Non solo sport. Amore vero tra il ‘leone’ e la ‘rossa’. Real: vera gloria o solo ‘ rapina del secolo’?

Non solo sport. Amore vero tra il ‘leone’ e la ‘rossa’. Real:  vera gloria o solo ‘ rapina del secolo’? L'impresa vera è arrivata dalla pista sul deserto. E dove una 'rossa' guidata da un leone alemanno ha (sapientemente) frustrato le aspettative d'un re nero e della sua ' freccia d'argento'. Roba d'altri tempi. Che riavvicina le folle del Pianeta allo sport delle auto da corsa in pista. Riecheggiando storie trascorse. Dimenticate. Fabulose. Come quelle scritte (intorno) agli anni Trenta, quando scendevano a confronto le strabilianti realizzazioni della nascente industria dell'automobile. Speriamo solo che qualche incolto d'Oltreoceano non venga ( più di tanto) a graffiare scarabocchi su un libro abituare a scrivere e leggere storie e personaggi con la penna e la cetra di Omero. E adesso rivolgiamoci armi e bagagli sul nostro (tribolato) calcio. Il recente finale dei quarti al Bernabeu tra Real e Juve che altro è se non la dimostrazione dimostrata di questo pensiero, un tempo isolato sospetto, e ora sempre più certezza confermata dagli accadimenti? Nella storica serata, i bianconeri sono scesi nel catino madridista con lo svantaggio di un ( inatteso) 0-3 subito in casa. Un risultato che li umiliava. E hanno voluto reagire, dimostrando ( vivaiddio!) che il calcio nostrano è tutto fuorchè morto; e, in ispecie, tutto fuorchè inferiore ai forsennati ( e organizzati) corridori iberici, che vincono un po' alla Marquez, ovvero ' in ogni caso e con tutti i mezzi'. Eppure, dapprima l'umile Roma, eppoi l'orgogliosa Signora, hanno chiarito che le cose stanno ben diversamente. Ora, quelli della 'rosea' e loro contigui, si faranno in quattro per dimostrare che i nostri sono ferri da cavallo e non valori antichi e tuttora vivi e vegeti dello sport metafora della nostra vita. Donde più che a imparare possiamo insegnare. Sì, perchè da qualche tempo noi balbettiamo mentre gli altri strillano. Senza ritegno. Anche davanti a lectio magistralis di storica portata. Il bello è che a fornire designazioni arbitrali Uefa è un italiano. Certo Collina, un tempo ottimo arbitro, e ora, come ci ha fatto capire il presidente Agnelli, facitore delle nostre ( più o meno) eclatanti sventure. Nulla di nuovo sotto il cielo del Belpaese. Lamentava infatti secoli fa il sommo poeta: ' Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta...'.

LA CRONACA DAL DIVANO. E’ stato un weekend palpitante. Anche oltre misura. Con la Roubaix rattristata dalla morte ( per infarto) del 23enne belga Goolaerts. E la moto avvelenata dal comportamento d’un giovane fenomeno allevato in maniera ( per buona parte ) sbagliata da una generazione ( in molti versi)  [...]