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Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei.

Non solo sport. L’Italia del Mancio agli Europei. Harakiri per la ‘rossa’. Milano/San Siro: ricorda chi sei. Milano, la grande Milano, ha sempre insegnato qualcosa all'Italia. Questa volta, invece, sembra tornata sui banchi di scuola. Gli prospettano un ' evento' ( dell'importo di circa 1,2 mld) che gli cambierebbe un tratto importante della città, con tanto nuovo stadio e annessa zona verde ristrutturata, e che fa? Ciancischia, come in altre parti della Penisola ammaestrati. Soliti comitati, soliti piagnistei. Anche noi, potessimo, continueremmo a giocare nel vetusto San Siro per i secoli a venire. Il problema è, però, che il vetusto San Siro non solo perde calcinacci ma ( anche a volerlo rivestire di nuovo ) potrebbe continuare ad assolvere alle richieste di un moderno impianto sportivo di tal importanza? Speriamo quindi che tra i canali di Mediolanum torni a spirare il soffio del ' genius loci' che l'ha resa celebre a ammirevole. Oggi, infatti, una delle poche vive e vegete capitali della decadente Europa. L'Italia del Mancio è agli Europei, che dal prossimo 12 giugno scatteranno a partire da Roma. Un'Italia zeppa di giovinastri, che gioca, che si propone. Con buone aspettative per il futuro. Azzurro, sempre, e non verde. Nella maratona col laser Kimchoge ha battuto il record delle due ore. Nel Lombardia le stelle si svegliano tardi e l'olandese Mollema fa sua l'edizione 113 della corsa ' delle foglie morte'. Per il Fausto di Castellania il vero campionato del Mondo, non solo perchè naturale sigillo d'una stagione ma anche per quel suo terribile percorso che la penna del don Lisander ha trasferito in quella letteratura oltre il tempo. Berrettini, 23 anni, non ha superato l'ostacolo Zverev in semifinale del torneo 1000 di Shanghai poi aggiudicato a Medvedev. Si è concluso a Trento il Festival dello sport. Un eco di civiltà sportiva tricolore per una regione che non vuol essere ( almeno in parte) tricolore. Nulla di buono per Molinari agli Open d'Italia, aggiudicati ad un austriaco.

CRONACA DAL DIVANO.  Per lui,  per loro,  in questa stagione, devono essersi scomodati anche gli antichi dei delle terre d’Oltralpe  e d‘Albione, visto che tutto è filato liscio, perfino nei minimi particolari, da un bullone all’altro, da una pista all’altra, mentre per la ‘rossa’ non s’è mai persa l’occasione di [...]

14 ottobre 2019 0 commenti

Non solo sport. Milano-Cortina, fuochi d’Olimpia. Ragazze: Cina ko. Under 21 fuori. F1, formula noia.

Non solo sport. Milano-Cortina, fuochi d’Olimpia. Ragazze: Cina ko. Under 21 fuori. F1, formula noia. Il Cio ha assegnato a Milano-Cortina le Olimpiadi della neve 2016. Un successo ' politico-diplomatico-sportivo' che ci voleva. Per tirare fuori dalle secche uno sport italiano che rischia ad ogni ora d'invilupparsi come altri aspetti della vita nazionale. Politica in primis. In questo caso, facendo squadra tra realtà diverse, s'è approdati ad un riconoscimento non scontato ( solo 13 i voti di differenza) eppure, a suo modo, significativo. Ora occorrerà rimboccarsi e le maniche e mettersi al lavoro. Perchè tante sono le cose da fare. Tra queste alcuni impianti che potrebbero segnare il futuro ( non solo) sportivo di Milano, Cortina e delle Regioni coinvolte. Nella circostanza, infatti, Inter e Milan hanno annunciato l'imminente presentazione al Comune del progetto sul nuovo San Siro, circa 60 mila spettatori, poco distante dall'attuale impianto che dovrebbe ( in seguito) essere abbattuto. Dovrebbe, perchè ( manco a dirlo) tanti restano i nodi da sistemare. Da sciogliere. E sempre che il Comune voglia fare una scelta lungimirante o meno. Per dirla in breve, o come Torino o come Roma. In un caso guardando avanti, nell'altro arrancando nei meandri d'un passato torbido e inconcludente. Per quel che riguarda l'Under 21 il ' biscotto' annunciato s'è ( come da copione) materializzato. Infine un breve ( e ultimo) commento sulla F1 detta ormai 'della noia', chè di più non merita. Infatti ferma restando la situazione attuale, dove contro il lupo ( argentato) ogni ( sacrosanta) ragion non vale, di quanto andrà ad accadere sulle piste automobilistiche di qui alla fine anno non ce ne importerà un ' fico secco'. Che esultino pure gli altri, del resto sono rimasti così tanto a digiuno che per quel che spendono da qualche anno a questa parte possono anche festeggiare qualche piatto a base wurstel e crauti. Noi ci consoleremo con altri piatti. Ergo, i titoli che piovono dai tortignacoli Fia e loro accoliti se li distribuiscano pur tra loro. Per noi è solo carta straccia. Non ci fa piacere dirlo, ma se anche la 'rossa' cominciasse a pensare di abbandonare quella ( maldestra) compagnia ci farebbe felici. Intanto noi, per quel che potremo, non dedicheremo più riga alcuna ad un 'circus' che tale è ma solo per esibire i suoi comici simulacri senza la credibilità necessaria. Nello stesso tempo non seguiremo più telecronaca alcuna, nè gran premio, Monza compreso. Nostra speme è che in angolo del Pianeta i milioni di fans della 'rossa' condividano ( compatti) una ' richiesta di rispetto' che gli uomini di Maranello ( al momento) non vogliono ( o non possono) calare sulle piste.

LA CRONACA DAL DIVANO. Carne sul fuoco. L’assegnazione delle Olimpiadi invernali  2026; il temuto biscotto tra Romania e Francia nell‘Under 21; lo scontro calcistico mondiale al femminile  delle nostre ragazze  contro il continente Cina ; l’inutile F1 gestita da coloro che ‘ vincer vogliono costi quel che costi‘ ;  l’impazzare del [...]

24 giugno 2019 0 commenti

Non solo sport. Non ‘amor cortese’ ma ‘ amor finito’ tra Max e la Signora. Volley azzurro sul tetto d’Europa.

Non solo sport. Non ‘amor cortese’ ma ‘ amor finito’ tra Max e la Signora. Volley azzurro sul tetto d’Europa. Allora: la F1 nell' attesa del sesto appuntamento stagionale sui tornantini di Montecarlo ha appreso la triste notizia della morte di Niki Lauda, 70 anni, tre volte campione del Mondo di F1 ( due con la 'rossa'); la MotoGp s'è dovuta ( una volta di più) sorbire l'assolo del solito cataluno in sella ( ripetiamolo) ad un purosangue avverso ad altri su ronzini e bardotti, con il nostro più contro mulini a vento che altro; gli Internazionali d'Italia sono andati ( una volta ancora) al formidabile Rafa maiorchino impostosi sull'amato Nole serbo; la pallavolo italiana ha dato spettacolo sul tetto d'Europa, con Novara su Conegliano ( nel femminile) e Civitanova su Kazan ( nel maschile) ; il Giro, che sotto infinite tempeste d'acqua, è salito sul Titano con i suoi Titani: avrebbe vinto Roglic, 29 anni, sloveno, nuovo gran specialista del crono, con una formidabile prova contro il tempo, ma il nostro Nibali non s'è affatto spaurito, anzi, con un sol minuto sul groppone può ancora giocarsi le sue carte per il terzo lauro nella corsa a tappe ( non s'offenda il vecchio e caro Tour) più bella ( e dura) al Mondo. Non ce l'hanno fatta a battere l'Olanda i ragazzini della U17, forse, già troppo ' pressati' dalle nostre ( eccessive) attenzioni. A breve andranno in campo per i Mondiali anche quelli del U20. Da rimarcare inoltre in questa altri sport ( da noi) detti minori, che minori ( proprio) non sono. Come il taekwondo, che ha regalato al giovane Simone Alessio, 19 anni, il Mondiale nei 74 kg: sarebbe il primo azzurro nella storia di questa disciplina. O come il motocross, MXGP, che in Portogallo ha visto il nostro Cairoli, nove titoli mondiali, contendere allo stremo contro il ( più) giovane Gajser un allora prestigioso. Al momento, dopo la prima prova in Lusitania, Cairoli guida il Mondiale con 263 contro 226 di Gajser. Per quel che riguarda il pallone, la bomba sta nell'annuncio ( da tempo nell'aria) dell'esonero ( consensuale) di Allegri alla Juventus. Ben condotta ma niente affatto convincente è stata la conferenza stampa indetta per dare al Mondo il grande annuncio. L'annuncio non dell'amor cortese ma dell'amor finito. Che apre (però) nuove ed interessanti prospettive.

LA CRONACA DAL DIVANO. Vediamo di fare il punto.  Allora: la F1 nell’attesa attesa del sesto appuntamento stagionale sui tornantini di Montecarlo ha appreso la triste notizia della morte di Niki Lauda, 70 anni, tre volte campione del Mondo di F1 ( due con la ‘rossa‘);  la MotoGp s’è dovuta ( una [...]

20 maggio 2019 0 commenti

Non solo sport. La Ferrari cambia manico. Arriva Binotto, il ‘genio’ che ‘aggiusta’ il ‘cuore’ della ‘rossa’.

Non solo sport. La  Ferrari cambia manico. Arriva Binotto, il ‘genio’  che ‘aggiusta’ il ‘cuore’ della ‘rossa’. I vertici della 'rossa' hanno scelto: via Arrivabene, al suo posto sale Mattia Binotto. Questo assicura l'anteprima esplosa come un fulmine a ciel sereno dalla 'rosea', che sulla inedita, sorprendente, situazione si sofferma ampiamente. Intanto analizzando gli 'errori' e le 'colpe' di Arrivabene. Eppoi la necessità di affidare il ' manico' ad uno come Binotto, 49 anni, nato in Svizzera e laureatosi al Politecnico di Losanna, ma uomo d'ordine ferrarista che viene dal basso, dopo avere scalato lo scalabile. Entrato in Ferrari nel 1995, ha gioito dei trionfi dell'immenso Schumi mentre nel 2oo9 è stato nominato responsabile generale delle operazioni Motore e Kers, poi vicedirettore Motore ed Elettronica e infine direttore del reparto Power unit dal 2014, questa volta per volontà di Marchionne, che del ' cambio di manico' doveva essersi interessato per tempo visto che lo aveva scelto Bcome ' dirigente di riferimento e referente personale'. Con Binotto, Vettel, il quattro campione del mondo, e Le Clerc, l'imberbe debuttante, partiranno alla pari. Per un obiettivo comune. Il passaggio di testimone Arrivabene-Binotto potrebbe annunciare qualche altro sconvolgimento all'interno della 'rossa'. Al vertice. Ad esempio la nomina di Camilleri è stata percepita ( da molti) come provvisoria; il fatto che in fabbrica si sia intravisto ( più volte) l'ex amministratore delegato Amedeo Felisa, separatosi da Maranello nel 2016, potrebbe significare ( anche su questo versante) della mitica casa del Cavallino un ulteriore, fondamentale, aggiustamento. L'importante (ora) è che dopo quattro anni di Arrivabene in cui la 'rossa ' poteva vincere ( almeno) uno o due titoli, si torni al sul gradino più alto. Com'è naturale nel mondo delle corse, dove è il rosso il colore più amato e diffuso. La vittoria con una ( gran macchina) come la Mercedes può dare gioia, grande gioia e massima esultanza ( vedi Toto Wolff); ma, quella con la 'rossa' va ben oltre ai naturali desiderata umani. La 'rossa' è un ' sogno' planetario. Vibrante. Condiviso. Giusto trattarla come merita. Visto che sa condurre per mano all'eternità del grande sport .

LA CRONACA DAL DIVANO.  La battaglia interna alla gestione  sportiva Ferrari è finita. I vertici della ‘rossa’ hanno scelto: via Arrivabene, al suo posto  sale Mattia Binotto.  Questo   assicura l’anteprima esplosa come un fulmine a ciel sereno dalla ‘rosea‘, che sulla inedita, sorprendente,  situazione si sofferma ampiamente. Intanto analizzando gli ‘errori‘ [...]

7 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Champions, qui c’è qualcuno che bara ? L’infelice espulsione di Ronaldo, scioccante !

Non solo sport. Champions, qui c’è qualcuno che bara ? L’infelice espulsione di Ronaldo, scioccante ! L'elenco delle 'donazioni' fatte in quest'ultimo lustro ( più che agli spagnoli) ai Blancos di Madrid è incredibilmente lungo e circostanziato. Al punto che, qui, di allori, non parla più nessuno ( o quasi). Perfino gli alemanni di Baviera, solitamente compiti ed accorti, hanno perso il loro buon fare. Quando gli è capitato, non si sono trattenuti infatti dal gridare (perfino) al 'furto', ma nessuno, dicasi nessuno, li ha ascoltati più di tanto. Consentendo agli altri, i soliti, di imperversare tracotanti per la loro strada, ormai sempre più costellata di dubbi che di lampi di vera gloria. Non bastasse il sospetto del doping per quei corridori senza posa, s'alimentano anche le fantasie (sempre meno fantasie ) sui vari 'maneggi'. Loro e d'altri. Reiterati. Di potenti e potentati. Irrise ( è ovvio) dagli immancabili ( nostri) illuminati, abituati ( diconsi tra loro) a volare super partes, oltre le nuvole, eppure sempre possibili ( da che mondo e mondo) e presso qualsiasi società, ( soprattutto) se ricca e famosa. 'Maneggi' che stanno rendendo di anno in anno sempre meno credibile la Coppa dalle grandi orecchie, altrimenti capace, se lasciata rilucere in perfetta libertà, di catalizzare ( come poco altro) l'attenzione del Pianeta. E tuttavia, la Signora in questa circostanza è stata più forte dell' improvvido arbitro e del suo perfido assistente lanzichenecco, vincendo sul campo. Due rigori di Pjanic, e la prima dell'anno è andata in archivio. Ora si attende la sentenza di Nyon sull'espulsione di Cr7 che, visto e rivisto in ogni salsa, poco o nulla ha commesso. Non è compito nostro, ben lo sappiamo, ma un consiglio ci sentiamo di darlo ai padroni del vapore: non esagerate, anzi, corriggete, corriggete quell'infausto ( periglioso ) 'agguato', visto che potete richiedendo la prova tivù, l'esito finale di quella ( incomprensibile) espulsione. Che rischia di diventare più materia da romanzo giallo ( o storico) che altro. Moto di nuovo in pista. Con bici e volley maschile alla prova Mondiale.

LA CRONACA DAL DIVANO. Dicevan: pensar male si fa peccato, ma spesso ci prende. Una massima che i saggi d’un tempo non scordavano mai. Ed in effetti, se ci si deve esprimere su quanto va accadendo alla Signora, il pensar male sgorga inesauribile sia pure con  scarse controindicazioni. Non sarà [...]

21 settembre 2018 0 commenti

Non solo sport. In arrivo l’inferno rosso. Intanto: una Ferrari 250 Gto Scaglietti all’asta per 48 mln $.

Non solo sport. In arrivo l’inferno rosso. Intanto: una Ferrari 250 Gto Scaglietti all’asta per 48 mln $. In arrivo l'inferno rosso. Nella bella e veloce Monza. Intanto si accenna all'auto più cara di sempre. E' una Ferrari 250 Gto Scaglietti del 1962, battuta all'asta per 48.405.000 dollari ( 41.771.660 euro) da Sotheby's in California. Superato il record del 2014 di un'altra 250 Gto ( 38.115.000 dollari). Prezzi per capolavori dell'arte. In questo caso però non (esclusivamente) per un capolavoro, ma per il sogno ( probabilmente) più frequentato dell'immaginario ( non solo) sportivo: una 'rossa' speciale. Ogni tanto, dall' Ade, risalgono anime di cui si pensava si fosse perso il ricordo. Tipo, il sor Moggi , 81 anni, sempre sulla breccia, che sul ' Corriere dello sport' si concede ad una delle sue indimenticabili interviste, a tutto campo, per elargire messa e benedizione ai fans del pallone. Rivela: ' Con Andrea Agnelli mi sento spesso, è sveglio, ha imparato tutto. Anche Max mi ascolta. Ronaldo a 33 non l'avrei preso'. Mou Mou, invece, per ora, è salvo. Ma il suo United arranca, inspiegabilmente, e molti cominciano a pensar male anche di lui. A partire da quelli, sedotti e bidonati, della Beneamata, che insistono nel dire:' Ben gli sta. Fosse rimasto con noi a far l'Herrera del XXI secolo, sarebbe ancora amato e rispettato. Così, con quanto sta rimediando nella fantasmagorica Premier, rischia invece un bel calcio nel sederone'. E mentre gli americani del basket azzurro continuano a 'tirarsela' pensando soprattutto agli affaracci loro, Gigi Datome, 30 anni, sta dando il buon esempio. Quello che apprezziamo. Tanto. Al punto che quel drago immortale del Petrucci, presidente di Federazione, gli preconizza: ' E' bravo, ha cultura e un carisma eccezionale: per me è l'uomo ideale per sostituirmi, ( naturalmente) quando Dio vorrà'. Aru arranca ma non si arrende alla Vuelta. Dove la nostra punta di diamante resta quel diavolaccio di Elia Viviani, sprinter imbattibile.

LA CRONACA DAL DIVANO. Spunta l’ombra del Conte Dracula su buon Ringhio, che tutto fa con il cuore per riportare il Diavolo ai fasti che gli competono. Ma dopo un iniziale 2-0 con vittoria in rimonta del Napoli fa nascere brutti pensieri. Del resto al Diavolo hanno talmente sofferto in [...]

29 agosto 2018 0 commenti

Non solo sport. ‘Rossa’: non crederci, è una classifica falsa. E’ finalmente arrivato l’attesissimo ‘RonaldDay’ !

Non solo sport. ‘Rossa’: non crederci, è una classifica falsa. E’ finalmente arrivato l’attesissimo  ‘RonaldDay’ ! Finalmente è arrivato! Chi, cosa? Il 'RonaldDay', ovviamente, visto che il 'marziano' ha già messo il piede a Torino, accolto come un capo di Stato. In questa sta allenandosi coi i suoi nuovi compagni d'avventura. Speriamo solo, come ha chiesto il buon Max, che tutto questo, gestendosi al punto giusto, possa generare ricadute positive tanto su Cr7 quanto sulla Signora e finanche sul calcio ( e sport italiano) italiano. Che, non dimentichiamolo mai, abbisogna di qualche persona capace in più, di alcune riforme indispensabili e di (almeno) una decina di nuovi e moderni stadi in più. Intanto la prima parte dell'anno di F1 si è chiusa in Ungheria, con una classifica non veritiera. Perchè se c'era qualcuno che doveva primeggiare tanto nella classifica piloti quanto in quella costruttori quelli erano uomini in rosso. E' andata, invece, diversamente. Con quell'Eumotor che, evidentemente, ci vuol scherzare su prima di decidere a chi consegnate il lauro mondiale. Tra l'altro, quest'anno, il buon Lewis, che fuoriclasse sarà pure quando pilota un'auto da corsa, non ha avuto bisogno più di tanto dei suoi ' supporti' abituali: safety car, giudici di gara, piloti soci e alleati ( tipo Fanfan le Tulip) , meteo e così via. Quest'anno va limitandosi, anche se all'Ungaro ring il ' sodale' finlandese ha cercato di ' togliergli di torno' il rompiballe dentro la fastidiosa e velocissima 'rossa'. Tra l'altro, significativo è stato ( una volta di più) l'atteggiamento del responsabile di gara, ( se non andiam errati) tale Charlie Whiting, che per prima cosa è balzato di sedia per andare ad indagare non il 'sodale' di Lewis ma l'altro, l'avversario, la vittima, acclarata, tanto acclarata da lasciarla ( una volta tanto) in pace.

LA CRONACA DAL DIVANO. La prima parte dell’anno di F1 si è chiusa in Ungheria, con una classifica non veritiera. Perchè se c’ era qualcuno che doveva primeggiare tanto nella classifica piloti quanto in quella costruttori quelli erano uomini in rosso. E’ andata, invece, diversamente. Con quell’Eumotor che, evidentemente, ci [...]

30 luglio 2018 I commenti sono disabilitati

Non solo sport. Mondiale: Var, dove sei? Messi piange, Cr7 ride. Una ‘rossa’ alla Fantozzi che non ci piace.

Non solo sport. Mondiale: Var, dove sei? Messi piange, Cr7 ride. Una ‘rossa’ alla Fantozzi che non ci piace. Fatto è che, Lewis, in Francia, ha vinto per la prima volta, e s'è ripreso il bastone del comando con 14 punti ( se non abbiamo calcolato male) di vantaggio sul suo avversario, il nostro Seb , partito coi soliti 'coinvolgimenti' alla Fantozzi, e poi costretto a realizzare dal fondo un eroico inseguimento concluso in quinta posizione. Non è certo questa la 'rossa' che sogniamo. Altre di sport. Veleggia il Mondiale di Russia, che ce le sta facendo vedere di tutti i colori. Che dire? Favoriti? Tutti e nessuno. Anche perchè ci avevano promesso ' regolarita' di trattamento assoluta eppoi le cose ( sul campo) restano come sempre. Nella partita chiave Germania-Svezia, sì la Svezia che ci ha ( meritatamente) eliminato, al 13' il difensore Boateng ha steso l'attaccante Berg: rigore netto, con possibile espulsione del tedesco, eppure l'arbitrucolo in campo non s'è manco preoccupato di chiedere l'assistenza. A tempo esaurito, infine, è stata concessa una punizione dal limite, sfruttata da Kross per inventarsi un prodigio balistico. A questo punto gli alemanni tornano in gioco e se passano il turno saranno 'fischi duri' per tutti. Si avvicina il Tour, con Nibali ancora segretato. Baluginano quelli del volley. Altro appello: lasciate in pace Filippo Tortu, 19 anni, già sotto i dieci nei cento. Gran tempo per noi, ma non ancora l'eccellenza mondiale, per cui lasciatelo crescere come si deve. Che, questo, le ali ce le ha, eccome!

LA CRONACA DAL DIVANO. A star sentire Hamilton sarebbe toccato alla ‘rossa’ l’alloro di Le Castellet e, invece, se l’è preso lui. Candidato a diventare però il vittorioso più noioso della storia della F1, con un soprannome che ormai si merita, ovvero: ‘partito-arrivato’, nel senso che dal momento in cui [...]

24 giugno 2018 0 commenti

Non solo sport. Vola, ‘rossa’, vola. Il Milan e la ‘stronzata’ fair play. E’ in partenza l’orfano Mundial.

Non solo sport. Vola, ‘rossa’, vola. Il Milan e la ‘stronzata’ fair play. E’ in partenza l’orfano Mundial. Quando l'uomo di Castellania ci lasciò ( 2 gennaio del 1960) una grande cantore di sport richiamò l'immagine di un ' grande airone che aveva chiuso le ali'. Per sempre. Ed era infatti ai suoi voli leggendari che si richiamava; voli che che esaltavano folle immense. Accompagnandole nella difficile ricostruzione di un paese ( allora) in macerie. Ed è ancora al volo che vien da pensare ogni volta che una 'rossa' si libra su una pista del Mondo. Ultimamente è capitato anche a Montreal, sul tracciato dedicato al divo Giles, e il pubblico (che se n'è accorto) s'è (subito) tinto tutto ( o quasi) di rosso. Chissà mai qual marchingegno studieranno, ora, Cric&Croc per impedire alla 'rossa' un altro volo ? Per loro, entrambi pedestri, il volo mortifica. Siamo curiosi, aspettiamo. Intanto ( momentaneamente) ci ' riconciliamo' con le auto da corsa in pista; che di tutte possono far a meno, non ce ne vogliano le altre, fuorchè delle 'rosse'. In questa, Seb tiene 1 punticino in più ( 121 a 12o) di Lewis stranamente abbacchiato, e tuttavia ( verbalmente) fiducioso di vincere il titolo. Come, non spiega. Intanto ci fa sorgere una domanda: non è che speri, con la scadenza dei contratti in atto, di essere lui a 'montare' (prossimamente) su una 'rossa'? I giganti della Pro Recco si sono sfatti davanti all'umile Olympiacos. Nona Champions, dunque, addio. Continuano, tra lume e scuro, anche quelli e quelle della pallavolo. Rafa conquista l'11° Roland Garros. Dall'11 al 14 ottobre, Festival dello sport a Trento. Tra i primi ad annunciare la loro partecipazione: Maldini, Goggia, Sagan, Messener e le fiorettiste. Da ultimo: lasciate in pace, per favore, Filippo Tortu, milanese, nato il 15 giugno 1998), velocista italiano. Con il tempo di 10"03, si è avvicinato al mitico 10''01 di Mennea. Una promessa. Una grande promessa. Ma lasciatela crescere in santa pace. Senza assilli nè paragoni. Chè quelli lasciano il tempo che trovano.

LA CRONACA DAL DIVANO. I cuginetti francesi (forse) sperano  di rovinarci l’ incipiente estate, per bocca d’un imberbe presidente che va a trovar certezze tra le braccia della nonna. Ma si sbagliano, perchè noi prima d’ascoltare le prediche  ( nei secoli) ci siamo acconciati a considerare il pulpito dal quale [...]

12 giugno 2018 0 commenti

Non solo sport. Strana F1: ‘Rossa’ più forte?, ‘Rossa’ dietro! La rabbia Inter sulla Signora ‘graziata’.

Non solo sport. Strana F1: ‘Rossa’ più forte?, ‘Rossa’ dietro! La rabbia Inter sulla Signora ‘graziata’. Che la 'Rossa' voli come il vento lo si era visto durante la pole. Che la 'Rossa' sia ' in balia' della casualità ( tanto apprezzata dai commentatori di Race Anatomy Sky) si è constatato durante una gara che è sembrata ( con rispetto per il parere altrui) un ritorno al mitico circus ' alla Buffalo Bill' dove, grazie alle ineffabili 'frullatine' da safety car, si rende possibile l'impossibile. Senza che a decidere siano cioè i valori tecnici e sportivi, ma il (più o meno sapiente ?) uso di una vettura estranea alla corsa la quale, una volta in causa, si diletta a rimestare con mano da fanciullo i numeri che fan lotto nel pentolone . Morale: una Mercedes ( da quattro gare) in crisi (ri)marcata, il re nero ( questa volta) depresso oltre misura, una Force India da comprimari, si sono presi la gioia di sverniciare irridenti e festanti una 'Rossa' di ben altra sostanza. E invece di perdere punti, li hanno guadagnati. Meraviglioso. Infine da segnalare ( sempre da Baku) c'è il duplice suicidio in casa Red Bull: con entrambi fuori, i due polli, non si sa per colpa di chi, ma tutti e due fuori e ( visto che ripetere non giova) con il fenomenale ' Tulipano' (ri)tornato ai box a testa china. Un occhio anche al Campionato, il più palpitante in circolazione. La Juve, indomita e graziata da Orsato ( Pianic) , è riuscita ( ancora una volta) a risollevarsi per tempo in quel vetusto San Siro ricolmo e spettacolare come pochi altri stadi al Mondo, portando a casa quei tre punti che la confermano in vetta. O meglio, in corsa per il settimo sigillo.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Ora che il Real ha espugnato Monaco ( 1-2) si è  ( forse) meglio capito quanto stava per fare la Signora di Torino dentro lo  stadio più inespugnabile d’Europa, ovvero estromettere i Blancos dal quartetto finale di Champions 2018. Ma a non dar corso alle appassionanti [...]

1 maggio 2018 0 commenti