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Non solo sport. Cade il Dovi e vola il Marquez. Torna la nostra cara Serie A, con tanti nodi da sciogliere.

Non solo sport. Cade il Dovi e vola il Marquez. Torna la nostra cara Serie A, con tanti nodi da sciogliere. La gara mpoto Gp di Silverstone è stata rovinata non dalla pioggia ma dalla caduta in partenza del giovane siculo-francese Quartararo, che ha coinvolto crudelmente anche il Dovi, trasportato d'urgenza in ospedale. Nulla di grave, per la salute, qualcosa invece di decisivo per la sorte del Mondiale, oramai in mano di Marc Marquez. Battuto ancora al photo finish, non dal Dovi che ha tracciato la strada per farlo, ma dal connazionale Rijns, del team Brivio. Ha deluso un tantino il maestro di Tavullia che partito in seconda posizione prospettava ben altra resistenza in pista. Resistenza che è svanita fin dalle prime battute . Costringendo ( melanconicamente) il Vale in retrovia. Quindi, alla prova dei fatti, tre ispanici sul podio, con il Vale e il Morbido a far da ancelle al quarto e quinto posto. Del Campionato, invece, nell'attesa del posticipo della Beneamata versione Conte Dracula, un inizio niente male. Con la Signora vittoriosa ( 0-1) ma in sofferenza contro il Parma; il Napoli più volte perforato ( 3-4) da una Viola che ( anche senza Ribery) s'annuncia pimpante; la Roma, costretta al pari ( 3-3) e il Milan tornato a competere col solito passo del gambero ( 1-0 a Udine). Maldo e Svone che fate? Gli esterofili e la loro succursale anglofila si sono nel contempo sbracciati per porgerci la Premier canterina e corridora, che ( tranne il Tottenham) ha visto tutte le big vincere, come da copione. Piuttosto, da rimarcare, è la brutta ' battuta d'arresto' del Toro in Uefa contro il Wolves ( 2-3) che sarà improbo rimontare in Albione. A meno che qualche goccia di sangue antico non sia andato a rivitalizzare i ragazzi del buon Mazzarri, troppo distratti in andata. Abituale allucinante sconfitta per quelli del basket, che ( con questo andazzo) ai Mondiali vanno ma per far cosa: il sacco delle botte? Dodici medaglie azzurre mondiali sono invece piovute dalle piscine natatorie giovanili. E' inoltre partita la 'rossa' Vuelta de Espana.

LA CRONACA DAL DIVANO. Fine settimana segnato dal ritorno della Serie A in campo e dalla nuova sconfitta in dirittura d’arrivo al Gp di Silverstone del ‘ mostro’ cataluno. La gara è stata rovinata dalla caduta in partenza del giovane siculo-francese Quartararo, che ha coinvolto inevitabilmente anche il Dovi, trasportato [...]

26 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi.

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi. Detto questo, però, non è che la tarda Serie A possa considerarsi men che l'agile Premier. Son belli loro, siam belli noi ( sia pure con qualche acciacco). Sennò, che c'è venuto a fare il plurimedagliato Cr7 in un agone come il nostro? E' rincoglionito o gli hanno detto che per ragionar di storia non c'è 'contesto ' più accreditato? Lui di storia deve intendersi, eccome, magari più e meglio del Messi da Recanati , accucciato da sempre e per sempre dentro una sola amorevole culla; o di quel genio maledetto del partenopeo Maradona, che per superare il magico Pelè s'era trasferito armi e bagagli da una grande di Spagna ad una media squadra del campionato italiano. Trasformandola d'incanto da Calimero a Cigno. E siamo belli perchè sono belli i nostri campanili che rendono infuocate e imprevedibili anche le diatribe più insignificanti. E i duelli più radicati. E i personaggi più impensati. Da noi il gioco non è una ( estenuante) cavalcata di 90/100 minuti dietro una palla, da noi il 'cencio' da strappare sotto la torre del Mangia è ben altra cosa. A volte esagerata. Ma che altrove manco immaginano. Soprattutto in Premier. E infatti mentre quando si guarda una partita loro si pensa sempre a cosa gli diano da manducare, da noi , invece, ci si scervella per immaginare qual diabolico artifizio frulli nella testa dell'uno o dell'altro dei contendenti. Perchè di ' punitio divina' si può essere sempre colpiti, quando men la si aspetta, anche per mano del più modesto in campo, tra un dettaglio e l'altro. Un articolo della 'rosea' sembra voler restituire ( giusto) valore e dignità al nostro (bistrattato) campionato. Che non ha bisogno di copiare da alcuno se non da se stesso. Ricco com'è di ' mille identità tattiche'. Che van da Sarri a Conte a Ancelotti, tre maestri del mondo del calcio ' tornati a percorrere i domestici tratturi, e che nessuno offre con la stessa ricchezza agonistica e studia con tante soluzioni. Dal calcio d'estate - sottolinea la 'rosea', che se non ci fosse bisognerebbe inventarla - arriva la conferma di una varietà tattica unica: i nostri otto top club, per esempio, usano sei sistemi diversi. Quando lo stesso sistema offre spesso interpretazioni divergenti. Ma con un comune denominatore: la voglia di ' far' gioco. Chi altri può offrire tanto? E se nessuno può, perchè ( arricchire) sempre l'orto del vicino e mai il nostro? Lo scorso anno squadre della Premier hanno fatto man bassa in Champions e in Uefa. Dopo anni. Forse per un altro ciclo ( l'ultimo successo inglese in Champions l'aveva ottenuto il Chelsea nel 2011/2012, bissando lo United del 2007/2008). Forse. C'è però da ammonire che, tra le tante altre cose, nelle 65 edizioni della Coppa dalla grandi orecchie fin qui disputate, per 27 volte in finale sono giunte squadre italiane. Praticamente un 45% ca, quasi a dire una edizione su due, percentuale che non avrebbe necessità di commento se non per ricordare a smemorati e incolti che ( in regime di libertà) si può celebrare chi, quando e come si vuole, senza però voler passare per cantori pindarici quando s'è null'altro che funzionari ( consapevoli o meno) di questo o quell' uffizio. O bacucchi, fateci quegli stadi, eppoi vedremo chi ( meglio) saprà riempire di stelle ( e di sogni) le sue maglie e chi no.

LA CRONACA DAL DIVANO. E insistono nel favoleggiare sulla ricca Premier, a lor dire il ‘ migliore campionato di calcio del Mondo’. S’ascoltano canti e peana a bizzeffe, anche se ( a dire il vero)  più che canti e peana ci sembrano entusiastici comunicati di qualche ufficio stampa di calcio e [...]

13 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions.

Non solo sport. Auto: sul Golfo, una stella. Moto: i ‘maestri’ stanno dietro. Calcio: lotta per la Champions. Se Marc Marquez, il ' bravaccio' cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d'essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi, a dirla tutta, caso mai ce ne fosse stato (ancor) bisogno, ha proprio scelto quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, tanto per non far parte dei mortali, come s'è abbassata la bandiera a scacchi se n'è involato pei fatti suoi lungo la pista disegnata sulla pampa argentina. Dimostrando che il segreto delle sue mirabolanti imprese sta (soprattutto) nella cavalcatura ( meccanica) che gli hanno messo a disposizione. Cavalcatura, per lui, simile ad una puledra araba e, per gli altri, a bardotti normanni. Claro che così stando le cose c'è poco da dire, da fare, da sperare. Gli assegnino (pure) quel titolo, punto e basta. Tanto più che lo spettacolo c'è, ma altrove, alle sue spalle. Donde due arzilli vecchietti, l'uno in rosso l'altro in blu, sanno ancora esaltare la passione per questo periglioso et spettaculare sport moderno.Trapassando da un campo ' rosso' all'altro, non si pote ignorare quanto i media ( Sky in primis) non hanno l'ardire di sputar fuori dai denti: il fenomeno in Bahrein non è stato Hamilton, che solo per una 'stranezza' del dio dell'auto s'è trovato il lauro sul capo, ma quel poco più che ventenne che ha sbalordito come pochi altri finora sull'auto deputata a scrivere di grande storia. E' auspicabile che il suo (ex) capofila si rimetta ( presto) in sesto, perchè a Toto ( Wolff) non sia concesso di aprire le porte Scee per far entrare il suo cavallo di legno. Ma, per quel che ci riguarda, pur con tutto il rispetto per un quadri campione del mondo, il passaggio di mano già è avvenuto. Per la prima volta dacchè lo conosciamo, infatti, il Toto che quando vorrà mutare quella spenta camicia bianca in una accesa di color rosso sarà sempre tardi, non ha esultato. Abituato a guadare oltre i primi tornanti, ( probabilmente) deve avere visto sorgere qualcosa che assomiglia ad una stella cometa. Di quelle rare. Rarissime. Imprevedibili. Capaci di sconvolgere delicati e costosi equilibri. Ci fermiam, qui, per rispetto, anche perchè come direbbe mister Allegri il Carletto ( come il suo Kean) non è ancora nè il Nivola, nè l'Airton, nè il Schumi.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Se Marc Marquez, il ‘ bravaccio‘ cataluno di MotoGp, voleva dimostrare d’essere un fenomeno super partes non ha (proprio) azzeccata la formula esatta. Anzi. A dirla tutta, caso mai ce ne fosse  stato  (ancor) bisogno, ha proprio imboccato quella sbagliata. La più sbagliata che poteva. Infatti, [...]

1 aprile 2019 0 commenti

Non solo sport. Ragazzi, zittite quei ridicoli ‘ buu, buu’. Calcio mercato: chi viene e chi va, dal Belpaese.

Non solo sport. Ragazzi, zittite quei ridicoli ‘ buu, buu’. Calcio mercato: chi viene e chi va, dal Belpaese. Da noi, spesso, quando si parla di sport, o meglio di calcio, si fa riferimento a culture ritenute ' superiori', perchè non infette da certi 'tumori umani'. Si cita, ad esempio, Albione, con quei suoi cori canterini attorno ai campi, che mai e poi mai si metterebbero ad esercitarsi in quei ridicoli e insulsi ' buu, buu' che invece s'ascoltano, ad intermittenza, ma si ascoltano, imperterriti, nei nostri (obsoleti) impianti sportivi. Dimenticando però che quando si va dicendo d'Albione non è cultura ma solo cronaca. Neppure tanto remota, visti i pregressi che portano date ( tuttora ) vicine ai giorni nostri. Ad esempio, quella sera all'Heysel, 1985, dove 39 spettatori trovarono la morte calpestati da invasati fans inglesi; una sera, quella, che portò le squadre d'Albione fuor delle coppe per un lustro. Le loro tragedie non si sono fermate qui. Perchè ad Hillosborught ,1989, andò ancor peggio, con 96 morti. Come dire che i canterini d'oggi sono stati ' educati' a cambiare registro da governi e leggi opportune. Tempestivamente applicate. Hooligans, Casual, Skinheads ... , infatti, donde tengono le loro culle? E in ogni caso quel (loro) pericolo non è cessato. Perchè se è vero che nei moderni impianti calcistici d'Albione si può oggi fare baldoria senza il timore alcuno, basta avviarsi qualche chilometro più in là per toccar con mano i tanti rivoli d'una realtà ben diversa da quel che si sbandiera. Si leggano, cioè, più a fondo le realtà dei nostri giorni. Onde per cui, s'astengano i generosi anglofili, dal propinarci omelie ad ogni piè sospinto. Noi non siam peggio d'altri. Noi non manchiamo di sciagurati da ' convertire', certo, tanto che sarebbero benedetti leggi ( opportune) e governi ( condivisi) all'altezza del compito. E tuttavia possiamo contare anche su una marea infinita di gran bravi giovani che il ' razzismo' subiscono e non 'provocano'. Perchè non chiamarli a raccolta, senza deprimerli? Il 12 settembre 2018, tanto per tornare alle paginette di cronaca misconosciuta, i fans del Millwall e del Brentford si sono dati appuntamento in aperta campagna per massacrarsi a piacimento tra loro senza limite alcuno. Anche da noi capitano certe sciagure. Certo. Più circoscritte, e comunque pericolose, da non sottovalutare e d'altra origine originate, ma capitano. Epperò, tanto per fare di testa nostra, non è che la cosa miglior da fare sia quella non di continuare a celebrare ( presunte ) altrui virtù ma di riscoprire le nostre, che c'erano, che ci sono, anche per evitare ( l'infame) e (non negletta) abitudine a gettare ( occorrendo) 'polvere sotto il tappeto'? Per tornare a difendere una volta tanto, paradossalmente, i più e non i pochi. Non per apparire, ma per essere.

LA CRONACA DAL DIVANO.   Supercoppa italiana,  sì ma solo per le polemiche.  In realtà trattasi di uno  di quei momenti agonistici in ( sulla carta) tutto sembra scontato.  Se l’aggiudicherà la Signora o il Diavolo, il povero Diavolo sedotto e abbandonato dal Pipita, che ( con Lara,  la morosa) ha deciso [...]

15 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Boban: ‘ Fair play da cambiare. Società come Inter e Milan sono ( chiaramente) penalizzate’.

Non solo sport. Boban: ‘ Fair play da cambiare. Società come Inter e Milan  sono ( chiaramente) penalizzate’. Zvone Boban, che del (non breve) passaggio a Sky ha approfittato per migliorare il suo primigenio look fin al punto da far concorrenza a quegli elegantoni di Leonardo e Maldini, non le manda a dire. A nessuno. Soprattutto a quelli che a vario titolo restano parcheggiati nel pianeta calcio. Oggi come ieri. E se ora è diventato un alto dirigente Fifa poco importa. Il suo è il solito approccio concreto, credibile, attento e senza ipocrisie di sorta. Piace così, insomma, a tutti, anche perchè di gente che vive di calcio confessando il suo amore ' per quel pallone che rotola sulla verde erbetta di un campetto da gioco' , ( abbagli a parte ) ce n'è sempre di meno. Zvone nel suo excursus con la ' rosea' tratta molti aspetti del calcio milionario d'oggigiorno. Tra l'altro mette ( finalmente) il dito su quell'assurdo Fair play finanziario che dovendo creare equilibri ha finito col creare ( ulteriori) squilibri. E vistose contraddizioni. Vedi le squadre di Stato qatariote parcheggiate qua e là. ' Se non si pongono ( tempestivi ) correttivi al Fair play finanziario - ammette - Inter e Milan, per citare due italiane, faticheranno a tornare al vertice del movimento. Pur essendo giusto vigilare sulla (reale) salute dei club, le norme che impongono il pareggio di bilancio impediscono a nuovi imprenditori di fare i necessari investimenti. Con danari freschi. E mi sembra che Inter e Milan ed altri club versino ( al momento ) proprio in questa condizione '. Nel frattempo sulle compagini qatariote, ma anche altre d'oligarca russo o di conte da Montecristo tutte ( più o meno) operanti nell' infida Albione, risultano indagini in corso. Che vogliam sperare non finiscano in cavalleria come quelle, ben più tristi, ben più annose, sul doping praticato in discipline diverse, meglio note come Operacion Puerto e volatilizzate grazie a 'magi... strali' colpi da mago Silvan. Psg e Manchester City sono ' accusate' di avere aggirato le regole del Fair play finanziario con aiuti degli azionisti sotto forma di sponsorizzazioni. Vedremo cosa rimedierà l'Uefa. Siamo (ovvio) speranzosi. Mentre non possiamo far altro che (ri)metterci come il cinesino sull'argine del fiume nell' attesa che passi ( finalmente) il ... cadavere. Zvone anticipa anche alcune importanti novità sul panorama calcistico Fifa. Intanto, il Mondiale per Nazionali che potrà essere allargato a 48 squadre; eppoi, quello che per Club, oramai ridicola esibizione appena aggiudicata al solito Real che ( anche ) di ' coppe del nonno ' ama fare incetta pur di rimpinguare il suo ( infinito?) palmares.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Due ‘ testimonianze‘, entrambe da non trascurare. La prima è una lunga intervista  sul calcio europeo alla ‘rosea’ del buon Zvone ‘ Zorro’ Boban, croato ex milanista e ora vice presidente Fifa; la seconda, il bel librone  curato da Auro Bubarelli e Giampiero Petrucci sull’ indimenticabile Airone di [...]

5 gennaio 2019 0 commenti

Non solo sport. Paris, la velocità è azzurra. Violenza e razzismo: ‘regole’, ‘autorità’ e ‘ dignità’ da recuperare.

Non solo sport. Paris, la velocità è azzurra. Violenza e razzismo: ‘regole’, ‘autorità’ e ‘ dignità’ da recuperare. Soprattutto se legati a momenti di sport, o se vogliamo di calcio, quella passione tanto amata nel Belpaese, ma che ( per una somma di ragioni) più che a rallegralo lo deprime. L'ultimo episodio, quello di Milano, poco prima di Inter-Napoli, con un 38 enne varesino di colore nerazzurro rimasto esanime sull'asfalto dopo un violento combattimento ( non si sa bene) contro chi e che cosa, rimanda in cavalleria i tanti, inutili, sempre inutili, buoni propositi che erano stati formulati dopo l'ultima sciagura. Scena non luttuosa ma raccapricciante si è vista anche all'interno dello stadio, allorquando qualche (cosiddetto) tifoso di curva, s'è divertito a spedire insulsi ' bu, bu' ad un giocatore di colore napoletano, bravo, bravissimo sotto ogni profilo, fin ad innervosirlo, fin a farlo (incredibilmente) espellere da un arbitro ligio alla regola ma non al buonsenso. E così, noi, tutti noi, allo stadio, ma anche sul divano, non abbiamo potuto altro che 'sorbirci' l'ennesima performance di chi ha smarrito non solo il senso del rispetto umano ma anche quello per cui si assiste ad un moderno confronto sportivo. Non ci piace allungarci in analisi. Ce se sono fin troppe, sopratutto a posteriori, quando per certe sciagure poco o nulla si può più fare. Un suggerimento.Ma il problema, giusto che sia o meno il suggerimento, sarebbe mettere le autorità locali e nazionali in un contesto condiviso. Cosa, oggi, estremamente difficile. Demagogia, individualismo, frammentazione, partigianeria etc., non stanno creando infatti quel contesto diffuso, indispensabile e condiviso che conferirebbe l'autorità auspicata all'autorità designata. Senza legge ed autorità altro non c'è che 'homo homini lupus'.

LA CRONACA DAL DIVANO. Che questa sia una valle di lacrime lo sapevano anche qualche migliaio di anni fa, ma che di lacrime dovessimo riempire anche ( buona parte) dei giorni odierni, questa, forse, non è ( proprio) una ‘ normalità‘. Soprattutto se legati a momenti di sport, o se [...]

29 dicembre 2018 0 commenti

Non solo sport. F1. Lewis, sì, il trucco c’è: saper ‘buttar fuori’ l’avversario alla prima curva! Note dalla Serie A.

Non solo sport. F1. Lewis, sì, il trucco c’è: saper ‘buttar fuori’ l’avversario alla prima curva! Note dalla Serie A. Monza 2018. Si chiedevano ( giovedì scorso) dove il buon Lewis fosse andato a finire. Qualche lume ci soccorre ora. Infatti, che dire se fosse andato alla caccia di qualche 'consigliori' per battere ( ad ogni costo) una 'rossa' , sulla pista, diversamente, oramai imbattibile? Infatti, ( fin dall'inizio) eliminato l'avversario con 'manovra' pulita, addirittura applaudita soprattutto da alcuni nostri ( ridicoli ) pulpiti, s'è permesso perfino l'ardire di andare ad umiliare ( in duplice trionfale sfilata) quella infinita marea 'rossa', ricolma di bambini, che credevano ( e credono) in ben altro modo di fare gara. Di fare sport. Una domanda: giusto assegnare il lauro ad un sol pilota, quando per vincerlo si ' agitano' in tanti? Oltre misura. Senza pudori. Come nel caso del nostro buon Lewis. E su tutti, ancora una volta , quel buon voucher Bottas, che tra gli storici 'cicisbei' della F1 va guadagnandosi ( gara dopo gara) imperitura fama? Non solo ha ritardato volutamente il suo pit stop, ma ha anche contribuito al degrado delle gomme del (più) veloce Kimi e al ( decisivo) riavvicinamento del suo compagno-padrone al pilota finlandese ( ormai) in fuga, per poi superarlo ( agevolmente) a pochi giri dal fine gara. Campionato Serie A: Si sveglia l'Inter ( 0-3 al Bologna). Vince, manco dirlo , la Signora ( 1-2 al Parma). Si 'salva' il Ringhio con la sua banda che, grazie al saggio Pipita, riesce a battere ( 2-1 a San Siro) una Roma (senz'arte ne parte) all'ultimo secondo. Crolla inoltre il Napoli ( 3-0) del sor Carletto.

LA CRONACA DAL DIVANO. Monza 2018. Un commentatore, anziano, dall’autorevole  pulpito di Sky, ha detto ” Corsa segnata da un incidente in avvio di gara. Incidente la cui ( quasi) totalità di colpa va assegnata a Vettel”.  Un altro, giovane, ha raddoppiato ” Hamilton, questa volta oltre ad essere stato furbo, [...]

2 settembre 2018 I commenti sono disabilitati

Non solo sport. Ronaldo ‘punta’ la Champions. Lotito ‘sferza’ Simone. Il Diavolo ‘torna’ ai milanisti.

Non solo sport. Ronaldo ‘punta’ la Champions. Lotito ‘sferza’ Simone. Il Diavolo ‘torna’ ai  milanisti. Detto del calcio, degli appuntamenti in Campionato, passiamo uno sguardo anche sugli altri appuntamenti sportivi. Gallo dice no all'Italia. Deve preparare la stagione Nba. E ben ha risposto il gallo, che come tutti i nostri 'americani' una volta che sono riusciti a far Bingo per varcare l'oceano e diventare milionari, di andare a mettere a repentaglio tanta ( inattesa) fortuna manco ci pensano un attimo. Patetica appare dunque la Federazione basket che continua a messaggiarli per convincerli del contrario. Tra l'altro, se non andiamo errati, stando ai ( numerosi) precedenti, alla fin della veglia, ben se ne stiano dove sono approdati perchè il loro 'ritorno' ci risulta più danno che utile. Non ce ne vogliano il Gall0 e i nostri 'americani' , dunque, ma di italioti simili ne abbiamo a josa da smaltire, per cui facciamo volentieri a meno . Con tanto di baci e abbracci. Riprendono anche i rombi in pista. La F1 a Spa, la MotoGp a Silverstone. Con temi da dibattere molto diversi. A Spa, c'è da vedere se il nostro Seb con quell'auto che maneggia è in grado di strappare punti al suo ' miracolato' avversario; a Silverstone, invece, a parte le pur sempre interessanti categorie inferiori zeppe di nostri promettenti talenti, resta pur sempre in sospeso il contenzioso tra il Maestro di Tavullia e il Fenomeno catalano. Che anche quando cade non cade. Su quella Honda che riesce a far volare ovunque, mentre al nostro non resta altro che stare alla finestra, stretto stretto, per non volare gambe all'aria, su quel catorcio di Yamaka che continuano a dargli. Si preparano ai Mondiali volley anche le azzurre e gli azzurri. Che pur privilegiati dal fatto di giocare nei campionati top di specialità, non sono proprio tra i favoriti delle due prestigiose competizioni. Vediamo se, una volta tanto, ci smentiscono. Riportando entrambi i colori azzurri sul podio, magari sul grandino più alto. Una volta capitava. Non è (forse) ora di rinfrescare la memoria?

LA CRONACA DAL DIVANO. La prima non è andata male. Un po’ per tutti tranne, forse, per la Beneamata che partita in gran spolvero  s’è ritrovata invece  nella … polvere. E adesso passiamo alla seconda. La seconda di Campionato. Con qualche pagina da scrivere mica male: Juve-Lazio ( sabato, ore [...]

23 agosto 2018 0 commenti

Non solo sport. Il ponte del dolore, con sotto squali e coccodrilli. Ron e Carletto: bravi, buona la prima!

Non solo sport. Il ponte del dolore, con sotto squali e coccodrilli. Ron e Carletto: bravi, buona la prima! A pagare sono come sempre i soliti. Quelli che 'passavano' sul ponte o per andare al lavoro o per raggiungere la meta dell'agognata vacanza o per portare conforto ad altri. I 'soliti', insomma. Sui quali si stanno versando copiose lacrime da coccodrillo, perchè di questi problemi sono sempre meno quelli che se ne assumono il carico onde evitare che abbiano a ripetersi. E, in ispecie, che abbiano a 'bloccare' la vita nel suo spontaneo e gioioso manifestarsi, con un occhio al passato e un altro al futuro. Che resta pur sempre il metodo migliore per andare incontro alle 'necessità inderogabili' del progresso senza ignorare le ' i sofferti , geniali e generosi lasciti ' del nostro ( incommensurabile) passato. E veniamo allo sport. Al weekend di sport. Tutto incentrato, questa volta, sul pallone. O meglio su quel campionato da (almeno) un decennio relegato nel libro dei ricordi e, ora, improvvisamente, tornato nuovamente alla ribalta. Si va dicendo infatti che, quest'anno, abbiamo investito oltre un miliardo per potenziare le nostre (storiche) formazioni. Poco meno della Premier, che nella circostanza ha mostrato una sensibile diminuzione della spesa, quasi che la 'formula' trionfante usata da quelli d'Albione che del loro calcio non hanno esitato a vendere tutto, di tutto e a tutti ( oligarchi e sceicchi compresi), cominci a far cilecca. Troppo presto per pensarlo? Forse, sì, forse è meglio aspettare ancora un poco. Per noi, ad esempio, che al di là d'0gni interesse concreto possibile ed immaginabile, e da tempo immemorabile, abbiamo sempre tifato per la formula ' Juve' piuttosto che ' d'Albione', l'attesa ( in questo caso) conta. E molto. La prima di Campionato.

LA CRONACA DAL DIVANO. Intanto diciamo che in altri tempi, la giornata dello sport avrebbe lasciato spazio alla giornata del dolore. E del silenzio, in segno di ( profondo)  rispetto per quel dolore. Grande, inatteso, che ha colpito ( attraverso una città) un Paese intero. Ancora una volta alle prese [...]

20 agosto 2018 0 commenti

Non solo sport. Togliete quel catorcio al Maestro. Sennò chi ferma il grande Marc? Calciomercato a mille.

Non solo sport. Togliete quel catorcio al Maestro. Sennò chi ferma il grande Marc? Calciomercato a mille. Che va succedendo? Intanto l'evento degli eventi: il RonaldDay, sulla pista di lancio; eppoi tutti quei trasferimenti inattesi che stano facendo risalire la Serie A tra i top, se non al top dell'eccellenza d'Europa del pallone. Bonucci torna così da mamma Juve; lasciando partire ( non si sa con quale costrutto) il (promettente) difensore Caldara e il ( terribile) puntero Higuain verso San Siro. Che non è uno stadiolo da poco, intendiamoci, visto che là dentro sono state alzate ben 10 coppe dalla Grandi orecchie ( su una sessantina in totale). Non stanno però con le mani in mano manco le 'rivali'. La Beneamata, ad esempio, sta trasferendo i vice campioni del Mondo croati alla Pinetina. Dicono che stia inseguendo il 'piedelesto' Modric, del Real, stanco anche lui della megalomane tirannia del Florentino. Mentre Monchi, per la Lupa, va acquistando qua e là. Con jucio, certo, ma compra. Giovani, in prevalenza, di gran talento e ( si spera) di gran futuro. Tace in questa il Ciuccio, con quel DL che un giorno ne dice una e l'altro mille. DL ha anche messo le mani sul Bari, fallito, riproponendosi di risollevarlo verso i fasti d'un tempo. Non saremmo stupiti se tirasse fuori dal cilindro, a tempo debito, in extremis, e dopo il Carletto, un altro colpo di scena. E mentre vanno in pausa le auto, tornano le moto. Con quel Marquez che non accenna a riposare. Anzi, perfino, il suo maestro, fatica a calmarlo. Vabbè che il Maestro gareggia con un catorcio contro un fenomeno di moto, però così sfrontata ribalderia andrebbe riportata a più miti consigli.

LA CRONACA DAL DIVANO. va succedendo un po’ di tutto. Il pianeta calcio italiano, dato da anni per disperso nella galassia sportiva, sta invece per esplodere( o implodere) . Tra un botto e l’altro. Imprevedibili anche fino a qualche settimana fa. Con maximo gaudio audio  dei media, tutti, o quasi, [...]

2 agosto 2018 0 commenti