Misure anticrisi, entro il 5 dicembre il pacchetto Monti.

Misure anticrisi, entro il 5 dicembre il pacchetto Monti.
Governo Monti guida l'Italia.

GOVERNO MONTI & MISURE ANTICRISI. Per il 5 dicembre è previsto il nuovo Consiglio dei Ministri durante il quale verrà finalmente discusso il primo pacchetto di misure anti crisi. Questo è quanto riferito da palazzo Chigi. Durante il vertice interministeriale di sabato scorso, cui hanno preso parte  oltre al premier i ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Pietro Giarda, Enzo Moavero Milanesi, è stato definito un primo pacchetto di misure per seguire la strategia della crescita, della stabilità e dell’equità. Non si tratta della manovra né delle grandi riforme che saranno approvate in seguito.

IL CONTENUTO DEL PACCHETTO ANTICRISI.  Nel rispetto però dei vincoli europei, quello che dovrebbe contenere la manovra, la ventesima negli ultimi dodici anni, è l’ insieme di nuove tasse (poveri noi) e tagli alle spese che dovrebbero rappresentare circa 575 miliardi di Euro, più di 6.000 Euro ad italiano.

Dentro il pacchetto vi sarebbero tutti “i grandi titoli” delle questioni cruciali che l’esecutivo intende affrontare: dalla riforma del fisco a quella del lavoro, dalla concorrenza alle liberalizzazioni, alle pensioni. Insomma, un primo passo ma equilibrato, equo e che dia il segno della strategia del governo.

Circa i contenuti delle disposizioni in arrivo, tra quelle immediatamente congiunturali e quelle più strutturali che come detto necessiteranno di tempi un po’ più lunghi, oltre alla doppia mossa sull’immobiliare, con il ritorno dell’Ici (su cui però nelle ultime ore sono da registrare dei distinguo da parte delle forze che sostengono il governo, tra cui il Pdl) e l’aumento delle rendite catastali, si punta anche all’aumento dell’Iva e in molti chiedono che si proceda ad un prelievo sui patrimoni (oltre un milione) e alle cessioni immobiliari (5 miliardi l’anno). Poi arriverebbero le misure per rendere più equo il sistema delle pensioni (contributivo per tutti) e per riformare il mercato del lavoro (flessibilità in uscita). Ma il ministro dello Sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti Corrado Passera, a Bruxelles per la prima uscita, ha anche annunciato che ci sarà “un bel piano energetico nazionale” perché, “dopo il referendum sul nucleare, bisognerà rivedere i nostri piani”. Al commissario europeo Tajani, poi, ha promesso un intervento per sbloccare i pagamenti delle amministrazioni pubbliche ai propri fornitori: è un capitolo che vale 60 miliardi, per le imprese ossigeno importante. Per il pareggio del bilancio, il Governo si appresta anche a modificare il testo all’esame della Camera per inserirlo in Costituzione facendo ricorso anche ad un organismo ad hoc di controllo sul modello del Cbo del Congresso Usa. Sul fronte “crescita” (senza creare inflazione o alimentare il disavanzo) si punta anche a norme di semplificazione (ad esempio l’intervento per ,la liberalizzazione delle professioni). Ma si parla con insistenza anche di un taglio al peso del fisco sul lavoro. Nuove risorse arriverebbero dalla lotta all’evasione (tracciabilità a 300-500 euro), novità in dichiarazione dei redditi (con indicazioni più puntuali). Sul fronte pensioni, i temi sui quali il Governo lavorerebbe sono l’estensione del contributivo per tutti, l’anticipo dei tempi sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne nel settore privato (al momento l’adeguamento a quella degli uomini e delle donne nel settore pubblico è prevista tra il 2014 e il 2026) e l’anzianità arrivando in tempi brevi a quota 100 (tra età anagrafica e anni di contribuzione). Non è inoltre escluso l’anticipo delle regole sull’aumento dell’età pensionabile legandola all’incremento dell’aspettativa di vita dal 2013 al 2012.

LE TAPPE DEGLI INTERVENTI. Le proposte del Governo dovrebbero essere approvate, a meno di opposizioni parlamentari, già entro Natale in risposta alle polemiche degli ultimi giorni, sulle tempistiche messe in atto per arrivare alle misure necessarie.
Di certo si attendeva dal nuovo esecutivo, essendo solamente tecnico e quindi non rallentato dall’ inevitabile contrattazione propria di un Governo politico, una maggiore velocità nelle azioni; non dimentichiamo che mancano ancora i Sottosegretari e i Viceministri.
La cosa al momento più importante è proprio, a causa delle giuste pressioni che continuano ad arrivare dall’ Europa, riuscire a trasformare tutti i buoni propositi delle ultime settimane in gesti concreti.
Monti si è giustificato affermando che non è lentezza la sua ma solamente l’ accortezza di non sbagliare non affrettando i tempi, dovendo mettere nero su bianco un pacchetto che non può contenere errori. Sapendo di non potersi permettere errori, Monti è intenzionato ad intraprendere, tra la sostanziale mole di lavoro, delle misure su tematiche che possano essere facilmente sostenute con l’ appoggio delle parti sociali e politiche.

Ultimo quesito: saranno sufficienti le misure proposte dal governo Monti per uscire dalla crisi, considerando che dovranno esser presenti anche misure semplificative necessarie alla velocizzazione della realizzazione delle infrastrutture, l’ ammodernamento delle reti energetiche, le riforme sulle pensioni e sui contratti lavorativi e l’ ipotesi della reintroduzione della patrimoniale o al posto suo un prelievo dello 0,5 % sui patrimoni superiori al milione di Euro?

TOTOMINISTRI: QUALI NOMINE PER VICEMINISTRI E SOTTTOSEGRETARI? In attesa della nomina dei Viceministri e Sottosegretari, intanto inizia il solito toto scommesse; il resto della squadra, che si vocifera possa essere composta da meno di 25 persone, potrebbe essere ancora una volta tutta tecnica.

La questione sulla quale però non si è ancora fatta del tutto luce è la presenza nella squadra dell’ attuale Direttore Generale del Tesoro, Vittorio Grilli, che se accettasse l’ incarico di Viceministro all’ Economia incorrebbe in una diminuzione di tre volte rispetto allo stipendio attuale!
Invece sembrano più certe le voci che riguardano la suddivisione dei posti tra 12 persone vicine per ideali al Pdl e le altre 13 sostenitori di Pd e Terzo Polo.
La cosa sembra non preoccupare Bersani e colleghi che però definiscono assurda l’ idea di Berlusconi di proporre come Ministro per le deleghe alle telecomunicazioni l’ avvocato di Mediaset, definendola la commedia dell’ assurdo. I Democratici continuano però, così come il Vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, a sottolineare un appoggio leale al nuovo Governo.
Chissà quindi se le nuove nomine di Viceministri e Sottosegretari ci presenteranno altri tecnici o esponenti delle varie parti politiche per scongiurare futuri ribaltoni.. lo sapremo nella prossima puntata! Sperando che non siano più di 6.000 come quelle di Beautiful!

 

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