Tag "Orange"

 

Non solo sport. I ‘fighetti’ Orange o del Cecco Beppe. Bundes avanti. Fausto e Gino i più grandi del Giro.

Non solo sport. I ‘fighetti’ Orange o del Cecco Beppe. Bundes avanti. Fausto e Gino i più grandi del Giro. Hanno preso a chiamarli i 'fighetti' del Nord, che poi proprio del Nord non sono visto che sulle loro teste incombe ( almeno) la Scandinavia. Sono tre o quattro in tutto. Tra loro, i più a plomb sono figli, anzi nipoti, degli Orange e di Cecco Beppe. Puntigliosi, tracotanti e senza cognizione del passato, non mancano mai di mettere il bastone tra le ruote ai popoli del Sud, e tra loro, di quei dannati del Belpaese, immaginati ( probabilmente) ancora come quei ' piccoli, sporchi, col violino in mano' ominicchi descritti da qualche loro casuale viaggiatore ottocentesco. Si cerca di fargliela capire con le buone che le cose non sono proprio così, ma quelli, che a scuola quando c'era da sfogliare qualche pagina di storia preferivano farsi una capatina, manco ascoltano. E mentre Germania e Francia, sia pure con il solito romantico tète e tète, da popoli più sulla cresta, qualche barlume di soluzione cominciano ad intravvedere, i 'fighetti' restano 'duri e i puri' danzando sui dolori del Continente con la leggerezza d'un nugolo di libellule. Ci ripetiamo: qui non è che s'ha da essere buoni per far l'Europa, ma solo lungimiranti. Infatti la lectio magistralis impartita dall'Italia ( aggredita e abbandonata) nei giorni di fuoco del Convid 19, cos'altro avrebbe insegnato se non che, con tutti i brutti e belli, ricchi e poveri, sfigati e non che si ritrova fosse rimasta chiusa dentro i suoi mille orticelli quando mai avrebbe potuto rialzare la testa ed uscire dal tunnel ? La solidarietà, in certi casi, non è solo un meraviglioso valore morale che mai dovrebbe venire a meno tra gli uomini, ma anche una norma d'economia ( e politica) che può ( magicamente) trasformare sconfitta in riscossa, povertà in abbondanza, disonore in onore. Forse, tutto questo, ai ' fighetti' Orange o del Cecco Beppe non è ancora chiaro. Ma, visto che son giovani, il tempo li aiuterà. Nel frattempo, ovvio, con loro o senza di loro, leggiadra Europa volendo, si procederà comunque. Anche perchè, qui, chi aspira al trono del mondo non è proprio il massimo per un 'fighetto'. Si veda che sta facendo con quei pochi ragazzi di Hong Kong o con i milioni di cristiani, mussulmani e buddisti non allineati al potere.E' partita la Bundes. A tutti i costi. In un agone surreale. Per un torneo che ha il vincitore assicurato prima ancora del via. Nel frattempo, imperterrito, prosegue il calciomercato. Nostro e altrui. Con tutti quegli spostamenti che sembrano truppe d'un esercito che non c'è. E quel Barca che cerca il puntero argentino dell'Inter senza sapere manco quanto gli resta in cassa. Diciamo questo con la morte nel cuore. Perchè lo sport è il nostro diletto. Con i suoi eroi veri o presunti che davanti a quelli veri, spavaldi di fronte al virus assassino, si sono mostrati poca cosa. Scappando uno qua, uno là. Tra un po' ripartirà la Liga, con a ruota la Serie A. Da notare che il sondaggio della Gazzetta sul più forte del Giro di tutti i tempi, ha visto al primo posto il Grande airone di Castellania e al secondo il Ginettaccio di Ponte Ema. Come volevasi dimostrare..

LA CRONACA DAL DIVANO. Hanno preso a chiamarli i ‘fighetti’ del Nord, che poi proprio del Nord non sono visto che sulle loro teste incombe ( almeno) la Scandinavia. Sono tre o quattro in tutto. Tra loro, i più a plomb sono figli, anzi nipoti, degli  Orange  e di Cecco Beppe. Puntigliosi, tracotanti [...]

24 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Soliti tète a tète, madre e figlio. Piangi Europa: ritardata, malconcia e screditata.

Non solo sport. Soliti tète a tète, madre e figlio. Piangi Europa: ritardata, malconcia e screditata. E mentre la Cancelliera viene salutata in patria con l'omaggio del trionfo per avere condotto fuor dalla pandemia un'economia ( quella tedesca) data a Natale in recessione, c'è chi guarda all'Occidente ( Europa in primis) con qualche preoccupazione. ' E' l'Occidente nel suo insieme - dice Amin Maalouf - che da questa messa alla prova sta uscendo ritardato, malconcio e screditato. Perchè non ha dimostrato ne leadership morale nè efficienza tecnica. In un momento in cui l'intera umanità si sentiva minacciata e cercava disperatamente rassicurazione, conforto, sostegno e guida nè gli Usa nè l'Europa erano all'altezza del compito. Sembravano sopraffatti e sconvolti. L'Occidente, che per secoli ha avuto un ruolo di primo piano, sarà sostituito da altri attori, del Sud e dell'Est, come abbiamo sentito sempre più spesso dall'inizio di questa crisi?'. Sopraffatti e sconvolti. Giusta o errata osservazione? Per chi ci vede dall'esterno è giusta. Per noi che ( tuttora) brancoliamo nel buio ( interno ) no. Ecco perchè iniziative a due, tète a tète, tra figlio e madre, pur con qualche intento non male, che altro possono apparire se non nostalgia d'una passata grandezza oramai alle spalle? Al punto che staterelli ( nel senso: messi insieme non ne fanno uno buono) nell'orbita dell'uno o dell'altro, già si scervellano a mettere paletti, inutili paletti, demagogicamente consentiti dalla pletorica assemblea di Strasburgo, tarpando l' ali alla sempre meno leggiadra Europa. Infatti, se a tesser trame sono i soliti due o tre con l'ausilio dei mignon lillipuziani, che altro possiamo aspettarci dal nostro ( prossimo) futuro se non di finire come Gulliver? Occorrerà balzare all'indietro. A quel Ginettaccio di Ponte Ema che sulla strada ha sfidato il più grande di tutti i tempi, e fuori della strada anche la morte. Per salvare creature umane. Circola su Sky tal Federico che, come l'aedo Omero nei suoi giorni ciechi, va raccogliendo miti da rammentare ai giovani. Strano che tra i tanti già scelti non abbia inserito ancora quello che tra i miti dello sport moderno pariglia con pochi. Due o tre. Non di più. E non perchè di itali pedalatori si tratta. Intendiamoci, però, il Ginettaccio abbinato all'Altro, perchè è in coppia che hanno ridato orgoglio al loro popolo umiliato da una guerra disastrosa che tuttora presenta l'amaro conto. E all'Europa la 'borraccia' più credibile per come riallacciare fili strappati tra popoli avversari ma non nemici dello stesso Continente.

LA CRONACA DAL DIVANO. A stare con le mani in mano non ce la fanno proprio. E così, come tutti i ( veri o presunti) primi della classe se non vanno alla lavagna a mostrare il genio loro, dieci ne pensano e una o due la fanno. Stavolta, anticipando tutti, [...]

19 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Debito pubblico: perchè non togliercelo dai maroni? In 5 mosse: saluti e baci vana Europa!

Non solo sport. Debito pubblico: perchè non togliercelo dai maroni? In 5 mosse: saluti e baci vana Europa! Carlo Messina, ad di Banca Intesa Sanpaolo, lancia l'allarme sui ' livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo' dell'Italia.Ce la faremo a riportare a più miti consigli il mostriciattolo? Messina indica cinque ( epocali) manovre. Altre soluzioni ( per lui) non esistono. Del resto ( audite, audite! ) l'Italia è ricca molto più dell'Olanda e della stessa Germania. Stiamo parlando di ( oltre) 10 trilioni di euro, tra risorse delle imprese e risparmi delle famiglie. Il problema è che solo una minima parte sono investiti in titoli del debito pubblico italiano. Infatti solo il 4% dei titoli di Stato sta nei portafogli delle famiglie nostrane. Di qui, però, può partire la riscossa. Per Messina, bancario, va messo a punto un 'nuovo strumento finanziario' che aiuti a reggere l'urto dei mercati. Occorre quindi convincere chi ha a investire diversamente. Acquistando bond sociali, per far salire dal 5 al 20% la parte del debito pubblico controllata dal risparmio privato italiano. Con rendimenti competitivi, sgravi fiscali, scudo penale per chi trasferisce capitali dall'estero trasformandosi da esportatore di capitali in propulsore della ripresa e dell'accelerazione della crescita italiana. Ci sono (circa) 200 mld di euro dei risparmiatori italiani che fanno la fortuna altrui, Orange in prima fila. Uno sforzo non campato in aria, anche perchè chi dice che credere nel Belpaese piuttosto che nei Barbari predoni non sia la cosa più lungimirante (oggi) da fare? L'opportunità s'è creata. Sfruttiamola. Del resto quei balconi tinti di tricolore, che altro cantano se non l'orgoglio d'un grande popolo niente affatto intimorito da quel furbetto di Coronavirus inviatoci in dono da un'ambiziosa tirannide dell' Estremo Oriente. Altra manovra è l'accantonamento dei 26 mld annui di Tfr: perchè non consentire che una parte venga investita in titoli pubblici esentasse? Inoltre: perchè non lanciare un piano per la valorizzazione del patrimonio dello Stato e degli Enti locali, allegerendo il bilancio statale e avvicinando i cittadini ai loro tesori? Da ultimo: che s'aspetta a sbloccare gli investimenti su più fronti? Dove ci sono già 150 mld di fondi pubblici contabilizzati, prigionieri della burocrazia? Cinque mosse, dunque, suggerisce Carlo Messina, ad di Banca Intesa Sanpaolo. Ci sembrano assennate. Da approfondire. Fiduciosi. Compatti. Del resto, non è forse qui che ha il nido l'Araba Fenice ?

LA CRONACA DAL DIVANO. ‘ I debiti vanno pagati’ dice Carlo Messina, ad di Banca Intesa Sanpaolo,  che lancia l’allarme sui ‘ livelli eccessivi di rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo’ dell‘Italia. Per questo la priorità è mettere in campo ‘ tutte le iniziative possibili’ per realizzare ‘ [...]

30 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Gli Orange? Un popolo indebitato.Settore privato a quota 231% del Pil (vs 107% Italia).

Non solo sport. Gli Orange? Un popolo indebitato.Settore privato a quota 231% del Pil (vs 107% Italia). 'Gli Olandesi? Un popolo indebitato. Ci sono dei numeri e un carteggio che il presidente del Consiglio Giuuseppe Conte e il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri, farebbero bene a portare al prossimo vertice europeo sulle misure straordinarie per fronteggiare lo shock economico del Coronvirus. I numeri sono quelli che mettono a confronto il debito del settore privato in rapporto al Pil di Italia e di Olanda e che inchiodano i Paesi Bassi ad una scomoda posizione'. Partiamo dai dati. Un bollettino del Central Bureau voor Statistiek ( Cbs) il 7 aprile scorso ha certificato l’indebitamento di quel Paese. In cui, il debito pubblico è sceso nel 2019 al 48,6% del Pil, un dato che farebbe apparire l’Olanda un paese più che esemplare. E tale continuerebbe ad essere considerato se non si fosse scoperto ( si fa per dire) il dato relativo al settore privato nel suo complesso, e che sia pur in lieve discesa rispetto al 2018, tocca quota 231,00 % del Pil ( contro il 107% dell’Italia). In particolare il debito delle società non finanziarie si attesta al 132,3% del Pil, mentre in Italia è fermo al 66,1%. In Olanda l’indebitamento delle famiglie è pari al 98,7%, mentre in Italia è fermo al 41,2% del Pil. Cifre, come si vede, nettamente migliori ( ad eccezione del ‘drammatico’ debito pubblico) rispetto a quelle messe sul tavolo di trattative epocali dai bravi fiorai delle ‘terre basse’. Ma non basta. Anche il dato sul rapporto tra debiti e reddito disponibile delle famiglie, diffuso dalla Bce, certifica il divario. In Olanda il rapporto è del 193%, ovvero il più alto della Unione, mentre nel Belpaese il ratio è del 61,3%. In valori assoluti le famiglie olandesi sono indebitate per 46.584 euro pro-capite, le italiane per 12,163& euro. Chiaro, annota con l’abituale ‘onestà intellettuale’ il Sole24Ore, che queste cifre possono dire tutto nulla. Se si potesse evitare di sovrapporle all’andamento del mercato immobiliare olandese. E’ qui, infatti, che si son drizzate le antenne del European systemic risk board, nato nel 2010 con il compito di esaminare i rischi sistemici nell’area euro, etc etc ... Intanto, lo sport freme per ripartire.

LA CRONACA DAL DIVANO. “Gli Olandesi? Un popolo indebitato. Ci sono dei numeri e un carteggio che il presidente del Consiglio Giuuseppe Conte e il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri,  farebbero bene a portare al prossimo vertice europeo sulle misure straordinarie per fronteggiare lo shock economico del Coronvirus. I numeri sono [...]

18 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Coronavirus&Europa, si va ai calci di rigore? ‘Fiocco rosa’ per una nuova, grande Nazione?

Non solo sport. Coronavirus&Europa, si va ai calci di rigore? ‘Fiocco rosa’ per una nuova, grande Nazione? Il primato tedesco ha attirato nei giorni scorsi l’attenzione del 'New York Times', che si è interrogato sui motivi. Ma le conclusioni del New York Times andavano bene prima del Coronavirus, vanno meno bene dopo il Coronavirus. In Italia, vane polemiche a parte, l'omaggio virale è stato donato a Codogno da un cittadino tedesco di cui avrebbe fatto ( molto) comodo seguire tracce ed evoluzioni nei giorni dedicati. Invece, è sparito. Nel mistero. Sul quale i nostri media poco indagano, ritenendo il particolare ' materia di polemica e non di verità'. Eppoi, che tra i nostri, politici, amministratori locali, scienziati e addetti ai lavori etc etc, ci siano stati soggetti 'sbagliati in posti impegnativi' ci può stare. Mascherine, guanti e macchine per la respirazione, ad esempio, non si sa come e perchè, ( anche laddove regolarmente contrattati) siano rimasti dispersi, qua e là, per il Mondo. Forse qualcuno più addentro a quel mercato e più navigato in fatto di scienza virologica, sarebbe stato più pronto all'uso. E non solo per non farci gabbare, ma anche per farci rispettare. Al punto che in troppi hanno preferito dileggiare noi che si gridava ' al lupo, al pupo', perdendo ( peraltro) tempo prezioso nell'apprestare opportune difese in casa propria. Oggi chiedono scusa, piangendo ( però) anche loro i loro ( troppi) morti. Qualcuno, ha rivelato il Ministro degli Esteri, credendo che il virus fosse italico e non cinese, ha chiesto ( perfino) di far apporre ( non si sa da chi) speciali bollini anti Covid 19 sui nostri prodotti, per garantirli. Ecco allora che, come fa impietosamente 'Il foglio', girare il coltello nelle nostre ( vere o presunte fragilità ) non fa gioco di squadra. In tempi di guerra il proprio Paese va difeso. Chi non lo fa o è un traditore o un disertore o un 'cagasotto'. Ricordiamolo in giro. Abbiamo bisogno, in sicurezza, di ripartire. Per non sommare la beffa al danno. Come non faranno lesti i Germani che di danni al loro ( celebrato) sistema produttivo ne contano pochi o niente. Eppoi, se noi sembriamo fragili, che dire di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, lasciando a parte la Spagna e la martoriata metropoli New York?

LA CRONACA DAL DIVANO. Per carità, non sia mai detto che si voglia imporre qualcosa a qualcun altro! Soprattutto se costui/costei s’asside in uno di quegli studioli o salottini tivù che van per la maggiore in orari di punta. E che, talvolta, fan venire la stessa voglia di  quel   primo spettatore tivù [...]

17 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa?

Non solo sport. Buona Pasqua, grande Presidente! Non è che ci tocca di vincere ( anche) per l’Europa? In 'Porta a porta', un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda gli amici dell' Estremo Oriente. ' Ora lo possiamo dire - ha detto un addetto ai lavori intervistato -, inizialmente, siamo stati tratti in inganno da informazioni in arrivo dal primo focolaio ritardate, incomplete e devianti. Non c'è stata detta la verità. Nonostante ciò abbiamo cercato di fare il possibile e l'impossibile. Praticamente a mani nude contro un mostro verso il quale occorrevano ben altre armi'. La parola di chi ha avuto tanti morti e feriti sul campo è sacra. Quindi la prendiamo per buona. E adesso che s'è fatta ( autorevolmente) chiarezza su uno dei due misteri gaudiosi che ci affliggono dall'inizio della pandemia passiamo all'altro. Ancora inevaso, quel che riguarda l'atteggiamento della Germania e i risultati della Germania. Che è stato il Paese che ha trasmesso il virus ai Lombardi, il Paese che a fronte di migliaia di casi infetti conta poco oltre 2000 deceduti, quasi un decimo di quelli che ha contato l'Italia. Situazione anomale, strana, che nessun interpellato ha saputo spiegare, convincendo. Del caso ' numero Uno', l'uomo di Codogno, conosciamo tutto; del caso ' numero Zero', invece, che è un trentenne tedesco non abbiamo traccia. Come mai? Chi è? Dov'è? Che ha fatto nei giorni trascorsi a inizio anno tra sosta a Codogno e ritorno in Germania? Domande importanti. Sulle quali speriamo abbia a soffermarsi prossimamente un'altra edizione di 'Porta a porta', o chi per lei. Perchè è questo che gli Italiani , che stanno pagando il virus con alto e immeritato tributo umano ed economico, illusi ancora una volta dall'Europa del Menga ( che pare) finita in mano a residuati ariani non seppelliti ( come si credeva) insieme ai loro orrori e ai loro signacoli, sputtanati da quel Die Welt, d'odoroso zolfo neonazi cosparso, senza rispetto alcuno per i nostri morti che tutto sono fuorchè mafiosi, mostrano di tenere ancora in pugno una Nazione intera, con governo annesso, comprensivo di figli e figliastre, piazzati tutti in (troppi ) posti chiave. Urgente, quindi, è svelare questo secondo mistero gaudioso. Che non può non interessare anche gli altri popoli d'Europa. Che solo ottant'anni fa si sono mobilitati per impedire alla follia nazi-fascista di distruggere la civiltà. Quando avremo tempo, vedremo di chiedere lumi anche sui cani al guinzaglio dell'attuale governo tedesco. Come quegli Orange, difensori ad oltranza d'un ' baratro fiscale' non si da chi autorizzato. E che va chiuso prima che trasformi il Vecchio Continente non in un consesso di civili nazioni ma ( solo e soltanto) in una mega-cassaforte di capitali in fuga dai loro legittimi Stati. Un augurio di Buona Pasqua, infine, per il nostro grande Presidente. Fratello di vittima di mafia. Schivo, attento, pacato. Che parla solo quando ( e come) deve parlare. E perchè no, guida credibile per noi e per l' orfana Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Non abbiamo mai preteso di dire o di cogliere la verità. Riservata agli dei. Possiamo però chiederci qual sia da considerarsi  la verità. Nel caso di questa ecatombe, qual siano cause ed autori. In ‘Porta a porta’, un primo brandello di verità ci è stato propinato. Riguarda [...]

11 aprile 2020 0 commenti

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania?

Non solo sport. Sembrano tornati alla Duplice Alleanza. E se facessimo un’ Europa senza questa Germania? Chissà se a qualcuno è capitato di notare che, qui, nel Vecchio Continente, sotto i nostri occhi increduli, resta vivo un infausto passato? Con contrapposizioni che sembrano ricalcare ( rognosetti o surgelati a parte, che poco contavano e poco contano) quelle d'un secolo fa: da una parte, quelli della Duplice Alleanza ( Germania e Austro-Ungheria), dall'altra, quelli della Triplice Intesa ( Gran Bretagna, Francia, Italia). Nella prima, ci si è avviati verso la sconfitta e il nazismo, nella seconda ( Ventennio italiano anomalo a parte) verso la democrazia e la libertà. Poi, che tutti , più o meno, abbiamo accettato adesso il modello vincitore, scopriamo che non tranquillizza più di tanto. Infatti credevamo che una certa orribile Europa fossa rimasta al tempo che fu e, invece, che ci tocca di rivedere? I soliti, o meglio, una parte dei soliti, ancora contrapposta agli altri. Un beffardo virus giunto ( inatteso?) dall'Estremo Oriente sta qui facendo riaffiorare, incredibilmente, quanto sembrava già sepolto dentro i milioni di tombe che quella contrapposizione ( per qual ragioni o torti poco conta) ha fatto. Italia, Spagna, Francia , stremati dal virus, chiedono venia e che gli ribattono gli eredi degli Imperi centrali? Arrangiatevi, se avete problemi risolveteveli. E se chiedete ossigeno, pagatelo, al prezzo ( degli speculatori) di guerra. ' Se questa è l'Europa - sbotta il buon Bonaccini, presidente di una regione italiana operosa e ricca quanto o più della Baviera prima d'essere colpita dal Coronavirus - che se la tengano'. Come dire: rimbocchiamoci le maniche e mandiamoli a quel Paese. Già, mandiamoli a quel Paese. E chi ci aveva pensato? In fondo chi ha mai detto che l'Europa non si possa far anche senza di loro? O almeno, senza quella parte di loro che dell' orribile passato non vogliono disfarsi, nascondendo chissà dove i suoi lugubri simboli ? In tal contesto, chiaro è che la Cancelliera, prossima ad abdicare, può riservarsi l'ultima parola. Per mostrare agli altri con qual Germania s'ha a che fare; e inoltre se lei va in archivio come ' costruttrice di nazioni' oppure solo e soltanto come ( ambiziosa) segretaria d'un (cattivo) capoufficio. Il cui identikit, al momento, speriamo errando, è fin troppo facile immaginare. La Chiesa romana, nel silenzio, ha riacceso la speranza del Mondo. Mentre un grande Presidente, nell'ora fatale, trova giuste parole per un ' mar in gran tempesta'. Preziose per noi, Italici, ma anche per quelli al di qua e al di là dell'Alpe, orbi e sordi ( di mente) compresi, oltre che ariani.

LA CRONACA DAL DIVANO. Due note innanzitutto. Quella dedicata ad una Chiesa romana che in ‘silenzio‘  ha ripreso  la scena del Mondo; quello d’un Presidente d’un Paese che nell’ora fatale sa  trovare le parole giuste al momento giusto,  ‘ per  questo  mar in gran tempesta’.  Per noi, Italici, ma anche per gli altri, [...]

28 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’

Non solo sport. Coronavirus: Europa in ginocchio. E se cantassimo: ‘ Qui o si fa l’Europa o si muore ?’ Sta per abdicare la Cancelliera ma la leggiadra Europa, dopo il suo lungo regno, invece d'essersi compattata s'è sbrindellata. Lasciamo stare quei simpaticoni dei figlioli di Sua Maestà che si sono messi in testa di rifare i pirati per affondare come ai tempi di Francis Drake galeoni carichi di dobloni, che quando la 'voglia di giocherellare ' sarà lor passata si ravvederanno come il loro scarmigliato premier con il Coronavirus. Guardiamo invece cosa ( per noi) durante il regno della Cancelliera non ha funzionato. Nulla di personale. Nè di pregiudizievole. Vogliamo solo arrivare ad una sicurezza presente e ad una prospettiva futura. Per noi, a prescindere della stretta mortale del Coronavirus, urgente, perchè in queste cose prima ci si organizza e prima ci si mette al sicuro. Infatti, al momento è un pirla di Coronavirus a farci piangere, ma domani chi altro del suo stampo? Adesso son milioni quelli che assaltano ( spesso con umana giustificazione) i nostri confini e domani quant'altri percorreranno gli stessi sentieri? Adesso ci son guerre ( e guerricciuole) che mietono nefandezze e lutti ( solo) ai confini, domani dovessero incombere ai nostri ( o addirittura) dentro i nostri confini, qual difese metteremo in atto? Se le minacce arriveranno dai mari l 'Italia manderà in acqua la Cavour, la Britannia la Queen Elizabeth, la Gallia la De Gaulle? Se invece le minacce pioveranno dai cieli senza manco conoscere la traiettoria, li aspetteremo chiudendo gli occhi alla Totò davanti al manesco ? Etc., etc. Già che fare? Nessuno ha i poteri dei venerati oracoli. Potremmo però già incominciare a dare chiari segnali. La Germania che ospita una ventina di infetti lombardi è un chiaro segnale. Il silenzio della Legarde è un altro chiaro segnale. Ci manca, semmai, quello che potrebbe dare la Cancelliera nelle ore del commiato: zittire quei tre o quattro rognosetti di poco conto che pendono dalle labbra sue e che per picciol ambasce loro vorrebbero ( una volta di più ) mettere ( con quell'astruso Salvastati) il 'cappio al collo' ai paesi del Sud. E all'Italia, ovviamente, sennò come potrebbero continuare a divertirsi con quell' imberbe 'sfascia rosse' ( per loro) predestinato ( Lewis a parte) ad oscurare l'immenso ( anche nostro) Schumi ? Qui, cara Signora, c'è bisogno di qualcosa di epocale. Di eredi alla Cavour o alla Metternich, insomma, costruttori di nazioni ! Cogliendo l'attimo fuggente che ci viene offerto. E che un tale, parafrasando, avrebbe trasformato nel canto che ( in quest'ora di angoscia e dolore) potrebbe unire ( da un Paese all'altro) i balconi ormai in fiore del Continente: ' Qui o si fa l'Europa o si muore!'.

LA CRONACA DAL DIVANO. E qui si vede se potrà valere l’appello:  ‘ O si fa l’Europa o si muore‘.  Decisiva, sarà  ( ancora una volta) la Germania, che nelle questioni del Vecchio continente sta con le mani in pasta ovunque. Dal Coronavirus, ormai   dentro i suoi confini  in quantità [...]

26 marzo 2020 0 commenti

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna?

Non solo sport. Con il Coronavirus parti invertite? L’Italia di nuovo in cattedra e ( altri) dietro la lavagna? I focolai, da noi, sembrano due: in provincia di Milano ( Codogno) e nel Basso Veneto ( Vò Euganeo). Due, eppure vengono contati ( e ricontati) per mille. I deceduti ( in gran parte ultraottantenni) sarebbero ( al momento, 26 febbraio 2020) 12, i contaminati 374. Percentuali che indicano un fenomeno sul qual vigilare opportunamente per non finire come don Ferrante, ma che non va neppure ampliato oltre misura, soprattutto mettendolo sulle bocche di persone non adeguate al ruolo che ricoprono o vogliono ricoprire. Perchè qui i colori delle contrade o delle nazioni poco contano, visto che il virus ( o chi per lui) dei colori della contrada e delle nazioni poco s'intende. E infatti nel conteggio finora stilato ci sono un po' tutti, e soprattutto anziani. Il fatto curioso però è dato da quel che si rivela ( una volta di più) la leggiadra Europa. Illuminata, riformata, efficiente. Maestra delle genti, e soprattutto di quelle che nel suo olimpico consesso pari non sono. Per pregiudizievol superato uso. E comunque, sfogliando la cronaca che scopriamo? Più o meno questo: che gli untori, come quelli della peste del Seicento immortalati dal don Lisander, che ( tra l'altro) in Oltralpe non dovrebbe godere di vasta fama, non solo non sono residuati del tempo che fu ma soggetti tuttora vivi e vegeti. Donde? In Italia, ovvio! Al punto che il morbo ha smarrito il ceppo ( e l'apporto) cinese ( con agganci vari ) diventando ( chissà come e perchè) italiano. Con tutte le conseguenze sparse al vento dai 'tintinnega' d'Oltralpe e non solo. Arrivano notizie di Paesi ( vicini e lontani) che respingono Italiani e prodotti italiani. Non Cinesi, Tedeschi, Francesi, Orange o Sud Coreani. Che con i cinesi si bazzicano, eccome. Ma Italiani. A prescindere. Pazienza per gli Italiani, ma i loro prodotti che c'entrano col Coronavirus? Forse credono che quei malvagi burloni degli Italiani abbian pensato di celarli dentro qualche pacco o pacchettino o container da export ? O finanche dentro un accordato mandolino o nell'impasto d'una bianco-rossa- verde pizza Margherita o a galleggiar su un piatto di spaghetti all'Amatriciana? Che trovate! Gran marketing ? Che dite: se diciamo che sono ignoranti, potrebbero offendersi gli ignoranti? E se diciamo che sono scemi, mica s'offenderebbero gli scemi? Dunque, meglio calare un velo pietoso? Slittano al 13 maggio cinque incontri di Campionato della XXVI giornata: Juventus-Inter, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Parma-Spal.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Il famigerato Coronavirus è nato nel cuore della  lontana Cina, questo è assodato, ma ( come prevedibile) si sta spargendo un po’ dappertutto sul  Pianeta. Al momento più che altro in  Corea del Nord, Iran, Europa. E in Europa, manco a dirlo, soprattutto ( con varia casistica, ovvio ) lungo il Belpaese. I focolai, da noi, [...]

28 febbraio 2020 0 commenti