Tag "Premier"

 

Cronaca dal divano. Champions: i gironi. Meglio Juve, Napoli e Dea ? E se Conte battesse il Barca?

Cronaca dal divano. Champions: i gironi. Meglio Juve, Napoli e Dea ? E se Conte battesse il Barca? Un bel Toro, ma non basta. Figuriamoci. Donde sta la sorpresa? Per metterlo fuori gli hanno affibbiato la più difficile dei preliminari, una inglese neopromossa e ora tra le sette della Premier, con (almeno) tre settimane avanti nella preparazione e andata a Torino e ritorno ( caso mai ce ne fosse bisogno) in Albione. Che cavolo stia facendo la Uefa, lo sa solo la Uefa! Fatto è che i granata tornano a contare margherite, e gli altri sen vanno, festosi, con qualche centesimino in più ( rispetto a noi, terzi, dietro a loro, secondi) nel ranking Uefa. Ma l'attenzione dei nostri media è in ben altra direzione affaccendata. C'è il calciomercato, con quei due o tre rebus che ormai hanno stufato anche i sassi; c'è il sorteggio Champions, con la formazione dei gironi, che vedono le nostre in compagnie non proprio raccomandabili. A noi, francamente, dove andranno Icardi e Signora non ce ne frega niente. E neppure ci frega di quel Neymar, che di eccezionale ha soltanto il suo agente capace di far sborsare a quei polli del Barca una fortuna. Sono sicuri gli spendaccioni principi di Cataluna che, risparmiando, ( anche senza) lo puntero di Brazil, non avessero le stesse possibilità di primeggiare ? Sicuri? E comunque non è questo il calcio che ci piace. E che piace, crediamo, soprattutto agli adolescenti che se s'attaccano ad una maglia, ad un eroe, è perchè lo sentono intimamente. Spassionatamente. Generosamente. Senza scervellarsi più di tanto per capire in qual paradiso terreno vadano a depositarsi tanti danari. Un ' distacco', questo, che prima o poi, come per tutte le vicende umane, presenterà il conto. Con quali effetti, ovviamente, non è dato a sapere. Nel frattempo possiamo crogiolarci sui gironi Champions. Secondo i media, Juve, Napoli e Atalanta sono finiti in compagnie ostiche ma abbordabili, almeno per il secondo posto utile al passaggio del turno. Più inguaiata sarebbe ( sempre secondo i media) la Beneamata che ( nel gruppo F) dovrà vedersela con Barca, B.Dortmund e Slavia Praga. Questi i gironi. GRUPPO C: M. City, Shakhar, Dinamo Zagabria, Atalanta; GRUPPO D, Juve, Atletico Madrid, B. Leverkusen, Lokomotiv Mosca; GRUPPO E, Liverpool, Napoli, Salisburgo, Genk) GRUPPO F, Inter, B. Dortmund, Barcellona, Slavia Praga.

LA CRONACA DAL DIVANO. Un bel Toro, ma non basta.  Figuriamoci. Donde sta la sorpresa? Per metterlo fuori gli hanno affibbiato la più difficile, una inglese neopromossa tra le sette della Premier, avanti di (almeno) tre settimane nella preparazione, con andata a Torino e ritorno ( caso mai ce ne [...]

30 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi.

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi. Detto questo, però, non è che la tarda Serie A possa considerarsi men che l'agile Premier. Son belli loro, siam belli noi ( sia pure con qualche acciacco). Sennò, che c'è venuto a fare il plurimedagliato Cr7 in un agone come il nostro? E' rincoglionito o gli hanno detto che per ragionar di storia non c'è 'contesto ' più accreditato? Lui di storia deve intendersi, eccome, magari più e meglio del Messi da Recanati , accucciato da sempre e per sempre dentro una sola amorevole culla; o di quel genio maledetto del partenopeo Maradona, che per superare il magico Pelè s'era trasferito armi e bagagli da una grande di Spagna ad una media squadra del campionato italiano. Trasformandola d'incanto da Calimero a Cigno. E siamo belli perchè sono belli i nostri campanili che rendono infuocate e imprevedibili anche le diatribe più insignificanti. E i duelli più radicati. E i personaggi più impensati. Da noi il gioco non è una ( estenuante) cavalcata di 90/100 minuti dietro una palla, da noi il 'cencio' da strappare sotto la torre del Mangia è ben altra cosa. A volte esagerata. Ma che altrove manco immaginano. Soprattutto in Premier. E infatti mentre quando si guarda una partita loro si pensa sempre a cosa gli diano da manducare, da noi , invece, ci si scervella per immaginare qual diabolico artifizio frulli nella testa dell'uno o dell'altro dei contendenti. Perchè di ' punitio divina' si può essere sempre colpiti, quando men la si aspetta, anche per mano del più modesto in campo, tra un dettaglio e l'altro. Un articolo della 'rosea' sembra voler restituire ( giusto) valore e dignità al nostro (bistrattato) campionato. Che non ha bisogno di copiare da alcuno se non da se stesso. Ricco com'è di ' mille identità tattiche'. Che van da Sarri a Conte a Ancelotti, tre maestri del mondo del calcio ' tornati a percorrere i domestici tratturi, e che nessuno offre con la stessa ricchezza agonistica e studia con tante soluzioni. Dal calcio d'estate - sottolinea la 'rosea', che se non ci fosse bisognerebbe inventarla - arriva la conferma di una varietà tattica unica: i nostri otto top club, per esempio, usano sei sistemi diversi. Quando lo stesso sistema offre spesso interpretazioni divergenti. Ma con un comune denominatore: la voglia di ' far' gioco. Chi altri può offrire tanto? E se nessuno può, perchè ( arricchire) sempre l'orto del vicino e mai il nostro? Lo scorso anno squadre della Premier hanno fatto man bassa in Champions e in Uefa. Dopo anni. Forse per un altro ciclo ( l'ultimo successo inglese in Champions l'aveva ottenuto il Chelsea nel 2011/2012, bissando lo United del 2007/2008). Forse. C'è però da ammonire che, tra le tante altre cose, nelle 65 edizioni della Coppa dalla grandi orecchie fin qui disputate, per 27 volte in finale sono giunte squadre italiane. Praticamente un 45% ca, quasi a dire una edizione su due, percentuale che non avrebbe necessità di commento se non per ricordare a smemorati e incolti che ( in regime di libertà) si può celebrare chi, quando e come si vuole, senza però voler passare per cantori pindarici quando s'è null'altro che funzionari ( consapevoli o meno) di questo o quell' uffizio. O bacucchi, fateci quegli stadi, eppoi vedremo chi ( meglio) saprà riempire di stelle ( e di sogni) le sue maglie e chi no.

LA CRONACA DAL DIVANO. E insistono nel favoleggiare sulla ricca Premier, a lor dire il ‘ migliore campionato di calcio del Mondo’. S’ascoltano canti e peana a bizzeffe, anche se ( a dire il vero)  più che canti e peana ci sembrano entusiastici comunicati di qualche ufficio stampa di calcio e [...]

13 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Stadi, nuovi stadi: la ‘rosea’ suona (finalmente) la sveglia. La ‘promessa’ della sindaca Raggi.

Non solo sport. Stadi, nuovi stadi: la ‘rosea’ suona (finalmente) la sveglia. La ‘promessa’ della sindaca Raggi. Stadi. Nuovi stadi. Diciamo pure che qualcosa si muove, nell'attesa di passare dalle ciance ai fatti. Che altro non sono, che la ( principale) differenza che intercorre tra noi e gli (altri) tre principali tornei europei. A proposito di tornei, non manca pulpito dal quale non s'odono levarsi i soliti illuminati apprezzamenti sul nostro timido, fragile, negletto pallone. In una trasmissione-svago di Rai 2 il transfuga ( Sky) Massimo Mauro, non s'è trattenuto dal gettare al popolo la sua lucente verità: ' Il nostro è il Campionato più noioso. Dove tutto è deciso. A me non piacciono i tornei dove tutto si sa ancor prima che partano'. Un piacere, il suo, abbastanza strano da godersi, e da condividersi, visto quanto accade, qua e là, pel Vecchio Continente. In Liga e in Ligue, infatti, tutto è stabilito, o quasi, da tempo. In Bundes ( fortuna loro e nostra) menti illuminate devono avere ( finalmente ) consigliato al Bayern di Monaco di prendersi un anno sabbatico, visto che dei bavaresi vittoriosi non se poteva proprio più. Sembra ne stia approfittando il Borussia D., sembra, che però di Bundes ne ha vinte abbastanza poche. La maggiore suspence ( manco a dirlo) avvince in Premier, dove la palma della più bella del reame è contesa tra Liverpool e City ( secondo, a 7 punti). Mamma, che brividi! E che dire della 'noia mortale' che s'è impadronita della mitica Coppa dalle grandi orecchie, nell'ultimo lustro finita ( con le buone o con le cattive) per ben 4 volte ( ad eccezione del 2014/2015) nelle mani del Real del Florentino madridista ? Certo, il piacere di parlare e sparlare sul piatto in cui s'è mangiato e si continua a mangiare, è un esercizio che nel Belpaese trova i suoi più geniali, generosi ed indefessi cultori. Morale è , però, che mentre milioni di nuovi fans in giro pel Pianeta vengono convinti ad affezionarsi ad altre leghe con prodigiosi ritorni economici, la nostra leguccia resta al palo. E come potrebbe essere altrimenti? Scusate, ma se siamo noi i primi a 'sconsigliare' l'acquisto del nostro inimitabile ' panettone' chi volete poi che ( stadi a parte) voglia affannarsi ad acquistarlo per rallegrare le sue ore di festa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Finalmente la vecchia,   cara ‘rosea’ suona la sveglia a quelli per cui gli stadi sono  solo pensieri.  Fastidi.  Garantisce Abodi, presidente ICS, ‘ Serve una regia del Governo. Ma venti piazze ( almeno) sono pronte a partire con loro progetti’. Al  momento, lo ricordiamo, nuovi impianti [...]

22 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Ragazzi, zittite quei ridicoli ‘ buu, buu’. Calcio mercato: chi viene e chi va, dal Belpaese.

Non solo sport. Ragazzi, zittite quei ridicoli ‘ buu, buu’. Calcio mercato: chi viene e chi va, dal Belpaese. Da noi, spesso, quando si parla di sport, o meglio di calcio, si fa riferimento a culture ritenute ' superiori', perchè non infette da certi 'tumori umani'. Si cita, ad esempio, Albione, con quei suoi cori canterini attorno ai campi, che mai e poi mai si metterebbero ad esercitarsi in quei ridicoli e insulsi ' buu, buu' che invece s'ascoltano, ad intermittenza, ma si ascoltano, imperterriti, nei nostri (obsoleti) impianti sportivi. Dimenticando però che quando si va dicendo d'Albione non è cultura ma solo cronaca. Neppure tanto remota, visti i pregressi che portano date ( tuttora ) vicine ai giorni nostri. Ad esempio, quella sera all'Heysel, 1985, dove 39 spettatori trovarono la morte calpestati da invasati fans inglesi; una sera, quella, che portò le squadre d'Albione fuor delle coppe per un lustro. Le loro tragedie non si sono fermate qui. Perchè ad Hillosborught ,1989, andò ancor peggio, con 96 morti. Come dire che i canterini d'oggi sono stati ' educati' a cambiare registro da governi e leggi opportune. Tempestivamente applicate. Hooligans, Casual, Skinheads ... , infatti, donde tengono le loro culle? E in ogni caso quel (loro) pericolo non è cessato. Perchè se è vero che nei moderni impianti calcistici d'Albione si può oggi fare baldoria senza il timore alcuno, basta avviarsi qualche chilometro più in là per toccar con mano i tanti rivoli d'una realtà ben diversa da quel che si sbandiera. Si leggano, cioè, più a fondo le realtà dei nostri giorni. Onde per cui, s'astengano i generosi anglofili, dal propinarci omelie ad ogni piè sospinto. Noi non siam peggio d'altri. Noi non manchiamo di sciagurati da ' convertire', certo, tanto che sarebbero benedetti leggi ( opportune) e governi ( condivisi) all'altezza del compito. E tuttavia possiamo contare anche su una marea infinita di gran bravi giovani che il ' razzismo' subiscono e non 'provocano'. Perchè non chiamarli a raccolta, senza deprimerli? Il 12 settembre 2018, tanto per tornare alle paginette di cronaca misconosciuta, i fans del Millwall e del Brentford si sono dati appuntamento in aperta campagna per massacrarsi a piacimento tra loro senza limite alcuno. Anche da noi capitano certe sciagure. Certo. Più circoscritte, e comunque pericolose, da non sottovalutare e d'altra origine originate, ma capitano. Epperò, tanto per fare di testa nostra, non è che la cosa miglior da fare sia quella non di continuare a celebrare ( presunte ) altrui virtù ma di riscoprire le nostre, che c'erano, che ci sono, anche per evitare ( l'infame) e (non negletta) abitudine a gettare ( occorrendo) 'polvere sotto il tappeto'? Per tornare a difendere una volta tanto, paradossalmente, i più e non i pochi. Non per apparire, ma per essere.

LA CRONACA DAL DIVANO.   Supercoppa italiana,  sì ma solo per le polemiche.  In realtà trattasi di uno  di quei momenti agonistici in ( sulla carta) tutto sembra scontato.  Se l’aggiudicherà la Signora o il Diavolo, il povero Diavolo sedotto e abbandonato dal Pipita, che ( con Lara,  la morosa) ha deciso [...]

15 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. La bella Wanda e gli spasimanti del suo Maurito. Il Pipita non più dorato… s’avvii pure.

Non solo sport. La bella Wanda e gli spasimanti del suo Maurito. Il  Pipita non più dorato… s’avvii pure. Calciomercato. Affidato a infinite ' gole profonde' che altro non sanno che 'danarizzare' ogni passo sul verde rettangolo di gioco. Ad incassare sono i giocatori, ma anche altri, di varia provenienza e genere, ad ogni sessione di mercato sempre più voraci, quasi che in quel mondo non esistano più remore e confini. Tra i voraci ci si sono messi anche i parenti. Come il fratello del Pipita, che non contento dei milioni rossoneri portati a casa ' con scarso sudore' vorrebbe mandarlo ad infognarsi in Albione con un oligarca russo ( in fase di trasferimento); come la bella Wanda, che tutti la vogliono ma nessuno la comanda, lesta oltre ogni dire giorno e notte, sui social e non solo, per far di meglio i conti per lo suo amato. Il bello è che quei 'poveracci' che se ne stanno a soffrire pene d'amore sugli spalti ( più o meno) obsoleti dei nostri stadi, aspettano gli esiti esultanti. Quasi che quei soldoni che volano da una tasca all'altra siano d'altri. Non loro. Che d' infantile passione alimentano tante casse, svuotate poi da chi di dovere. Che poco merita di cotanto affetto. Per farla breve: se la bella Wanda vuol salutare via Montenapoleone col suo amato, lo faccia, rapida, e basta. La Beneamata, di certo, che di campioni veri ne ha battezzati tanti, sopravviverà, eccome. Anzi. Finalmente si vedrà chi è il sole e chi è la luna. E così quel Pipita non più dorato, che se vuol traslocare nell'amena famiglia dell'oligarca russo ( ? ) a contare qualche raro trofeo e tante coppe del nonno, s'en vada pure , anche lui, ma veloce, gattone gattone. Per non far minima ombra ad una ( inimitabile) bacheca di trofei troppo ' augusti' e ' lucenti' per chi è ( tutt'al più ) un ( pedatore ) 'trenta e mai trentuno'...

LA CRONACA DAL DIVANO. Si è costretti a parlare di calciomercato, quando non lo si vorrebbe proprio fare. Anche perchè scatena ogni volta un mercimonio che non trova più limiti. Affidato a infinite  ‘ gole profonde’ che altro non sanno  che ‘danarizzare’ ogni  passo sul verde rettangolo di gioco. A  [...]

10 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Boban: ‘ Fair play da cambiare. Società come Inter e Milan sono ( chiaramente) penalizzate’.

Non solo sport. Boban: ‘ Fair play da cambiare. Società come Inter e Milan  sono ( chiaramente) penalizzate’. Zvone Boban, che del (non breve) passaggio a Sky ha approfittato per migliorare il suo primigenio look fin al punto da far concorrenza a quegli elegantoni di Leonardo e Maldini, non le manda a dire. A nessuno. Soprattutto a quelli che a vario titolo restano parcheggiati nel pianeta calcio. Oggi come ieri. E se ora è diventato un alto dirigente Fifa poco importa. Il suo è il solito approccio concreto, credibile, attento e senza ipocrisie di sorta. Piace così, insomma, a tutti, anche perchè di gente che vive di calcio confessando il suo amore ' per quel pallone che rotola sulla verde erbetta di un campetto da gioco' , ( abbagli a parte ) ce n'è sempre di meno. Zvone nel suo excursus con la ' rosea' tratta molti aspetti del calcio milionario d'oggigiorno. Tra l'altro mette ( finalmente) il dito su quell'assurdo Fair play finanziario che dovendo creare equilibri ha finito col creare ( ulteriori) squilibri. E vistose contraddizioni. Vedi le squadre di Stato qatariote parcheggiate qua e là. ' Se non si pongono ( tempestivi ) correttivi al Fair play finanziario - ammette - Inter e Milan, per citare due italiane, faticheranno a tornare al vertice del movimento. Pur essendo giusto vigilare sulla (reale) salute dei club, le norme che impongono il pareggio di bilancio impediscono a nuovi imprenditori di fare i necessari investimenti. Con danari freschi. E mi sembra che Inter e Milan ed altri club versino ( al momento ) proprio in questa condizione '. Nel frattempo sulle compagini qatariote, ma anche altre d'oligarca russo o di conte da Montecristo tutte ( più o meno) operanti nell' infida Albione, risultano indagini in corso. Che vogliam sperare non finiscano in cavalleria come quelle, ben più tristi, ben più annose, sul doping praticato in discipline diverse, meglio note come Operacion Puerto e volatilizzate grazie a 'magi... strali' colpi da mago Silvan. Psg e Manchester City sono ' accusate' di avere aggirato le regole del Fair play finanziario con aiuti degli azionisti sotto forma di sponsorizzazioni. Vedremo cosa rimedierà l'Uefa. Siamo (ovvio) speranzosi. Mentre non possiamo far altro che (ri)metterci come il cinesino sull'argine del fiume nell' attesa che passi ( finalmente) il ... cadavere. Zvone anticipa anche alcune importanti novità sul panorama calcistico Fifa. Intanto, il Mondiale per Nazionali che potrà essere allargato a 48 squadre; eppoi, quello che per Club, oramai ridicola esibizione appena aggiudicata al solito Real che ( anche ) di ' coppe del nonno ' ama fare incetta pur di rimpinguare il suo ( infinito?) palmares.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Due ‘ testimonianze‘, entrambe da non trascurare. La prima è una lunga intervista  sul calcio europeo alla ‘rosea’ del buon Zvone ‘ Zorro’ Boban, croato ex milanista e ora vice presidente Fifa; la seconda, il bel librone  curato da Auro Bubarelli e Giampiero Petrucci sull’ indimenticabile Airone di [...]

5 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Ronaldo ‘punta’ la Champions. Lotito ‘sferza’ Simone. Il Diavolo ‘torna’ ai milanisti.

Non solo sport. Ronaldo ‘punta’ la Champions. Lotito ‘sferza’ Simone. Il Diavolo ‘torna’ ai  milanisti. Detto del calcio, degli appuntamenti in Campionato, passiamo uno sguardo anche sugli altri appuntamenti sportivi. Gallo dice no all'Italia. Deve preparare la stagione Nba. E ben ha risposto il gallo, che come tutti i nostri 'americani' una volta che sono riusciti a far Bingo per varcare l'oceano e diventare milionari, di andare a mettere a repentaglio tanta ( inattesa) fortuna manco ci pensano un attimo. Patetica appare dunque la Federazione basket che continua a messaggiarli per convincerli del contrario. Tra l'altro, se non andiamo errati, stando ai ( numerosi) precedenti, alla fin della veglia, ben se ne stiano dove sono approdati perchè il loro 'ritorno' ci risulta più danno che utile. Non ce ne vogliano il Gall0 e i nostri 'americani' , dunque, ma di italioti simili ne abbiamo a josa da smaltire, per cui facciamo volentieri a meno . Con tanto di baci e abbracci. Riprendono anche i rombi in pista. La F1 a Spa, la MotoGp a Silverstone. Con temi da dibattere molto diversi. A Spa, c'è da vedere se il nostro Seb con quell'auto che maneggia è in grado di strappare punti al suo ' miracolato' avversario; a Silverstone, invece, a parte le pur sempre interessanti categorie inferiori zeppe di nostri promettenti talenti, resta pur sempre in sospeso il contenzioso tra il Maestro di Tavullia e il Fenomeno catalano. Che anche quando cade non cade. Su quella Honda che riesce a far volare ovunque, mentre al nostro non resta altro che stare alla finestra, stretto stretto, per non volare gambe all'aria, su quel catorcio di Yamaka che continuano a dargli. Si preparano ai Mondiali volley anche le azzurre e gli azzurri. Che pur privilegiati dal fatto di giocare nei campionati top di specialità, non sono proprio tra i favoriti delle due prestigiose competizioni. Vediamo se, una volta tanto, ci smentiscono. Riportando entrambi i colori azzurri sul podio, magari sul grandino più alto. Una volta capitava. Non è (forse) ora di rinfrescare la memoria?

LA CRONACA DAL DIVANO. La prima non è andata male. Un po’ per tutti tranne, forse, per la Beneamata che partita in gran spolvero  s’è ritrovata invece  nella … polvere. E adesso passiamo alla seconda. La seconda di Campionato. Con qualche pagina da scrivere mica male: Juve-Lazio ( sabato, ore [...]

23 agosto 2018 0 commenti

Non solo sport. Napoli-Juve, ‘disfida’ antica. In pista torna l’inno di Mameli. Mentre rombano i motori.

Non solo sport. Napoli-Juve, ‘disfida’ antica. In pista torna l’inno di Mameli. Mentre rombano i motori. S'arrabattono qua e là pel mondo quelli delle moto. Con Marc Marquez al rinnovo ( biennale) Honda. Il giovin campione catalano che tutto fa fuorchè dormire in piedi, ha dimostrato ( ancora una volta ) che meglio è stare dalla parte dei più forti piuttosto che dei più deboli. Che ( forse) tanto deboli non sono. Almeno, se guardiamo in casa. Alle prestazioni della 'rossa' di Borgo. Affidata ad un Lorenzo che altro non pote che risorgere, e ad un Dovi che tutto deve fuorchè regredire. Per quelli della Yamaha, inoltre, le chances sono ( al momento) scarsine. L'elettronica non funzia, la moto s'agita. Non compete. Peccato perchè quale evento più esaltante potrebbe riservarci quel mondo di audaci sognatori se non quello di concedere al nostro Vale la possibilità di vestirsi del decimo titulo? Ottime news giungono soprattutto dai mondiali su pista ad Alpeldoorn ( Olanda). A far suonare l'inno di Mameli è stato questa volta un ragazzo lombardo ( classe 1996) dal cognome prestigioso: Filippo Ganna, di Verbania. Aggiudicandosi il secondo titolo mondiale dell'inseguimento individuale ha raggiunto Coppi e Bevilacqua. Roba da far sgorgare lacrime agli occhi, anche perchè il solo 'accostarsi' al più grande pedalatore di sempre ( in pista: 5 Nazionali, 2 Mondiali, 1 Record dell'ora) è cosa da libri di storia del ciclismo. Speriamo solo che il ragazzo continui. Per gli almanacchi, in finale di Coppa Italia vanno quest'anno: Juventus e Milan.

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ tornata a casa la spedizione olimpica col (discreto) bottino di 10 medaglie ( 3 oro, tutte al femminile) ora ci si dirotta sia sul campionato sia sui motori. Un  campionato che contrariamente a tutti maggiori campionati continentali continua ad appassionare attorno ad un duello dal [...]

Non solo sport. Goggia nella discesa libera di Cortina batte Vonn e Shiffrin. Torna in campo la Serie A.

Non solo sport. Goggia nella discesa libera di Cortina batte Vonn e Shiffrin. Torna in campo la Serie A. Dopo il difensore pagato 80 mln di sterline, arriva anche l'attaccante che firmerà fino al 2022 a 15,8 mln di sterline l'anno. Non andiamo a cercare i nomi perchè, a questo punto, contano poco e niente. Saranno pure bravi giocatori, ma non certo quelle cariatidi sulle quali puoi poggiare il Mondo. L'incredibile, infatti, sta tutto qui: pagare per quei due o tre, si può ( non giustificare) ma capire. Elargire invece a perdifiato su elementi del tutto ' normali' è come voler fare saltare un banco danaroso ma non certo dalle entrate illimitate. Forse ad illudere un po' tutti, soprattutto in Albione, sono quelle entrate che sono riusciti a raccimolare ( diritti televisivi esteri) con l'integrazione dei danari a fiumi trasferiti da mane a sera dai signori del deserto. Ai quali le sorti del calcio europeo devono interessare quanto le contestazioni ( non solo sociali) dei loro ( innumerevoli ) sudditi. Certo è che davanti a cotali cachets noi, d'usato pelo, sembriamo dei poveracci con la scodella in mano. La Wanda, chiede un (ulteriore) aumento per il suo Maurito: da sei e nove mln di euro, che a questo punto, con quanto l'assillando dall'Altrove, è pure una cifra ragionevole. Un affarone. Da firmare all'istante, sempre consapevoli però che fra sei/otto mesi ( max) la Wanda potrà ripresentarsi alla cassa per chiedere un (ulteriore) aumento. Del resto, nel mondo del mercenariato sportivo, poca scelta c'è: o prendere o ... lasciar(lo) andar via. Dove, meglio della gloriosa Beneamata? Sembra incredibile, ma un nido di sciagurati spendaccioni lo si trova sempre. Ultima ora: Sofia Goggia vince la discesa di Coppa a Cortina battendo Vonn e Shiffrin. Con la vittoria la nostra Sofia si colloca in vetta alla Coppa di specialità, con 269 punti. Segue la Shiffrin con 220. Impresa straordinaria.

LA CRONACA DAL DIVANO. Rintronano i botti del calcio mercato. Rintronano, stordiscono. Perchè non si capisce dove questi (?) vogliano andare a parare. Dopo il difensore pagato 80 mln di sterline, arriva anche l’attaccante che firmerà fino al 2022 a 15,8 mln di sterline l’anno. Non andiamo a cercare i [...]

19 gennaio 2018 0 commenti

Non solo sport. Nevi azzurre: Goggia, Brignone e Fanchini nell’ordine a Bad sul podio della discesa libera.

Non solo sport. Nevi azzurre: Goggia, Brignone e Fanchini nell’ordine a Bad sul podio della discesa libera. E mentre Guardiola è andato ko per la prima volta nella Premier già decisa comunque prima di Natale, le nevi mondiali si sono tinte d'azzurro. Podio tutto italiano, anzi tutto rosaazzurro, nella discesa libera a Bad Kleinkirchkeim, con Goggia, Brignone ( vincitrice nello slalom del giorno prima) e Fanchini nell'ordine sul podio. Altri successi arrivano dagli Europei di short track , a Dresda, con con Fontana e Valcepina prima e seconda per il titolo; e dalla coppa del Mondo di fondo specialità sprint, sempre a Dresda, con Federico Pellegrino ( già vincitore nel singolo) in coppia con Didi Noeckler. Un buon viatico per il viaggio ad Olimpia? E' intanto esplosa, sotto ( attenta ) regia, la bomba mercato invernale. A dar il via alla (catastrofe ) calcistica ( prossima ventura) è stata, manco a dirlo, la squadra di Stato del Qatar acquisita qualche anno fa dai ricchi signori del deserto in quel di Parigi, la quale ( tanto per dar lustro ai variegati interessi dei paesi del Golfo) s'è 'permessa' ( recentemente) di ' strappare ( con cifra iperbolica) il giovin ( presunto fenomeno) brasiliano Neymar al Barca per accasarselo sotto la torre Eiffel.

LA CRONACA DAL DIVANO. E mentre Guardiola è andato ko per la prima volta nella Premier già decisa comunque prima di Natale, le nevi mondiali si sono tinte d’azzurro. Podio tutto italiano, anzi tutto rosaazzurro, nella discesa libera a Bad Kleinkirchkeim, con Goggia, Brignone ( vincitrice nello slalom del giorno [...]

15 gennaio 2018 0 commenti