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Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’.

Non solo sport. Paperoni del pallone: Italia sempre più fuori. Tutti gli altri ‘inventano’ noi soli ‘ dormiamo’. Ascoltiamo ( leggiamo) sempre con interesse gli interventi del Gianfranco Teotino. Non sono campati per aria. Resta però il fatto che di qualche inciampo son vittime: e chi dice infatti che alle Coppe non si possa arrivare prima ( e contro) ogni contabilità, magari nel 2020? Le premesse ( in questa tornata) sono incoraggianti. Inoltre se è il danaro a farla da padrona, perchè le squadre di stato ( più o meno legali) degli sceicchi ( Psg e City) alle Coppe continuano a guardar attraverso il binocolo ? Mercoledì 15 gennaio, Teotino è tornato ad imperversare in 'Calcio di rigore' sulla infelice condizione economica del nostro pallone. Un mondo dove solo i ricchi ridono. I dati di Deloitte in questo senso sono impietosi. Senza tener conto di plusvalenze e trading dei giocatori, il bilancio del Barca si è chiuso ( ufficialmente) con 990 mln di ricavi, mentre per quello di previsione si paventa di oltrepassare ( per la prima volta al Mondo) il miliardo. La Juve, in tal contesto, non solo grazie a Ronaldo, è entrata nelle top ten del pallone, ma con quasi 400mln meno del Barca. E' cresciuta del 16%, ma meno del Barca ( +21, 7 %), del Psg ( +17,4%) e del Liverpool ( +17,7%). Recuperare il terreno è sempre più difficile per le italiane. Anche perchè le big non vivono più di soli diritti tivù. Che hanno ormai un peso che va dal 25% al 38%. Occorre conquistare quindi nuovi mercati, nuove entrate attraverso nuove iniziative commerciali e non, ma che noi con gli stadi che abbiamo siamo già dei miracolati a sentire che crescono gli spettatori. Con l'eterno manipolo d'indefessi ignoranti, ma crescono. Così come crescono i conti del pallone altrui. L'Inghilerra, Brexit o non Brexit, è arrivata alla vetta di 5,44 mld; la Germania ( che sorpassa gli Iberici ) a 3,16 mld ; la Spagna a 3,15 mld e l'Italietta nostra a 2,31. Come i gamberi. Gli altri volano, noi torniamo al palo, o quasi. Del resto qualche 'sveglio' in Europa ancora circola, da noi invece tra quelli che o 'tintinnegano' o ' mangian pane a tradimento' di 'svegli' ( al momento) non c'è manco l'ombra.

LA CRONACA DAL DIVANO. Sgoccioli dell’andata di Campionato. Nell’ultima, infatti, Inter e Atalanta, Lazio e Napoli, Roma e Juventus se le sono date di santa ragione. Creando momenti di calcio che non è che siano così scontati nei più celebrati tornei dell‘Altrove. Anche perchè, nel Belpaese, spettacolo vuol dire qualcosa di ( molto) diverso. Di suo proprio. Se non d’alternativo. In Premier, [...]

16 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Serie A: è tornata la più bella? Stadi: ancora in mano ai ‘tintinnega’? E gli spinaci di Popeye?

Non solo sport. Serie A: è tornata la più bella? Stadi: ancora in mano ai ‘tintinnega’? E gli spinaci di Popeye? Nell'ultima di Campionato, del 6 gennaio, la Juve ha travolto il Cagliari ( 4-0, con tripletta di Ronaldo) mentre l'Inter è passata ( con qualche spavento) per 1-3 a Napoli. La Lazio s'è liberata del Brescia, mentre la Roma ha dovuto subire un brutto stop per mano di quei pirati del Toro, che due palloni sono riusciti a mettere nella sacca della Lupa del Fonseca. A San Siro, ricolmo di nostalgia, oltre che di 60 mila spettatori, ha 'ri-debuttato' quel figliol prodigo dell'Ibra tanto atteso. Purtroppo, come dice il vecchio adagio, una rondine non fa primavera, e neppure Ibra ha potuto evocarla, limitandosi a constatare l'inconsistenza d'una manciata di giovanotti più figli di patatine fritte che di bistecche al sangue. Ora, Inter e Juve, restano appaiate in vetta a 45 punti, con due giornate ancora da disputare per chiudere il girone d'andata. La Lazio segue a 39, mentre è dalla formidabile Dea del Gasp ( 5 gol anche al Parma) che sale aspro odor di bruciato. Non sarà lei, proprio lei, a decretare ( nonostante lo storico macigno di Coppa) i verdetti definitivi? Insiste, lodevolmente, la 'rosea' sul tema stadi. Avanti così fin a risultato raggiunto. Intanto la parola è stata data ad Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, che ha lanciato un appello: ' Serve una agenda infastrutturale, si faccia sistema'. Al contempo, mentre lui si rasetta la cravatta, d' intenzioni lungo la Penisola ne vanno fiorendo diverse. Non solo sport. Questa volta con un argomento a noi caro. E sul quale sono in tanti a far da 'finti tonti'. Finalmente, si da atto a Braccio di ferro d'avere capito già nel 1929 le prodigiose proprietà degli spinaci. Lo conferma l'agenzia internazionale antidoping, la Wada. Che ha messo ' sotto osservazione' le foglie verdi tanto amate da Popeye e che potrebbe inserire nella lista dei prodotti proibiti nel gennaio 2021. Anche perchè chissà quanti, nel frattempo, qua e là, hanno seguito la geniale intuizione del simpatico personaggio?

LA CRONACA DAL DIVANO. Sta chiudendo l’andata di Campionato. Con una lotta al vertice che non si vedeva da anni. Alla Signora risponde la Beneamata, mentre l’Aquila e la Lupa ( brutto stop col Toro) cercano ( con qualche affanno) di tenere il passo. Nei celebrati campionati dell’Altrove, non è [...]

7 gennaio 2020 0 commenti

Non solo sport. Inchiesta shock del ‘Sole24Ore’ : ‘ Paradosso Italia, dove la ricchezza sembra povertà’.

Non solo sport. Inchiesta shock del ‘Sole24Ore’ : ‘ Paradosso Italia, dove la ricchezza sembra povertà’. Che il Belpaese non sia quel che si sbandiera, all'Estero ma anche da noi, non ci sorprende. E questo, più o meno, in ogni campo. Politico, economico-finanziario, della ricerca, del sociale, dello sport. port, calcio, ma anche economia, o meglio, finanza. Dove, quotidianamente, veniamo terrorizzati da omelie catastrofiche, spread svolazzanti su chiamata, baratri pronti ad aprirsi da un'ora all'altra. Ma stanno davvero così le cose? E c'è ancora qualcuno in questo Paese ( perennemente) diviso tra Guelfi e Ghibellini, Rossi e Neri, Salvini e anti Salvini, che veleggia super partes, pensando non al magro orticello proprio ma al gran campus comune? Forse, sì, non disperiamo. Intanto leggiamoci questa ( inattesa) inchiesta del colorato quotidiano milanese. Noto per trattare d'economia. Ma anche d' altro. L'Italia - si legge nella sopra citata inchiesta del Sole24Ore - resta un Paese polarizzato, anche se meno che altrove... Ciò che non torna è la fotografia fiscale dove il 5,3% è la quota di contribuenti che dichiarano più di 50 mila euro di reddito annuo e paga il 40% dell'Irpef... Il sommerso è probabilmente ciò che caratterizza l'Italia. Sommerso che per l'Istat vale 210 mld circa... Sommerso fatto di comportamenti border line, di zone grigie, di irregolarità elusive e furbesche, forse minute, ma diffusissime che, alla fine, diventano una gigantesca variabile macroeconomica ... In Italia il reddito complessivo è di 1200 mld ed è composto da stipendi e pensioni. La vera sorpresa è nel dato della ricchezza che è composta da immobili, strumenti finanziari, depositi e cash. Un Paese da record con 10 mila mld, 8,4 volte il reddito, un multiplo che in Europa non ha eguali: la Germania è a 6,5 mentre Francia e Gran Bretagna sono a 7,9. Il 50% della ricchezza dell'Italia è concentrata sul proverbiale mattone... Oltre a questi, ci sono dati che certificano un Paese che ( bene e spesso) non si vuol vedere. Il risparmio gestito, vale a dire il patrimonio accumulato dalle gestioni collettive e da quelle di portafoglio, è ormai di 2.280 mld e quest' ultimo dato del novembre 2019 è cresciuto del 13,9%. Si tratta di un ammontare di ricchezza quasi pari all'intero debito pubblico che, ad ottobre 2019, era di 2.447 mld. Gli Italiani non smettono di far crescere anche i depositi che sono ormai oltre 1700 mld, più o meno, quanto il Pil.

LA CRONACA DAL DIVANO. Che il Belpaese non sia quel che  si sbandiera,  all‘Estero ma anche da noi, non ci sorprende. E questo, più o meno, in ogni campo. Politico, economico-finanziario, della ricerca, del sociale, dello sport. Quando nel calcio  ci vengono a sbandierare altri tornei, per buona parte ci [...]

27 dicembre 2019 0 commenti

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi.

Non solo sport. Premier migliore della Serie A? Un po’ sì, un po’ no. Nell’attesa di ‘vedere’ nuovi stadi. Detto questo, però, non è che la tarda Serie A possa considerarsi men che l'agile Premier. Son belli loro, siam belli noi ( sia pure con qualche acciacco). Sennò, che c'è venuto a fare il plurimedagliato Cr7 in un agone come il nostro? E' rincoglionito o gli hanno detto che per ragionar di storia non c'è 'contesto ' più accreditato? Lui di storia deve intendersi, eccome, magari più e meglio del Messi da Recanati , accucciato da sempre e per sempre dentro una sola amorevole culla; o di quel genio maledetto del partenopeo Maradona, che per superare il magico Pelè s'era trasferito armi e bagagli da una grande di Spagna ad una media squadra del campionato italiano. Trasformandola d'incanto da Calimero a Cigno. E siamo belli perchè sono belli i nostri campanili che rendono infuocate e imprevedibili anche le diatribe più insignificanti. E i duelli più radicati. E i personaggi più impensati. Da noi il gioco non è una ( estenuante) cavalcata di 90/100 minuti dietro una palla, da noi il 'cencio' da strappare sotto la torre del Mangia è ben altra cosa. A volte esagerata. Ma che altrove manco immaginano. Soprattutto in Premier. E infatti mentre quando si guarda una partita loro si pensa sempre a cosa gli diano da manducare, da noi , invece, ci si scervella per immaginare qual diabolico artifizio frulli nella testa dell'uno o dell'altro dei contendenti. Perchè di ' punitio divina' si può essere sempre colpiti, quando men la si aspetta, anche per mano del più modesto in campo, tra un dettaglio e l'altro. Un articolo della 'rosea' sembra voler restituire ( giusto) valore e dignità al nostro (bistrattato) campionato. Che non ha bisogno di copiare da alcuno se non da se stesso. Ricco com'è di ' mille identità tattiche'. Che van da Sarri a Conte a Ancelotti, tre maestri del mondo del calcio ' tornati a percorrere i domestici tratturi, e che nessuno offre con la stessa ricchezza agonistica e studia con tante soluzioni. Dal calcio d'estate - sottolinea la 'rosea', che se non ci fosse bisognerebbe inventarla - arriva la conferma di una varietà tattica unica: i nostri otto top club, per esempio, usano sei sistemi diversi. Quando lo stesso sistema offre spesso interpretazioni divergenti. Ma con un comune denominatore: la voglia di ' far' gioco. Chi altri può offrire tanto? E se nessuno può, perchè ( arricchire) sempre l'orto del vicino e mai il nostro? Lo scorso anno squadre della Premier hanno fatto man bassa in Champions e in Uefa. Dopo anni. Forse per un altro ciclo ( l'ultimo successo inglese in Champions l'aveva ottenuto il Chelsea nel 2011/2012, bissando lo United del 2007/2008). Forse. C'è però da ammonire che, tra le tante altre cose, nelle 65 edizioni della Coppa dalla grandi orecchie fin qui disputate, per 27 volte in finale sono giunte squadre italiane. Praticamente un 45% ca, quasi a dire una edizione su due, percentuale che non avrebbe necessità di commento se non per ricordare a smemorati e incolti che ( in regime di libertà) si può celebrare chi, quando e come si vuole, senza però voler passare per cantori pindarici quando s'è null'altro che funzionari ( consapevoli o meno) di questo o quell' uffizio. O bacucchi, fateci quegli stadi, eppoi vedremo chi ( meglio) saprà riempire di stelle ( e di sogni) le sue maglie e chi no.

LA CRONACA DAL DIVANO. E insistono nel favoleggiare sulla ricca Premier, a lor dire il ‘ migliore campionato di calcio del Mondo’. S’ascoltano canti e peana a bizzeffe, anche se ( a dire il vero)  più che canti e peana ci sembrano entusiastici comunicati di qualche ufficio stampa di calcio e [...]

13 agosto 2019 0 commenti

Non solo sport. Milano-Cortina, fuochi d’Olimpia. Ragazze: Cina ko. Under 21 fuori. F1, formula noia.

Non solo sport. Milano-Cortina, fuochi d’Olimpia. Ragazze: Cina ko. Under 21 fuori. F1, formula noia. Il Cio ha assegnato a Milano-Cortina le Olimpiadi della neve 2016. Un successo ' politico-diplomatico-sportivo' che ci voleva. Per tirare fuori dalle secche uno sport italiano che rischia ad ogni ora d'invilupparsi come altri aspetti della vita nazionale. Politica in primis. In questo caso, facendo squadra tra realtà diverse, s'è approdati ad un riconoscimento non scontato ( solo 13 i voti di differenza) eppure, a suo modo, significativo. Ora occorrerà rimboccarsi e le maniche e mettersi al lavoro. Perchè tante sono le cose da fare. Tra queste alcuni impianti che potrebbero segnare il futuro ( non solo) sportivo di Milano, Cortina e delle Regioni coinvolte. Nella circostanza, infatti, Inter e Milan hanno annunciato l'imminente presentazione al Comune del progetto sul nuovo San Siro, circa 60 mila spettatori, poco distante dall'attuale impianto che dovrebbe ( in seguito) essere abbattuto. Dovrebbe, perchè ( manco a dirlo) tanti restano i nodi da sistemare. Da sciogliere. E sempre che il Comune voglia fare una scelta lungimirante o meno. Per dirla in breve, o come Torino o come Roma. In un caso guardando avanti, nell'altro arrancando nei meandri d'un passato torbido e inconcludente. Per quel che riguarda l'Under 21 il ' biscotto' annunciato s'è ( come da copione) materializzato. Infine un breve ( e ultimo) commento sulla F1 detta ormai 'della noia', chè di più non merita. Infatti ferma restando la situazione attuale, dove contro il lupo ( argentato) ogni ( sacrosanta) ragion non vale, di quanto andrà ad accadere sulle piste automobilistiche di qui alla fine anno non ce ne importerà un ' fico secco'. Che esultino pure gli altri, del resto sono rimasti così tanto a digiuno che per quel che spendono da qualche anno a questa parte possono anche festeggiare qualche piatto a base wurstel e crauti. Noi ci consoleremo con altri piatti. Ergo, i titoli che piovono dai tortignacoli Fia e loro accoliti se li distribuiscano pur tra loro. Per noi è solo carta straccia. Non ci fa piacere dirlo, ma se anche la 'rossa' cominciasse a pensare di abbandonare quella ( maldestra) compagnia ci farebbe felici. Intanto noi, per quel che potremo, non dedicheremo più riga alcuna ad un 'circus' che tale è ma solo per esibire i suoi comici simulacri senza la credibilità necessaria. Nello stesso tempo non seguiremo più telecronaca alcuna, nè gran premio, Monza compreso. Nostra speme è che in angolo del Pianeta i milioni di fans della 'rossa' condividano ( compatti) una ' richiesta di rispetto' che gli uomini di Maranello ( al momento) non vogliono ( o non possono) calare sulle piste.

LA CRONACA DAL DIVANO. Carne sul fuoco. L’assegnazione delle Olimpiadi invernali  2026; il temuto biscotto tra Romania e Francia nell‘Under 21; lo scontro calcistico mondiale al femminile  delle nostre ragazze  contro il continente Cina ; l’inutile F1 gestita da coloro che ‘ vincer vogliono costi quel che costi‘ ;  l’impazzare del [...]

24 giugno 2019 0 commenti

Non solo sport. Se n’è andato Niki, due volte mondiale con la ‘rossa’. L’ultima giornata di Campionato.

Non solo sport. Se n’è andato Niki, due volte mondiale con la ‘rossa’. L’ultima giornata di Campionato. Lui, il Niki, due volte campione iridato che proprio con la 'rossa' ( 75/77) più che con la McLaren ( 84) era salito nell'Olimpo degli immortali dello sport. Nel 77, infatti, dopo essersi assicurato il titolo, a due gp dalla fine del campionato abbandonò la 'rossa' consentendo di trasferirla nelle mani dell' (allora) imberbe Villeneuve, poi, per tutti (noi) solo e soltanto Giles, divenuto ( immediatamente ) il figlio più amato di Enzo, il Giove figlio di Crono, padre dell'automobilismo sportivo. Tanto, sinceramente, di lui abbiamo pensato. Allora. E in questi ultimi anni. Probabilmente perchè stando al qua, o al di fuori, d'un circus speciale non potevamo avere gli elementi necessari per meglio valutarlo. Per giustamente apprezzarlo. Soprattutto nelle sue 'sparate' più ingenerose. Come quando disse che alla ' Ferrari sarebbe stato meglio produrre spaghetti che auto da corsa' . E comunque, al di là delle sue battute, al di là delle sue esternazioni comunque sempre dirette e franche, al delle sue (troppe) esultanze col Toto al fianco, c'è una cosa il popolo della 'rossa' ( come suo costume) non dimenticherà mai: d'averlo avuto, negli anni Settanta, tra i suoi figli ( non ) prodighi ma (certamente) più talentuosi. E adesso che, ad appena 70 anni se n'è andato, sale forte il rimpianto di non esserci capiti. Quando occorreva. Fino in fondo. Anche perchè i figli della 'rossa' sol perchè suoi figli restano eterni. Raccolti entro un infinito 'cuore' senza tempo, assieme a tanti altri, viventi e non. Sali, Niki, sali, a far compagnia ai tuoi indimenticabili compagni in tuta rossa. Per proteggere di lassù le sorti d'uno sport ( altamente tecnologico) e ( pur sempre ) periglioso ed entusiasmate. Gli ultimi lampi d'un campionato non ancora deciso. Per l'Europa e per la Serie B.

LA CRONACA DAL DIVANO. Certo che c’infastidivano le sue esultanze ad ogni trionfo delle ‘frecce d’argento‘, accanto a quel genio del Toto che quando vorrà togliersi di dosso quel camice bianco da loco sterilizzato per mettersene un altro color ‘rossa’  passione sarà sempre tardi! Certo. Del resto, per un amante [...]

21 maggio 2019 0 commenti

Non solo sport. Di nuovo c’è una ‘ valanga azzurra’ che ci onora. Bravo Sinisa, il tuo Bologna ce la può fare!

Non solo sport. Di nuovo c’è una ‘ valanga azzurra’ che ci onora. Bravo Sinisa, il tuo Bologna ce la può fare! Altri sport. E mentre il Vale da Tavullia si prepara senza strombazzi a porre il decimo sigillo alla sua inimitabile epopea, anche la 'rossa' Ducati medita di mettere al bando quei due 'bravacci' d'Ispagna che alla maniera della coppia don Rodrigo - conte Attilio, si sono autocertificati quale dream team della moto. Forse peccando di ( periglioso) eccesso, anche perchè dalle nostre parti si dispone d'uomini e mezzi niente affatto disposti a lasciare passare il barbaro straniero senza colpo ferire. Stessa aura la si respira addocchiando l'altra nostra prodigiosa ' rossa', quella da Maranello, come sempre bella da morire, che come Marchionne chiese ( Todt o non Todt permettendo) farà di tutto per togliere dal video quei continui provocanti 'sorrisini ' entusiasti che fioriscono ( soprattutto) al termine di gare date ( obiettivamente) per perse e poi ( non si sa come) vinte. Vanessina Ferrari, reginetta della nostra ginnastica, s'è messa al collo l'oro nella prova di libera in CdM a Melbourne. Nel fondo Sprint Tc, Pellegrino e De Fabiani si sono guadagnati un bel bronzo, davanti alla Svezia. Mentre, la Brignone ha messo i suoi sci davanti alle altre nella Combinata di Crans Montana. La squadra azzurra sulle nevi, Sofia e Paris in primis, sta ritrovando così una sua marcata personalità vincente. Da autentica ' valanga azzurra'. Apre dunque il cuore leggere quella bella pagina sulla 'rosea' che mette in risalto i diversi risultati ottenuti nello sci alpino ai Mondiali di Are ( Svezia); nello snowboard in Utah ( Usa); nello sci nordico a Seefeld (Austria) e nello slittino naturale a Latzfons ( Italia).

LA CRONACA DAL DIVANO. Weekend interessante. E per alcuni versi di attesa. Soprattutto per i ritorni di Coppa che riguardano quattro squadre di calcio.  La Signora di Torino che a causa dell’attrazione  al brivido di mister Max avrà le sue  buone gatte da pelare per non farsi buttar fuori  dalla Champions [...]

25 febbraio 2019 0 commenti

Non solo sport. Coni? Molla la cassaforte! Ma, così, lo sport italiano si ‘riforma’ o si ‘incasina’?

Non solo sport. Coni? Molla la cassaforte! Ma, così, lo sport italiano si ‘riforma’ o si ‘incasina’? Ma che starebbe succedendo al vertice dello sport italiano? Nella legge di Bilancio da approvare ( si dice) entro fine anno, c'è la riforma del sistema sportivo. 'Sport e salute' sostituirà la 'Coni servizi' e avrà 370 mln ( 260 mln per le Federazioni), mentre al Coni resterebbero ' solo' 40 mln da ripartire. Si vociferava nel giorni scorsi sull'arrivo di novità importanti sul tema e queste sono arrivate. A mo' di terremoto, però, perchè di un cambio di rotta come questo in pochi avevano avuto il sentore. In pratica si (ri)passa alla gestione statalizzata dello sport nazionale. Un po' come in Francia ( che però ci sta ripensando) e in Spagna ( dove la dipendenza è dal ministero Cultura, Educazione e Sport). Con quali pro e contro? Al momento i più diretti interessati, il sottosegretario Giorgetti e il presidente Coni Malagò, se ne stanno cauti (forse) per ripensare con calma al faccia a faccia sortito qualche ora fa. Qualche Federazione, poi, sia pure ancora in fase di sbigottimento, spera, all'italiana, di ricavare un qualche tornaconto dall'epocale ritorno dello sport in mani statuali. Che dire, che pensare? Per quel che ci concerne, col solito spirito fuor di cordata, più che dei giudizi ci sentiam di manifestare un timore. Il timore che , come si va ormai facendo un po' per tutto quel che riguarda le buone cose nostrane, esempio, come per alcune grandi opere praticamente bell'e pronte ma già in procinto d'essere dismesse dalla furia irragionevole dei ' no', onde per cui ci assale il sospetto che,qui, ancora una volta, più che ad ammodernare per semplificare, ci si vada a (re)infognare nei soliti giri di parole e buone intenzioni che a tutto preludono fuorchè ad un sereno e proficuo futuro. In breve: lo sport azzurro naviga niente male ? Ma sì, incasiniamolo: sennò, che gusto c'è? Si è intanto svelato il prossimo Giro, che partirà da Bologna ( 4 arrivi in Regione, tra cui come ai vecchi tempi la cronoscalata di 34,7 km del Titano) e si concluderà all'Arena di Verona. Come nel 2010, vinto da Basso su Arroyo e Nibali. Il 22 maggio, non scordiamolo, il Giro giungerà alle ' terre di Coppi', immortale airone, il più 'grande' pedalatore di sempre. Infine, il 'ciao' commosso e senza tempo di Ponte di Piave alla sua grande Sara.

LA CRONACA DAL DIVANO. E mentre ci si rassegna ad accettare una allegra e mal ripartita  ’ combriccola’ al governo, con tanto di progetti e decreti, che nascono e muoiono dall’alba al tramonto, e che manco il cane di don Camillo appoggia, generando quindi sconforto e brutti presagi, spunta un [...]

31 ottobre 2018 0 commenti

Non solo sport. Metà agosto: caldo, afa. Ma anche l’azzurro terso del ‘rinato’ sport italiano.

Non solo sport. Metà agosto: caldo, afa. Ma anche l’azzurro terso del ‘rinato’ sport italiano. Eppure il cielo, sullo sport del Belpaese, è azzurro terso come mai da anni. Da qualche altra parte abbiamo cercato un sunto, difficile però perchè gli allori piovono da ogni dove. Ad esempio, se guardiamo il medagliere del nuoto europeo ci siam scoperto una superpotenza, con ' ragazzi' pronti ad esibire prestazioni fuori di testa. E a noi che pensavamo d'avere esaurito le nostre cartucce, l'Araba Fenice da qualche parte appollaiata lungo la Penisola, ci ha fatto doni incredibili. Per gli altri, ovviamente, noi per noi italici, abituati a venire fuori quando gli altri manco lo aspettano. Solita cornucopia popolare, a dispetto di pletore di dirigenti e addetti ai lavori ( spesso) e volentieri capaci solo di far danni o ( nel migliore dei casi) di non muover penna. Si veda la situazione stadi e impianti. Al San Paolo di Napoli, per via di quel fenomeno di Sindaco e altri collegati che manco san far partire un cantiere, la società Calcio ha rinunciato agli abbonamenti. Cose che l'Altrove non capisce. Cose uniche, in esclusiva mondiale. E di cui , in un certo senso, sinceramente, anche a noi sfugge il costrutto. E comunque andiamo verso il 'cuore' dell'estate. Con quel Ferragosto che andrà a festeggiarsi qua e là per lo Stivale. Con tante novità. Sportive. Come il Campionato che, quest'anno, parte sparato già a metà agosto. Un campionato tornato al top. O meglio, avviato a tornare al top, grazie anche alla pax britannica che sembra avere calmierato la fame degli alligatori che da tempo navigano nelle acque dello sport più remunerato ( e remunerativo) e più seguito.

LA CRONACA DAL DIVANO.  Caldo, afoso, e quindi insopportabile. Con qualche temporale improvviso che spaventa. Eppure il cielo, sullo sport del Belpaese, è azzurro terso come mai da anni.  Da qualche altra parte abbiamo cercato un sunto, difficile però perchè gli allori piovono da ogni dove. Ad esempio, se guardiamo il [...]

15 agosto 2018 0 commenti

Non solo sport. Napoli e Milan avanti tutta.Riparte la Serie A, verso l’ alto. Quanto in alto? Sosta auto e moto.

Non solo sport. Napoli e Milan avanti tutta.Riparte la Serie A, verso l’ alto. Quanto in alto? Sosta auto e moto. Tra l'altro, quest'anno, che va ad iniziare a breve, sarà estremamente interessante seguire la nostra disputa per il ranking Uefa con Premier e Bundes. La Premier ( terza) ci sopravanza di un' inezia; la Bundes ( seconda) di due punti circa. Distanze colmabili, soprattutto se le nostre resteranno sul pezzo durante l'anno e torneranno in finale. Operazione fondamentale. Restare nei primi quattro posti del ranking Uefa infatti vuol dire conservare le quattro squadre Champions ( senza preliminari) e, sopratutto, mettere a tacere tutti quegli sfigati che non fanno altro che portare acqua agli altrui tornei scalando, ad ogni ora di più, il nostro. Il quale, moribondo ma non già morto, grazie anche ai voluminosi acquisti di Milan,Inter e Juve, sta ( poco alla volta) ricollocando ( nella messianica attesa di nuovi stadi) il vecchio, caro Scudetto dov'è sempre stato. Dal Dopoguerra fin ad un decennio fa. Ovvero al vertice del movimento calcistico europeo e mondiale. Ultima ora: attacco Isis a Barcellona. Il nostro cordoglio per le vittime e la nostra vicinanza alla città catalana.

LA CRONACA DAL DIVANO. Il Napoli, anche in undici contro nove, non riesce andare oltre lo 2-0 con quelli del Nizza privi di Balo e Sneiyder. Due reti ( senza subirne) non è poco, ma neppure quanto basta per mettere il Ciuccio al riparo  accanto ad  una comoda mangiatoia. Il [...]

16 agosto 2017 0 commenti