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Non solo sport. Ciclo: Filippo Ganna. Moto: Marini. Serie A: Juve o Inter? Europa: corridoio Germania-Italia?

Non solo sport. Ciclo: Filippo Ganna. Moto: Marini. Serie A: Juve o Inter? Europa: corridoio Germania-Italia? Che, da qualche mese in qua, l'Europa si sia mossa, non tanto in fatto di solidarietà, peraltro sempre bene accolta, ma per sostenersi l'un l'altro verso una nuova Nazione, è accertato. Cosa stia esattamente succedendo non si sa. La materia è troppo complessa, troppo difficile anche per i santoni dell'aruspicia. Accontentiamoci di chiarire alcune realtà. Ad esempio, forse non a tutti è noto che ' Germania e Italia sono i due paesi pilastro su cui poggia l'economia reale non finanziaria della Ue che si fonda ( principalmente) su tre settori: manifattura, turismo e agricoltura. Nel 2018 il valore aggiunto complessivo della Germania in questi tre settori è stato di 748 mld euro, davanti a Italia ( 360 mld), Francia ( 327 mld) e Spagna ( 232 mld). In particolare la Germania è la prima manifattura d'Europa ( 682 mld di valore aggiunto), davanti all'Italia ( 265 mld) che sui dati ( si sa) va però presa col beneficio d'inventario, certamente in difetto rispetto al dato reale per via di situazioni ( soprattutto) finanziarie-burocratiche molto problematiche. Comunque l'Italia è primo paese per valore aggiunto nell'agricoltura ( pari con la Francia) e secondo turismo ( dietro la Spagna). In questi settori la Germania è quarta. Germania e Italia sono sono anche i due paesi Ue e dell'Occidente per surplus commerciale con l'estero nei manufatti non alimentari, mentre a Livello mondiale la Germania è seconda ( dietro la Cina) e l'Italia quinta. Germania e Italia presentano anche i più alti valori di ricchezza finanziaria netta del settore privato ( famiglie, imprese non finanziarie e fifanziarie) con 2.9o1 mld e 2.037 mld. Infine va sottolineata una significativa sostenibilità ( sconosciuta ai più) dei conti pubblici italiani. Dal 1992 al 2019 ogni anno il bilancio statale dell'Italia è sempre stato in attivo prima ( attenti) del pagamento degli interessi. Solleviamo la necessità dal fornire i dati relativi, ma credete, sono davvero impensabili come documenta ( e commenta) l'economista Marco Fortis in un suo ' intervento' sul Sole24Ore ( sabato 26 settembre 2020). In ogni caso questi ( ed altri) dati dimostrano che Germania e Italia sono paesi moto più simili di quel che si crede ed entrambi solidi. Il Baden W., la Baviera e la Renania Sett. equivalgono il Nord Ovest Italia e il Nord Est Italia. Le manifatture, in particolare, si son rafforzate in Industria 4.0 negli ultimi anni. I progetti d'investimento che possono essere finanziati con il Recovery Fund una volta applicato sono enormi. E potrebbero costituire ( più ancora che 'baci e abbracci' che vengono dati ' in pasto' all'opinione pubblica europea da media privi di senso della storia) il vero trampolino di rinascita e di rafforzamento dell'Europa. Nell'ispecie, tramite una ' intensificazione senza precedenti - suggerisce Marco Fortis- dei rapporti di collaborazione tra le industrie di Germania e Italia, con vantaggi reciproci di enorme potenzialità'.

LA CRONACA DAL DIVANO. ( 27 settembre). Altro weekend di fuoco. Difficile da districarsi. C’era  il calcio, c’erano  moto e auto, c’era  il tennis ma anche atletica e ciclismo ( Mondiali a Imola). Più la Serie A. Andiamo a caso. Di auto, infatti, manco parlare, visto che tutto ( Toto [...]

27 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Serie A: si parte. Misano: gioia tricolore. Italico: in 4 agli ottavi. Schwazer: complotto?

Non solo sport. Serie A: si parte. Misano: gioia tricolore. Italico: in 4 agli ottavi. Schwazer: complotto? Calciomercato. Milik passa alla Roma, Dzeko passa alla Juve, Suarez passa l'esame d' italiano ma resta col cerino in mano. Chi dunque va rafforzandosi tra le belle del nostro campionato? La Signora detta anche Incompiuta, che lascia il Pipita per far posto al bomber? Oppure la Beneamata che ancor stenta a far capire se posseduta da un boss della industria o da un ricco venditore di elettrodomestici? Oppure il vecchio Diavolo improvvisamente risalito dagli Inferi per radunar giovani talenti attorno ad un monumento con l'intento di tornare ai fasti antichi? Sarà un campionato ancora privo di folla. Con qualche danno ( spettatori, tivù) che lascerà le sue ferite. E mentre le entrate calano, gli squali continuano non tanto a confermare ma a crescere. Ingaggi e parcelle. Che non ci sia nessuno al mondo, capace di relegarli in una loro riserva, per satisfare in solitudine i loro appetiti, è incredibile. Le società accrescono i loro debiti ( oltre 4 mld), mentre gli squali scorrazzano indisturbati per riempire i loro forzieri. Non è che così facendo, ci avviamo al peggio? Le gioie in questo weekend ci arrivano, oltre che dalle moto, anche dal tennis. Dove in quel di Roma, nella inimitabile cornice del Foro Italico, ben quattro nostri ragazzi sono saliti agli ottavi. Non accadeva da tre decenni. Non sarà forse questo il segno che anche qui, terra battuta o sintetico che sia , stiamo per rivedere l'Olimpo ? Del resto, come spesso andiam dicendo, non è in questo nostro Paese che ha messo il nido l'Araba Fenice? Schwazer: l'ombra del complotto. Così titola la 'rosea', che si chiede : valori anomali di Dna, provette manipolate? Ma Wada e Iaaf non mollano. Al pari di Pegaso, figlio di Poseidone, addomesticato da Bellerofonte, la 'rossa' é una creatura indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo, deputata a consegnare i sogni degli uomini agli dei. Quando si corre, la prima domanda che la gente si fa è ' Com'è andata la rossa ?'. Preoccupa lei, infatti, non altri. Tanto che, quando un suo pilota arriva ultimo resta sempre e comunque il primo. Possono dire un gran bene delle 'frecce d'argento', e anche del suo deus ex machina, il gran Toto erede di Cecco Beppe, ma di tifar per loro nessuno se lo sogna. A proposito del Toto, non è ora che si tolga di dosso quel candido camice asettico da ospedaliero per indossare quello rosso d'amante appassionato di questo suo ( ancor seguitissimo ) sport, da salvare più che ( continuare) ad affossare ?

 CRONACA DAL DIVANO. Calciomercato. Milik passa alla Roma, Dzeko passa alla Juve, Suarez passa l’esame d’ italiano ma resta col cerino in mano?  Chi  dunque va rafforzandosi tra le belle del nostro campionato? La Signora detta anche Incompiuta, che lascia il Pipita per far posto al bomber?  Oppure la Beneamata che ancor [...]

18 settembre 2020 0 commenti

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore.

Non solo sport. Una ‘rossa’ ecatombe. Scusi  Binotto, mica è su scherzi a parte? Per la Dea, ‘rapina’ di rigore. A noi frega solo e soltanto quel che fa la 'rossa', null'altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L'ecatombe l 'aveva annunciata con ( colpevole ) candore il suo general manager, tal Binotto da Geneve, che se come ingegnere qualcosa poteva pur capire per stare tanti anni a Maranello come ' ducator' d'una leggenda, la più vera e duratura leggenda dello sport automobilistico, null'altro è che un soggetto da scherzi a parte. Di cotanta 'pochezza' qualcuno dovrà pur rispondere. A partire da quel rampollo degli Agnelli dalla strascicata dizione che speriam non sia al vertice di Fiat voluntas tua ( soltanto) per dilapidare un patrimonio di generazioni, avviando il tutto proprio dalla demolizione della 'rossa'. Per proseguire con quel fantasma di tal Camilleri che ( francamente) non conosciamo e ( manco) vogliamo conoscere. Per finire, appunto, con quel tal Binotto, ( da qualcuno) scambiato per un tal Toto ( Wolff), confondendo un Raffello con un graffitaro da strada. E comunque sia, l'esser riusciti tutti in coro a ' profanare' un così prestigioso ' monumento' , grida vendetta. Immediata e sacra vendetta. Che per quel che ci riguarda, facile è: d'ora in poi, infatti, a sintonizzarsi sulla F1 saranno quelli della Fia, di Sky e i loro fans. Noi, mai più di certo. E che dovremmo ammirare: due 'rosse' in retroguardia che invece di aiutarsi si annientano a vicenda? O magari, che il Tappen 'affossa rosse' sta ora disoccupato? O che il Toto batta record su record comunque protetto dai nano dei della Fia? O che altro, insomma, volete farci deglutire per 'dissolvere' una delle storie più belle dello sport moderno ? Per dovere di cronaca, e per rispetto a quanti non hanno assistito alla competizione, Vettel ( partito 10) e L eclerc ( partito 14) si sono amabilmente ruotati al primo giro, uscendo entrambi come scemi dalla scena. La gara è stata vinta ( manco a dirlo) da Hamilton, davanti a Bottas e Verstappen. Tanto passa il convento della F1 in epoca virale. E nonostante il Corona, proseguono le gare di Campionato. Nella XXXII in ballo c'era il possibile ingresso della mirabolante Dea nella corsa scudetto. Ingresso, prontamente precluso, non da uno ma da due ( discutibili) rigori che avrebbe portato l'orgoglio dello sport bergamasco ( e italiano) a soli 6 passi dalla Signora. Con 18 punti ancora da consegnare in un finale di torneo anomalo e tutto da immaginare. Riperde la Lazio ( 1-2) con il Sassuolo, rivince la Roma ( 0-3) contro il Brescia. Con la Spal, ormai in B? Pari del Diavolo (2-2) con il Ciuccio del Ringhio.

LA CRONACA DAL DIVANO. Manco ci frega chi vince o perde il GP STIRIA. A noi frega solo e soltanto quel che fa la ‘rossa‘, null’altro, sportivamente parlando. E quello a cui abbiamo dovuto assistere ( nostro malgrado) fin dal primo giro in Stiria basta e avanza. L’ecatombe l ‘aveva annunciata con ( [...]

12 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila.

Non solo sport. GP Austria: Carlettto salva dal naufragio una ‘rossa’ senz’arte nè parte. Serie A: salgono Signora e Diavolo, scende l’Aquila. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora in vetta, a più quattro dall'Aquilotto ( 68), più otto dalla Beneamata(64). La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. Buon per noi che almeno potremmo tifare fin all'ultima giocata. E se l'ambascia stadi logora da tempo, quella sulla 'rossa' è invece una ( spiacevole) novità. Che il mito per eccellenza dell'auto da corsa sia stato ultimamente preso d'assalto è cosa nota. I più accaniti sono i germani. Che di stare dietro a prendere scarichi di fumo loro abituati davanti non se la sentono davvero. Onde per cui, pur di ribaltare lo stato delle cose, sono disposti a tutto. Del resto, con quel mostriciattolo del Toto in regia, e quella Federazione al servizio suo/loro, possono permettersi tutto quel che credono Progettassero un Ufo o un astronave , per il tortignacolo Todt andrebbe bene lo stesso. Al momento i germani di Stoccarda si sono inventati quel 'quiproquo' sulla convergenza delle ruote anteriori, che qualcuno contesta, soprattutto perchè giunto a campionato in corso. Ma niente da fare, con la Fia è come parlare al vento, visto che l'obiettivo non è legale ma politico. Infatti che altro di meglio c'è che ( come voleva la Buonanima) ridurre il Belpaese in un'oasi ideale di affittacamere, camerieri e bagnini? Anche se, per dirla tutta, a dar la corda sono proprio i nostri. Che perso il buon babbo Marchionne, non sanno più che pesci prendere. Si sta provando con un ingegnere, ottimo sì, ma a fare l'ingegnere. Non certo a far faccia a quell'abile gigante asburgico del Toto che di quel tipo di ingegneri si nutre a piacimento come Polifemo dei marinai di Ulisse. Che fare? Difficile trovare soluzioni. E anche capire che ci faccia il Seb ancora alla 'rossa. Garantiscono che da professionista farà il suo dovere fino in fondo. La solita favola? Quando non sanno come rabberciarla? Infatti, come fa uno messo alla porta continuare a sentirsi parte d'una casa che non è più sua? Con tutte le conseguenze del caso. Che la prima in Austria ( al momento) lascia solo immaginare. ORDINE D'ARRIVO GP AUSTRIA. Bottas ( Mercedes ) davanti a Leclerc ( Ferrari) e Norris (McLaren). Quarto, causa penalità, Hamilton ( Mercedes). Decimo Vettel ( Ferrari). Ritirato Verstappen ( Red Bull).

LA CRONACA DAL DIVANO. Trentesima giornata. Nel silenzio di spalti vuoti. Con la Signora ( in questa)  in vetta, a più quattro dall’Aquilotto  ( 68), più otto dalla Beneamata(64).  La lotta per il titolo sembra ristretta a tre, tra mille incognite, perchè un finale di torneo così nessuno se lo immaginava. [...]

5 luglio 2020 0 commenti

Non solo sport. Il calcio d’Europa in marcia. In testa Premier, Liga e Bundes. Noi, quarti, e senza stadi.

Non solo sport. Il calcio d’Europa in marcia. In testa Premier, Liga e Bundes. Noi, quarti, e senza stadi. Di Calciomercato non vogliamo parlare. Davanti a tante lacrime vedere giovanotti in ballo per milioni su milioni, non ci pare opportuno. Intriga di più tentare un ulteriore abbraccio verso l'intero sistema calcistico. Dapprima europeo, in questo caso, eppoi nostrano. L'occasione ce la offre la solita ' rosea', che ( come promesso) non va perdendo di vista i nostri baldi protagonisti e i loro contorti ammennicoli. Sul piatto , questa volta, fuma la salute complessiva del calcio europeo. Non male, stando all'ante virus. Da (ri)verificare, semmai, una volta passata la tempesta. Che non preoccupa più di tanto Deloitte, che garantisce: ' Prevediamo che i piani di recupero per la Premier e alcuni suoi pari (?), porteranno ad un rapido recupero dei risultati finanziari poichè alcuni ricavi delle trasmissioni ( televisive?) 2019/2020 verranno spinti nell'esercizio 2020/2021, il che potrebbe comportare un anno di entrate eccezionali'. Come van dunque le sorti del calcio europeo? In testa naviga la Premier, con 5,851 mld; seguono: Liga, con 3,375 mld e Bundes con 3,345 mld. Cade dal podio, manco a dirlo, la nostra Serie A, che con 2,495 mld sopravvanza la Ligue con 1,902 mld. Come mai tanti abissi? La Premier ricava buona parte delle sue entrate dai diritti tivù ( 59%, soprattutto esteri) e stadi ( 13%). Spagnoli e Tedeschi, ottengono qualcosa di più al botteghino ( 16%) e si differenziano un poco nei diritti tivù ( 54% l'uno, 44% l'altro). Noaltri, invece, ce la battiamo per i diritti tivù ( 59%, soprattutto locali) e andiamo ( più o meno) a zanza per tutto il resto. Morale: stiamo al quarto posto, col cucchiaio di legno in mano, quando solo una decennio fa vincevamo il Triplete. Marciamo nel calcio al passo del gambero. Come del resto ( più o meno) il resto di questo Paese che alle straordinarie meraviglie unisce purtroppo gli incapaci più incapaci ( maschi o femmine che siano poco cambia) del Vecchio Continente. Le nostre Termopili sono gli stadi. Qui van fermati i nullafacenti. I tintinnega. I rubapane a tradimento. Perchè se non si riesce a far impianti adeguati non solo perderemo il quarto posto, ma anche il quinto, il sesto e così via. Senza aspettar molto. A Roma si latita, a Firenze si fa di tutto per scoraggiare l'americano, a Milano si traccheggia tra vecchio e nuovo, senza approdare nè all'uno nè all'altro. Unica nota edificante giunge da Bologna, dove con accordo pubblico- privato- Finmeccanica, si potrà ammirare tra due o tre anni ( si spera) l'improrogabile restyling del 'Dall'Ara'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Coronavirus a parte. E’ ora di dar di nuovo spazio alla vita. Alle sue manifestazioni migliori. Tra queste lo sport.  D’ogni latitudine, d’ogni disciplina. Quando gli uomini combattono ( lealmente) per un giusto fine son sempre bene accetti. E di qual disciplina vogliamo intendere? Del calcio, ovvio, [...]

12 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. I ‘fighetti’ Orange o del Cecco Beppe. Bundes avanti. Fausto e Gino i più grandi del Giro.

Non solo sport. I ‘fighetti’ Orange o del Cecco Beppe. Bundes avanti. Fausto e Gino i più grandi del Giro. Hanno preso a chiamarli i 'fighetti' del Nord, che poi proprio del Nord non sono visto che sulle loro teste incombe ( almeno) la Scandinavia. Sono tre o quattro in tutto. Tra loro, i più a plomb sono figli, anzi nipoti, degli Orange e di Cecco Beppe. Puntigliosi, tracotanti e senza cognizione del passato, non mancano mai di mettere il bastone tra le ruote ai popoli del Sud, e tra loro, di quei dannati del Belpaese, immaginati ( probabilmente) ancora come quei ' piccoli, sporchi, col violino in mano' ominicchi descritti da qualche loro casuale viaggiatore ottocentesco. Si cerca di fargliela capire con le buone che le cose non sono proprio così, ma quelli, che a scuola quando c'era da sfogliare qualche pagina di storia preferivano farsi una capatina, manco ascoltano. E mentre Germania e Francia, sia pure con il solito romantico tète e tète, da popoli più sulla cresta, qualche barlume di soluzione cominciano ad intravvedere, i 'fighetti' restano 'duri e i puri' danzando sui dolori del Continente con la leggerezza d'un nugolo di libellule. Ci ripetiamo: qui non è che s'ha da essere buoni per far l'Europa, ma solo lungimiranti. Infatti la lectio magistralis impartita dall'Italia ( aggredita e abbandonata) nei giorni di fuoco del Convid 19, cos'altro avrebbe insegnato se non che, con tutti i brutti e belli, ricchi e poveri, sfigati e non che si ritrova fosse rimasta chiusa dentro i suoi mille orticelli quando mai avrebbe potuto rialzare la testa ed uscire dal tunnel ? La solidarietà, in certi casi, non è solo un meraviglioso valore morale che mai dovrebbe venire a meno tra gli uomini, ma anche una norma d'economia ( e politica) che può ( magicamente) trasformare sconfitta in riscossa, povertà in abbondanza, disonore in onore. Forse, tutto questo, ai ' fighetti' Orange o del Cecco Beppe non è ancora chiaro. Ma, visto che son giovani, il tempo li aiuterà. Nel frattempo, ovvio, con loro o senza di loro, leggiadra Europa volendo, si procederà comunque. Anche perchè, qui, chi aspira al trono del mondo non è proprio il massimo per un 'fighetto'. Si veda che sta facendo con quei pochi ragazzi di Hong Kong o con i milioni di cristiani, mussulmani e buddisti non allineati al potere.E' partita la Bundes. A tutti i costi. In un agone surreale. Per un torneo che ha il vincitore assicurato prima ancora del via. Nel frattempo, imperterrito, prosegue il calciomercato. Nostro e altrui. Con tutti quegli spostamenti che sembrano truppe d'un esercito che non c'è. E quel Barca che cerca il puntero argentino dell'Inter senza sapere manco quanto gli resta in cassa. Diciamo questo con la morte nel cuore. Perchè lo sport è il nostro diletto. Con i suoi eroi veri o presunti che davanti a quelli veri, spavaldi di fronte al virus assassino, si sono mostrati poca cosa. Scappando uno qua, uno là. Tra un po' ripartirà la Liga, con a ruota la Serie A. Da notare che il sondaggio della Gazzetta sul più forte del Giro di tutti i tempi, ha visto al primo posto il Grande airone di Castellania e al secondo il Ginettaccio di Ponte Ema. Come volevasi dimostrare..

LA CRONACA DAL DIVANO. Hanno preso a chiamarli i ‘fighetti’ del Nord, che poi proprio del Nord non sono visto che sulle loro teste incombe ( almeno) la Scandinavia. Sono tre o quattro in tutto. Tra loro, i più a plomb sono figli, anzi nipoti, degli  Orange  e di Cecco Beppe. Puntigliosi, tracotanti [...]

24 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Maldini se ne va. Ibra è tornato. Il campionato riparte. Mentre la ‘rossa’ saluta il ‘suo’ Seb.

Non solo sport. Maldini se ne va. Ibra è tornato. Il campionato riparte. Mentre la ‘rossa’ saluta il ‘suo’ Seb. Infatti nel Belpaese alle famiglie, garba tuttora assomigliare più alle ombrose querce mediterranee che ai fragili pioppi scandinavi. Perchè una volta fatte e cresciute non s'abbattono più. Restano. Con le loro luci e le loro ombre. Con i loro momenti belli o meno. Basta fare un salto alla ' casa' della 'rossa' , a Maranello, per toccare con mano questa verità. E quando sotto gli occhi si sgranano i volti dei driver del passato per ognuno batte un 'palpito speciale'. Non conta aver vinto questo o quello, che di tituli la 'rossa' abbonda, ma avere lasciato la propria impronta. Col cuore, più che col piede. Perchè è dentro quel cuore che trovano memoria eterna i figli della 'rossa'. Niki quanto Jean, Giles quanto Schumi, Felipe quanto Fernando. L'unico rimpianto è che in quell'elenco manchi Ayrton, che di rosso si sarebbe vestito l'anno dopo se non fosse finito contro quell'incolpevole muretto della pista di Imola. E se Seb , nel 2021, 33 anni, non vestirà più di rosso, rosso resterà, mentre al suo posto salirà il divino Carletto ( 22 anni) con ( al fianco) il giovane Sainz ( 25 anni). Ripartirà anche la Serie A. Per non affogare nei debiti, come del resto le consorelle delle altre leghe, tutte ( più o meno) sottoposte alla legge dei media, locali o internazionali. Bisognerà però, secondo quel ministro che di tutto sa fuorchè di sport, non si segnali manco un infetto. Altrimenti stop, e tutti sotto la doccia, di casa. Come tutto ciò possa verificarsi, forse, stavolta, manco Eupalla lo sa. Ma tant'è. A margine, il Paolo ha sbattuto la porta al fondo sovrano padrone di Milanello; mentre l'Ibra scalcerà qua e là nella solitudine d'un impianto tra i più sicuri al mondo. Era sceso dalla fredda Scandinavia per una questione di cuore, potrebbe andarsene per una questione di ... programmi, o meglio, di danari. Un pensierino per la Beneamata di cinese vestita. Si dice che sta passando il bomber Lautaro al Barca, per via dell'insistenza dell'argentino di ceppo recanatese, che quando batte i piedini e strilla è peggio d'un imberbe da poco nato. Fosse così l'Adani mentore di Sky avrebbe colto l'aruspicia. Tuttavia, visto che ancora non tutti i giochi sono fatti, considerando inoltre lo scompiglio che sta portando il virus nelle casse dei big d'Europa comprese, non è che se il cinese volesse mettersi le scarpe a punta ( per far vedere finalmente chi è) ad essere accontentati non siano quei due scannati , dapprima, di Moratti, eppoi, di Bonolis? Che tradotto, vorrebbe dire: Messi e Lautaro sì, in coppia, ma a Milano. Pian piano stanno ripartendo anche gli altri sport, che non son figli della serva di Zoffoli. Il Greg campione del nuoto, intanto, ha mollato il vecchio maestro, per accompagnarsi al nuovo, specialista di gare di fondo. Perchè è negli 800, nei 1500 ( piscina) e nei 10 mila ( aperto) che il Greg all'agone spostato di Olimpia vuol ornarsi d'oro.

LA CRONACA DAL DIVANO. Un tedesco atipico, di quelli che speriamo possano prendere in mano il futuro del loro Paese strappandolo al passato , sta per lasciarci. Lasciarci, perchè per ‘noi ‘ la ‘rossa’ è la nostra ‘famiglia’, dove chi entra a farne parte, poi,  per sempre resta. Infatti nel [...]

12 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Sicuro che c’è una Germania che crede nell’Europa? Riparte il calcio? Giro, e solo Giro.

Non solo sport. Sicuro che c’è una Germania che crede nell’Europa? Riparte  il calcio? Giro, e solo Giro. Dalla Germania arriva anche quel raggio di sole che libera dalla quarantena il campionato di calcio. Ancora una volta sembra tutto dovuto ( formalmente) alla signora Cancelliera, in realtà i 'tugnini' se non si affrettano a dar corso al loro maggior torneo calcistico, rischiano di vederselo ridimensionare di brutto da un giorno all'altro. Come potrebbe capitare alla planetaria Premier o alla Liga dei due Panda. Che, a quel che pare dall'affare Messi-Lautaro-Messi, sembrano i nobili Trao del Mastro don Gesualdo, che si muovono come ai vecchi tempi,senza accettare quanto possono con i nuovi. Aspettiamo il responso post pandemia. Che non dovrebbe trovare in posizione ideale la nostra Serie A, che potrebbe ripartire a breve, ma che intanto può solo allenarsi. Saltare la fine, potrebbe voler dire un salasso in termini ( soprattutto) di diritti tivù ( davvero) esorbitante. Tale, se non erriamo, da farci ripiombare all'età in cui dei legionari davano calci ad una vescica d'animale gonfiata per trascorre i momenti di tregua. Fatto è anche il calendario del ciclismo. Non semplice , non del tutto certo, visto che a dar ordini è il misterioso virus cinese. Tuttavia, tanto per ribadire che in Europa prima si fanno i cacchi loro e poi gli altrui, hanno messo il Tour dal 29 agosto al 20 settembre, e il Giro dal 3 al 25 ottobre, in contemporanea con la Vuelta, dal 20 ottobre all' 8 novembre. Stupido. Che da noi a dirigere s'infilino sempre i peggiori, i cosiddetti incapaci, lo sappiamo dai tempi dell'infanzia; abbiamo quindi imparato a difenderci da soli, come quei medici ed infermieri che pur di sacrificarsi non hanno voluto mancare a dare di sè prove di dignità e valore. All'altezza di un Paese che non sa farsi rispettare. Per quello che è e non per quello che gli invidiosi vogliono far apparire. In breve, fate come noi che del Tour 2020 non ce ne fregherà niente, proprio niente. Perchè quel che aspetteremo sarà solo e soltanto il fruscio di quelle ruote che, qui, più che altrove, Tour compreso, scivolando leggere tra ali di gente in festa ci recano da sempre i più grandi campioni di sempre. Passiamo agli stadi. Chè da quelli, una volta messo in cantina il virus, dovrà ripartire il calcio. La situazione non è rosea, anche se è la 'rosea' che non li molla un attimo. Genoa e Samp, restyling in corso; Viola potrebbe farsi un Franchi nuovo, ma tanto fa per per far perdere la pazienza a mister Comisso; Inter e Milan, trattano; Bologna, lavora a progetti definitivi; Spal, da poco riqualificato; Sassuolo, stadio di proprietà rifatto; Juventus, impianto moderno di proprietà che ha il solo difetto di essere limitato nei posti; Lazio e Roma, tutto dentro la mente degli dei; Verona e Brescia, senza vincoli ambientali, sperano; Udine, mosca bianca; Cagliari, sede provvisoria; Lecce, fatto un restyling; Napoli, ristrutturato l'anno scorso; Torino, s'accontenta al momento dell'Olimpico 'Grande Torino'. Da due mesi, assicura la 'rosea', in Lega si sta lavorando per il futuro. Il calcio italiano chiede una brusca accelerazione sul fronte infrastrutture e chiede al Governo aiuti concreti agli imprenditori che sono pronti a creare un qualcosa che servirà, di sicuro, al club ma che porterebbe benefici economici ( soprattutto) alla città. Tutto chiaro, eppure i 'bacucchi' vecchi e nuovi di misto genere, faticano da matti a capire. E a fare.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non vogliamo pensare che con tutto quello che c’è stato  (neppure ) 80 anni fa, pur nel rispetto di lutti e macerie, sia rimasto nelle simpatie dei Tedeschi. Di buona parte dei Tedeschi. Ma solo di quella schiera che in certi eventi storici può sopravvivere perfino [...]

7 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio.

Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio. Questione stadi. Aggiorniamo. Una volta si diceva che Milano era la capitale reale e Roma quella istituzionale. Per indicare, in pratica, due mondi opposti: il primo quello del fare, il secondo quello del dire. Una volta, perchè adesso le cose si sono talmente ingarbugliate che ( pur con qualche distinguo) non si capisce più dove stiano di casa i 'tintinnega' o gli ' uomini di buona volontà'. A Roma c'era da fare un' Olimpiade (estiva) che ( come quella del 1960) avrebbe cambiato non poco il volto dell'Urbe, ed è stata ( letteralmente) snobbata. A Milano c'era da fare un Olimpiade (invernale) e ( l'occasione) è stata ( pienamente) colta. E fin qui tutto bene, come historia docet. A Roma c'è da fare uno stadio come Eupalla comanda e manco per il cavolo ci si affetta a farglielo fare. A Milano c'è da fare uno stadio ( anzi, con lo stadio, una parcella dimenticata della città) e anche qui manco per il cavolo ci si affretta a farglielo fare. E qui tutto male, visto che la storia comincia a non insegnare più nulla. Al punto che Sabini e Lumbard sembrano, improvvisamente, essersi fotocopiati. Dentro i loro soliti anonimi consigli comunali tintinnega, nelle solite interminabili (pretese) burocratiche, nei soliti nodi da sciogliere che manco chi li avvolge sa come scioglierli. Morale: l'uno progetto e l'altro latitano, in attesa non si sa ben di che cosa, impedendo allo sport di quelle due popolose metropoli passi in avanti indispensabili. Clarissimi. Auspicabilissimi. Tanto per togliere alibi ai tintinnega che sono riusciti ad accasarsi sotto l'ombra ( laboriosa) della Madonnina, Milan e Inter ( o Inter e Milan) hanno proposto al Comune tutto il proponibile. Ad esempio: si sono detti disposti a pagare da subito il diritto di superficie con l'impegno di studiare varianti al progetto iniziale per non cancellare ( del tutto) quel mito ( ingombrante) del Meazza. Speriamo che al buon Sala, e ai suoi, questo basti, se non altro per mettere mano quanto prima a calce e mattoni. Perchè, qui, anche se a costoro non pare, il divario tra il nostro calcio e quello dell'Altrove s'amplia ogni ora di più. E non vorremmo che si arrivasse a decidere quando oramai gli altri sono diventati un lontano miraggio. Se allo sportivo Sala basta far da comparsa, lo faccia pure, lui con i suoi. A noi, di comparse, tanto per fare un esempio, bastano gli azzurri del rugby, giunti alle 23 a sconfitta di fila. Al punto che in giro qualcuno prospetta di chiedere alla (loro ) Federazione i danni per ' vilipendio della maglia azzurra'. Sulla XXII di Campionato, da registrare il fatto che il duello continua. Tra Juve, Inter e Lazio. Continua più bello che pria. E che nell' Altrove, donde sulle rispettive sorti finali sbadigliano già da un po' e un po' dappertutto.

LA CRONACA DAL DIVANO. Chiude gennaio, apre febbraio. Il tempo vola. Come le nostre ragazze delle nevi, con Brignone e Goggia oro e argento nel SuperG di Coppa. Come il Calciomercato che ha chiuso finalmente la finestra invernale, con qualche interessante passaggio di maglia. Come lo  straordinario ( milanista) Djoko che s’è [...]

2 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Dal Pino, Lega: ‘ La Serie A? Tornerà il meglio’. Lotito: ‘ Razzisti o no, pagate i danni !’

Non solo sport. Dal Pino, Lega: ‘ La Serie A? Tornerà il meglio’.  Lotito: ‘ Razzisti o no, pagate i danni !’ Dopo Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, parola a Paolo Dal Pino, 57 anni, presidente della Lega di Serie A. Che condensa tutto il suo fare in una parola 'internazionalizzare'. 'Intanto - dice - occorrerà una maggiore sensibilità verso gli investitori stranieri del nostro sistema, che testimoniano l'interesse verso il calcio italiano e allo stesso tempo possono collaborare al progetto dell'internazionalizzazione. Servirà senz'altro essere dinamici. Occorrono - rimarca- più presenze e partecipazioni della Lega ai mercati internazionali, per parlare ad operatori differenti. In quali tempi? A livello di diritti internazionali puntiamo a tempi rapidi, circa sei mesi. Nel frattempo incontrerò, tra gli altri, Amazon e quanti si mostreranno interessati al nostro prodotto'. Saluti fascisti, Lotito chiede 50 mila euro di danni. E' in questo modo ( al solito insolito) che la Lazio prova a condurre la lotta al razzismo, che forse razzismo è solo per qualche manciata di asociali che di vivere in pace e carità con il prossimo non vogliono sentir parlare. Forse, però, perchè qui non è che siam di fronte a bande strutturate di soggetti che con il calcio vogliono portare qualche vantaggio al portafoglio? Magari, sotto sotto, estorcendo? Chi? Soprattutto, ovvio, quelle società che, per un motivo o l'altro, in questi ultimi anni, non hanno saputo fare sistema per impedire ai facinorosi di diventare i padroni di zone del campo sempre più malandate e abbandonate. E che coi mezzi tecnologici a disposizione, sarebbe fin troppo facile individuarli uno ad uno, per poi chiamarli a rispondere secondo quanto la legge consente. Questo non si è fatto, questo non si fa, questo cerca di fare come al solito in solitaria quel Lotito criticato da molti e che però ( alla prova dei fatti) sta sempre ( con coraggio) sul pezzo.

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21 gennaio 2020 0 commenti