Ravenna. ‘Dai risotti ai tigrotti: pirati e curiosità’. Un excursus sulla pirateria di tutti i mari con cenni storici e curiosità con Anna Spinelli.

Ravenna. ‘Dai risotti ai tigrotti: pirati e curiosità’. Un excursus sulla pirateria di tutti i mari con cenni storici e curiosità con Anna Spinelli.
Pirati

RAVENNA. Sulla suggestiva terrazza della Lega Navale, affacciata sul canale Candiano e verso il mare aperto, il secondo incontro dei Venerdì Culturali affronta il tema dei Pirati attraverso la storia e le curiosità, in un excursus sulla pirateria di tutti i mari con cenni storici e curiosità, dalla cucina alle donne, nelle abitudini dei Pirati. L’appuntamento è per VENERDI’ 19 GIUGNO alle 18.30. 

Ma cosa rende questi personaggi così accattivanti? “I pirati siamo noi – racconta Anna Spinelli -  il fascino che hanno è delle persone che hanno reagito buttando tutto all’aria, sovvertendo le regole e sono andati per mare, luogo di sogni per eccellenza. Nell’immaginario comune i pirati trovano tesori (il sé?) e salvano principesse che li seguono sui loro velieri (un’integrazione tra tutte le parti di se stessi e l’affinità cercata con “l’altro”?)”.

Una curiosità, in particolare, riguardo i Pirati, risale ad un viaggio della professoressa Spinelli negli Stati Uniti. ” Negli Stati del sud – racconta - nelle ville dell’epoca rimaste in piedi e trasformate in museo, si conservano collezioni di oggetti pregiati appartenuti alle grandi famiglie del passato. Tra questi vedevo dei tappeti definiti persiani, assolutamente tali per la “filiera” d’acquisto, ma in realtà colori, disegni, formati non erano persiani, e ebbi il dubbio che i nuovi ricchi dell’epoca fossero stati turlupinati letteralmente. Molti anni dopo, presso un venditore di tappeti da cui ero andata a fotografare degli esemplari asiatici, per illustrare tale arte ai miei studenti di storia dell’arte islamica, mi imbattei in un tappeto gigantesco quanto a formato, ma con proporzioni anormali, colori e disegni letteralmente terribili e senza senso. Il venditore mi disse che era un vecchio tappeto “americano”, di oltre un secolo, ovvero per committenti americani dei secoli passati. A quel punto mi ricordai dei Rounders, ovvero pirati che dai Caraibi passavano all’Oceano Indiano nei momenti in cui la marina soffiava loro sul collo diciamo. Non ci andavano a caso, poiché si portavano gli ordinativi di suppellettili pregiate per la Persia, da fabbricare “su misura”, e ogni anno consegnavano tali ordinativi nei porti del Golfo Persico, ritirando i prodotti realizzati con gli ordinativi dell’anno precedente da consegnare nelle città della Nuova Inghilterra: Boston, New York, Filadelfia e via dicendo. In sostanza i pirati avevano contribuito a creare stili e ad aprire un mercato nuovo, guadagnandosi da vivere con un contrabbando assolutamente impensabile”.

Viene da chiedersi quali siano le fonti di studio sui pirati: “la documentazione è infinita – spiega ancora Anna Spinelli –  ma è da cercare. I pirati, in quanto ribelli della società, non entrano a far parte della storia. Ma esistono le storie raccontate da chi va per mare, raccolte di diari e lettere che aspettano di essere dischiusi, archivi processuali, memorie scritte, talvolta sotto falso nome, romanzi di pirati che in realtà sono costruiti con storie vere. A questo si aggiunga l’interesse che gli studiosi ogni tanto osano provare apertamente, e allora iniziano a “navigare” tra ogni tipo di archivio e museo, e ne escono libri. Ce ne sono tanti a questo punto”.

Anna Spinelli è orientalista e scrittrice. Laureata in lingue e letterature orientali all’Università di Venezia, si occupa di storia delle comunicazioni. Per Fernandel ha pubblicato ” Tra l’inferno è il mare. Breve storia economica e sociale della pirateria” (2003), “Dal mare di Alboran a Samarcanda. Diario dell’ambasciata castigliana a Tamerlano” (2004), “Arte islamica. La misura del metafisico” (2008), il romanzo “Rum (2009) e il ricettario della pirateria “La cucina dei pirati” (2009).

 

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