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Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga.

Non solo sport. Europa: cambio della guardia alla Presidenza. Buon lavoro, Cancelliera! Serie A: Juve in fuga. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di gara. Lo fa il calcio, lo fanno tutte le altre discipline. Intanto, per la tredicesima volta dal 1958 la Germania assumerà in luglio la presidenza di turno dell'Unione europea. In un momento difficile, se non decisivo. Tredici anni fa la Germania si adoperò in tre grandi direzioni: il trattato di Lisbona, la dichiarazione sul 50° anniversario del trattato di Roma e il pacchetto su obiettivi ambientali. Oggi, a distanza relativa da quel passaggio, la Germania sta cercando di mettere in mostra una nuova leadership. Richiesta. Indispensabile. Perchè forse mai come oggi l'Unione è in serio pericolo. La pandemia tuttora in corso ha inceppato l'economia. Gli Usa sono ormai un alleato tentennante. Mentre paesi come la Cina non nascondono la loro ambizione d'essere un soggetto planetario. Mai come oggi l'establishment germanico ha toccato con mano quanto l'Unione e il suo mercato siano ' un porto sicuro da preservare e da difendere'. Se attraverso l'asse con la Francia o meno è da vedere. Importante è che si ragioni cercando di non infierire sui Paesi in maggiore difficoltà, ma di sostenerli. La Francia stessa è un Paese in forte difficoltà. Si parla quindi di mutualizzazione del debito. Che non è beneficenza ma lungimiranza. Prima si tolgono dal fuoco le castagne in difficoltà meglio sarà per tutti. Per la Germania in primis. Da un decennio i tedeschi frenavano su ogni ipotesi di condivisione dei rischi. Oggi invece, rinunciando a quella gabbia di ferro del Patto di stabilità, accettano la ' generosa politica monetaria della Bce' e (soprattutto) fanno propria la necessità di finanziare a livello comunitario la ripresa europea. Il ripensamento è notevole.Forse giunto in tempo per salvare l'idea di una nuova, grande Nazione. Mettendo grinta nel motore. Anche nei confronti d'un sistema centralizzato e durissimo come quello cinese, finora trattato con inspiegabile leggerezza come stanno facendo alcuni nostri corrispondenti da quel Paese che tutto rivela fuorchè quello che gli si ritorce contro. Nascondendo obiettivi planetari evidenti. In un tale scenario, meglio far finta di niente o ( cominciare) a prendere le opportune misure di salvaguardia? Il presidente Steinmeier ha avvertito i suoi connazionali:' Dobbiamo preservare l'Europa. Dobbiamo pensare, sentire, agire da europei. Se non preserveremo l'Europa, anche dopo questa epidemia, allora mostreremo di non meritare la liberazione celebrata lo scorso 8 maggio'. Sembra, questo, il chiaro combaciare con il lungimirante e ripetuto 'messaggio' del nostro 'grande' Presidente. Buon lavoro, signora Cancelliera. Se è vero che è stata la Prussia a fare Germania e il Piemonte a fare l'Italia, perchè non lasciar fare altrettanto per l'Europa?

LA CRONACA DAL DIVANO. Lo sport, arrancando, cerca di riportarsi sui campi di  gara.  Conte e il suo governo invece  cercano di stare in gara. Con quei ‘frugali‘ che qui e là ‘rompono‘ quanto più possono. Per proteggere stoltamente gli orticelli loro, poveracci, visto che senza far squadra son solo staterelli [...]

27 giugno 2020 0 commenti

Non solo sport. ADL all’attacco: ” Se qui non garba, vadano pure in Cina!”. Sor Berlusca, spieghi un po’ ?

Non solo sport. ADL all’attacco: ” Se qui non garba, vadano pure in Cina!”. Sor Berlusca, spieghi un po’ ? Fosse per noi, gli daremmo l'Oscar della più bella intervista dell'anno. Sincera. Opportuna. Esaustiva. Meritata, insomma. L'ha rilasciata alla 'rosea' ( venerdì 18), con tanto di nomi e cognomi. L'eroe mediatico questa volta è senza dubbio alcuno il buon ADElle ( al secolo Aurelio DeLaurentis, patron del Napoli). Che, a volerlo punzecchiare, quando è in vena, non le manda a dire a nessuno, proprio a nessuno. A cominciare dal capo Uefa, Ceferin, per allargarsi su alcuni dei suoi rampolli: Insigne, Mertens, Collejion e così via. ' Insigne? Non lo capisco. Non capisco - spiega DiElle - perchè a Napoli, a casa sua, non debba essere felice. E' un gran giocatore, glielo riconosco, ma se ritiene che la sua avventura col Napoli sia finita qua, allora s'impegni per non restare un incompreso...'. Come dire: se credi resti, altrimenti ben si metta in viaggio verso altre mete. ' I casi Mertens e Collejon che hanno i contratti in scadenza? Nulla di speciale. Entrambi infatti - spiega ancora - sono legati al Napoli. Il Napoli è un club da amare, come una bellissima donna. A loro due ho presentato una offerta otto mesi fa e di certo non posso andare oltre quanto loro proposto. Se poi vogliono andare a fare una vita di m... o le marchette in Cina, allora vadano pure'. Fossero tutti così spicci e chiari, forse, il calcio nostro ( e non solo) sarebbe diverso. O anche come quello che i (romantici) affezionati sognano da quand'erano in fasce. E vedon sgretolare giorno dopo gioco, con l'incalzare di ' stormi d'uccelli neri' attratti più dai danari che altro. Non capendo che, in fondo, se tutta la baracca regge, non è per questo o quel dirigente o sponsor o giocatore, ma ( solo e soltanto? ) per l'infantile passione che tiene legate folle sterminate, dai colori diversi, sulle tribune ( e non solo) del pianeta calcio. Linguaggi come quello del sor DiElle sono rari. Di qua e di là d'Oltralpe. L'avessero usato a tempo giusto quelli della Beneamata con il Maurito della Wanda o il Perisic della Premier finito in Bundes , chissà che ora non fosse più agevole la risalita? Verso l'Europa. Verso lo scudetto. Che per la Beneamata restano ancora una palmo sotto a quanto richiesto da quegli agoni, già prenotati da squadre da ben altro tempo strutturate e predisposte. Se la sta passando male, veramente male, il glorioso Diavolo. L'infelice passaggio cinese avallato dal sor Berlusca potrebbe risultare un tunnel senza uscita. E qui qualcuno è ora che venga chiamato a spiegare le sue responsabilità. Infatti non si può assistere al naufragio della squadra ' degli Immortali', senza battere ciglio. Se il sor Berlusca ha dato il meglio nel quarto di secolo a lui nomato, spieghi perchè ha dato il peggio nei giorni dell'addio.

CRONACA DAL DIVANO. Fosse per noi, gli daremmo l’Oscar della più bella intervista dell’anno. Sincera. Opportuna.  Esaustiva. Meritata, insomma.  L’ha rilasciata alla ‘rosea‘ ( venerdì 18), con tanto di nomi e cognomi. L’eroe mediatico questa volta è senza dubbio alcuno  il buon ADiElle ( al secolo Aurelio DeLaurentis, patron del Napoli). [...]

18 ottobre 2019 0 commenti