Non solo sport. F1. Se Max è il più forte, Carletto è il più grande. La ‘rossa’ è tornata ‘ per far sognare’ .

Non solo sport. F1. Se Max è il più forte, Carletto è il più grande. La ‘rossa’ è tornata  ‘ per far sognare’ .
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LA CRONACA DAL DIVANO.  ( dal  4 al 7  luglio 2022). Quando la ‘rossa’ s’accinge a scriver le sue paginette di gloria si sa che chiede alimento   non  a  commentatori odierni ma  a poeti come come Omero e Virgilio, che di epica s’intendono, e che di epica devono  trattare quando a fornire  il materiale è un prodigioso ippogrifo ‘rosso‘ che è meglio stimolare piuttosto che sfidare o ‘ cercare d’ingannare‘ come hanno provato a  fare (  qualche anno addietro) un tiranno ( ora ) spodestato e la sua ( impunita ) combriccola.
Un ippogrifo meglio noto come  la ‘ rossa’ che anche quando attraversa tribune d’altro colore organizzate in minoranza non va mai. Com’è capitato lungo tutto il percorso del Gp d’Austria intrapreso dalla ‘rossa’  sotto cattivi auspici. Scaramucce in casa,  gara Sprint ( comunque ) al grande avversario  aggiudicata, sorriso del Max fin alle orecchie .
Non è che in gara tutto sia filato liscio. L’ambizioso Carlos è finito tra fiamme e fumo, e anche il Carletto ha dovuto chieder soccorso a risorse impensabili  per quell’acceleratore che non funzionava. Epperò tutto ha contributo ad un ulteriore trionfo, o meglio, a scrivere quelle paginette  di gloria sportiva che i poeti penseranno a rendere immortali.

Con tutte quelle tribune ricolme di popolo festante  vien da chiedersi come sia stato concesso per anni di ‘sabotare‘  le prestazioni di quella ‘rossa‘ alla quale, con tutto il rispetto per il valoroso campo avversario, gli dei delle auto hanno concesso di affidare sogni, anche quelli  impossibili, che donano ad una domenica di sport  ricordi indimenticabili.

CURIOSITA’. I tecnici Red Bull non penserebbero più alla massima efficienza ma semmai ad incrementare il carico generato dal fondo nei curvoni veloci, fattore distintivo della F1-75. Lo conferma anche la differenza ormai minima di velocità massima tra le due vetture. Le differenze sembrano  sempre più sfumate e costituisce fonte di orgoglio per  Maranello che sia la RB18, leader attuale, a integrare le soluzioni della F1-75 e non il contrario.

F!.GARA SPRINT. Verstappen ( Red Bull, 8 punti), Leclerc ( Ferrari, 7 punti) Sainz ( Ferrari, 6 punti).
F!. CLASSIFICA PILOTI.  Verstappen ( 208 punti), Leclerc ( 170 punti), Perez ( Red Bull 151), Sainz ( 133).
F!. CLASSIFICA COSTRUTTORI. Red Bull  359 punti, Ferrari 303, Mercedes 237.

PROSSIMI GP. 22-24 luglio Francia; 29-31 luglio Ungheria; 26-28 agosto Belgio. 

ALTRE DI GRANDE SPORT. Per la settima volta a big Joko il torneo di Wimbledon. Che tra i suoi avversari il più ostico sia stato il nostro Sinner ( battuto dall’esperienza ma non dalla bravura )  la dice lunga su quel che potremo vedere sui campi da tennis, Wimbledon compreso, nei prossimi anni.
Al Tour dei cosiddetti fenomeni in voga è il duo Van Aert-Pogacar, mentre il Giro donne ( con buone prove delle nostre) è andato alla Van Leuten. Nel volley di Nation League gli azzurri travolta anche l’Olanda si accingono alle finali di Bologna con un pensierino al Mondiale. Stessa musica per le azzurre pronte per le Finals in Turchia. Non finisce di maravigliare il Grande Greg, che nella città olimpica vince la tappa delle World Series di nuoto di fondo.

Gallo, scelta Celtics, in Usa, va a caccia dell’Anello, come sesto uomo. Batosta contro la Georgia dei perdenti del rugby. Ultimo test iridato verso il Mondiali di atletica di Eugene. Due azzurri  ( Pettorossi ed Herrera) nel pool delle 4×100 hanno gareggiato senza brillare. Umberto Gandini rieletto presidente di Lega basket fino a giugno 2025.

 

 ( dal  4 luglio 2022). E mentre il criminal figlio della Moscova continua a fare vittime innocenti per un disegno che più anacronistico di così non potrebbe,  protetto  a sua volta dall’ amorevole cinismo   di quei democratici che continuano a dettar una sola  legge sotto la muraglia, in Occidente la vita continua. Nella sua normalità apparente. E così nello sport, che di questa normalità speriamo non sia lo specchio ingannevole.

Uno sport che  bene e spesso  si tinge  di tricolore. O meglio, di quell’ azzurro partorito da Araba Fenice al quale il tricolore ha demandato di rappresentarlo. Incredibile a dirsi, ma, ultimamente, anche i pinguini dell’Antartico hanno imparato  l’Inno degli Italiani.  Più o meno obbligato  in tutte  ( o quasi)  le discipline disponibili.
Da quelle praticate tra e sui   monti a quelle che veleggiano sui  mari; da quelle storiche a quelle più recenti; da  quelle assai diffuse a quelle meno  note. Fare elenchi non sta bene. Anche perchè non siamo qui a celebrarci, ma a meravigliarci di cosa può quel curioso stivale che accoglie ( senza remore ) i popoli più disparati e spesso anche più disperati.

Ma restiam su quest’ultimo week end. Sorvolando sul calcio che comunque va preparando le sue sorprese per l’ imminente nuova stagione, e sbirciando quanto accaduto, qua e là. Cominciando dalle note di cronaca non felici, come la finale mondiale di pallanuoto maschile arrivata ai rigori ad oltranza e ceduta da mano imberbe ai campioni d’Ispagna.
Una sconfitta, dopo tante vittorie, che ci sta, anche perchè concessa dopo  una sostanziale parità di meriti, che potranno tornare motivazioni forti ai futuri  due mondiali e all’incombente Olimpiade parigina.
Al Tour ci aspettavamo la prima gialla del Pippo, ma la cattiva stagione l’ha solo  rimandata, perchè se tempo e   buona sorte non latitano il più forte contro il tempo resta sempre  lui.

E passiamo alle note felici. Le più clamorose. Giunte dal volley femminile che se ne va alle finali Nation League di Ankara da terza in elenco. Non male per il proseguo del torneo. Giunte inoltre ( perfino) da quelle pedane dei tuffi dominate ( a prescindere) da fringuelli e fringuelline con gli occhi a mandorla,  che hanno concluso ( con l’argento Pellacani-Santoro ) dal mondiale ungaro per tutto il globo  senza parole.
A proposito di fringuelli e fringuelline è proprio impossibile dedicare loro uno spazio a parte lasciando agli altri, a tutti gli altri, dove   certi graziosi  uccellini sono introvabili, almeno l’illusione  di aspirare anche loro a qualche metallo pregiato?
Note felici giunte, in particolare,  dal tennis e dalle auto. Sbirciamo le prime. Infatti, nel mitico centrale di Wimbledon dove hanno convenuto per celebrarlo tanti campioni passati e presenti, si sono dati appuntamento due baldi ventenni che, a detta dei più, sono presente futuro di questa planetaria disciplina. L’uno, Carlos, più giovane di un anno, spagnolo, già strutturato e più saltellante  d’un grillo, era annunciato come il crack dei campi da tennis  e non roba poco conta.
L’altro, Jannick,  italiano, allampato e flemmatico, con lo sguardo perso tra le fantastiche montagne dell’Alto Adige, era dato invece come vittima sacrificale, con qualche possibilità di rifarsi in seguito, ma ( al momento)  solo e soltanto  come vittima sacrificale.

Senza fare i conti, per l’ennesima volta,  con il volere di  quel mitico uccello che tiene nido nella terra degli Italoi e  che rinasce dalle proprie ceneri. Donando  prodigi. Come quello che i fortunati convenuti nell’arena centrale di Wimbledon  hanno potuto ammirare.
Non tanto come anticipo di futuro, ma di assaggio del presente certo che speriamo  non venga rapidamente bruciato dalle brame di sport planetari come il tennis. Prossimo test probante per il Nostro sarà  il Dioko super  favorito.

Sbirciamo anche sull’auto. Dove a riempire autodromi e platee varie, un volta  ostracizzato il tiranno,  è dovuta tornar  la ‘rossa’, ma con ambasce non tanto tecniche ma gestionali.
Sì, perchè come si può bene e spesso costringere  quello più deputato all’iride scendere ogni volta dalla sua ‘rossa‘ con la testa china?
Ma chi decide al muretto? Il sor Binotto o i soliti ‘ tutti e nessuno‘? A due passi dalla casa del venditore di bibite negare  il sacrosanto cambio di gomme scusandosi col dire non c’era tempo è parto di dilettanti o di malevoli compagni di viaggio? Ma alla ‘rossa’ dei giorni nostri a nessuno  tange  di  gettare al vento tanto ben di Dio ? Il sor Elkann, capo dei capi, tra uno svolazzo e l’altro, non sarebbe ora che mettesse mente locale anche a quello che pur tra tanti interessi meglio lo individua e  lo qualifica?

Passare il tutto in cavalleria  come vorrebbe il buon Binotto  scusandosi col dire che ( in fondo)   il buon  Carletto  qualche punticino sul Max    in ambasce l’ha guadagnato, non è come prenderlo in giro? O meglio, come dice l’ingGigi,  umiliarlo? Anche perchè non  è che  il Tulipano, già forte per conto suo, nonostante le rare  ambasce, senza spremere più sudore del necessario,  va ritrovandosi tra le mani un titolo che  ad altri  andrebbe meglio  assegnato? Prossimo Gp in Austria. 

F1 2022. CLASSIFICA PILOTI. Verstappen, punti 181, Perez 147, Leclerc 138 ( -41).
F1 2022. CLASSIFICA COSTRUTTORI. Red Bull punti 328, Ferrari 265.

( dal  27 giugno al 3 luglio 2022). Chi vuol entrare entri, chi vuol uscire escaTanto per recuperare se non le entrate
almeno la consapevolezza di essere del calcio patria antica e moderna che, se cerchiamo di affondare le radici nel tempo, manco gli inglesi ci affiancano.

Gli Inglesi portati ad esempio ma c che del patrimonio rimediato in età moderna si stanno manducando un po’ tutto. E chissà se ai canterini che intonano peana  del tempo che fu resterà qualche panchina di loro proprietà dove assidersi ( anche solo qualche minuto)  per tirare fiato? Lo sceicco, entusiasta, annuncia che a breve la ( sua)  Premier toccherà quota 5 mld, più o meno il triplo di quanto rimedieremo noi che di sceicchi, oligarchi e fondi, ci accontentiamo di quel che passa il convento.
Beati loro che al comando tengono padroni diversi ma perlomeno esperti a racimolare danari, mentre noi obtorto collo altro non possiamo che esperti a ‘ciucciare‘ danari,
quelli ancora caldi, sicuri  e belli, che l’ex campionato mondiale per club riesce ancora ad elargire. Fuor dai giochi ambiti, mentre le nostre storiche  icone  fanno capriole mortali  per non finire in balia di trattamenti e arbitraggi solo da subire, e con i lapalissiani  eredi  di grandi commentatori non più tra noi  che al di fuor del gossip di mercato  poco altro sanno offrire.
Un momentaccio. Che però nel paese dell’Araba Fenice  può trasformarsi in un baleno  da tempesta a sereno. Ne sanno qualcosa i canterini d’Albione che, qualche mese  fa, davanti ad una compagnia rimediata non si sa come da un valente capitano di ventura, certi e baldanzosi, non solo non sono riusciti a vincere ma neppure a perdere.

E comunque sia, anche se il rampante sceicco riuscisse a recare in Premier tanti altri danari, non sogni nemmeno che uno che veste casacche bianconere, rossonere, nerazzurre,
azzurre o giallo rosse, si disponga all’ossequio vassallatico. Semmai sarà l’opposto.
Tanto che sarebbe ora di cominciando a farlo capire, a chiare lettere,  soprattutto a quei campioni veri o presunti che all’Alma Mater si viene  a prendere lauree che sigillano carriere e non pensioni.  Proprio così, allora:  ’Chi vuol entrare entri, chi vuol uscire esca’. Con tanto di nostri saluti, baci e abbracci.

Lapadula che ha  mamma peruviana sceglie la maglia del Perù. Dibala che ha nonna-mamma italiane sceglie la maglia dell’Argentina.
E così un Ricciardo o un Quartararo, un Bertarelli o un Cancellara. Sembra che qui per tutti si goda fuorchè d’essere italiano. Poveri noi, che  in tanti secoli di contributi  al mondo qualche partita avremo  pur  sbagliata!  Come ( non si sa come) per gli ultimi due Mondiali di calcio.
Questo natalizio, infatti,  farà  a meno non solo dei campioni d’Europa in carica, ma di una maglia che sul petto stampiglia quattro stelle che potevano essere cinque se uno dei suoi migliori talenti non avesse  fallito un rigore che  l’ineffabile Eupalla ha voluto finisse al vento.

ULTIME DALLO SPORT. E se  nella moto Gp ’Nuvola rossa’ si è preso un periodo di sosta, in codesto fine  fine settimana torna in pista la ‘rossa’ per elezione che, ad occhio e croce,
il Mondiale se lo sarebbe già giocato, salvo quella nemesi che perseguita inderogabilmente  quanti osano sfidarla  per obliarla.
Ci hanno provato le ‘frecce’ del Toto, con ogni mezzo, lecito e non, ma   stanno pagando il  fio loro; ci stanno provando  anche le auto del venditor di bibite al momento esenti dal sortilegio eppure già in lista d’attesa. Chissà allora qual soluzione potrà sortire alla fine d’un campionato che più lungo di così non potrebbe essere?

Dal nuoto esce uno squadrone come mai avevamo visto. In vasca, dal trampolino, in acqua aperta. Potremmo chiudere anche oltre 20 medaglie, sotto gli Usa e poco meno o poco sopra della Cina. L’uno con 360 mln, l’altra con i,5 mld di concittadini. Che dovrebbero dar luogo a serbatoi molto più affollati del nostro.
Tra gli altri a chi dare la palma di migliore se non a Gregorio PaltrinieriGreg il Grande, oro anche nella 10 km dopo uno dei più avvincenti duelli mai visti? Sempre nella pallanuoto mondiale a Budapest, il  Settebello va ai quarti contro l’Ungheria; al Setterosa nei quarti ci sono gli Usa. Terza e ultima tappa invece di Nation League femminile a Sofia.
Le nostre affronteranno Polonia, Sud Corea, Bulgaria e Thailandia. Le azzurre arrivano a questa tappa da quarte in classifica ( sei vittorie, due sconfitte). Alla Final eight di Ankara invece accedono in otto, Turchia paese ospitante compresa. Datome torma in Nazionale di basket, mentre altri lasciano. Buon viaggio. Parte  da Copenaghen il Tour de France.

In quel di Wimbledon di bianco vestito lascia per Covid il nostro Matteo, che era dato tra i favoriti. Avanzano Sonego e Sinner. Speriamo per non farlo rimpiangere.

NB. Nota. nella 10 km l‘Italia si è aggiudicata anche l’argento, con Acerenza. 

( dal 17 al 26 giugno 2022). Continua la splendida e infinita stagione dello sport azzurro, che la pandemia non ha estinto ma rilanciato a dismisura.
Come mai accaduto nel passato. E un po’ in tutte le discipline, cosa non possibile neppure ai grandi di questa moderna società planetaria.

Eppure demograficamente siam poca cosa. Certo, poco oltre i 60 mln contro otto mld altrui, con tanti problemi, pochi e vetusti impianti  e  infiniti dirigenti quasi mai  all’altezza.
Infatti è la truppa che quando men te l’aspetti tira fuori dalla sua  anima  sorprese a non finire. Tanto che qualcuno ha cominciato a credere che la prodigiosa mitica Araba Fenice
abbia messo ( davvero )  il nido in un ameno anfratto dello Stivale.
Che non è una mala residenza, visto quell’inestimabile e incalcolabile ‘ ben di Dio’  di cui consente di  godere  dalle Alpi al Mare.
In tutto questo l’anacronistico  nazionalismo non centra proprio nulla. Perchè qui non è un Paese che si celebra tra altri Paesi. Ma   un Paese che sta raccogliendo tutte  le sue forze,
dopo qualche  partita giocata male, per tornare a dare il suo  indispensabile contributo al resto della compagnia umana.
Alla sua gente, intanto,  resa ( al momento) talmente sfiduciata che chiede venia ad ogni piccolo rimprovero; all’Europa , poi, che del paese degli Italoi , cotto o crudo che sia,
non può farne a meno; del Mondo, infine,  che proprio qui ha visto partorire un Impero che si da per  scomparso quando invece ( continua) a  covar sotto la cenere
e una Chiesa che  non  solo non eclissa ma che  continua ad issare le sue croci ( spesso martirizzate) in ogni angolo del Pianeta. E non allarghiamoci oltre.
Anche se di pan da manducare ce ne sarebbe ancora. Torniamo semmai  nell’ambito dello sport vestito d’azzurro che, come detto, va  inventandosi  soddisfazioni a non finire.

RISULTATI IN BREVE. Nell’ attesa di tornare in mare con Luna Rossa per vincere la Coppa America,  continuiamo a mietere gloria  nelle  auto e moto.
Nelle auto, dove la ‘rossa‘ di Maranello è tornata a dar del filo da torcere a tiranni e tirannelli che senza di Lei poco o nulla avrebbero da offrire a questa disciplina donde
(  nonostante le apparenze) non sono gli intrallazzi, i danari e la tecnologia, a farla da motore, ma il ‘ cuore’,  quello immenso che quelli innamorati della ‘rossa’ dispiegano  ogni volta lungo i tracciati dove chi attende, imberbe o tardo che sia, null’altro spera che affidarle sogni  da far pervenire  alla benevolenza degli dei.
Nelle moto, dove la ‘rossa‘ di Borgo ha riscoperto una valente sorella  finita senza tanti clamori in quel di Noale. Al momento restiamo più o meno in corsa per le tre categorie.
Anche se, in quella maggiore, per qualche distrazione  di chi governa le nostre squadre, abbiamo  lasciato facile  passo ad uno di quei talentuosi giovani sangue del nostro sangue ai quali qualcuno vuol far credere  che basta nascere in  altrove per  essere dell’ altrove. Un po’ come a quella  pianticella che senza radici vuol restare  alta e bella.

Prestazioni positive, come detto, giungono da più discipline. Nuoto-pallanuoto ( Mondiali), atletica, scherma( Europei), basket e volley ( maschile e femminile), ginnastica artistica.
Ma anche dal calcio che qualche  ‘ cavallone di Troia‘ non perde occasione di  consegnare armi e bagagli a ‘ quelli lassù‘, ormai prede di sceicchi, oligarchi e fondi,
che  spendono e spandono a lor misura,  celebrando non il genio ma polmoni e gambe.  Nutriti non si sa da chi e come, visto che nessuno al riguardo spiccica una parola.

NOTA A MARGINE. Un tal Di Maria, ennesimo  buon calciatore di sangue più nostro che  altrui,  ora in attesa del pensionamento, continua far le bucce a quel che gli offre la Signora,
non una signora qualsiasi, ma  la Signora. Che, lei, come altre nostre auguste signore che hanno fatto la fortuna planetaria della pelota, non sarebbe meglio tornassero a meditare
su quel che dice il poeta?
” O Patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l’erme torri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond’ eran carchi i nostri padri antichi.
Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri. Oimè! quante ferite, che lividor, che sangue! oh, qual ti veggio, formosissima donna! Io chiedo al cielo e al mondo: —
Dite, dite; chi la ridusse a tale? … ”

ITALIA: NE’ FANALINO DI CODA NE’ BUFERA. Basta un nulla per far finire sui media l’Italia nella bufera. Ciò che è avvenuto in questi giorni è significativo.
Dopo l’annuncio di Francoforte di un possibile minirialzo ( mini) dei tassi e le gaffe della presidente Lagarde, il nostro spread è subito schizzato, perlomeno fino al successivo annuncio precipitoso della Bce di un possibile scudo anti spread. In questo frangente, come tante altre volte, la reazione dei nostri giornali stampati e televisivi e dei nostri opinion leader è stata invece univoca: siamo nella bufera! Come fossimo nell’imminenza di un tracollo economico-finanziario o come se l’Italia di oggi fosse quella del 2011.

Invece, oggi, innanzitutto, abbiamo presidente del Consiglio il salvatore dell’Euro e una delle più autorevoli personalità al mondo. Non solo. Nonostante la durezza della pandemia, abbiamo rapidamente recuperato i livelli Pil pre crisi mentre altre nazioni europee, come la Germania o la Spagna, non ci sono ancora riuscite.

Nonostante la guerra russo-ucraina, i rincari dell’energia e dell’inflazione, la nostra produzione industriale nel trimestre febbraio-aprile ha avuto la più forte crescita del trimestre precedente ( +2%) tra i maggiori paesi dell‘Eurozona; il settore edilizio cresce a ritmi da ricostruzione post bellica;
l’export  pur avendo perso gran parte del mercato russo e ucraino e parte di quello cinese, è comunque progredito nei primi quattro mesi di quest’anno del 3% in volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; le imprese manifatturiere sono piene di ordini e nel primo trimestre gli investimenti in macchinari e mezzi di trasporto sono aumentati in termini reali del 4,3% rispetto al quarto trimestre del 2021.
Il solo leasing strumentale, secondo Assilea, è balzato di un miliardo di euro nel periodo gennaio-aprile 2022 rispetto allo stesso quadrimestre 2021. Con Industria 4.0 la manifattureria italiana è diventata la più competitiva al mondo, la nostra produttività del lavoro nella manifattureria è quella cresciuta di più nel G7 dal 2015 in poi e vantiamo un surplus commerciale con l’estero esclusi i combustibili fossili che nel 2021 è salito alla cifra record di 104 mld dollari.
Il MEF confida altresì che il Pil italiano possa aumentare anche nel secondo trimestre, dopo non essere crollato, come molti temevano, ma essere anzi cresciuto dello 0,1% ( Usa -0,4%, Francia – 0,2%). Dopo i primi tre mesi dell’anno in corso, la nostra crescita acquisita nel 2022 è già del 2,6%, superiore alle stime formulate per il 2023 da tutti i maggiori provvisori. E nella seconda metà del 2022 e nei prossimi anni anche gli investimenti del Pnrr sosterranno in modo importante la nostra crescita e quindi anche la riduzione del rapporto debito/Pil.
Previsto a scendere quest’anno al 147% dal 155% del 2020.

Basta autolesionismi. E’ tempo finalmente di spiegare all’Europa, ai mercati e agli analisti finanziari che l’Italia non è nella bufera, nè tantomeno come la Grecia. Ed è tempo che la nostra comunicazione-Paese diventi più consapevole dei dati reali, più precisa e aggressiva. Nell’interesse nazionale.

Marco Fortis, Il Sole24 Ore, mercoledì 22 giugno 2022, n.170).

INVESTIMENTI ESTERI. L’Italia piace sempre di più a chi, in altre Nazioni ha capitali da impiegare. Nel 2021 risulta in testa, infatti, tra i Paesi dell’Ue per incremento di investimenti diretti esteri ( Ide), con 207 progetti, contro 113 del 2020, e una crescita dell’83%, la maggiore tra gli Stati membri. Questo la fa entrare nella top ten relativa al ranking dei Paesi europei per numero di progetti Ide, consentendone di posizionarsi al settimo posto.
Ciò nonostante sempre in quella classifica, l’Italia mostra una quota di mercato del 3,52% che è in aumento rispetto al 2% del 2020, ma segna ancora una notevole distanza dal principali attrattori di Ide, ovvero Francia (215), Regno Unito( 17%), Germania ( 14%).
Insomma il nostro Paese continua a mostrare, secondo gli investitori esteri, una serie di criticità che ne limitano l’attrattiva: incertezza regolatoria, contenziosi, burocrazia. Imprenditori e manager stranieri, inoltre, vorrebbero un significativo taglio delle tasse; tuttavia manifestano, per la maggior parte, l’intenzione di investire in Italia e la convinzione che, nei prossimi tre anni, il Paese sarà più attrattivo.

( dal 17 al 16 giugno 2022). Se va avanti così sicuro è che, trionfo dopo trionfo,  metterà in ombra tutti gli altri ‘olandesi volanti‘ che dall’opera di Wagner in poi hanno
ereditato i sembianti del marinaio   che da secoli  s’associa alla gente delle terre basse che coltiva tulipani.

Il ragazzo è forte. Probabilmente più a causa della lezione paterna, che dell’amorevole sostegno di Cris Horner o dei perfidi maneggi di Toto Wolff. L’età è la stessa di quella del suo antagonista presente e prossimo venturo, entrambi del 1997,  ovvero quel Carletto che veste i mitici colori della ‘rossa’,  che anche quando perde vince visto che ( da tempo)  macchina più non è ma solo un Ippogrifo alato. Al momento  tutto gira a favore del Tulipano, ma qual nemesi stia preparando la ’rossa’ non si sa.
Semmai si può credere che prima o poi arriverà, magari quando men la si aspetta, imprevista e terribile, sennò come potrebbe continuare a scrivere quelle esclusive  pagine  che ogni volta strappano l’anima alla leggenda?
E comunque, dopo il  disastro dei motori rossi tra le case di Baku, per quest’anno, per il Carletto , specialista in pole, non sembra esserci più spazio per un titolo iridato.  Eppure  sono in ballo ancora 350 punti, tanti,  troppi, per far apparire la differenza di   150 contro 116  invalicabile quanto la muraglia cinese. Vedremo.

F1. GP AZERBAIGIAN ( Baku). ORDINE D’ARRIVO: Verstappen, Perez, Russel. Leclerc e Sainz ritirati per guasto motore.
CLASSIFICA PILOTI. Verstappen punti 150, Leclerc 116.   Prossimo Gp 16/17 giugno in Canada.

CURIOSITA’. Nomina Fia pe  Shalla Ann Rao al posto di Peter Bayer, nel duplice ruolo di segretario generale per lo sport  e direttore esecutivo della F1.
L’avvocatessa Rao negli ultimi anni ha lavorato in Mercedes come consulente speciale di Toto Wolff. Conflitto di interesso o no, non ce n’era ( proprio)  un/una  altro/a per quell’incarico?

FINESTRELLA CALCIOMERCATO.  Viaggia alla grande invece il calciomercato al Max. In ballo tiene Di Maria, Kostic, Morata, Rabiot e Demiral.
Di Maria vorrebbe impegnarsi per un solo anno, a che pro solo lui lo sa. Sicuri che non si possa fare a meno di questi esosi  pensionati illustri? Per Kostic sembra invece fatta. Mentre il bravo Alvaro vorrebbe restare. Rabiot interessa, ma se chiama una inglese l’addio è possibile. Scusate: inglese o no, se uno preferisce altro rispetto alla Signora perchè non accontentarlo subito e   a prescindere? Demiral, dulcis in fundo, è in attesa di quel che vuol fare la Dea: lasciare o riscattare ?
Per il Ciuccio tanto clamore per nulla. Nell’attesa di sapere chi parte e chi resta. Come Koulibaly. La Dea invece vuol rifarsi il look, da Hateboer a Miranchuk. Infine Mou Mou vuole solo giocatori pronti. Le voci danno un contatto con tale ex innamorato Mertens, in uscita da Napoli. 

A margine del calciomercato una nota di colore, guarda un po’, il buon Carletto Ancellotti s’è ricordato d’essere italiano ed è tornato  a bagnare i suoi dorati piedoni di re di Champions nel nostro mare. Con  lui la ( seconda) moglie , l’americana Mariann Barrena NcClay, undici anni meno del nostro che ha spento le 63 candeline.

NATIONS LEAGUE. La compagnia di ventura del Mancio da Jesi ha subito un’altra batosta. Questa volta ad opera dei redivivi alemanni che con noi non vincono manco ad aprirgli porte e finestre. Ora i nostri baldi giovani non son più primi nel girone, guidato dall’Ungheria di Rossi ( 7 punti) che ha sepolto gli arroganti maestri sotto una coltre di gol.

ICONE  DEL NOSTRO TEMPO. Ai suoi figlioli confida  il Beppe, iconica bandiera della Beneamata: ‘ Ho un solo rimpianto nella mia carriera, quello di quella volta in cui avrei potuto andare a giocare in Inghilterra e non sono andato’. Facendo un po’ come quell’uomo che sposò una donna rimpiangendo l’altra. Il figliolo comprensivo dice ‘ E’ uomo sincero’;

il figliolo severo dice ‘ Sincero sì, ma anche piccolo’. Forse perchè non gli era sfuggito che se fosse andata come rivelato dal babbo, per entrambi, ieri come oggi,  due più due avrebbe fatto quattro. Raccoglie il tutto, fidente , l’amico del padre   Fabio, quattro anni di menoche ne frattempo ha recuperato una chioma folta e bruna come manco sognava a diciotto anni.

( dal 9  al 12  giugno 2022). Lukaku, Matic, Podgba: vuoi vedere che la Serie A sta tornado di moda?
A porsi la domanda è l’arguta ‘ rosea’, che del cuore del calcio non si perde un battito.  Domanda gradita, anche se per noi del divano la Serie A , pur con i suoi tanti incapaci e mangia pane a tradimento  che gli ronzano dentro e fuori, e i dannosi  impianti obsoleti che manco il nasone che governa Milano riesca a rinnovare, non solo non è mai passata di moda ma è sempre stata al vertice del movimento calcistico planetario. Dove gli basta poco per assidersi,  possibilmente in alto, o  dove men gli altri se l’aspettano.
Le sirene sul bel calcio d’Oltremanica infatti non ci hanno mai attratto. Nati come fummo tra eroi ed artisti non abbiamo mai preso sul serio  le corse di quei podisti veloci che giocano a flipper su un rettangolo verde senz’ombra di stanchezza.
E soprattutto  ora che si sono messi a capovolgere risultati negli ultimi minuti, quando l’avversario comincia a ritirar le vele convinto che il porto sia  prossimo venturo. Berti Vogt, tedesco leale, commentando la mancata presenza  dell’Italia nel ridicolo mondiale sotto l’albero, non ha trattenuto lo sbotto: ‘ Un Mondiale senza l’Italia? Ma che fanno, non sanno che  è come portare in tavola un brodo senza sale !’.

Con il calcio il fine settimana vede tornare in pista a Baku anche la ‘rossa’. In debito con la carlona ma soprattutto con la sfortuna.

IL TOUR E L’ OMAGGIO ALL’ EUROPA. Dal 1903 non era mai accaduto di condividere la gioia della grande partenza del Tour. Noi che,  del ciclismo mondiale ,  solo e soltanto con i cugini francesi condividiamo  l’onere e l’ onore d’esserne l’ Alma Mater, al cospetto di tale indiscrezione restiamo basiti.

Infatti pare che nel 2024 i responsabili della Grande Boucle abbiano deciso di onorare i pedalatori azzurri, folti e forti come spighe di grano alla mietitura. E che i cugini, anche quando facevano finta d’altro, hanno evidentemente profondamente amato. Anche se non hanno potuto apprezzare come dovuto  Binda, rifacendosi però  con Bottecchia. Nel ’38 avrebbero voluto affogare il Gino che, impavido, dieci anni dopo, esaurite le miserie d’una guerra fratricida, il Tour è tornato a vincere in  età da pensione.
Si sa inoltre che sono rimasti rapidi dai voli del Grande airone che il Tour ha vinto due volte solo perchè lo ha corso  tre  in tutto.  E non sanno ( certamente) dimenticare quel pirata smilzo, imprevedibile e  maltrattato  che ha dovuto battersi contro un tale che per sette anni ha disonorato  una maglia che non sarebbe mai stata sua.
Fatto è che il Tour del 2024 dovrebbe toccare ( soprattutto) Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Per un incontro unico, che oltre che a onorare l’Italia onora quell’Europa che, poco alla volta, nonostante vaticini vari e inconsulti, lasciando in vita epiche storie ed evidenti diversità, sta raccogliendo le migliori forze per dar corso ad una nuova grande nazione. Quanto prima. Con il peso della sua millenaria saggezza. Dentro scenari che mostrano ( tanti) protagonisti pretenziosi, inadeguati, pericolosi.

ANTICIPAZIONI. Dal 26 luglio all’11 agosto a Parigi è tempo di Olimpiade.  Il Tour si concluderà cinque giorni prima, quindi con la necessità di non recar danno a due eventi tanto importanti e giganteschi. La partenza del Tour sarebbe fissata in quel di Firenze ( Bartali e Nencini) per toccare poi RiminiCesenatico ( Pantani), Bologna, Modena, Piacenza e Pinerolo ( Coppi).
Domenica 30 giugno,  seconda tappa con il via da Cesenatico; lunedì 1 luglio, terza tappa ( Modena-Piacenza) con arrivo a Sestola; martedì 2 luglio quarta tappa verso la Francia, con la Cuneo-Pinerolo per incoronare ( finalmente) quello che le grandi penne del ciclismo hanno cantato come il più grande ( e forte ) ciclista di tutti i tempi.

 IL CASO COMMISSIONI. Scende  ( finalmente) in campo la Fifa, che tra i bei addormentati del calcio è pari solo alla Uefa. La quaestio questa volta riguarda il ‘ caso commissioni’ ,
Che  da qualche tempo sta svenando, legalmente, nella beata indifferenza dei più, le ( sempre più) mal ridotte società di calcio. Insomma, assicura la ‘rosea’, in futuro  non dovremmo più assistere a casi come quello di Erling  Haaland, giovin attaccante norvegese,  acquistato dal solito spendaccione, ovvero il City dei signori del Golfo,
che avrebbe versato 60 mln al Borussia D per la clausola recissoria e altri 40 mln per le commissioni andate (  in parte ) al procuratore ( agenzia Raiola) e ( in parte) al padre.

Eppure  il giovin Haaland non è stato il giocatore che ha portato più soldi al proprio agente. In capo alla lista c’è un tal Paul Podgba, attaccante francese, che nel 2012 passò a parametro zero  dallo United alla Juve. Al procuratore ( agenzia Raiola) andarono allora 11 mln. Nel 2016, poi, Paul , fece il percorso inverso, e qui lo United versò 105 mln di cui 25 mln andarono all’agente che ne aggiunse altri 10 mln direttamente dal club inglese.
Una percentuale incredibile e che, se istituzionalizzata, o  non regolamentata, metterebbe in ginocchio pure gli irriducibili hildago che reggono le sorti dei due Panda spagnoli. E qui sembra che, la cosa,  una volta fatti uscire dalle loro stalle i buoi del Golfo, non possa essere più praticata. La Fifa dell’Infantino infatti dice basta ad un modus operandi accettato da ( quasi) tutti e che di fatto è diventata una diffusa, piacevole ( e inesplorata) consuetudine.

( dal 4 all’8 giugno 2022). E mentre Celestino Vietti, zitto zitto, in Moto 2,  ci ha ricordato il valore di una scuola di ragazzuoli che ( tra le invidie del mondo ) continua a produrre campioni, la giornata trascorsa sul bel circuito dell’amena Cataluna, ci ha invece confezionato una vera ( ingenerosa ) ecatombe dei nostri, tra Moto3 e Moto Gp.
Con una sfiga azzurra da non credere. Foggia in testa nella Moto3 stoppato dal ( inusuale) calo della catena, e il Pecco nella Moto Gp travolto in fase d’avvio da uno sciagurato del Sol Levante che più che  correre ama disarcionare gli altri, con danni non da poco, e non solo per lo spettacolo, sempre e comunque alto, ma per le sorti di una contesa che così protetta dalla imprevedibil  sorte non offre l’esatta idea delle  forze contrapposte.

Sì, perchè, pur plaudendo alla straordinaria vena motoria dell’erede dei Quartarari, un Pecco in gara avrebbe ( di certo) offerto ben altro spettacolo, e ( forse) ben altro esito, se mal non ci sovviene quanto accaduto ( di recente ) al Mugello.
Ma tant’è, perchè nella vita come nello sport se gli dei si dilettano con le  beghe loro per gli umani, anche quelli più meritevoli,  diventa imprevedibile ogni ragionevole meritocrazia.
Diciamo pure che, a questo punto, per l’erede dei Quartarari , la riconferma del titolo iridato  è cosa  fatta o quasi .  Un peccato, metterla così, perchè lo straordinario agone sportivo  offerto al momento dalle moto da corsa, senz’altro tra i due o tre più invitanti al mondo, chissà quali altre entusiasmanti pagine avrebbe potuto scrivere  per noi e per i posteri?

CLASSIFICHE. Moto3, con Foggia ( suo malgrado)  fuori è stata solo una contesa ispanica; Moto2, con Vietti in cattedra,  agli altri non è rimasto che rimettersi in fila: Ogura a 16 punti, Canet a 24. Moto Gp, altro non c’è stato  che il gran Fabio de’Quartarari, tanto più che il buon Aleixi dimentico dell’ultimo giro  regala ( 9 punti).

ALTRI SPORT. L’eterno Rafa  vince il ‘suo’ 14° Roland Garros, e così noi altro non possiamo che inchinarci al volere del massimo fattor che in lui volle più vasta orma stampar. Altro profondo inchino va fatto alla Pro Recco, che in quel di Belgrado ha strappato ai serbi la sua decima Champions.  Il Poz, invece,   a sorpresa ,  nuovo coach del basket azzurro, convoca Recalcati, 76 anni, per dare avvio ad una nuova epopea  azzurra sotto canestro. Cioè, non a  fare le belle statuine ma a risalir la china fin alla vetta.

CAPITOLETTO CALCIO. Per noi del divano quella che tutti chiamavano Nazionale altro non era che una Compagnia di ventura agli ordini di Mancio da Jesi, capitano di ventura visionario e cattivo, ma che dell’arte della guerra col pallone in campo non è secondo a nessuno. La sua Compagnia allEuropeo  ha meravigliato il mondo, sverniciando tra l’altro quanti vengono fatti passare per gentleman quando non solo non sanno vincere ma neppure  perdere.
Purtroppo come tutte le Compagnie di ventura basta che la sorte e la condizione del capitano volgano altrove, per vedere svanire in un sol colpo l’ammirevole prodigio.
Il Mancio, infatti, a ferita aperta, avrebbe voluto trasferirsi altrove, tanto più che a proteggere una Nazionale sì carica di gloria ( da troppi anni ) non c’è proprio nessuno. Ben per noi che lui ci abbia  ripensato, riprendendo a rinserrare le  file. Rinvigorite da gambe nuove, quasi imberbi, e purtuttavia le uniche adatte a rigenerare speranza.
E se gli italioti  d’Argentina si sono fatti in quattro per far vedere che sono più bravi di nonni, padri e fratelli loro, agli Alemanni non è riuscito  altrettanto. Il pari ( 1-1) confezionato in Nation League contro di loro non è cosa da disprezzare, nonostante il rimbrottare del vaticinatore di Miami, anche perchè con sei debuttanti quanti potrebbero essere i tecnici ( nostri e altrui) disposti  a tornare in campo per riaccendere speranze ?  Soprattutto se soli e soletti, a spalle scoperte davanti alle nuove (  possibili ) tempeste in arrivo?

A proposito di nessuno, chissà qual gioia avranno  monsieur de La Palice o il nostro Catalano  nel constatare quanti meravigliosi eredi contano sulla faccia della terra,
come quel  tal Gravinapresidente Figc, così di gran peso  in ambito continentale  da vedersi lo sghignazzo  in faccia e senza pudore del  buon  Ceferin alla ( sua, nostra ) richiesta di un ( eventuale) Europeo all’Italia tra una decina d’anni, ovvero a nostro calcio bello e defunto?
Infatti sull’esclusione dell’Italia dal ridicolo campionato natalizio nel deserto il buon  Presidente scopre l’acqua calda, ricordando  ‘ Inutile pensare a ripescaggi, abbiamo perso e siamo fuori’. Presidente, scusi, ma che abbiamo perso lo sappiamo, che siam fuori anche,  quel che non capiamo se è come  una nazionale con quattro stelle e attuale campione d‘Europa sia stata trattata per la seconda volta di fila men della serva di Zoffoli per un torneo dove, stando a titoli e dati, avrebbe dovuto essere la favorita .
Non sarà perchè  nessuno lo fischia ? Nè   Fifa,  Uefa, nè quel simpaticone del sor Marotta, nè l’abbronzato  vate di Miami, nè giocatori e  giocatorini ( con affamati squali al tergo) dai piè veloci spendaccioni attratti?

Tra i quali ne prendiamo uno a caso. Certo   De Ligth, tulipano, che si permette di far le bucce sul  rinnovo con la Signora, dicasi la Signora di un calcio  che sui libri riempie più pagine d’altri nobili avversari,  in attesa  delle nuove. Che sono in bozza.
Sbotta il tulipano:  ‘ Valuterò l’offerta, anche perchè, io, cerco sempre di far qual che è di meglio per me‘.
Altro buon erede de La Palice? E sulla cui saggezza sorvoliamo,  visto che uno che uno che dice di  pensar  solo per  sè non si capisce come possa dare il meglio per gli altri.  Epperò non è ora che giocatori e giocatorini, con  tanto di affamati squali al tergo, tornino a nuotare nelle acque loro ? Non facendoci perdere tempo, anche perchè di certi soggetti passati a miglior stipendio  non resterà ( a breve) manco il più pallido ricordo?

NATIONS LEAGUE GIRONE3. Ungheria-Inghilterra 1-0; Italia-Germania 1-1; Germania-Inghilterra 1-1 , Italia- Ungheria 2-1.
Italia in testa al girone con 4 punti, ora ci tocca la sportivissima congrega dell’amata Regina. 

 ( dal 2 al 4 giugno 2022). Baggio, il divin Codino, almeno lui alza la voce. Che sarà poca cosa ma sempre più di quella impacciata e connivente
di tanti  dirigenti e addetti ai lavori del nostro calcio che, come dice il Dl, del pallone ( nostro e mondiale ) non capiscono una mazza.

Con l’inutile  buon  Gravina ( perfin) dileggiato dal ( non ancora ) indagato buon Ceferin, che alla richiesta del nostro per un Europeo tra una decina d’anni, ci scherza sopra:
‘ Ma che volete, voi, se non avete manco un impianto in grado di ospitare simili eventi?’.
Così infatti  i nostri valorosi, tra una ciacola e l’altra, hanno ridotto il calcio d’un Paese  ritenuto fin ai primi anni Duemila ‘ un campionato del mondo a squadre   disputato  settimanalmente’Berti Vogts, avversario leale  di quelli con cui si può fare l’Europa, di recente, alla notizia della estromissione dell‘Italia dal ridicolo mondiale natalizio tra le dune di sabbia del  Golfo, non ha mancato di  evidenziare  il suo disappunto ‘ Un Mondiale senza l’Italia ?  E’  un brodo senza sale‘.
Questo dicono gli altri, i foresti, non i nostri, i Rai, Mediaset, Sky o network vari che dir si voglia, e che  con il buon  Marotta   si rallegrano:  ‘ Il nostro torneo? Ormai
è roba di passaggio. Nulla di più!’
.
E pensare che, fosse stato per noi sul divano, se non altro per praticare le dovute distanze, a quel pensionabile croato che ha lasciato trionfante   la nobile maglia della Beneamata per andare a vestire quella plebea del Tottenham, il biglietto d’andata per l’ Oltremanica glielo avremmo offerto, noi, di corsa, gratis. Senza quello di  ritorno, però, visto che sarebbero stati soldi gettati al vento, se è vero che la  Beneamata  di certi soggetti non ha memoria.

Dicevamo del  Divin codino, che ( giustamente) commenta con dolore la batosta inflitta da quell’Argentina che ( non lo dimentichino i nostri emigrati nell’altro emisfero)  soprattutto  Italia era ed è : ‘ La squadra di Scaloni ha sicuramente dei talenti, ma il livello di serenità delle due squadre non era paragonabile. I nostri hanno sofferto moltissimo l’eliminazione dal Mondiale.  E sinceramente non mi capacito di come sia possibile che il successo all’Europeo non venga in qualche modo riconosciuto.
E’ scandaloso. Fossi stato al posto loro non so come avrei reagito. Questa eliminazione è davvero brutta da accettare perchè in una partita di 90 minuti può succedere di tutto. Basta un’azione e resti a casa. Non ho altre parole!’.
Morale: ‘ L’ Italia, che tiene quattro stelle al petto, fresca campione d’Europa, e che nel Golfo avrebbe dovuto esserci non per diritto ma per dare credibilità ad un torneo  anomalo   che   lascia a casa la squadra favorita. Quella che tutti avrebbero voluto rivedere. Pazienza, faremo come quelli d’Albione che agli albori del Mondiale manco si degnavano di sprecar sudore per partecipare alla conquista di una coppa chiamata  Rimet.

Note a parte. Tanto per dire che razza di amici  i nostri  si sono fatti in giro per il mondo.
All’Uefa, tale Ceferin, da quel che si sa infelice ‘invenzione’ del nostro Tavecchio; alla Fifa, tale Infantino, nato a Briga in Svizzera da emigranti calabresi, e che italiano si mostra in ogni dove  visto che per primi tromba proprio li parenti suoi.
Ebbene, quando il buon Gravina ha chiesto l’Europeo 2028 il buon Ceferin gli ha sghignazzato in faccia; quando qualcun altro  ha chiesto il recupero dell’Italia al Mondiale il buon Infantino   gli ha risposto che ( per intrallazzo) prima c’è  il Cile,  nelle sfide della  pelota  planetaria gettonato poco più del Briga.

 

IL MONDO IN CIFRE- Edizione internazionale a cura The Economist.
ANNI 2020/2022

Uno sguardo aggiornato ai PilStati Uniti ( 329 mln abitanti), 21.443 mld dollari; Cina ( 1.433 mln abitanti), 14.343 mld dollari; Giappone ( 127  mln abitanti), 5.082 mld dollari; Germania ( 83,5 mln abitanti), 3.861 mld dollari; India ( 1.364 mln abitanti), 2.869mld dollari; Regno Unito ( 67,5 mln abitanti), 2.829 mld dollari; Francia ( 65 mln abitanti), 2.716 mld; Italia ( 60,6 mln abitanti), 2.004  mld dollari.

Quanto si dice che la Cina è il primo colosso  economico al mondo si sbaglia: infatti, se questi dati non sono esibiti a vanvera, il divario tra le due superpotenze economiche planetarie è ancora piuttosto ampio a favore del paese con la bandiera stelle e strisce ( oltre 7mila mld, più o meno quanto i pil di Germania e Francia assommati).
Precisando inoltre che sui dati cinesi resta il sospeso sulla loro effettiva attendibilità, che se in realtà risultasse al ribasso non meraviglierebbe nessuno. Simil discorso si potrebbe fare sugli investimenti militari effettuati dai due Paesi, ma con ( eventuale)  revisione inversa.

Qui gli americani dichiarano 738 mld d’investimenti, i cinesi ( solo) 193 mld.

Che non sembrano tanti a fronte dei notevoli impegni in tutti i settori della difesa della Cina in questi ultimi anni.  Per raggiungere e superare i cinesi ( 2.035 mln di uomini in divisa, contro 1.388 degli Usa), tanto per svelare una curiosità, ci vorrebbe un’ Europa  tutta d’un pezzo che invece di spendere e spandere a vanvera ciascun stato pro domo sua, mettesse dentro un’unica cassa i suoi ( tanti) investimenti. Che  ( limitatamente ai primi) sono  questi:  Regno Unito 61,5 mld, Francia 55 mld, Germania 51 mld, Italia 30 mld.

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