Non solo sport. Grazie Presidente, per la ‘coerenza’ verso il suo Paese e la grande Nazione che aspetta.

Non solo sport. Grazie Presidente, per la ‘coerenza’ verso il suo Paese e la grande Nazione che aspetta. Naturalmente, almeno per noi, la soddisfazione è grande. In tempi non sospetti avevamo intravisto in quell'uomo dallo sguardo chiaro velato da inguaribile dolore , parco nell' apparire e nelle parole - cose mirabolanti tra i pochi omini e i tanti ominicchi e quaquaraquà che in tempi mediatici dominano le scene - eppure sempre al posto giusto nel momento giusto, e che con ' serena autorevolezza ' s'è mostrato capace di poter condurre in porto anche in condizioni disperate non solo le confuse genti di Enotria ma anche quelle della declinante Europa. Che adesso possono ( entrambe) tirar un sospiro di sollievo. Riorganizzarsi, velocissimamente. Davanti a sfide planetarie che non consentono più di affrontarle in ordine sparso. Anglosassoni, Franchi, Germani, Slavi , Ungari e Latini. Tra l'altro, i pericoli incombenti potrebbero risultare mortali. Come quei venti di guerra che spirano da Est, e che per sopirli non si dovrà fare più conto su quei figli e nipoti ormai lontani d' America che di combattere per i loro avi ' non hanno più intenzione alcuna'. Ricalcando un poco, forse senza rendersene conto, quanto capitò non al più esteso ma al più grande impero mai realizzato. Il quale, ad un certo punto, eliminato quel Cesare atteso dalle sue legioni in Siria non per emulare il grande Alessandro o per vendicare l'incauto Crasso ma per anticipare il mortale assalto che s'annunciava a partire dal Medio fin all'Estremo Oriente, ha finito col chiudersi sempre più entro i suoi inutili ' limes', finendo ( poi ) con l'essere preso d'assalto da ogni dove. Forse pochi lo hanno notato. Ma, a parte la colpevole adesione a quella guerra che non s'aveva da fare ( soprattutto) con un alleato che peggio di così non era dato di trovare, e che non pochi ( senza distinguere) in ogni dove ci rammentano, c'è gente qua e là pel Mondo che quando vuole zittire un Italo gli confeziona addosso il titolo di mafioso. Pregiudizi, si sa, che di questo vetusto Paese leggono solo qualche ( invereconda ) paginetta , tanto che se fossero più accorti sarebbe meglio badassero alle mafie loro piuttosto che a quelle altrui. E comunque, chi meglio d'altri ha sgretolato in soli sette anni il pregiudizio dell'Italo mafioso meglio del nostro Presidente, che la mafia ha contrastato dove la mafia ( tuttora) c'è ( per davvero) e non ( solo) nella fantasia, con quel suo eroico fratello magistrato colpito ( proprio) dalle mafie e spirato ( dicono) tra le braccia sue? Grazie Presidente d'aver ripreso il timone della nostra vetusta navicella in questi anni di gran tempesta. Se ci riesce, la (ri)conduca in porto. Noi confidiamo in Lei, nell'Altro e in quanti intendono mostrare al momento buona volontà, tanto quanto i profughi di Ilio nel provvidenziale Enea. Questa volta ( non solo ) per (ri) fondare la Città eterna ma la grande Nazione che ( da fin troppo tempo) aspetta.

CRONACA DAL DIVANO. ( dal  26 al 31 gennaio 2022). Dov’eravamo rimasti? Ah, sì, al nostro Presidente che stava traslocando dalla sua istituzionale  residenza un tempo palazzo di Papi dopo i sette anni trascorsi al timone  d’ una vetusta navicella finita in un mar in gran tempesta. Di certo, fosse stato per lui, il negletto [...]