Non solo sport. Risale il calcio. Tornano nel Belpaese in tantissimi. Mentre la ‘rossa’ rugge: ‘ Ora basta!’.

Non solo sport. Risale il calcio. Tornano nel Belpaese in tantissimi. Mentre la ‘rossa’ rugge: ‘ Ora basta!’. Dovremmo parlare di 'ritorni'. Nel calcio ( e nello sport) tra i più vilipesi ( e gloriosi ) del Pianeta. Vediamo di stilare un mini elenco, ad uso e abuso dei nostri milioni di esterofili, nella speranza ( ovvio) di non omettere ( almeno) i più significativi. Nella pallavolo torna quel mito di don Julio, al quale hanno pensato bene di affidare la riorganizzazione dei vivai azzurri. Nel basket è rientrato sotto l'ombra della Madonnina quel gran tecnico che ha conquistato ( perfino) l'NBA, tale maestro Messina. Nel calcio hanno rimesso piede nel sacro suol del Belpaese, dapprima il Carletto ( sotto il Vesuvio), eppoi il Conte Dracula ( sotto la Madonnina, sponda nerazzurra) e quindi il buon Sarri ( sotto la Mole antonelliana, sponda bianconera). E ce ne sarebbero altri. E non solo italici. Come quel Paul Podgba che stanco del campionato ( e della squadra) più ricco(a) al mondo, potrebbe rivestirsi dei colori della zebra. Non male per quegli illuminati che da tempo immemore cercano di ' tenere lontana' quanta più gente possono da questo Paese. Avremmo qualcosa da ridire anche sugli itali trapiantati in altre regioni della Terra. Alcuni in ambasce ( come Michelone Platini), altri in posizione non amabile ( come il Giacomo Pallotta, padre padrone della Lupa), altri infine ( come il Rocco della Viola) pervasi dal giusto fuoco del migrante che partito qualche lustro fa povero e disperato torna ora ricco e felice per dimostrare quanto talento continui a sprecare questo ( suo, nostro) straordinario loco planetario. Una menzione speciale vorremmo rivolgerla a Leo Messi , di ceppo marchigiano recanatese, che dei suoi ( illustri) avi poco o nulla ( finge?) di conoscere. Infatti ci riesce difficile, pur cercando di (ri)valutare al meglio le ingenerose e tormentate traversie a cui sono stati costretti i nostri migranti e le loro famiglie, non avvertire in questi nostri 'figli' ( almeno) l'orgoglio d'essere 'frutti dispersi' d'una madre 'antica, illustre e rigogliosa' che ha impiegato secoli per realizzare dna straordinari. Suoi e non d'altri. Perchè come ben si sa non è ( e non sarà) qualche lustro di ' jus soli' ad indicar chi siamo, ma solo e soltanto quell'immemore 'jus sanguinis' che scorre ( e scorrerà) nelle nostre recondite profondità chissà per quant'altro tempo ancora.

LA CRONACA DAL DIVANO. Dovremmo parlare di ‘ritorni‘. Nel calcio ( e nello sport) tra i più vilipesi ( e gloriosi ) del Pianeta. Vediamo di stilare un mini elenco, ad uso e abuso dei nostri milioni di esterofili,  nella speranza ( ovvio) di non omettere ( almeno) i più [...]