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Non solo sport. Serie A: è tornato a splendere il derby di Milano. Nell’attesa del futuribile San Siro.

Non solo sport. Serie A: è tornato a splendere il derby di Milano. Nell’attesa del futuribile San Siro. Speriamo si tratti dell'ultima volta, dell'ultimo Natale moscio, visto che già circolano in Europa i vaccini. Accolti come una speranza. Nel frattempo impegnandoci a chiarire quanto di non chiarito circola ( fin dall'inizio) su questo ( strano?) virus che si modifica a piacimento rendendo problematica la sua ( definitiva?) sconfitta. Anche gli stadi restano ancora vuoti. Quel ben di Dio che premia soprattutto i campionati del Nord dove per fare un nuovo impianto non occorre chiedere i permessi a Caio Giulio Cesare, ma che il virus, con un colpo di spugna, ha reso tutti eguali e vuoti, e che poco o più nulla ora contano. Le tribù dei fans devono escogitare trovate. Come quella, spettacolare, avvolgente, di tifosi rossoneri che con cori, bandiere e torce luminose hanno accompagnato i loro beniamini fin sulla soglia d'ingresso di San Siro. San Siro che, corsi e ricorsi storici, nell' attesa della sua nuova moderna versione, va riprendendo l'antico valore. Che sia uno dei luoghi che più hanno contribuito alla mitologia del gioco del calcio, lo sanno anche i ragazzi dell'altro emisfero. In proposito non occorre più di tanto riesumare i soliti dati: 36 scudetti ( in due), dieci Coppe dalle grandi orecchie ( in due), una miriade di trofei nazionali e internazionali, tanti palloni d'oro, una infinità di personaggi grandi e piccoli che impreziosiscono come nessun altro questo tempio dello sport mondiale. Alla fine del terribile 2020 Milan ( punti 34) e Inter ( punti 33) sono tornate in vetta al Campionato. La Signora sta rinnovandosi, riprendendo fiato, mentre Napoli, Roma, Lazio e Atalanta non mostrano ancora l' indispensabile continuità per aspirare al titolo, lasciando alle due di Milano campo aperto. Fatto è che il prossimo derby tornerà agli antichi splendori, magari rivisitato da ogni angolo del Pianeta, dove quei colori sono ben noti, per tornare a scrivere altre esaltanti pagine di sport.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il terribile 202o, volente o nolente, se ne sta andando. Da città e borghi ricchi di luci per le festività ma spopolati di gente. Di bambini, purtroppo, che in questa circostanza ( tradizionalmente)  riempiono  di meraviglia e di voci strade e ritrovi. Speriamo si tratti dell’ultima [...]

28 dicembre 2020 0 commenti

Non solo sport.Champions: bluff Inter e Dea; non convince la Signora; mentre gonfia il petto il sor Carletto.

Non solo sport.Champions: bluff Inter e Dea; non convince la Signora; mentre gonfia il petto il sor Carletto. Il buon Conte del ' bluff' Inter s'è addossato ogni colpa. Anche se, qui, colpe o non colpe, asini o non asini che siano, poco conta. Quel che è apparsa è stata una squadra senza anima, nè costrutto, nè leaders. I tanti tifosi assiepati ( e delusi) sugli spalti del mitico San Siro sperano, ovviamente, in un imminente cambio di rotta. Anche perchè un pareggio casalingo con la ( ritenuta) più debole del gruppo potrebbe già volere dire una risoluzione anticipata dell'avventura europea, gestione Wang/Marotta. Di contro, va segnalata con il dovuto orgoglio l'impresa dei ragazzi del Carletto napoletano, pimpanti, con le idee chiare, pugnaci e vogliosi di portare a caso un successo che ha fatto uscire dai gangheri una volta di più herr Klopp, che tutto pote fuorchè tornare vincitore dalla terra di Partenope. La vittoria netta, classica, per 2-0 sui campioni d'Europa in carica, la dice lunga sul nostro calcio. Vituperato fin all'estremo e purtuttavia, anche in carenza di validi dirigenti, addetti ai lavori e stadi ammodernati, è sempre pronto a rinascere sulle proprie ceneri. Se si pensasse ogni volta prima di ricorre al flatus voci che nelle 63 Coppe dalla grandi orecchie finora disputate in 27 finali ci sono state squadre italiane, potrebbero evitarsi tanti sprechi di inutile saggezza calcistico-sportiva. Che comunque è sempre meglio conservare, almeno quella autentica, vista la prestazione della Signora contro i Colconeros: andata in vantaggio di due gol e poi rimontata. In vero, proprio allo scadere del supplementare, l'eterno Cr7 ha avuto l'occasione per riprendere in mano la palma della vittoria, ma sarebbe stata una illusione di forza che ( al momento) continua ( come da tradizione) a latitare. Qualcuno ha titolato che è stata Juve vera, ma non condividiamo tanta benevolenza. Infatti le squadre destinate a dominare dominano, punto e basta. Cedimenti ripetuti non fanno altro che mostrare le crepe d'una fragilità interiore sempre in agguato. Soprattutto quando men te l'aspetti. Dolorosa è stata la prestazione a Zagreb dei ragazzi del Gasp. Un 4-0 contro una ' debole' del girone, lascia presagire l'uscita certa e anticipata dal massimo torneo. Peccato, perchè dagli eroi della Dea ci si aspettava ( molto) di più. Non certo, vederli arrancare scomposti e impreparati su un campo dal quale portare via un risultato positivo avrebbe significato molto. Tanto. Per il morale, oltre che per il punteggio.

CRONACA DAL DIVANO. Che è se non un doloroso bluff quello perpetrato ai  danni dei 60 mila del Meazza  dalla banda Conte Dracula ? Non è certo questo il giusto viatico. Anche perchè i punti persi contro lo Slavia Praga , rodato, esperto, dignitoso,  potrebbe risultare decisivi alla fine del girone. [...]

19 settembre 2019 0 commenti