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Non solo sport. Sicuro che c’è una Germania che crede nell’Europa? Riparte il calcio? Giro, e solo Giro.

Non solo sport. Sicuro che c’è una Germania che crede nell’Europa? Riparte  il calcio? Giro, e solo Giro. Dalla Germania arriva anche quel raggio di sole che libera dalla quarantena il campionato di calcio. Ancora una volta sembra tutto dovuto ( formalmente) alla signora Cancelliera, in realtà i 'tugnini' se non si affrettano a dar corso al loro maggior torneo calcistico, rischiano di vederselo ridimensionare di brutto da un giorno all'altro. Come potrebbe capitare alla planetaria Premier o alla Liga dei due Panda. Che, a quel che pare dall'affare Messi-Lautaro-Messi, sembrano i nobili Trao del Mastro don Gesualdo, che si muovono come ai vecchi tempi,senza accettare quanto possono con i nuovi. Aspettiamo il responso post pandemia. Che non dovrebbe trovare in posizione ideale la nostra Serie A, che potrebbe ripartire a breve, ma che intanto può solo allenarsi. Saltare la fine, potrebbe voler dire un salasso in termini ( soprattutto) di diritti tivù ( davvero) esorbitante. Tale, se non erriamo, da farci ripiombare all'età in cui dei legionari davano calci ad una vescica d'animale gonfiata per trascorre i momenti di tregua. Fatto è anche il calendario del ciclismo. Non semplice , non del tutto certo, visto che a dar ordini è il misterioso virus cinese. Tuttavia, tanto per ribadire che in Europa prima si fanno i cacchi loro e poi gli altrui, hanno messo il Tour dal 29 agosto al 20 settembre, e il Giro dal 3 al 25 ottobre, in contemporanea con la Vuelta, dal 20 ottobre all' 8 novembre. Stupido. Che da noi a dirigere s'infilino sempre i peggiori, i cosiddetti incapaci, lo sappiamo dai tempi dell'infanzia; abbiamo quindi imparato a difenderci da soli, come quei medici ed infermieri che pur di sacrificarsi non hanno voluto mancare a dare di sè prove di dignità e valore. All'altezza di un Paese che non sa farsi rispettare. Per quello che è e non per quello che gli invidiosi vogliono far apparire. In breve, fate come noi che del Tour 2020 non ce ne fregherà niente, proprio niente. Perchè quel che aspetteremo sarà solo e soltanto il fruscio di quelle ruote che, qui, più che altrove, Tour compreso, scivolando leggere tra ali di gente in festa ci recano da sempre i più grandi campioni di sempre. Passiamo agli stadi. Chè da quelli, una volta messo in cantina il virus, dovrà ripartire il calcio. La situazione non è rosea, anche se è la 'rosea' che non li molla un attimo. Genoa e Samp, restyling in corso; Viola potrebbe farsi un Franchi nuovo, ma tanto fa per per far perdere la pazienza a mister Comisso; Inter e Milan, trattano; Bologna, lavora a progetti definitivi; Spal, da poco riqualificato; Sassuolo, stadio di proprietà rifatto; Juventus, impianto moderno di proprietà che ha il solo difetto di essere limitato nei posti; Lazio e Roma, tutto dentro la mente degli dei; Verona e Brescia, senza vincoli ambientali, sperano; Udine, mosca bianca; Cagliari, sede provvisoria; Lecce, fatto un restyling; Napoli, ristrutturato l'anno scorso; Torino, s'accontenta al momento dell'Olimpico 'Grande Torino'. Da due mesi, assicura la 'rosea', in Lega si sta lavorando per il futuro. Il calcio italiano chiede una brusca accelerazione sul fronte infrastrutture e chiede al Governo aiuti concreti agli imprenditori che sono pronti a creare un qualcosa che servirà, di sicuro, al club ma che porterebbe benefici economici ( soprattutto) alla città. Tutto chiaro, eppure i 'bacucchi' vecchi e nuovi di misto genere, faticano da matti a capire. E a fare.

LA CRONACA DAL DIVANO. Non vogliamo pensare che con tutto quello che c’è stato  (neppure ) 80 anni fa, pur nel rispetto di lutti e macerie, sia rimasto nelle simpatie dei Tedeschi. Di buona parte dei Tedeschi. Ma solo di quella schiera che in certi eventi storici può sopravvivere perfino [...]

7 maggio 2020 0 commenti

Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio.

Non solo sport. Stadio San Siro: Milan e Inter ‘aprono’ al buon Sala. Scudetto: ‘ sfida’ Juve, Inter e Lazio. Questione stadi. Aggiorniamo. Una volta si diceva che Milano era la capitale reale e Roma quella istituzionale. Per indicare, in pratica, due mondi opposti: il primo quello del fare, il secondo quello del dire. Una volta, perchè adesso le cose si sono talmente ingarbugliate che ( pur con qualche distinguo) non si capisce più dove stiano di casa i 'tintinnega' o gli ' uomini di buona volontà'. A Roma c'era da fare un' Olimpiade (estiva) che ( come quella del 1960) avrebbe cambiato non poco il volto dell'Urbe, ed è stata ( letteralmente) snobbata. A Milano c'era da fare un Olimpiade (invernale) e ( l'occasione) è stata ( pienamente) colta. E fin qui tutto bene, come historia docet. A Roma c'è da fare uno stadio come Eupalla comanda e manco per il cavolo ci si affetta a farglielo fare. A Milano c'è da fare uno stadio ( anzi, con lo stadio, una parcella dimenticata della città) e anche qui manco per il cavolo ci si affretta a farglielo fare. E qui tutto male, visto che la storia comincia a non insegnare più nulla. Al punto che Sabini e Lumbard sembrano, improvvisamente, essersi fotocopiati. Dentro i loro soliti anonimi consigli comunali tintinnega, nelle solite interminabili (pretese) burocratiche, nei soliti nodi da sciogliere che manco chi li avvolge sa come scioglierli. Morale: l'uno progetto e l'altro latitano, in attesa non si sa ben di che cosa, impedendo allo sport di quelle due popolose metropoli passi in avanti indispensabili. Clarissimi. Auspicabilissimi. Tanto per togliere alibi ai tintinnega che sono riusciti ad accasarsi sotto l'ombra ( laboriosa) della Madonnina, Milan e Inter ( o Inter e Milan) hanno proposto al Comune tutto il proponibile. Ad esempio: si sono detti disposti a pagare da subito il diritto di superficie con l'impegno di studiare varianti al progetto iniziale per non cancellare ( del tutto) quel mito ( ingombrante) del Meazza. Speriamo che al buon Sala, e ai suoi, questo basti, se non altro per mettere mano quanto prima a calce e mattoni. Perchè, qui, anche se a costoro non pare, il divario tra il nostro calcio e quello dell'Altrove s'amplia ogni ora di più. E non vorremmo che si arrivasse a decidere quando oramai gli altri sono diventati un lontano miraggio. Se allo sportivo Sala basta far da comparsa, lo faccia pure, lui con i suoi. A noi, di comparse, tanto per fare un esempio, bastano gli azzurri del rugby, giunti alle 23 a sconfitta di fila. Al punto che in giro qualcuno prospetta di chiedere alla (loro ) Federazione i danni per ' vilipendio della maglia azzurra'. Sulla XXII di Campionato, da registrare il fatto che il duello continua. Tra Juve, Inter e Lazio. Continua più bello che pria. E che nell' Altrove, donde sulle rispettive sorti finali sbadigliano già da un po' e un po' dappertutto.

LA CRONACA DAL DIVANO. Chiude gennaio, apre febbraio. Il tempo vola. Come le nostre ragazze delle nevi, con Brignone e Goggia oro e argento nel SuperG di Coppa. Come il Calciomercato che ha chiuso finalmente la finestra invernale, con qualche interessante passaggio di maglia. Come lo  straordinario ( milanista) Djoko che s’è [...]

2 febbraio 2020 0 commenti

Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia?

Non solo sport. Milan: arriva Ibra, svegliarsi ! Vale: resto o vado? Toto/Hamilton: finita la pacchia? Sui media ( a corto di news ) a furoreggiare è il 'vecio' Slatan, 38 anni, venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto) a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il metodo contano i risultati, per portare fuori dal tunnel quella squadra dapprima amata e poi abbandonata, impietosamente, da quel signore che ( ora) aspetta ( soltanto) il Monza 'per sbancare' San Siro. Come detto, in queste giornate d' inizio 2020, le news non sono molte. E succose. C'è il calciomercato, com'è ormai abituale, ma fra intenzioni e fatti sempre in alto mare. La Signora, piuttosto, che prima fa e poi ciancia, ha chiuso per Kulusewski, 19 anni, svedese dall'Atalanta. La Beneamata tenta Vidal in rotta col Barca dal braccino corto; mentre aspetta Eriksen, ma da questa estate. Nel contempo, parola al don Fabio, che dopo anni esternazioni (assai ) discutibili, ha preso ( finalmente) a farci apprezzare la sua lunga, attenta, divinatoria competenza in fatto di pallone giocato e non. Ora i suoi interventi illuminano Sky. Per il nostro Vale, magister inter magister di moto, c'è in corso un ultimatum: ' O la va...le o la spacca'. Nel senso, che ' Se quest'anno vado, bene, resto; se non vado, invece, mollo tutto e vado a scorrazzare sulla pista del Ranch'. In tal prospettiva, chiaro è che ' cado non cado' avrebbe campo libero per battere, ribattere, tribattere, i record del Maestro e puntare a quelli ( finora ritenuti irraggiungibili) dell'ombroso Ago. La truppa mista d'imberbi ( il siculo-francese Quartararo compreso) e di ' veterani' ( Dovi in primis) ( ad esser sinceri) non ci sembra in grado di opporre se non una sporadica e orgogliosa difesa al cataluno. Anno sabbatico invece, per le auto di F1, con la coppia Toto/Hamilton pronta a trasferirsi sulla luna. La nostra speme, si sa, è rivolta ancora una volta verso quella prodigiosa macchinina rossa che, sol e soltanto lei, ci dona momenti, storie e personaggi senza tramonto. Contiamo sul ragazzo, 21 anni, monegasco del feudo dei Grimaldi genovesi. Che come avversario dentro e fuori pista potrebbe trovare più che quel Lewis dei record , quel Tappen delle Terre basse finora specializzato in ' sfascia rosse' e che le 'rosse' ama ( ricambiato) come Annibale i Romani. Vorremmo dedicare qualche (meritevole) riga in più agli azzurri della neve. Con Dominique e Dorotea sugli scudi. Ma anche a quelli del volley che hanno la sorte di giocare nei due campionati più belli e forti al Mondo. E non possiamo certo esimerci dal ricordare ai giovani quel prodigioso uomo bianco -celeste che ha folgorato d'entusiasmo l'Italia e l'Europa del Dopoguerra. Ci ha lasciati esattamente 60 anni fa, il 2 gennaio 1960. In tanti hanno cercato di obliarlo con altri ( pur validi colleghi ) e in ogni occasione. Ma invano. Perchè quando i miti interpretano i palpiti segreti dei popoli restano eterni. Irripetibili. Unici. Dunque, gloria a te, o imperituro e solitario Grande Airone !

LA CRONACA DAL DIVANO. Sui media ( a corto di news )  a furoreggiare è il ‘vecio’ Slatan, 38 anni,  venuto al Milan per dar nerbo (soprattutto)  a quegli smidollati che disonorano una maglia tra le più prestigiose al mondo. Speriamo riesca nel compito, anche perchè qui più che il [...]

2 gennaio 2020 0 commenti