Marcelo … Sì, perchè, anche se quelli stentano a capirlo, l'Europa non è una torta dalla quale estrapolare fette, a proprio piacimento, all'infinito, ma solo e soltanto ( ancora) una gran bella torta da ' godersi' ciascuno per la propria parte ( insieme) prima che arrivino altri, altri popoli, a forte desiderio di conquistarsi i primi posti sul Pianeta, ad inghiottirsela ( tutta d'un fiato) nelle voraci bocche loro. Davanti a tanta patetica incertezza, speriamo solo che Albione ci ripensi. E invece d'andare a navigare in solitaria in alto mare come vorrebbe la May, resti dove le sue radici affondano. In Europa. Magari per contribuire a (ri) dare al Vecchio Continente quell'equilibrio, nord-sud e centro, che solo i Cesari gli avevano ( a loro modo ) imposto, garantendogli però secoli di unità, forza e crescita. Dalla cronaca. Proprio in queste ore il premier Conte è andato all'attacco di Bruxelles. Rimarcando: ' E' paradossale che, proprio mentre si sta creando un campione europeo della cantieristica per competere sui mercati mondiali come il gruppo Fincantieri-Stx, da parte della Francia si coinvolga la Commissione europea in modo così ambiguo. Con logica poco comprensibile'. Conte ha messo in discussione anche il seggio transalpino al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite . ' Se la Francia vuol mettere a disposizione il proprio seggio, parliamone e facciamolo nel conteso europeo, se vogliamo dare davvero importanza a tale contesto'. La replica è sta affidata alla ministra per gli Affari europei, Natalie Loiseau: ' Non vogliamo giocare al concorso di chi è più stupido'. Replica perfettamente in linea con l'attuale livello di governance politica transalpina. La quale, giustamente, tiene ( in primo luogo) a non perdere il suo primato assoluto . Visto che presidenza più stupida i francesi, amati e odiati cugini, maldestramente governati, al di là dei tricolori e dei tanti partiti, probabilmente, non hanno mai avuto.

LA CRONACA DAL DIVANO.   Non è che i due vice premier sotto l’ala provvidenziale del (sorprendente) premier Conte, ci convincano più di tanto. Anzi, l’uno imberbe, l’altro tracotante, non si sa bene cosa stiano combinando. Con le nostre leggi, con i nostri problemi. Con i nostri soldi, con le nostre frontiere. Epperò [...]

25 gennaio 2019 I commenti sono disabilitati

Non solo sport. Con la Brexit, GB sempre più nel caos. Altra Coppa alla Signora. Vola da Sarri, il Pipita.

Non solo sport. Con la Brexit, GB sempre più nel caos. Altra Coppa alla Signora. Vola da Sarri, il Pipita. Con 325 voti contro 306 la signora May resta in sella. Si fa per dire. Perchè la sua maggioranza è ora una inezia, in più dovrà convincere l'Europa a concederle più tempo per ' rivedere' l'intesa. Mal digerita da buona parte dell'agone politico britannico. Mentre il nuovo referendum chiesto a gran voce dall'opinione pubblica resta ( al momento) solo teorico. La May è passata con la manciata di voti di una piccola formazione nordirlandese. Il risultato scongiura il caos, ma le strade da intraprendere ora sono poche e obbligate. Cosa succede con la Brexit? La data del 29 marzo pv giorno in cui la Gb dovrebbe staccarsi dall'Ue, è dietro l'angolo, mentre non è disponibile un piano B, almeno per ora. Occorre dunque posticipare l'uscita. Forse a fine luglio, ma nessuno la può garantire. I laburisti traccheggiano indecisi. Corbyn, invece, contrario all'Europa della finanza, balla tra due fuochi: quello dell'elettorato giovane ( over 30) e vecchio ( over 50). I primi guardano al futuro, i secondi al passato. La quaestio alla frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord inoltre non ha soluzione. Quel che potrebbe creare fa venire il mal di testa. Si torna allora al voto? Il Regno Unito può revocare la richiesta di uscire dalla Ue. Certo. Ma sarebbe un atto antidemocratico, visto che ha avuto l'avvallo di oltre il 51% degli elettori. Un secondo referendum resta invece ( teoricamente) possibile, ma servono ' passaggi' tecnico-politici da brivido. Al momento, di difficile realizzazione, anche se 71 parlamentari laburisti ( il partito della May) hanno chiesto ufficialmente una seconda consultazione. Che, a quanto si orecchia, troverebbe ( facile) maggioranza per rispedire la May ad altre faccende affaccendata. Nel frattempo non felice futuro potrebbero trovare i 700/800 mila italiani che lavorano in GB. Qualche migliaio di loro è già tornato a casa. A dicembre il governo May ha pubblicato un ' Libro bianco' sull'immigrazione, con i nuovi criteri d'ingresso. L'obiettivo è quello di ridurre drasticamente gli arrivi, comprimendo la presenza a poche migliaia l'anno. Così si guarda innanz. Così s'opera in quel d' Albione, la perfida Albione, dove per qualche atavica regoletta si giocan le sorti del Vecchio Continente, che più 'vecchio'di così ( forse) non è mai stato.

LA CRONACA DAL DIVANO.   Supercoppa italiana,  sì ma solo per le polemiche.  In realtà si è trattato di uno  di quei momenti agonistici ( sulla carta)  scontati. Se l’è aggiudicato ( manco dirlo) davanti a 62 mila spettatori festanti la Signora ( gol di Cr/) scornando  il Diavolo, il povero Diavolo sedotto e abbandonato dal Pipita, che ( con Lara,  [...]

17 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. La Ferrari cambia manico. Arriva Binotto, il ‘genio’ che ‘aggiusta’ il ‘cuore’ della ‘rossa’.

Non solo sport. La  Ferrari cambia manico. Arriva Binotto, il ‘genio’  che ‘aggiusta’ il ‘cuore’ della ‘rossa’. I vertici della 'rossa' hanno scelto: via Arrivabene, al suo posto sale Mattia Binotto. Questo assicura l'anteprima esplosa come un fulmine a ciel sereno dalla 'rosea', che sulla inedita, sorprendente, situazione si sofferma ampiamente. Intanto analizzando gli 'errori' e le 'colpe' di Arrivabene. Eppoi la necessità di affidare il ' manico' ad uno come Binotto, 49 anni, nato in Svizzera e laureatosi al Politecnico di Losanna, ma uomo d'ordine ferrarista che viene dal basso, dopo avere scalato lo scalabile. Entrato in Ferrari nel 1995, ha gioito dei trionfi dell'immenso Schumi mentre nel 2oo9 è stato nominato responsabile generale delle operazioni Motore e Kers, poi vicedirettore Motore ed Elettronica e infine direttore del reparto Power unit dal 2014, questa volta per volontà di Marchionne, che del ' cambio di manico' doveva essersi interessato per tempo visto che lo aveva scelto Bcome ' dirigente di riferimento e referente personale'. Con Binotto, Vettel, il quattro campione del mondo, e Le Clerc, l'imberbe debuttante, partiranno alla pari. Per un obiettivo comune. Il passaggio di testimone Arrivabene-Binotto potrebbe annunciare qualche altro sconvolgimento all'interno della 'rossa'. Al vertice. Ad esempio la nomina di Camilleri è stata percepita ( da molti) come provvisoria; il fatto che in fabbrica si sia intravisto ( più volte) l'ex amministratore delegato Amedeo Felisa, separatosi da Maranello nel 2016, potrebbe significare ( anche su questo versante) della mitica casa del Cavallino un ulteriore, fondamentale, aggiustamento. L'importante (ora) è che dopo quattro anni di Arrivabene in cui la 'rossa ' poteva vincere ( almeno) uno o due titoli, si torni al sul gradino più alto. Com'è naturale nel mondo delle corse, dove è il rosso il colore più amato e diffuso. La vittoria con una ( gran macchina) come la Mercedes può dare gioia, grande gioia e massima esultanza ( vedi Toto Wolff); ma, quella con la 'rossa' va ben oltre ai naturali desiderata umani. La 'rossa' è un ' sogno' planetario. Vibrante. Condiviso. Giusto trattarla come merita. Visto che sa condurre per mano all'eternità del grande sport .

LA CRONACA DAL DIVANO.  La battaglia interna alla gestione  sportiva Ferrari è finita. I vertici della ‘rossa’ hanno scelto: via Arrivabene, al suo posto  sale Mattia Binotto.  Questo   assicura l’anteprima esplosa come un fulmine a ciel sereno dalla ‘rosea‘, che sulla inedita, sorprendente,  situazione si sofferma ampiamente. Intanto analizzando gli ‘errori‘ [...]

7 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Boban: ‘ Fair play da cambiare. Società come Inter e Milan sono ( chiaramente) penalizzate’.

Non solo sport. Boban: ‘ Fair play da cambiare. Società come Inter e Milan  sono ( chiaramente) penalizzate’. Zvone Boban, che del (non breve) passaggio a Sky ha approfittato per migliorare il suo primigenio look fin al punto da far concorrenza a quegli elegantoni di Leonardo e Maldini, non le manda a dire. A nessuno. Soprattutto a quelli che a vario titolo restano parcheggiati nel pianeta calcio. Oggi come ieri. E se ora è diventato un alto dirigente Fifa poco importa. Il suo è il solito approccio concreto, credibile, attento e senza ipocrisie di sorta. Piace così, insomma, a tutti, anche perchè di gente che vive di calcio confessando il suo amore ' per quel pallone che rotola sulla verde erbetta di un campetto da gioco' , ( abbagli a parte ) ce n'è sempre di meno. Zvone nel suo excursus con la ' rosea' tratta molti aspetti del calcio milionario d'oggigiorno. Tra l'altro mette ( finalmente) il dito su quell'assurdo Fair play finanziario che dovendo creare equilibri ha finito col creare ( ulteriori) squilibri. E vistose contraddizioni. Vedi le squadre di Stato qatariote parcheggiate qua e là. ' Se non si pongono ( tempestivi ) correttivi al Fair play finanziario - ammette - Inter e Milan, per citare due italiane, faticheranno a tornare al vertice del movimento. Pur essendo giusto vigilare sulla (reale) salute dei club, le norme che impongono il pareggio di bilancio impediscono a nuovi imprenditori di fare i necessari investimenti. Con danari freschi. E mi sembra che Inter e Milan ed altri club versino ( al momento ) proprio in questa condizione '. Nel frattempo sulle compagini qatariote, ma anche altre d'oligarca russo o di conte da Montecristo tutte ( più o meno) operanti nell' infida Albione, risultano indagini in corso. Che vogliam sperare non finiscano in cavalleria come quelle, ben più tristi, ben più annose, sul doping praticato in discipline diverse, meglio note come Operacion Puerto e volatilizzate grazie a 'magi... strali' colpi da mago Silvan. Psg e Manchester City sono ' accusate' di avere aggirato le regole del Fair play finanziario con aiuti degli azionisti sotto forma di sponsorizzazioni. Vedremo cosa rimedierà l'Uefa. Siamo (ovvio) speranzosi. Mentre non possiamo far altro che (ri)metterci come il cinesino sull'argine del fiume nell' attesa che passi ( finalmente) il ... cadavere. Zvone anticipa anche alcune importanti novità sul panorama calcistico Fifa. Intanto, il Mondiale per Nazionali che potrà essere allargato a 48 squadre; eppoi, quello che per Club, oramai ridicola esibizione appena aggiudicata al solito Real che ( anche ) di ' coppe del nonno ' ama fare incetta pur di rimpinguare il suo ( infinito?) palmares.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Due ‘ testimonianze‘, entrambe da non trascurare. La prima è una lunga intervista  sul calcio europeo alla ‘rosea’ del buon Zvone ‘ Zorro’ Boban, croato ex milanista e ora vice presidente Fifa; la seconda, il bel librone  curato da Auro Bubarelli e Giampiero Petrucci sull’ indimenticabile Airone di [...]

5 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Paris, la velocità è azzurra. Violenza e razzismo: ‘regole’, ‘autorità’ e ‘ dignità’ da recuperare.

Non solo sport. Paris, la velocità è azzurra. Violenza e razzismo: ‘regole’, ‘autorità’ e ‘ dignità’ da recuperare. Soprattutto se legati a momenti di sport, o se vogliamo di calcio, quella passione tanto amata nel Belpaese, ma che ( per una somma di ragioni) più che a rallegralo lo deprime. L'ultimo episodio, quello di Milano, poco prima di Inter-Napoli, con un 38 enne varesino di colore nerazzurro rimasto esanime sull'asfalto dopo un violento combattimento ( non si sa bene) contro chi e che cosa, rimanda in cavalleria i tanti, inutili, sempre inutili, buoni propositi che erano stati formulati dopo l'ultima sciagura. Scena non luttuosa ma raccapricciante si è vista anche all'interno dello stadio, allorquando qualche (cosiddetto) tifoso di curva, s'è divertito a spedire insulsi ' bu, bu' ad un giocatore di colore napoletano, bravo, bravissimo sotto ogni profilo, fin ad innervosirlo, fin a farlo (incredibilmente) espellere da un arbitro ligio alla regola ma non al buonsenso. E così, noi, tutti noi, allo stadio, ma anche sul divano, non abbiamo potuto altro che 'sorbirci' l'ennesima performance di chi ha smarrito non solo il senso del rispetto umano ma anche quello per cui si assiste ad un moderno confronto sportivo. Non ci piace allungarci in analisi. Ce se sono fin troppe, sopratutto a posteriori, quando per certe sciagure poco o nulla si può più fare. Un suggerimento.Ma il problema, giusto che sia o meno il suggerimento, sarebbe mettere le autorità locali e nazionali in un contesto condiviso. Cosa, oggi, estremamente difficile. Demagogia, individualismo, frammentazione, partigianeria etc., non stanno creando infatti quel contesto diffuso, indispensabile e condiviso che conferirebbe l'autorità auspicata all'autorità designata. Senza legge ed autorità altro non c'è che 'homo homini lupus'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Che questa sia una valle di lacrime lo sapevano anche qualche migliaio di anni fa, ma che di lacrime dovessimo riempire anche ( buona parte) dei giorni odierni, questa, forse, non è ( proprio) una ‘ normalità‘. Soprattutto se legati a momenti di sport, o se [...]

29 dicembre 2018 0 commenti

Non solo sport. L’esempio di Antonio Megalizzi. L’eredità di Mario Draghi. E altre pagine ( non solo) di sport.

Non solo sport. L’esempio di Antonio Megalizzi. L’eredità di Mario Draghi. E altre pagine ( non solo) di sport. Ma non è dalla cronaca sportiva che piovono le notizie più preoccupanti. Quelle, semmai, giungono dalla 'attualità', dalla 'politica' e dalla 'nera'. E che, in un modo o nell'altro, sembrano avere come comune denominatore ( ancora una volta) l'Europa. Non ce l'ha fatta Antonio Megalizzi, 28 anni, giornalista, a sopravvivere alle ferite inferte dal terrorista islamico. Se n'è andato lasciandoci però una 'eredità' d'irrinunciabile valore. Antonio, infatti, era uno che credeva nel mestiere del giornalista, e così ad un europeismo inteso come integrazione, voglia di capire, opportunità. L'Europa è un riferimento importante anche nelle 'ultime dichiarazioni' di Mario Draghi da capo della Bce. Da tenere ben chiare. Da collegare. E su cui riflettere e operare. ' Altrove nel Mondo - ha detto il Presidente Bce - si sta diffondendo il fascino delle idee e dei regimi illiberali; stiamo vedendo piccoli passi indietro nella storia. Ed è per questo che il nostro progetto europeo è ancora più importante oggi... E' solo continuando a progredire, liberando le energie individuali ma anche promuovendo l'equità sociale, che salveremo attraverso le nostre democrazie, con unità d'intenti'. ' L'Unione monetaria - ha sottolineato - è stata un successo sotto molti punti , allo stesso modo dobbiamo riconoscere che non tutti in Paesi sono stati ottenuti i risultati. attesi. Occorre ora disegnare i cambiamenti necessari dell'Unione monetaria e realizzarli il prima possibile, spiegandone l'importanza a tutti i cittadini europei'.

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ arrivata la ‘sentenza’ Uefa per il povero Diavolo. Una multa ( 12 mln) e tante ‘minacce’, oramai rituali, a tutti i livelli, quando il barbaro si rivolge al latino : ” Se il Club non dovesse rispettare il pareggio di bilancio al 30 giugno 2021 sarà [...]

17 dicembre 2018 0 commenti

Non solo sport. Disastri Napoli e Inter. Juve e Roma manco l’onore. Come i gamberi nel ranking Uefa.

Non solo sport. Disastri Napoli e Inter. Juve e Roma manco l’onore. Come i gamberi nel ranking Uefa. Accontentarsi degli avanzi, non è sempre saggezza. Occorre agire. Per non farsi (ri)calpestare dagli zoccoli dei cavalli barbari. Ma che aspettano infatti alla Beneamata a cominciar a far la conta tra chi l'ama e chi no? Quel Perisic, ad esempio, sostenuto con affetto sincero dal connazionale Boban ( d' altra pasta forgiato ) e da poch'altri, che vestendo una maglia mitica, che gioca in uno stadio mitico, che vive in una città tra le più evolute e attraenti del Continente, sogna di andare a giocare in Premier volando lontano dall' ombra della bella Madunina? Se ( proprio) crede di 'campicchiare' meglio in qualche periferia londinese o in qualche porto sull'Atlantico, perchè trattenerlo ? Del resto, se non ha orecchi per ascoltare che la Beneamata ' va solo amata' che ci vogliamo fare? Non si dice da sempre che a vestire i panni della Beneamata devono restare solo e soltanto pochi eletti? La sua guardia reale, come quella ( immemore) del 'gran Re'. E non già quelli di passaggio. Per di più forzati. Che lacrime , però, per quel condottiero pazzo figlio di colui che s'avventurò con qualche umile vascello pel Gran mare oceano, circumnavigando il Globo. E che, sui verdi rettangoli di gioco, seppe travolgere schiere di barbari, per cingersi dell' immortal Triplete ! Inter e Napoli a parte, peggio ancora è andata con Juve e Roma. Entrambe ( con queste prestazioni) nè più Signora, ne più Lupa. Ma solo due comparse mandate ( senza onore) nelle arene più ambite del Vecchio Continente. Stucchevole la giustificazione del Max ( che dicon) innamorato ' Abbiamo raggiunto i nostri due obiettivi: primi nel girone e passaggio del turno !'. Con questi ( orribili) risultati la Premier ( che di riffe o di raffe) piazza quattro squadre al secondo turno, ci (ri)sorpassa nel ranking Uefa , distanziandoci. Stessa minaccia arriva ora dalle tedesche che con tre promosse ( contro due delle nostre) tornano a soffiarci sul collo. Con magno gaudio di esterofili e ( certi) addetti ai lavori in prima fila.

LA CRONACA DAL DIVANO. Delusione. Rammarico.  Ma anche l’ora di cominciare a togliere dal cesto  le mele ‘men belle’ per evitare ingranaggi  distruttivi che con cotal  lignaggio poco o nulla hanno a che fare.  Vediamo di capirci. Intanto, come premessa, diciamo che se Napoli e Inter avessero superato il turno ( [...]

13 dicembre 2018 I commenti sono disabilitati

Non solo sport. Il ‘ malessere profondo’ della Francia. E i nostri ( tanti) morti. Tutti giovanissimi.

Non solo sport. Il ‘ malessere profondo’ della Francia. E i nostri ( tanti) morti. Tutti giovanissimi. Ma sono fatti extra sportivi a tenere le prime pagine della cronaca. In Francia un'andata di gilet gialli sta travolgendo quel che resta d'una Repubblica affidata ad un cinquantenne algido e poco capace che tutto può fuorchè emulare Napoleone Bonaparte, corso di sangue italiano, e finanche un De Gaulle, francese dalle idee chiare. I cugini, orgogliosi,evidentemente, stan peggio di quel che vorrebbero far credere, e la loro protesta ( per alcuni versi incomprensibile) lo dimostra. La signora Merkel, che sembra intenzionata ad abbandonare l'agone, lasciandolo ad una sua fedelissima, forse, avrà qualcosa di cui rammaricarsi. Quell'Europa del ' patto di stabilità' a tutti indigesto, francofoni compresi, avrà anche ' tutelato gli interessi germanici' ma non ha certo contribuito a delineare l'unica via possibile: l'unità del Vecchio Continente, trattenendo gli angli così come gli itali, che con gli atteggiamenti alla Junker o alla Moscovici si vanno ( decisamente) allontanando da una idea che loro, primi tra gli altri, hanno sempre sostenuto con grande speranza. In una piccola discoteca marchigiana, s'è consumato un altro di quei drammi che lasciano senza parole. Anche perchè, qui, in casi simili, a venire a meno sono ( al di la delle parole di circostanza) un po' tutti: dalle famiglie ( quelle che ci credono ancora) alla scuola ( con quel stanco sparuto drappello di educatori rimasti a fronteggiare ( giovani coscienze ) volate chissà dove; dalle istituzioni ( che controllano poco e male, angariando dove non serve e mollando dove urge) alla ( cosiddetta) cultura laica ( che il posto ha preso, ormai, di quella religiosa, relegata ai margini) ... etc etc etc . Dunque,non ci resta altro che piangere una volta di più i nostri morti. Questa volta i nostri giovanissimi morti. Giovanissima mamma ( 38 anni, quattro figli) compresa.

LA CRONACA DAL DIVANO. Ci avviciniamo all’ultima dei gironi in Champions e Uefa. Potremmo farcela in  blocco ( sei su sei, 4+2), potremmo anche sucire scornati se a prevalere sui campi saranno le ‘ motivazioni sportive‘ oppure ‘ altro’. Del resto la gara nel ranking Uefa è al limite. Pochi [...]

10 dicembre 2018 0 commenti